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Campagna di Waterloo
                                     

ⓘ Campagna di Waterloo

La campagna di Waterloo si svolse tra il 15 giugno e l8 luglio 1815 nel Belgio meridionale e nel nord della Francia nella fase finale delle Guerre napoleoniche, tra le forze della Settima coalizione, rappresentate dalle armate anglo-olandesi del Duca di Wellington e quelle prussiane del generale Gebhard Leberecht von Blücher, le truppe dellImpero francese di Napoleone Bonaparte.

La breve campagna, iniziata con loffensiva a sorpresa dellimperatore in Belgio per dividere e battere separatamente i suoi avversari, culminò il 18 giugno 1815 con la decisiva battaglia di Waterloo. Dopo la disfatta dei francesi, i coalizzati poterono entrare a Parigi il 7 luglio seguente.

                                     

1. Antefatti

Sbarcato nei pressi di Antibes il 1º marzo 1815 dopo la fuga dallesilio sullisola dElba, Napoleone fece il suo trionfale ingresso a Parigi il 20 marzo seguente dove fu acclamato ancora una volta "Imperatore dei francesi", sostenuto dallentusiasmo dellesercito e con una popolarità in costante crescita; il re Luigi XVIII di Francia, restaurato sul trono da neanche un anno, dovette lasciare la Francia e rifugiarsi a Gand in Belgio sotto la protezione delle potenze alleate che già avevano sconfitto Napoleone nel corso della precedente guerra della Sesta coalizione: queste erano riunite fin dal 1º novembre 1814 a Vienna nel tentativo di ridisegnare la mappa dellEuropa e i rapporti di forza reciproci dopo gli sconquassi causati dalla Rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche. I rapporti tra gli alleati erano entrati in crisi quasi subito dopo linizio delle trattative, con ognuno che cercava di portare avanti i propri particolari interessi nazionali, ma il ritorno di Napoleone a Parigi ebbe leffetto di ricompattare immediatamente il fronte degli ex coalizzati: il 25 marzo 1815 Regno Unito, Impero austriaco, Regno di Prussia e Impero russo sottoscrissero un tratto di alleanza contro Napoleone e dichiararono guerra alla Francia.

Allinizio di aprile entrambe le parti iniziarono a raccogliere le proprie armate in vista dellimminente campagna. Gli accordi tra le potenze prevedevano che ognuna di esse mettesse a disposizione un minimo di 150.000 uomini in armi per limminente campagna il Regno Unito ottenne unesenzione perché molte delle sue forze erano ancora dislocate di là dallAtlantico, reduci dalla recente guerra anglo-americana contro gli Stati Uniti dAmerica, ma alla fine di maggio solo due delle cinque armate in assembramento si trovavano sufficientemente pronte da costituire una minaccia imminente alla Francia: larmata del Duca di Wellington, composta da truppe britanniche, belga-olandesi del Regno Unito dei Paesi Bassi e tedeschi di Hannover, Brunswick e Nassau, concentrata nel Belgio meridionale nellarea compresa tra Gand, Bruxelles, Mons e Tournai, le forze prussiane del generale Gebhard Leberecht von Blücher in ammassamento poco a est di Wellington lungo la linea Charleroi-Namur-Liegi; le forze austriache si stavano ancora radunando lungo il Reno le Alpi, con le truppe russe più in dietro in marcia attraverso la Germania: nei piani degli alleati linvasione della Francia sarebbe dovuta iniziare non prima del 1º luglio 1815, in modo da poter sfruttare al massimo la schiacciante superiorità numerica sulle forze francesi, anche se ciò in definitiva finiva con il dare a Napoleone la possibilità di colpire per primo.

Ai francesi si offriva la possibilità di condurre una campagna difensiva, in una riedizione della campagna dei sei giorni del febbraio 1814 ma con un maggior numero di truppe a disposizione: città come Parigi e Lione potevano essere fortificate e costituire una base sicura per due grandi armate incaricate di proteggerle; nelle regioni occupate dal nemico poteva inoltre essere incitata lazione dei francs-tireurs, in modo da sconvolgere le retrovie dei coalizzati con una guerra di guerriglia. Napoleone scelse invece una strategia offensiva, con un attacco preventivo alle forze nemiche prima che fossero completamente assemblate e pronte a cooperare tra loro: la distruzione di una o più delle principali armate alleate avrebbe potuto riaccendere le divisioni politiche tra i membri della Settima coalizione e spingerli a sedersi al tavolo della pace, e una vittoria ottenuta in tempi rapidi sarebbe servita a rinsaldare la posizione politica di Napoleone allinterno della Francia, scossa ancora da sommosse dei sostenitori di Luigi XVIII.

Napoleone scelse come primo obiettivo le armate alleate schierate in Belgio: benché più avanti nei preparativi rispetto agli altri coalizzati, le forze di Wellington e Blücher erano ancora sparpagliate su una vasta area e debolmente collegate tra di loro, offrendo ai francesi lopportunità di inserirsi in mezzo tra le due e batterle separatamente; le forze britanniche apparivano composte in massima parte da truppe di seconda linea, visto che molti dei veterani di Wellington erano stati mandati nelle Americhe per combattere gli statunitensi, e una vittoria in Belgio avrebbe potuto riaccendere i sentimenti filo-francesi della popolazione locale fino al punto di scatenare una rivolta nella francofona Bruxelles.

