Топ-100
Indietro

ⓘ Mascolo. Il mascolo è la parte posteriore amovibile degli antichi cannoni a retrocarica. Deriva per similitudine da maschio, perché è quella parte di ogni strum ..




                                     

ⓘ Mascolo

Il mascolo è la parte posteriore amovibile degli antichi cannoni a retrocarica. Deriva per similitudine da maschio, perché è quella parte di ogni strumento ed ordigno destinato ad essere inserito nel vuoto di un altro. In pirotecnica moderna è un mortaretto metallico caricato ad avancarica; nella tradizione locale di Genova e del Levante genovese è l antico mortaletto ligure. Simile a quello ligure è il mascolo utilizzato nella tradizione di Valencia.

                                     

1. Lantico utilizzo balistico

In origine il mascolo era la parte posteriore amovibile, comprendente la culatta ed il tratto iniziale della canna la camera di scoppio ed in alcuni casi un tratto di canna sufficiente ad alloggiare il proiettile, dei primi cannoni a retrocarica, a partire dal XIV secolo. In altri casi il mascolo conteneva solo la carica di lancio, mentre il proiettile soprattutto quando era di grosse dimensioni era infilato direttamente nella canna.

Il mascolo veniva caricato secondo la tecnica dellavancarica e successivamente solidarizzato al cannone, in genere forzandovelo con un cuneo. A tal modo era possibile, pur non avendo a disposizione armi a retrocarica, caricare i cannoni senza dover operare dalla bocca, operazione questa alquanto scomoda se effettuata su cannoni affacciati a feritoie in quanto avrebbe richiesto larretramento dellaffusto, il riposizionamento e la conseguente ripetizione da capo delle operazioni di puntamento; inoltre la disponibilità di più mascoli pronti alluso consentiva di accelerare notevolmente la cadenza di tiro.

Punto debole del cannone a mascolo era il collegamento fra il mascolo e la canna: la tecnologia tardo-medioevale non consentiva di ottenere giunzioni solide ed a perfetta tenuta, ragion per cui allaumentare della potenza dellarma aumentava anche lentità delle perdite per sfiati con conseguente riduzione della pressione raggiunta nella camera di scoppio, dei malfunzionamenti e degli scoppi accidentali dellarma.

A conti fatti, una volta perfezionata la tecnologia metallurgica della tornitura e potendo disporre di fonderie efficienti, gli svantaggi del caricamento a mascolo si rivelarono superiori ai vantaggi per cui il sistema cadde in disuso a favore delle armi ad avancarica, fuse in un unico pezzo, più sicure e dalla balistica più efficiente.

                                     

2. Lutilizzo rituale nel Levante genovese

Lattività descritta nel seguito rientra attualmente in quelle disciplinate dal Testo Unico sulle Leggi di Pubblica sicurezza T.U.L.P.S. e da opportune circolari del Ministero dellInterno.

                                     

2.1. Lutilizzo rituale nel Levante genovese Lantico mortaletto ligure

Il mascolo rituale utilizzato nel Levante genovese ed espressamente realizzato per le sparate è nella sua forma più ricorrente un cilindro metallico svasato alla base, anche se a volte ha forma troncoconica. Pesa circa 1.5–2 kg, è alto circa 12–15 cm, ha un diametro esterno di circa 6–7 cm al fusto e 8–9 cm alla base. Il calibro è ordinariamente compreso fra 1.5 e 2 cm. A circa 1.5 cm dalla base e parallelamente ad essa è praticato il focone "lagguggino" dal diametro di qualche mm, usualmente con limboccatura conica di base 3–4 mm e profonda circa 2–3 mm.

Il mascolo moderno è prodotto in acciaio in quanto la regolamentazione vigente proibisce luso di ghise ed ottoni, che hanno una minore resistenza ai fenomeni di frattura e possono finanche causare lesplosione dei mascoli con proiezione di frammenti. I mascoli di ghisa subiscono inoltre fenomeni di corrosione importanti in lingua genovese "camôe" che ne pregiudicano rapidamente la soglia di collasso.

