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ⓘ Antonio Sottosanti, detto Nino il fascista, è stato un attivista e militare italiano. Inizialmente vicino allestrema destra, militò prima nella Legione stranier ..




Antonio Sottosanti
                                     

ⓘ Antonio Sottosanti

Antonio Sottosanti, detto Nino il fascista, è stato un attivista e militare italiano.

Inizialmente vicino allestrema destra, militò prima nella Legione straniera francese, si unì poi agli anarchici nonostante continuasse pubblicamente a definirsi "mussoliniano", ma venne accusato di essere un infiltrato dei servizi segreti vicino al gruppo neofascista di Ordine Nuovo, del quale tuttavia non fu mai membro. Venne indagato ma mai processato nella vicenda della strage di Piazza Fontana.

                                     

1.1. La vicenda Origini

Nato in provincia di Gorizia da genitori filo-fascisti di origine siciliana il padre venne ucciso durante gli anni trenta, forse da antifascisti slavi. Dopo la seconda guerra mondiale aveva lavorato in diversi paesi europei, per poi arruolarsi nella Legione straniera francese con lo pseudonimo di Alfredo Solanti, per sua ammissione nel reparto informativo della stessa. Tornato a Milano nel 1966 effettuò diversi lavori saltuari, iniziando anche a frequentare gli ambienti anarchici della città, fino al suo trasferimento in Sicilia nellottobre 1969. Nonostante questo, verrà sospettato di essere un infiltrato dellestrema destra.

                                     

1.2. La vicenda Presunto "sosia di Valpreda"

Nellambito delle indagini e delle inchieste giornalistiche sulla strage spesso sono comparse alcune persone vicine a quelli che allora erano gli ambienti anarchici e dellestremismo di sinistra e di destra che, seppur non implicati nellattentato, sono stati al centro di eventi vicini a questo. Tra questi vi era Antonio Sottosanti, noto tra gli anarchici come Nino il fascista ": al tempo quarantenne

Per una supposta somiglianza con Pietro Valpreda e dopo che Guido Giannettini, Nico Azzi e Pierluigi Concutelli avevano parlato delluso di un militante di destra come sosia dellanarchico, viene a volte indicato dalla pubblicistica legata alla strage proprio come il sosia in oggetto. Secondo questa tesi il sosia venne utilizzato dai servizi deviati o dai gruppi di destra per portare la valigia con la bomba sul taxi e far ricadere quindi la responsabilità della strage sugli anarchici, come avverrà, secondo queste tesi, con Gianfranco Bertoli per la strage della Questura di Milano. Secondo Carlo Digilio lesecutore principale sarebbe stato Delfo Zorzi, poi assolto, ma sulla questione del sosia di Valpreda pare che si fosse trattata di una manovra deliberata per incastrare lanarchico. Anche il dirigente neofascista Franco Freda imputato come mandante assieme a Giovanni Ventura ammise che "è possibile che, in carcere, io abbia detto che su quel taxi poteva esserci una persona diversa da Valpreda".

Sottosanti ha sempre negato il fatto e ha querelato diversi media, come il Corriere della Sera, che avevano dato per buona la tesi. Durante le indagini Sottosanti dimostrò di avere un alibi, che lo lega al caso Pinelli: il giorno dellattentato infatti era proprio in compagnia del ferroviere anarchico, il quale gli aveva consegnato un assegno di 15.000 lire, come risarcimento spese da parte della Croce Nera Anarchica un gruppo di solidarietà dei circoli anarchici per essere tornato a Milano a testimoniare per confermare lalibi di Tito Pulsinelli, accusato di aver effettuato un attentato alla caserma di pubblica sicurezza Garibaldi il 19 gennaio 1969. Pulsinelli, che era già agli arresti con altri anarchici in quanto indagati anche nellambito degli attentati del 25 aprile, verrà poi assolto da tutte le accuse in quanto estraneo ad entrambi i fatti.

Proprio la reticenza di Pinelli a parlare della presenza di Sottosanti e dellassegno, dovuta al fatto che questo avrebbe potuto essere interpretato dalla procura come un pagamento per una confessione falsa, furono, secondo quanto riferito da Allegra in commissione stragi, tra i motivi che prolungarono il fermo dellanarchico poi morto in questura. Lo stesso Allegra darà un duro giudizio sulla persona di Sottosanti.

Sottosanti verrà interrogato e indagato, ma mai rinviato a giudizio; è morto nel luglio 2004.