                                     

2.1. Le forze in campo Francia

Sotto il regno di Luigi XVIII le forze armate francesi avevano ricevuto scarsa considerazione, e lesercito francese era calato a un totale di 56.000 effettivi di cui solo 46.000 immediatamente pronti per una campagna; grazie allafflusso di volontari della disciolta Grande Armée e allincorporazione nellesercito delle forze della guardia nazionale e della polizia, entro la fine di maggio le forze a disposizione di Napoleone ammontavano a 198.000 uomini con altri 66.000 in fase di addestramento nei depositi. I veterani migliori erano concentrati nel corpo della Guardia imperiale, ma in generale era presente unalta percentuale di soldati dotati già di esperienza sul campo di battaglia anche se equipaggiati in maniera non molto ottimale; per la prima volta da diversi anni Napoleone si trovava a guidare unarmata composta interamente da francesi, a cui la circostanza di difendere la madrepatria minacciata di invasione conferiva una notevole spinta morale.

La necessità di coprire le varie frontiere della Francia e di reprimere una estesa rivolta realista in Vandea obbligò Napoleone a distaccare un certo numero di contingenti secondari e alla fine per loffensiva in Belgio furono radunati 128.000 uomini con 366 cannoni, riuniti nella cosiddetta Armée du Nord "Armata del Nord" sotto il comando dello stesso imperatore e suddivisi nei seguenti corpi darmata:

  • III Corpo generale Dominique-Joseph René Vandamme, disposto intorno a Rocroi;
  • I generale Pierre Claude Pajol, II generale Rémi Joseph Isidore Exelmans, III generale François Étienne Kellermann, e IV Corpo di cavalleria generale Édouard Jean-Baptiste Milhaud, acquartierati a Guise;
  • I Corpo generale Jean-Baptiste Drouet dErlon, acquartierato tra Lilla e Valenciennes;
  • VI Corpo generale Georges Mouton, conte di Lobau dislocato a Laon;
  • IV Corpo generale Étienne Maurice Gérard, acquartierato a Metz;
  • la Guardia imperiale maresciallo Édouard Adolphe Casimir Joseph Mortier, acquartierata a Parigi.
  • II Corpo generale Honoré Charles Reille, riunito tra Valenciennes e Avesnes;
                                     

2.2. Le forze in campo Coalizzati

Le unità poste agli ordini di Wellington erano una forza composita: solo un terzo circa dellarmata era composto da truppe britanniche, soldati professionisti dotati di un ottimo addestramento anche se in maggioranza ancora privi di esperienza in battaglia; lesercito britannico contava anche una discreta percentuale di stranieri, in particolare tedeschi riuniti nella Kings German Legion, una forza professionista dotata di vasta esperienza sul campo e ritenuta come una delle migliori componenti dellarmata del duca. I reparti forniti dallHannover, integrati nelle formazioni britanniche, erano in maggioranza coscritti appena richiamati, mentre il più piccolo contingente del Brunswick comprendeva un pugno di veterani della Schwarze Schar insieme a un più ampio numero di reclute giovani e inesperte. Circa il 30% degli effettivi di Wellington era rappresentato da truppe belghe e olandesi, reduci dalla loro precedente alleanza con la Francia e addestrate quindi secondo i metodi francesi, un fatto che rendeva difficile la conciliazione con le tattiche dei britannici; il contingente belga-olandese comprendeva anche un piccolo distaccamento di truppe tedesche di Nassau, dominio dinastico della casa reale che sedeva sul trono di Amsterdam.

In totale, comprese le guarnigioni nelle retrovie, Wellington disponeva di 106.000 uomini e 216 cannoni divisi nei seguenti contingenti:

  • un contingente di cavalleria olandese disposto a protezione della frontiera tra Leuze-en-Hainaut e Binche.
  • II Corpo generale Rowland Hill, I visconte Hill con due divisioni britannico-hannoveriane e una belga-olandese disposte nella zona tra Ath, Oudenarde e Ghent;
  • una riserva darmata agli ordini diretti di Wellington con due divisioni britannico-hannoveriane e il contingente di Brunswick, schierata intorno a Bruxelles;
  • I Corpo Guglielmo, Principe di Orange con due divisioni britanniche-hannoveriane e due belga-olandesi disposte nella zona di Enghien-Genappe-Mons;
  • un Corpo di cavalleria generale Henry Paget, Lord Uxbridge schierato nella valle del Dendre tra Geraardsbergen e Ninove;

Larmata prussiana di Blücher disponeva di un nucleo duro di veterani, ma più della metà della forza era rappresentata da unità di coscritti della Landwehr, miliziani scarsamente equipaggiati e carenti di addestramento e disciplina; un considerevole numero di soldati era stato inoltre reclutato in territori solo recentemente integrati nel regno prussiano, e la lealtà di molti reparti in particolare quelli formati da sassoni e vestfaliani era più che dubbia e pronta a tramutarsi in diserzioni di massa al primo rovescio. Comprese le unità di retrovia i prussiani mettevano in campo 128.000 uomini con 312 cannoni, suddivisi in:

  • IV Corpo generale Friedrich Wilhelm von Bülow riunito attorno a Liegi.
  • II Corpo generale Georg Dubislav Ludwig von Pirch, acquartierato nellarea di Namur-Hannut-Huy;
  • III Corpo generale Johann von Thielmann, schierato lungo la Mosa tra Dinant, Huy e Ciney;
  • I Corpo generale Hans Ernst Karl von Zieten, acquartierato lungo la Sambre tra Fontaine-lÉvêque, Fleurus e Moustier;