Il moderno mascolo in acciaio può essere prodotto per tornitura o per fusione. Fino a qualche anno addietro lutilizzo di mascoli di ghisa o di ottone era frequente, questi ultimi più raramente a causa del costo del materiale. Tali erano formati per fusione, avevano dimensioni esterne maggiori di quelli in acciaio, e peso compreso fra i 2 e i 3 kg, pur contenendo lo stesso quantitativo di polvere. Notevoli per estetica sono i mascoli di ghisa realizzati fino alla prima metà del Novecento, ottenuti da stampi le cui forme elaborate presentavano spesso il nome o lemblema del comitato di appartenenza riportato in rilievo sulla canna.

Più grande del mascolo è il cannone in alcune località di Levante chiamato bomba, oggetto funzionalmente identico, la cui taglia può andare dal cannoncino alcuni chilogrammi, per una lunghezza di 20 cm ed un calibro di 2–3 cm al grande cannone. I cannoni più grandi potrebbero contenere fino ad alcuni chilogrammi di polvere nera, ma la regolamentazione vigente vi pone severissime limitazioni per motivi di sicurezza; nella pratica attuale luso dei cannoni ha scopo prettamente ornamentale, in quanto caricati con quantità irrisorie di polvere rispetto alla mole dei pezzi. Per tale motivo alcuni dei più grossi cannoni sono stati addirittura messi in "disarmo" ed utilizzati per ornamento.

I cannoni in acciaio sono prodotti quasi sempre per tornitura a partire da grossi cilindri; hanno forma usualmente troncoconica e sono decorati da elaborate cerchiature. Riportano in genere, incisa sulla canna o sulla bocca, una dedica col nome del proprietario o del comitato a cui appartengono, o con la data di un evento gioioso quali un battesimo, un matrimonio o un anniversario. I cannoni di ghisa, oggi desueti, erano ancora più eleganti, provenendo da stampi e quindi potendo assumere forme non legate alle simmetrie cilindriche della tornitura.



                                     

2.2. Lutilizzo rituale nel Levante genovese Il caricamento e lo sparo dei mascoli

La polvere nera utilizzata per le sparate di mascoli è di due tipi, detti la "lucida" e la "scura". La polvere cosiddetta lucida è venduta allo stato granulare e per essere utilizzata necessita di setacciatura con maglia di circa 2–3 mm. La parte grossolana viene impiegata per il caricamento dei mascoli, la parte fine per la realizzazione della riga vedi oltre. La polvere cosiddetta scura è commercializzata allo stato pulverulento e viene impiegata come "reffino" ovverosia polvere per innesco. Il reffino può essere prodotto anche per macinazione, con le dovute cautele, della polvere lucida.

                                     

2.3. Lutilizzo rituale nel Levante genovese Caricamento

Il caricamento avviene secondo la seguente sequenza. Per prima cosa il fochino soffia allinterno dellagguggino per due scopi: per verificare che il mascolo non sia ostruito e per liberare linterno dalla sporcizia accumulatasi col tempo. Se riscontra che lagguggino "soffi" poco, potrà pulirlo con un piccolo pezzo di filo di rame non di ferro in quanto i materiali che producono scintille sono banditi. A questo punto il mascolo viene caricato di polvere nera, a mano o mediante lutilizzo di un dosatore tipicamente il bussolotto dei rullini fotografici. Il mascolo moderno contiene circa 15 grammi di polvere granulare la "lucida". La canna viene in seguito riempita fino alla bocca con segatura, su cui si impongono, con una mazzetta, i primi due colpi di pestello in lingua genovese "ciosun", noto anche come "stia". A tale proposito è doveroso ricordare che, per lincolumità dei fochini, ciosun e mazzetta debbano essere in materiale antiscintilla. La parte di canna liberata dal rientro della polvere e della prima segatura compattate viene nuovamente riempita con segatura, terra o una miscela delle due, e battuta energicamente ma non troppo per formare il tappo definitivo. Si noti che in passato per formare il tappo si usava finanche il calcinaccio in genovese "zetto" setacciato. Oggi la vigente regolamentazione prescrive luso della sola segatura, al fine creare un tappo sicuramente frantumabile e proiettabile dalla deflagrazione; questo per prevenire due possibili malfunzionamenti: lo sfiato dallaggugino si dice che lagguggino "sciuscia", soffia che crea un dardo di fiamma in grado di investire le gambe del fochino, ed addirittura il cedimento violento per frattura del mascolo nel caso questo presenti difetti interni notevoli, generabili da uneccessiva ed incontrollata corrosione, e scarsa tenacità del materiale base problema tipico di ghise ed ottoni.

