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ⓘ Čestmír Vycpálek. Il padre Přemysl vedeva in lui un grande campione, e da grande tifoso dello Slavia Praga, ogni settimana portava Čestmír allo stadio Spartan. ..




Čestmír Vycpálek
                                     

ⓘ Čestmír Vycpálek

Il padre Přemysl vedeva in lui un grande campione, e da grande tifoso dello Slavia Praga, ogni settimana portava Čestmír allo stadio "Spartan". Invece la madre Jarmila voleva che il giovane concludesse gli studi. Čestmír supera con successo le classi del ginnasio e quelle dellAccademia Commerciale e a 17 anni ha già un diploma ed il lasciapassare dei dirigenti dello Slavia Praga per giocare nella prima squadra. Nel 1944, in piena seconda guerra mondiale, Čestmír viene deportato nel campo di concentramento di Dachau, ove passò otto mesi in condizioni estreme.

È morto la mattina del 5 maggio 2002, lo stesso giorno in cui la Juventus vinceva il suo 26º scudetto e, trentanni prima, era perito un suo figlio nato a Palermo nellincidente aereo del Volo Alitalia 112. Era lo zio materno di Zdeněk Zeman e veniva soprannominato informalmente Cesto. Si era stabilito a Mondello una volta chiusa la carriera sportiva. È sepolto a Palermo. Nel 2014 il Comune e la Prefettura di Palermo hanno deliberato listanza di rinomina del piazzale antistante lo stadio Renzo Barbera a favore di Vycpálek.

                                     

1. Caratteristiche tecniche

Giocatore

Giocava come centrocampista, in particolare mezzala destra, e possedeva una buona visione di gioco.

Giocatore di classe, aveva un carattere forte, trascinatore, da leader. Assomigliava come tipo di gioco a Giovanni Ferrari: aveva unottima tecnica, un eccellente controllo di palla e una buona visione di gioco e la capacità di valutare le situazioni tattiche per comportarsi di conseguenza. Quando si avvicinava allarea di rigore diventava molto pericoloso per gli avversari perché era dotato di un tiro molto potente e preciso.

                                     

2.1. Carriera Club

Iniziò a giocare con lo Slavia Praga. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel corso della quale fu anche internato a Dachau, nel 1945 impressionò positivamente i tecnici dello Slavia Praga che lo rivollero nella rappresentativa boema.

Il segretario generale della Juventus Artino era rimasto a sua volta colpito dalla coppia dello Slavia Praga Vycpálek-Korostelev: il duo accettò lofferta della squadra torinese, divenendo entrambi i primi calciatori stranieri della squadra bianconera nel secondo dopoguerra. Vycpálek debuttò con i piemontesi il 6 ottobre 1946 nella classica contro il Milan: anche grazie alle sue prestazioni la Juventus rimontò da 3-1 a 3-3, e lo stesso calciatore cecoslovacco segnerà la rete del momentaneo 3-2. Vycpálek giocò a Torino soltanto la stagione 1946-1947, collezionando 27 presenze e 5 reti, dopodiché passò al Palermo, allepoca in Serie B.

Con il club siciliano, dove rimase per cinque stagioni, vide la definitiva consacrazione, centrando la promozione in Serie A già alla prima 1947-1948 e divenendo capitano della squadra: così facendo, diventò il primo straniero ad aver ricoperto questo ruolo in un campionato italiano di massima serie. È stato anche il primo calciatore straniero del Palermo a segnare una tripletta in Serie A, nella partita del 23 ottobre 1948 vinta per 3-0 sulla Roma; tale record sarà poi eguagliato il 14 novembre 2010, in un 3-1 al Catania, dallargentino Javier Pastore.

Nella stagione 1952-1953 si trasferì al Parma con cui rimase per sei anni, ottenendo anche in Emilia i gradi di capitano, prima di terminare la carriera da calciatore.

                                     

2.2. Carriera Allenatore

Vycpálek iniziò la carriera di allenatore nel 1958 a Palermo, città in cui fece in seguito trasferire la sua famiglia dopo loccupazione della Cecoslovacchia da parte dellArmata Rossa durante la primavera di Praga. Al termine della stagione 1958-1959, il secondo posto raggiunto nel campionato cadetto valse la promozione rosanero in Serie A. Venne poi esonerato dalla panchina palermitana il 15 maggio 1960, poche ore prima della trasferta sul campo dellInter 3-3, per decisione dellallora segretario Totò Vilardo.

Oltre ai rosanero, in questa fase della carriera guidò anche il Siracusa in Serie C, nel campionato 1960-1961, con cui mancò la possibile promozione in Serie B solo nelle ultime giornate, e il Marzotto Valdagno, sempre in terza serie, per il biennio seguente. Dopo un altro periodo in cui ritornò al Palermo, stavolta in qualità di tecnico del settore giovanile, allenò nelle serie minori dapprima la Juve Bagheria e successivamente il Mazara.

Nel dicembre 1970, dopo essere stato esonerato dalla società mazarese, ritornò alla Juventus grazie anche a un incontro a Bagheria col suo vecchio amico e compagno di squadra Giampiero Boniperti, a quei tempi presidente del club bianconero. Divenuto allenatore delle giovanili juventine, lanno seguente Vycpálek, dopo limprovvisa morte di Armando Picchi, fu promosso alla guida della prima squadra. Il cecoslovacco rimase tecnico dei torinesi per il successivo triennio, vincendo due scudetti consecutivi nelle stagioni 1971-1972 e 1972-1973, disputando poi nel 1973 le finali di Coppa dei Campioni e Intercontinentale. Nellannata 1971-1972 ricevette inoltre il trofeo Seminatore doro, unico allenatore non italiano, insieme allo svedese Nils Liedholm, a essere stato insignito con tale riconoscimento. Nel 1974 lasciò la panchina bianconera a Carlo Parola, rimanendo negli anni seguenti nellorganigramma della Juventus in qualità di osservatore.



                                     

3. Palmarès

Club

  • Campionato ceco: 3
Slavia Praga: 1939-1940, 1941-1942, 1942-1943
  • Campionato italiano di Serie B: 1
Palermo: 1947-1948 girone C
  • Campionato italiano Serie C: 1
Parma: 1953-1954

Club

  • Campionato italiano: 2
Juventus: 1971-1972, 1972-1973