Le forze dei coalizzati, per un migliore approvvigionamento di vettovaglie, si trovavano sparpagliate su unarea molto vasta, con un fronte di 900 miglia e una profondità di 300 miglia: concentrare entrambe le armate lungo uno dei due fianchi avrebbe richiesto sei giorni di manovre, mentre per convergere sul centro comune intorno a Charleroi occorrevano tre giorni; cosa ben più grave, le linee di comunicazione di Wellington e Blücher si diramavano in due direzioni opposte, se Napoleone fosse riuscito a forzare alla ritirata una delle due armate questa si sarebbe inesorabilmente portata ad allontanarsi dallaltra, favorendo la strategia dellimperatore di battere separatamente un nemico per volta.



                                     

3.1. La campagna 15 giugno: offensiva di Napoleone a nord della Sambre

I primi movimenti di truppe da parte dei francesi ebbero inizio il 6 giugno quando il IV Corpo di Gérard lasciò Metz alla volta di Philippeville, raggiunta il 14 giugno; la Guardia Imperiale partì da Parigi due giorni più tardi dirigendosi su Avesnes dove giunse il 13 giugno insieme al VI Corpo di Lobau da Laon, mentre nella zona tra Avesnes e Maubeuge convergevano sempre per il 13 giugno gli altri corpi dellArmata del Nord. Napoleone lasciò Parigi nelle prime ore del 12 giugno, ricongiungendosi allarmata la mattina del 13; sulla base delle sue disposizioni, larmata fu divisa in tre grossi contingenti:

  • lala destra, con il IV Corpo di Gerard e il IV Corpo di cavalleria di Milhaud, prese posizione davanti Philippeville.
  • lala sinistra, con il I Corpo di dErlon e il II Corpo di Reille, fu schierata lungo la riva destra della Sambre a Solre-sur-Sambre;
  • il centro, con la Guardia imperiale, il III Corpo di Vandamme, il VI Corpo di Lobau e tre corpi di cavalleria, si concentrò nei dintorni di Beaumont alla guida dello stesso Napoleone;

I francesi presero molte precauzioni per celare agli avversari il concentramento delle loro forze lungo il confine belga, ma nella notte del 13 giugno i riflessi dei fuochi dei loro bivacchi non sfuggirono allattenzione delle sentinelle prussiane del I corpo darmata del generale Zieten schierato sulla riva sinistra della Sambre, già messe in allerta dai rapporti di spie e disertori circa la presenza di Napoleone nelle vicinanze e dallattraversamento del fiume effettuato quella mattina da parte di quattro battaglioni francesi che avevano occupato incontrastati il villaggio di Merbes-le-Château.

Le prime informazioni sui movimenti francesi raggiunsero Zieten a Charleroi la mattina del 14 giugno: la cavalleria olandese schierata tra Mons e Binch nel punto di congiunzione tra le due armate alleate inviò rapporti circa lo spostamento di truppe francesi da Maubeuge verso Beaumont e Philippeville, mentre le truppe prussiane dellala destra di Zieten raccolsero diverse informazioni da parte di abitanti del luogo circa la presenza nelle vicinanze di diversi importanti alti ufficiali francesi tra cui Napoleone e suo fratello Girolamo Bonaparte. Zieten trasmise queste informazioni tanto a Blücher quanto a Wellington, e verso le 23:00 del 14 giugno il comandante in capo prussiano emanò le prime disposizioni per il concentramento della sua armata ordinando al II corpo del generale Pirch di muovere su Sombreffe e al III corpo del generale Thielmann di dirigere su Namur: al I corpo fu ordinato di mantenere le sue posizioni sulla Sambre ma di ripiegare verso Fleurs se attaccato da forze preponderanti, in modo da dare tempo alle altre unità di completare il concentramento alle sue spalle.

Nelle prime ore del 15 giugno i tre raggruppamenti dellarmata francese si misero in marcia dai loro bivacchi in direzione della Sambre: la colonna di sinistra, guidata dal II corpo del generale Reille, diede inizio al movimento alle ore 03.00 da Solre-sur-Sambre; i francesi superarono agevolmente gli avamposti prussiani costituiti da reparti della brigata Pirch II e occuparono Lobbes e Thuin. Lavanzata francese proseguì fino a Montigny-le-Tilleul dove un battaglione della Landwehr della Vestfalia venne distrutto dai lancieri della divisione Pirè; i superstiti ripiegarono in rotta fino a Marchienne-au-Pont dove il ponte sulla Sambre non era stato demolito. Il rumore delle prime cannonate fu udito distintamente da Zieten a Charleroi e il generale ne diede subito notizia ai suoi superiori: il rapporto raggiunse Blücher a Namur e Wellington a Bruxelles intorno alle 9:00, ma mentre il prussiano diede subito disposizioni per affrettare il concentramento della sua armata il britannico decise di attendere maggiori informazioni.