Loperazione di caricamento è soggetta a precise disposizioni di sicurezza, così come il trasporto dal sito di caricamento allarea di sparo. È doveroso rammentare infine che è buona norma controllare in principio la qualità della segatura onde scartare quella che presenti inclusioni di materiali estranei, particole metalliche o sassolini, che potrebbero durante la percussione generare rischio di scintille. A tal uopo si utilizza segatura vagliata di segheria.

Il mascolo carico è inoffensivo fintantoché non venga innescato "aggugginato". Ciò si ottiene intasando di reffino lagguggino. Questa operazione si esegue sui mascoli prima di posizionarli nella sparata. Alcuni preferiscono posizionare i mascoli prima di aggugginarli, nel qual caso i mascoli non ancora aggugginati vengono posati con la canna orizzontale e lagguggino rivolto verso lalto.

                                     

2.4. Lutilizzo rituale nel Levante genovese Disposizione

La disposizione "distendere" la sparata avviene predisponendo un letto di segatura lungo tutta la sparata e largo circa 10–15 cm. Al centro di tale letto viene scavato, facendo scorrere le dita, un piccolo canale profondo circa 1 cm che viene in seguito occupato dalla riga di polvere, depositata a mano o tramite dosatori corni di rame, bicchieri di carta o mezze bottiglie di plastica. I mascoli aggugginati vengono posizionati in adiacenza alla riga con lagguggino rivolto verso di essa, ruotato di circa 30º-45º nella direzione di provenienza del fuoco. A tal modo si ottengono alcuni benefici: quando lagguggino prende fuoco, il soffio che ne scaturisce è diretto allindietro e non può intaccare ne il fuoco, che nel frattempo ha percorso qualche decimetro in avanti, ne le gambe del fochino col bettone vedi oltre. Per tale motivo i fochini incaricati del bettone hanno luso di percorrere la sparata una volta pronta e controllare la corretta rotazione dei mascoli. In alcune località la possibilità di distendere la sparata su superfici pavimentate rende superflua la riga di segatura.

Per maggior sicurezza la deposizione della polvere è lultima operazione compiuta, a mascoli già aggugginati e disposti in riga, qualche minuto prima dellaccensione. Inoltre è buona norma segmentare la riga depositando la polvere in tratti fra loro separati da almeno un metro, ed uniti solo allultimo.



                                     

2.5. Lutilizzo rituale nel Levante genovese Sparata

La sparata, nella sua forma usuale, si compone di due parti principali: la riga ed il brandä.

La riga è una successione ordinata di mascoli, collegati sequenzialmente da una striscia di polvere nera la riga in senso stretto che con la sua combustione porta il fuoco ai mascoli realizzando un cadenzamento ritmico. Spesso è inframmezzata da cannoni, riondini gruppi di mascoli ed effetti pirotecnici vari. Il cadenzamento ritmico si ottiene con un distanziamento uniforme dei mascoli, inteso non già nel senso geometrico stretto ma con riferimento allintervallo temporale fra lo scoppio un mascolo ed il successivo. Si va da un minimo di 20–25 cm nei tratti di riga orientati controvento, a più di 60–80 cm nei tratti a favor di vento, con tutti i possibili casi intermedi. Il corretto distanziamento è unoperazione che richiede necessariamente esperienza del luogo in cui si tiene la sparata, in quanto leffetto del flusso daria sulla sparata è influenzato da una miriade di fattori. Inoltre in alcuni posti non esiste una direzione dominante del vento, per cui la riga viene distesa in presenza di unaleatorietà di fondo sul suo comportamento. Esistono poi tanti stili di sparata quanti sono i fochini.

