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ⓘ Perugina è un marchio storico dei prodotti dolciari italiani. Lazienda alimentare, specializzata nel settore della produzione di cioccolato e nella produzione e ..




Perugina
                                     

ⓘ Perugina

Perugina è un marchio storico dei prodotti dolciari italiani. Lazienda alimentare, specializzata nel settore della produzione di cioccolato e nella produzione e vendita di prodotti dolciari venne fondata a Perugia il 30 novembre 1907. Nel 1987 entra a far parte del gruppo svizzero Nestlé. Il suo cioccolatino più famoso è il Bacio Perugina, un guscio di cioccolato fondente con un ripieno morbido di gianduia e granella croccante di nocciole.

                                     

1. Storia

Con un capitale di 100 000 lire, il 30 novembre 1907 un laboratorio artigianale di Perugia viene ampliato e diventa la Società Perugina per la Fabbricazione dei Confetti. I soci sono Francesco Buitoni in posizione marginale nelle imprese industriali della famiglia, Annibale Spagnoli e sua moglie Luisa, Leone Ascoli e Francesco Andreani.

La società si troverà sullorlo del fallimento e verrà affidata alla fine del 1909 al diciottenne Giovanni Buitoni, figlio di Francesco. Il suo piano di salvataggio consisterà nel reperire capitali, prestiti e ridimensionamento della politica commerciale. Dato lo scarso sviluppo del comparto industriale dolciario in Italia, la società Perugina risulta allora una delle maggiori imprese, anche se il suo grado non elevato di specializzazione la configura come unattività ancora semiartigianale.

Nel 1915 si trasferisce la produzione nel nuovo stabilimento di Fontivegge, vicino alla stazione ferroviaria di Perugia. La prima guerra mondiale provoca diversi effetti sullattività dellimpresa, come la limitazione di materie prime, ma anche lampliarsi della produzione di merci a base di cacao, destinate alle truppe. Nellandamento postbellico la Perugina trae beneficio dallespansione generale del settore destinata a durare fino ai primi anni venti.

Nel primo dopoguerra lemergenza della crescita impone subito un ampliamento della capacità produttiva e, parallelamente, ladeguamento della rete commerciale attraverso negozi per la vendita diretta, concessionari e depositi. Giovanni Buitoni comincia a sondare la possibilità di proiettare lazienda sui mercati esteri, soprattutto nel Mediterraneo Turchia, Egitto e Marocco. nel 1922 nasce quello che diventerà il prodotto storico dellazienda, ovvero il Bacio: Luisa Spagnoli, adoperando gli eccessi di cioccolato e granella di nocciole non usati in fabbrica durante la giornata, inventa un cuore di gianduia e granella di nocciole, ovvero un cioccolatino simile alla nocca di una mano a cui viene dato lappellativo del Cazzotto che Giovanni Buitoni rinominerà poi Bacio. Nel 1923 si giunge alla trasformazione dellimpresa in società per azioni. Nel nuovo assetto societario i Buitoni si assicurano il controllo delle attività, attraverso un processo di acquisizione di pacchetti azionari che si conclude nel 1927. La ridefinizione della struttura societaria consente a Giovanni Buitoni maggiori spazi di manovra nella complessa ristrutturazione che investe lintero settore dolciario.

Negli anni che seguono, la storia della Perugina si intreccia con quella della Buitoni, non costituendo un organismo polisettoriale integrato, ma dando luogo ad unalleanza informale legata alla comune proprietà. Giovanni Buitoni è contemporaneamente amministratore delegato della Perugina e presidente della Buitoni. La Società Perugina per la Fabbricazione dei Confetti cambia ragione sociale in La Perugina - Cioccolato e Confetture. Per volontà del suo giovane amministratore delegato, lazienda dolciaria affida il suo nome a una manifestazione motoristica, la Coppa della Perugina, organizzata per quattro volte dal 1924 al 1927. Per la Perugina, dal 1925 al 1940, la pittrice bolognese Emma Bonazzi ha progettato manifesti, confezioni di lusso - in legno, seta, cartone - e ha curato lallestimento dei negozi.

Di fronte a unagguerrita concorrenza straniera, sul mercato nazionale era allora liniziativa spregiudicata di Riccardo Gualino a segnare gli equilibri del settore: con la fusione delle principali aziende cioccolatiere italiane e la costituzione della Società unica, Gualino si muoveva in direzione della concentrazione, nella convinzione che il mercato del cioccolato potesse allargarsi negli anni successivi; inizia allora una complessa trattativa per acquisire al nuovo gruppo anche la Perugina; ma Buitoni rifiuta di cedere lazienda e risponde alla sfida sul terreno dellinnovazione. In primo luogo cresce lattenzione alla qualità del prodotto e allinnovazione tecnica del processo di fabbricazione. In secondo luogo Buitoni indirizza un costante impegno verso lo sviluppo della rete commerciale, le politiche di marketing e linnovazione nel packaging. La Perugina guidata da Buitoni è tra le prime aziende in Italia a incartare e inscatolare i cioccolatini e avvia un piano che prevede la diffusione capillare della rete commerciale e la penetrazione diretta nei mercati esteri.