Nel frattempo la situazione dei prussiani si era rapidamente aggravata: a Marchienne-au-Pont un battaglione regolare prussiano con due cannoni cercò di fermare i francesi della divisione Bachelu che costituiva lavanguardia del II corpo darmata, ma un attacco del 2º Reggimento leggero superò le difese e permise di occupare il villaggio. Il generale Reille tuttavia non continuò energicamente lavanzata; Napoleone aveva ordinato alle ore 08.30 a Reille di costituire una testa di ponte e raggiungere Jumet, sulla strada maestra Charleroi-Burxelles, ma lattraversamento del ponte richiese tempo e alle ore 12.00 solo i reparti di testa erano sulle posizioni previste. Fin dalle ore 02.30 si era intanto messo in movimento al centro dello schieramento francese il generale Pajol che, alla testa delle divisioni di cavalleria Soult, Subervie e Domon, avanzò direttamente su Charleroi; a Ham-sur-Heure, i cavalieri francesi sbaragliarono un altro battaglione della brigata Pirch II e catturarono circa duecento prigionieri; alle ore 08.30 raggiunsero senza difficoltà Marcinelle.

A questo punto tuttavia sorsero le prime difficoltà per i francesi e labile piano di Napoleone non proseguì con la rapidità prevista dallimperatore; il generale Pajol attaccò con un reggimento di cacciatori a cavallo il ponte sulla Sambre che conduceva a Charleroi ma il primo assalto venne respinto dai prussiani; Pajol era privo di fanteria dappoggio a causa del ritardo delle truppe del III corpo darmata del generale Vandamme. Il corriere inviato da Soult con gli ordini di marcia per Vandamme era scomparso e non era giunto al posto di comando del III corpo che quindi non si era messo in marcia come previsto alle ore 03.00; Vandamme venne a conoscenza delloffensiva solo quando arrivarono le forze del VI corpo del generale Lobau che dovevano seguire dietro sulla stessa strada; alla fine il III corpo si mise in movimento con quattro ore di ritardo. Sullala destra inoltre il IV corpo darmata di Gerard che da Philippeville doveva raggiungere la Sambre a Chatelet, era sconvolto dalla clamorosa defezione del generale Bourmont, il comandante di una delle divisione, che con tutto il suo stato maggiore aveva abbandonato lesercito ed era passato al nemico. Gerard ebbe grande difficoltà a mantenere la calma tra le truppe, esasperate dal tradimento, riottose e violentemente bonapartiste; il IV corpo si mise in marcia solo alle ore 05.00.

Alle ore 11.00 Napoleone giunse personalmente al ponte di Charleroi con i marinai e i genieri della Guardia imperiale e con i reparti della Giovane Guardia del generale Duhesme; informato del ritardo di Vandamme, limperatore aveva dirotta per vie traverse i soldati della Guardia per sostenere al più presto Pajol. Lattacco dei marinai e dei genieri della Guardia ebbe rapidamente successo: il ponte sulla Sambre venne conquistato dassalto e i prussiani batterono rapidamente in ritirata verso Fleurus. La cavalleria di Pajol attraversò Charleroi e proseguì lavanzata; mentre un reparto di ussari si spingeva a nord lungo la strada per Bruxelles, gli altri reparti di cavalleria progredirono a nord-est lungo la strada per Fleurus.

Napoleone entrò a Charleroi alle ore 12.00 dove ricevette unentusiastica accoglienza da parte delle truppe che attraversavano labitato; limperatore, che assistette al passaggio dei soldati seduto fuori da un locale situato alla periferia della città, diede qualche segno di esaurimento fisico. Egli, informato della presenza di forze nemiche a Gosselies, alle ore 15.00 ordinò a Reille di marciare su questa località, decise di inviare a nord lungo la strada di Bruxelles la divisione di cavalleria della Guardia del generale Charles Lefebvre-Desnouettes e sollecitò dErlon ad accelerare la marcia del I corpo darmata in direzione di Gosselies per supportare Reille. In questa cittadina era schierato inizialmente solo un reggimento prussiano della brigata Jagow ma erano in arrivo altre formazioni della brigata Steinmetz che era in marcia, secondo gli ordini di Blücher, da Binche verso Fleurus; il comandante in capo prussiano infatti aveva deciso di raggruppare tutte le sue forze nella regione di Sombreffe dove egli giunse in persona alle ore 16.30.

In precedenza alle ore 15.30 era giunto a Charleroi, accompagnato solo con il suo aiutante di campo, il maresciallo Michel Ney; Napoleone accolse cordialmente il suo luogotenente e gli assegnò subito il comando del I e del II corpo darmata, della divisione di cavalleria di Pirè e della divisione di cavalleria della Guardia di Lefebvre-Desnouettes; inoltre limperatore promise linvio anche del III corpo di cavalleria di Kellermann. Le istruzioni tattiche che Napoleone diede a Ney non sono del tutto chiare; sembra che il maresciallo ricevette solo lincarico di attaccare a Gosselies e "pressare il nemico"; Napoleone nel suo memoriale di SantElena affermò di aver chiaramente ordinato a Ney di "prendere posizione a Quatre-Bras", lincrocio strategico della strade Nivelles-Namur e Bruxelles-Charleroi. Ney partì subito per raggiungere il settore di Gosselies e assumere il comando, ma egli era totalmente ignaro dei dettagli tattici delle operazioni e completamente privo di uno stato maggiore; inoltre le forze francesi assegnategli non erano ancora raggruppate, solo il II corpo di Reille era sul posto; il I corpo di dErlon era ancora in marcia molto più indietro tra Thuin e Jumet.