Il brandä costituisce il finale della sparata. Nella sua forma classica è una disposizione di mascoli realizzata a triangolo isoscele allungato, in cui le due righe esterne, i lati del triangolo, vengono progressivamente affiancate da nuove righe allinterno man mano che si procede verso la base ed il triangolo si allarga. Il brandä attacca al vertice e brucia generando un fragoroso crescendo, che si conclude con il gratïn, la base del triangolo in cui i mascoli sono disposti a file serrate. Chiude lo spettacolo lo scoppio di tre o più cannoni di grandi dimensioni disposti in riga a seguire o, se questo non fosse possibile, allineati in posizione decentrata nel qual caso vengono accesi da un fochino col bettone -vedi avanti- non appena il gratïn termina.

                                     

2.6. Lutilizzo rituale nel Levante genovese Bettone

Onta e disonore dei fochini è lo spegnimento del fuoco prima dellultimo cannone. Per fronteggiare questa infausta eventualità si ricorre al bettone: un bastone di legno lungo circa 1.50 m recante alla sua estremità una sfera di ghisa o più raramente di acciaio o ottone del diametro di circa 10 cm. La sfera viene arroventata e portata al calor rosso su un fuoco di legna protetto acceso a qualche decina di metri dalla sparata, dopo di che il bastone viene impugnato da un fochino che ha lincarico di precedere la fiamma ed essere pronto a toccare lestamente la striscia di polvere in un punto successivo a quello in cui si sia eventualmente smorzata. Luso del bettone è molto più sicuro delluso di qualunque dispositivo a fiamma in quanto non emette scintille e richiede, per dar fuoco alla polvere, che il contatto si prolunghi stabilmente per almeno alcuni secondi, evitando di infiammare la riga al solo contatto accidentale.

Laccompagnamento della sparata col bettone comporta che il fochino debba camminare in prossimità della riga in fiamme e dei mascoli che scoppiano. Per tale motivo portare il bettone in sicurezza richiede losservanza di alcuni principi elementari del buon senso, al fine di non ritrovarsi "strinati" affetti da ferite lacero-contuse ed ustioni. Labbigliamento del fochino responsabile comprende abiti pesanti, occhiali di protezione, elmetto e scarponi antinfortunistici. È posta particolare attenzione alla protezione dei polpacci e caviglie da eventuali "soffi" di aguggini erroneamente direzionati. Inoltre, nonostante possa sembrare a prima vista strano, è preferibile mantenersi quanto più vicino possibile al fuoco, poiché le traiettorie degli eventuali frammenti proiettati dal rinculo dei mascoli partono con un alzo non superiore ai 30º, ricadendo a circa 4-5 metri di distanza. Per tale motivo le sparate distese nel greto dei torrenti arginati sono più sicure di quelle a livello della via, nei confronti della proiezione di frammenti. Il problema non si pone dove le sparate hanno la possibilità di percorrere terreni asfaltati, o comunque rivestiti di una pavimentazione resistente al rinculo. Generalmente nelle sparate di lunghezza media e grande il compito di portare il bettone è affidato a più fochini, ognuno con un bettone appena estratto dal fuoco la sfera di ghisa fa relativamente presto a perdere il calore rosso superficiale e diventare inefficace, che si danno il cambio in una staffetta. Inutile dire che portare il bettone è considerato un grande onore e segno distintivo di virilità.