La Perugina diviene, già negli anni venti, uno dei maggiori esportatori di prodotti dolciari ed è la prima azienda italiana del settore ad applicare, tra il 1926 e il 1929, le tecniche dellorganizzazione scientifica del lavoro, aumentando la produttività e diminuendo la forza lavoro impiegata nel 1928 ottiene il primo premio al concorso indetto dallEnios, lEnte nazionale per lorganizzazione scientifica del lavoro. Negli anni trenta la nuova tassa sullo zucchero crea non pochi problemi allazienda. Per aumentare le vendite, Giovanni Buitoni e Aldo Spagnoli allora direttore della pubblicità inventano un concorso di figurine legato al programma radiofonico I quattro moschettieri, con un montepremi. In palio cè anche la Topolino, unautomobile della FIAT.

A partire dal 1935 i prodotti Perugina vengono lanciati negli America, e viene fondata a New York La Bomboniera, società di gestione di un punto vendita di prodotti italiani sulla Fifth Avenue dove la Buitoni presentava i suoi sughi pronti e la pasta. A partire dal 1954 la produzione del cioccolato si diversifica verso prodotti maggiormente di massa. Inizia la vendita di cioccolatini sciolti, di tavolette e di confezioni più economiche. Negli anni sessanta si aprono filiali nelle più importanti città del mondo e la Perugina trasloca da Fontivegge al nuovo stabilimento di San Sisto. Tra la fine degli anni sessanta e la prima metà degli anni settanta Perugina, seguendo lesempio delle aziende concorrenziali, entra nel segmento delle barre e degli snack di cioccolato introducendo sul mercato prodotti quali Carrarmato, Muibon, Trebon e altri. Durante gli anni ottanta la società attraverso il lancio di prodotti come Ti va lidea? e il Tablo successivamente rilanciato da Nestlé in più fasi nel corso degli anni continuerà a far sentire la propria presenza nel mercato della produzione di cioccolato confermandosi come unazienda del settore dolciarioin grado di fare concorrenza ai gruppi leader del settore in Italia. Nel 1968 la Buitoni viene incorporata alla Perugina: nasce l IBP-Industrie Buitoni Perugina che però attraverserà varie difficoltà economiche fino alla sua vendita nel 1985 alla CIR di Carlo De Benedetti quando si trasformerà in Buitoni S.p.A. De Benedetti però dallinvestimento nel settore alimentare non ottiene i ricavi sperati, soprattutto a causa della mancata acquisizione della SME vicenda SME-Buitoni, la divisione agroalimentare dellIRI tramite la cui acquisizione limprenditore avrebbe creato un polo leader nel mercato italiano del largo consumo in grado di schiacciare tutta la concorrenza. A causa della mancata realizzazione del progetto, nel 1988 De Benedetti decide di uscire dal settore e di cedere la Buitoni-Perugina alla multinazionale svizzera Nestlé per una cifra pari a 1600 miliardi di lire. Anche sotto la nuova proprietà di Nestlé Italiana S.p.a. a Perugia continuerà comunque lattività dei siti produttivi della storica società alimentare italiana. Nel luglio 2007 Nestlé decide di cedere gli impianti di produzione di massa di cacao e cioccolato liquido dellimpianto perugino di San Sisto alla compagnia svizzera manifatturiera di cioccolato Barry Callebaut; nelloperazione è previsto anche il passaggio di 87 dipendenti di Nestlé-Perugina a Barry Callebaut.

La storia della società, in termini di evoluzione tecnica, commerciale e di comunicazione, è visibile presso la Casa del Cioccolato Perugina, situata allinterno dello stabilimento di Perugia. Al suo interno, il museo storico propone un viaggio tra incarti, confezioni, filmati e Caroselli.

                                     

2. Situazione attuale

Dopo una situazione di crisi cominciata nel 2015 e durata fino al 2018 che prevedeva un piano di esuberi di diverse centinaia di unità dal sito produttivo di San Sisto e scongiurata in parte grazie allintervento delle autorità preposte alla fine si è giunti a un accordo per lesodo incentivato di circa centocinquanta dipendenti e la cessione di due marchi storici del gruppo: il ramo di pasticceria Le Ore Liete al gruppo Tedesco le caramelle Rossana alla Fida, nel 2019 Nestlé ha deciso di convertire lo stabilimento perugino nel suo hub europeo per la produzione del Kit Kat: la multinazionale svizzera ha investito una cifra pari ad un milione di € per la nuova linea produttiva dedicata alla manifattura dello storico snack, e completando così il piano di investimenti da 60 milioni di € 15 milioni dei quali spesi nellammodernamento degli impianti programmato negli ultimi tre anni. Attualmente nellimpianto umbro sono occupati 613 dipendenti.