Subito dopo la partenza di Ney, giunse al quartier generale di Napoleone il maresciallo Emmanuel de Grouchy, proveniente dallala destra dellarmata dove la cavalleria del I corpo era entrata in contatto con un forte sbarramento prussiano attestato nella cittadina di Gilly. Limperatore decise di recarsi personalmente sul posto per valutare la situazione; nel frattempo anche il corpo di cavalleria di Exelmans e il III corpo di Vandamme stavano affluendo a Charleroi. Il generale Pirch II aveva schierato nella posizione di Gilly sette battaglioni di fanteria, un reggimento di dragoni e otto cannoni, mentre in secondo linea stavano affluendo altri sei battaglioni della brigata Jagow con sedici cannoni. Giunto sul posto, Napoleone ritenne che solo deboli forze nemiche fossero presenti a Gilly e sollecitò il maresciallo Grouchy, a cui aveva appena assegnato il controllo operativo di tutte le forze francesi dellala destra, ad attaccare subito con le truppe di Vandamme e la cavalleria di Pajol e Exelmans e avanzare fino a Sombreffe; Napoleone dopo aver dato questi ordini ritornò rapidamente a Charleroi.

Grouchy tuttavia, preoccupato per il numero dei soldati nemici, non attaccò subito e attese due ore in attesa dellarrivo al completo del III corpo darmata di Vandamme; alle 17.30 Napoleone, irritato per le esitazioni di Grouchy, ritornò a Gilly e ordinò lattacco immediato che ebbe rapidamente successo. Il fuoco dellartiglieria francese colpì duramente le linee prussiane e smantellò le batterie nemiche; quindi sei battaglioni di fanteria francese, divisi in tre colonne, partirono allattacco, mentre Grouchy aggirava la posizione sulle ali con la cavalleria di Exelmans. I prussiani non attesero larrivo delle colonne dattacco e iniziarono subito a ripiegare; Napoleone, per accelerare linseguimento e sbaragliare le truppe nemiche in ritirata, fece intervenire i dragoni del suo squadrone di servizio che al comando di un aiutante di campo, il generale Louis-Michel Letort de Lorville, si lanciarono allinseguimento. I dragoni francesi travolsero due battaglioni prussiani, catturarono numerosi prigionieri e sconfissero anche la cavalleria nemica ma il generale Letort cadde mortalmente ferito durante gli scontri. I prussiani superstiti raggiunsero Lambusart dove si congiunsero con i rinforzi della brigata Jagow; quindi le truppe prussiane, minacciate dalla cavalleria di Pajol e Exelmans, continuarono ordinatamente la ritirata oltre Fleurus. Grouchy era intenzionato a marciare subito su questa cittadina, ma Vandamme affermò decisamente che le sue truppe erano troppo stanche; egli inoltre non era informato della sua dipendenza gerarchica dal maresciallo e quindi rifiutò di collaborare; la sera del 15 giugno lala destra francese si attestò a sud di Fleurus, tra i villaggi di Lambusart e Campinaire.

Sullala sinistra francese, il maresciallo Ney aveva raggiunto alle ore 16.00 le avanguardie del II corpo del generale Reille alla periferia di Gosselies; la cittadina venne attaccata e conquistata con poca difficoltà, ma subito dopo i francesi vennero duramente contrastati dalle truppe prussiane del generale Steinmetz che stavano ripiegando da ovest verso est per raggiungere il grosso di Blücher. I prussiani poterono proseguire la ritirata senza essere inseguiti, mentre Ney decise prudentemente di inviare verso ovest la divisione Girard mentre le divisioni di Foy e di Girolamo Bonaparte rimasero a Gosselies; si diressero a nord la cavalleria di Pirè e di Lefebvre-Desnuettes e parte della divisione Bachelu. Alle ore 18.30 i cavalieri della Guardia giunsero per primi a Frasnes dove entrarono in contatto con truppe nemiche sconosciute; si trattava dellavanguardia belga-olandese dellesercito del Duca di Wellington.

In realtà il comandante in capo britannico durante la giornata del 15 giugno non era sembrato preoccupato delle notizie provenienti dal quartier generale prussiano e in pratica non aveva preso alcuna iniziativa; egli si mostrò sereno e non rinunciò a partecipare al ballo della duchessa di Richmond previsto per la serata. Dopo le prime comunicazioni delle ore 09.00, nel pomeriggio erano giunte nuove informazioni che confermavano un attacco in forze dei francesi a Charleroi, ma Wellington si mostrò scettico e disse al generale Müffling che prima di prendere decisioni attendeva notizie sicure su eventuali minacce nemiche nel settore di Mons. Alle ore 19.00 confermò la sua decisione di attendere nonostante fosse stato informato da una lettera di Blücher che i prussiani si stavano concentrando a Sombreffe. Solo dopo aver ricevuto nuove informazioni che escludevano attacchi nemichi a ovest della Schelda, il duca diramò i primi ordini di marcia per raggruppare le sue forze; peraltro Wellington prescriveva di ritirare gli avamposti dellala sinistra fino a Nivelles scoprendo quindi lincrocio strategico di Quatre-Bras. A Braine-le-Comte invece il capo di stato maggiore dellarmata alleata, il generale Constant-Rebecque, si era allarmato e aveva già preso autonomamente importanti disposizioni operative; egli ignorò gli ordini del duca e decise di inviare la brigata del principe Bernando di Sassonia-Weimar, appartenente alla divisione belga-olandese del generale Hendrik Perponcher, a rinforzare il debole battaglione di Nassau che, al comando del maggiore von Normann, era di presidio nellarea di Quatre-Bras.

