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ⓘ Iosa, famiglia. La famiglia Iosa prende il nome dal paese spagnolo di origine, Josa, dove godeva di antica nobiltà. La sua presenza in Italia risale allanno Mil ..




                                     

ⓘ Iosa (famiglia)

La famiglia Iosa prende il nome dal paese spagnolo di origine, Josa, dove godeva di antica nobiltà. La sua presenza in Italia risale allanno Mille ed è dovuta al barone - di nomina normanna - Roderigo Sosa, il quale, per aver combattuto la guerra santa di liberazione a fianco di Ruggero di Sicilia contro i Musulmani, ebbe nel 1098 in feudo Raululia, feudo che la famiglia riuscì a conservare ininterrottamente per trecento anni, nel periodo normanno, nel periodo svevo, nel periodo angioino e in quello aragonese.

Tra i discendenti siciliani di Roderigo Sosa troviamo il dominus Eximenio Scimene Sosa, feudatario con i suoi eredi di Camastra, nonché di Bordonaro 1292-1345, in provincia di Palermo, di Rafaulica 1292-1345 e di Rambici 1335-1342, in provincia di Enna antica Castrogiovanni. Altri discendenti del barone Roderigo e di Eximenio Scimene Sosa erano i Sosa di Messina e quelli di Catania. Tra gli eredi di Eximenio Scimene Sosa cera anche Macalda Sosa, a cui era assegnato il feudo di Camastra, la quale si imparentava con i principi di Palagonia. Matteo Palagonia, figlio di Francesco Palagonia e di Macalda Sosa, e i suoi eredi continuarono a possedere il feudo di Camastra 1098-1398.

A Messina si trovavano anche il barone Bernardo Josa, morto nel 1400, e sua figlia Filippa, che nel 1396 andò in sposa a Pier Antonio de Filesio, giurato prima e in seguito ambasciatore della città di Agrigento presso il Viceré.

Tra i Sosa di Catania figuravano Siminello, Eleonora e Roderigo jr, figli del miles Roderigo e di Elisabetta Sosa.

Un altro ramo molto importante della famiglia era quello dei fratelli Asnarus e Montaneiro Sosa. Asnarus Peris Sosa, milite, era nel 1309 Stratigoto di Messina. Montaneiro, barone, era dal 1292 feudatario di Gagliano Castelferrato 1292-1350, in provincia di Enna antica Castrogiovanni, nonché padrone dellantico Castello di Gagliano. I due fratelli Sosa ottenevano i privilegi feudali perché parteciparono alla guerra dei Vespri siciliani. Nel 1282 con re Pietro III dAragona, detto il Grande, marito di Costanza di Svevia, misero fine al dominio francese in Sicilia di Carlo I dAngiò, alleato di Papa Clemente IV. Montaneiro Sosa passò inoltre alla storia per il cosiddetto "Fatto di Gagliano", in cui, con un gioco di astuzie, riuscì ad attirare in una trappola lesercito francese che subì una pesante sconfitta, ed è più volte indicato nelle fonti narrative come familiare dei reali di Aragona, essendo in effetti un familiare fedelissimo di re Federico III di Sicilia o di Trinacria, celebrato da Dante Alighieri nella Divina Commedia come "lonor di Cicilia e dAragona".

Nel 1345 il feudo di Gagliano passava nelle mani di Martino Sosa, figlio di Montaneiro. Il giovane barone Martino, morto in battaglia nel 1350, lasciando vedova la contessa Anna, figlia di Scaloro degli Uberti, parente di Farinata degli Uberti e conte di Assoro e barone di Gatta, Condrò e Raffadali durante il Vespro siciliano, fu anche tutore di Siminello o Ximinello Sosa, figlio del miles Roderigo e di Elisabetta Sosa di Catania.

I Sosa si trasferivano nel Regno di Napoli dopo che re Alfonso V dAragona nel 1443 unificò il Regno di Sicilia e il Regno di Napoli. La famiglia Sosa passava a Solopaca, in provincia di Benevento, e successivamente a Campobasso in Contado di Molise. Nel 1580 Cola Josa Sosa nasceva a Celenza Valfortore, in provincia di Capitanata. Il medico Giuseppe Antonio Josa, nipote di Cola, nel 1670 si sposava in Carlantino, allora Casale di Celenza, e qui fissava la sua nuova dimora. Battezzato in Celenza Valfortore in data 01 agosto 1648 e deceduto in Carlantino in data 01 ottobre 1677, sposava il 06 ottobre 1670 Chiara Olivelli, figlia di Giambattista e di Angela Coscia, appartenente ad unantica e nobile famiglia del Regno di Napoli, proprietaria di diversi terreni ex Feudo in zona di Capitanata. Nel 1711 larcivescovo di Benevento, Cardinale Orsini, futuro Papa Benedetto XIII, restava a lungo ospite nella casa di Carlantino della famiglia Josa.

Il magnifico Giuseppe Josa di Carlantino era avvocato fiscale, banchiere e vicario amministratore del Regio Demanio di Campobasso. Figlio di Giovanni nato nel 1671 e morto nel 1714 e di Angela Orsi, nasceva a Carlantino il 23 Febbraio 1699, dove moriva il 29 Aprile 1776. Sposava il 18 Giugno 1720 Eleonora Pinto. Il Demanio Regio era, per la dottrina giuridica meridionale, il patrimonio della Corona che non era stato oggetto di alienazione o di concessione. In questo senso il termine demanium era riservato dalle fonti legislative ai beni non concessi in feudo. Giuseppe Josa svolse la prestigiosa ed influente funzione di reggente della Vicarìa di Campobasso in un momento storico delicato per la vita di questa città. Infatti, Marcello Carafa.