Inizialmente il maggior von Normann era privo di ordini precisi ma decise ugualmente di resistere e affrontare la cavalleria della Guardia di Lefebvre-Desnuettes che venne respinta nel suo primo tentativo di entrare a Frasnes; il generale francese richiese rinforzi, un battaglione della divisione Bachelu arrivò sul campo e costrinse von Normann ad evacuare il villaggio e ripiegare fino alla periferia meridionale di Quatre-Bras dove venne finalmente rinforzato dai quattro battaglioni di Nassau della brigata del principe Bernardo. Levebvre-Desnuettes disponeva in prima linea solo di 1.700 lancieri e cacciatori a cavallo, appoggiati da un battaglione di fanteria e non era in grado di attaccare; in precedenza uno squadrone di lancieri polacchi della Guardia al comando del generale Edouard de Colbert, aveva aggirato sulla destra Frasnes ed era entrato audacemente a Quatre-Bras ancora sguarnita di difese, ma, privo di aiuto, aveva dovuto presto ripiegare verso Frasnes.

Il maresciallo Ney raggiunse lavanguardia a sud di Quatre-Bras alle ore 19.00 ma egli, incerto e privo di informazioni precise sulla consistenza delle forze avversarie, decise di rinunciare ad un attacco immediato e rinviò ulteriori operazioni in attesa dellarrivo del grosso delle sue forze che erano ancora in gran parte concentrate intorno a Gosselies. Ney ritornò quindi nella cittadina e inviò in direzione di Fleurus la divisione Girard che alle ore 23.00 raggiunse Wangenies respingendo le retroguardie prussiane di Steinmetz; egli non dimostrò in questa occasione la sua famosa combattività e aggressività; verosimilmente il maresciallo diede poca importanza alla resistenza incontrata a Quatre-Bras e ritenne molto probabile che le forze nemiche si sarebbero ritirate volontariamente durante la notte. Nel frattempo anche Napoleone aveva sospeso lavanzata; limperatore ritornò alle ore 21.00 a Charleroi e rinunciò a spingere subito il III corpo di Vandamme e la cavalleria di Pajol e Exelmans verso Sombreffe. Una parte delle forze francesi erano ancora in ritardo: il I corpo di dErlon bivaccò nella notte a Machienne; sulla destra il IV corpo di Gerard era a Chatelet e alcuni suoi reparti erano ancora a sud della Sambre, mentre la Guardia imperiale, il VI corpo e due corpi di cavalleria erano a sud di Gilly.

Napoleone apparentemente era soddisfatto dei risultati raggiunti il primo giorno della sua offensiva; il nemico era stato sorpreso e solo deboli forze erano state incontrate e facilmente sconfitte; i prussiani avevano perduto circa 2.000 uomini e avevano ripiegato verso Fleurus allontanandosi verso nord-est e quindi accrescendo la distanza con lesercito anglo-alleato di Wellington. Limperatore aveva scarsa considerazione per le capacità militari dei suoi avversari: egli ritenne irrilevante la resistenza nemica a Quatre-Bras e Sombreffe e considerò molto probabile che sia gli anglo-alleati che i prussiani avrebbero continuato a ripiegare senza concentrarsi per dare battaglia.

                                     

3.2. La campagna 16 giugno: Ligny e Quatre-Bras

Il Duca di Wellington si era recato come previsto al ballo della Duchessa di Richmond alle ore 23.30 del 15 giugno; il generale britannico mostrò calma e sicurezza e preferì, per non allarmare lambiente di Bruxelles, che la festa mondana si svolgesse regolarmente e che tutti gli alti ufficiali vi partecipassero. Egli venne avvertito durante il ballo da un corriere del generale Constant-Rebecque degli sviluppi della situazione a Quatre-Bras e delle decisioni prese del capo di stato maggiore. Wellington non diede nuovi ordini ma decise di anticipare di due ore il movimento delle sue truppe verso lincrocio strategico; egli cercò di non diffondere allarme; la festa continuò e gli ufficiali britannici si ritirarono con discrezione nella notte per raggiungere i loro comandi.

Nel frattempo il feldmaresciallo Blücher e il suo abile capo di stato maggiore August Neidhardt von Gneisenau erano molto meno tranquilli e, arrivati alle ore 16.30 a Sombreffe, erano impegnati a coordinare il raggruppamento delle loro forze; diversamente da come supponeva Napoleone, il comandante in capo prussiano non intendeva affatto ripiegare; egli era determinato a concentrare le sue forze e affrontare subito la battaglia campale; la sera del 15 giugno scrisse al re di Prussia che "domani sarà il giorno decisivo". La sua armata tuttavia non era ancora raggruppata e i corpi darmata erano in movimento per raggiungere le posizioni previste. Al mattino del 16 giugno solo il I corpo di Zieten con circa 28.000 soldati era schierato sul fronte, mentre alla 12.00 arrivarono a Sombreffe i 31.000 uomini del II corpo del generale Pirch I; il III corpo del generale Thielmann, costituito da 24.000 soldati, era ancora più indietro. Il IV corpo del generale Bülow invece era molto più lontano e nella notte il comandante aveva comunicato a Blücher che il 16 giugno avrebbe potuto arrivare solo ad Hannut, a oltre quaranta chilometri ad est di Sombreffe; sembra che Bülow il 15 giugno non avesse ricevuto gli ordini di marciare su Gembloux e in un primo tempo avesse ritenuto che larmata avrebbe dovuto raggrupparsi ad Hannut.

Napoleone predispose i nuovi piani per la giornata del 16 giugno alle ore 06.00; limperatore, sempre convinto sulla base dei rapporti di Ney e Grouchy che i suoi nemici, sorpresi e disorganizzati, si sarebbero ritirati senza opporre grande resistenza, decise di riprendere loffensiva con la sua ala destra marciando su Sombreffe e Gembloux e sbaragliando le forze prussiane eventualmente presenti. Dopo questo primo risultato, Napoleone ipotizzava di trasferirsi nella stessa giornata del 16 giugno con le sue riserve sullala sinistra e unirsi al maresciallo Ney per un audace marcia notturna direttamente su Bruxelles dove contava arrivare al primo mattino del 17 giugno. Il maresciallo Soult diramò quindi le disposizioni operative: il generale Kellermann doveva portare la sua cavalleria a Gosselies per rinforzare Ney che avrebbe occupato Quatre-Bras, la Guardia e il VI corpo si sarebbero trasferite a Fleurus; Vandamme e Gerard dovevano avanzare su Sombreffe.

Limperatore in un primo momento non modificò le sue convinzioni e di conseguenza i suoi piani nonostante larrivo di un inquietante messaggio scritto da Grouchy alle ore 05.00: il maresciallo riferiva che erano state identificate forti colonne prussiane in avvicinamento alla linea dei villaggi a sud di Sombreffe e che anche il generale Girard segnalava l"arrivo incessante" di formazioni nemiche. Napoleone continuò a ritenere che si trattasse solo di movimenti di retroguardie e alle ore 09.00 scrisse due lunghe lettere a Ney e Grouchy in cui descriveva il suo sistema di operazioni "della posizione centrale" e confermava gli obiettivi per i due marescialli; limperatore non considerava affatto la possibilità di dover combattere una grande battaglia contro larmata prussiana.

In realtà fin dal primo mattino Blücher stava cercando di affrettare la concentrazione della sua armata; egli aveva organizzato il suo quartier generale al mulino di Brye e, temendo un attacco immediato dei francesi, attendeva ansiosamente larrivo delle sue truppe. Il comandante in capo prussiano era privo di notizie da parte di Wellington e aveva inviato un suo aiutante di campo a Quatre-Bras per conoscere le intenzioni del suo alleato. Dopo aver lasciato la festa da ballo della duchessa alle ore 03.00 della notte e un breve riposo, il Duca di Wellington alle 08.00 partì a cavallo per Genappe e Quatre-Bras dove fin dalle ore 06.00 era giunto il Principe di Orange; lincrocio strategico era già stato rinforzato dallarrivo della brigata Bylandt della divisione Perponcher; inoltre erano in movimento verso Quatre-Bras anche la divisione britannica del generale Thomas Picton, due battaglioni di Nassau le truppe del Duca di Brunswick. Alle ore 10.00 Wellington raggiunse in persona Quatre-Bras dove esaminò le posizioni francesi; egli non sembrò preoccupato ma decise di accelerare la marcia delle divisioni di rinforzo e avvertì il principe dOrange che i francesi probabilmente avrebbero attaccato; quindi partì per raggiungere Blücher e chiarire le sue intenzioni.

I francesi non ripresero subito le operazioni al mattino del 16 giugno; Ney, rassicurato dalle informazioni inviate da Napoleone e convinto di avere di fronte solo deboli forze nemiche, organizzò con calma le sue truppe e fino alla tarda mattinata non si mosse verso Quatre-Bras, mentre davanti a Fleurus i reparti francesi impiegarono molte ore della mattinata per completare la loro concentrazione di fronte alle difese prussiane schierate dietro il piccolo corso dacqua del Ligne. Il generale Gerard arrivò sulla destra con il IV corpo darmata e due corpi di cavalleria a sud del villaggio di Ligny, mentre Vandamme, rinforzato dalla divisione Girard, completò il suo schieramento a ovest di fronte al villaggio di Saint-Armand; al centro infine affluirono le riserve della Guardia imperiale. Fino alle ore 15.00 non iniziarono grandi combattimenti e i prussiani poterono quindi rafforzare le loro difese con lafflusso sul campo del II e del III corpo darmata; il generale Pirch prese posizioni dietro il corpo di Zieten che era in prima linea mentre Thielmann schierò le sue truppe sullala sinistra prussiana.

Napoleone era arrivato sul campo di battaglia davanti a Fleurus alle ore 11.00; limperatore venne informato del costante rafforzamento delle forze prussiane ed egli decise di controllare personalmente lo schieramento avversario; venne organizzato un posto di osservazione sul mulino di Naveau da dove Napoleone osservò accuratamente il terreno. Egli inizialmente ritenne che solo un corpo darmata prussiano fosse schierato sul campo ma, con il passare del tempo in attesa dellarrivo delle truppe francesi per sferrare lattacco, Napoleone identificò le altre formazioni prussiane in movimento e comprese finalmente di avere di fronte lintero esercito di Blücher, deciso ad affrontare una battaglia campale.

Limperatore ritenne che la situazione fosse molto favorevole: si presentava loccasione insperata di distruggere subito lesercito prussiano e concludere la campagna con una schiacciante vittoria; egli era sicuro di poter battere lavversario il cui schieramento appariva molto esteso ed esposto agli attacchi francesi. Il piano di Napoleone prevedeva un attacco combinato sia sullala sinistra da parte del corpo di Vandamme sia al centro contro la cittadina di Ligny con il IV corpo di Gerard. Napoleone inoltre ritenne possibile un grande movimento aggirante sullala destra prussiana da parte delle forze del maresciallo Ney che, dopo aver facilmente superato quelle che egli considerava solo deboli forze a Quatre-Bras, avrebbe marciato subito verso est per prendere alle spalle larmata di Blücher. Napoleone inviò quindi due messaggi urgenti a Ney, alle ore 14.00 e alle 15.15, in cui ordinava enfaticamente al maresciallo di affrettarsi a muovere le sue truppe per effettuare questa manovra potenzialmente decisiva. Poco dopo tuttavia giunsero nuove informazioni che indussero Napoleone a cambiare in parte i suoi piani; si apprese che le forze opposte a Ney erano molto più numerose del previsto e che quindi il maresciallo avrebbe potuto incontrare difficoltà; limperatore quindi decise che Ney avrebbe dovuto limitarsi a contenere a Quatre-Bras le truppe nemiche e che solo il I corpo del generale dErlon avrebbe dovuto effettuare la manovra aggirante sulla destra prussiana. Napoleone inviò subito un colonnello direttamente a dErlon per comunicargli questi ordini.

Nel frattempo il maresciallo Ney alle ore 11.00 aveva ordinato al generale Reille di marciare su Quatre-Bras con tre divisioni; Ney era sempre convinto di avere di fronte solo deboli forze e che la prevista marcia su Bruxelles si sarebbe effettuata "senza grandi ostacoli". Il generale Reille mise in marcia le sue truppe solo alle ore 13.30: due divisioni avanzarono verso nord a destra e a sinistra della strada maestra, protette sulle ali della cavalleria di Pirè, mentre i cavalieri di Lefebvre-Desnuettes e Kellermann per il momento rimasero indietro. La battaglia di Quatre-Bras ebbe inizio alle ore 14.00 quando le truppe francesi entrarono in contatto con il nemico; il Principe dOrange aveva in quel momento sul posto cinque battaglioni di Nassau e quattro battaglioni belga-olandesi che cercarono coraggiosamente di resistere ma furono rapidamente messi in difficoltà dal tiro dellartiglieria francese. I reparti alleati persero terreno le divisioni Foy e Bachelu avanzarono verso lincrocio, mentre la divisione di Girolamo Bonaparte entrava a sua volta in azione sullala sinistra.

In precedenza, alle ore 12.00, Wellington era giunto al mulino di Brye ed aveva conferito direttamente con Blücher; lincontrò si prolungò circa unora. Secondo gli storici britannici, Wellington avrebbe criticato la posizione scelta dai prussiani e avrebbe consigliato di evitare una battaglia campale; egli avrebbe previsto la sconfitta. Le fonti tedesche e francesi danno un giudizio molto più critico sulloperato del generale britannico; Wellington, sempre timoroso per il suo fianco destro a Mons, avrebbe rifiutato di marciare lungo la strada di Namur per raggiungere i prussiani e avrebbe respinto anche il piano per attaccare da Frasnes il fianco sinistro francese. Il Duca, prima di ritornare a Quatre-Bras, non diede alcuna assicurazione formale di intervenire in aiuto dei prussiani e concluse in modo riluttante che "vedrò che posso fare, se non sarò attaccato a mia volta.". Alle ore 15.00 il Duca di Wellington era di ritorno a Quatre-Bras dove la situazione era critica; egli si affrettò ad ordinare la ritirata delle sue truppe verso lincrocio in attesa dellarrivo dei rinforzi.

Erano in arrivo la divisione britannica del generale Picton, che scendeva da nord lungo la strada di Bruxelles e la brigata di cavalleria belga-olandese di Van Merlen che arrivava da nord-ovest lungo la strada di Nivelles; subito dietro si stavano anche avvicinando le truppe del Duca di Brunswick; con queste forze Wellington poté riorganizzare il suo schieramento per respingere il nuovo attacco di Ney. Il maresciallo francese infatti portò avanti la sua artiglieria e riprese rapidamente lassalto; la cavalleria di Van Merlen attaccata dalla divisione di Pirè venne rapidamente sbaragliata ma la fanteria di Bachelu venne contrattaccata dai britannici di Picton e lo scontro continuò con esito incerto e pesanti perdite per entrambe le parti. A ovest della strada maestra invece la divisione di Foy affrontò le truppe di Brunswick che si trovarono in difficoltà: la cavalleria tedesca venne respinta, la fanteria ripiegò e il Duca di Brunswick cadde mortalmente ferito; la cavalleria francese di Pirè inseguì le truppe nemiche e attaccò anche i reparti di Picton. I britannici si schierarono rapidamente in quadrati e riuscirono a contenere gli assalti dei lancieri francesi ma alcuni battaglioni subirono forti perdite.

Mentre a Quatre-Bras i combattimenti continuavano sempre più aspri, dalle ore 15.00 era in corso anche la battaglia di Ligny; Napoleone aveva dato inizio allattacco delle linee prussiane estese lungo il corso del fiume Ligne; Vandamme attaccò sulla sinistra i villaggi di Saint-Armand, la Haye e Hameau impiegando successivamente le divisioni Lefol, Barthezene e Girard contro i reparti prussiani del generale Steinmetz. Inizialmente lattacco francese ebbe successo e, nonostante la forte resistenza i villaggi furono occupati; i prussiani ripiegarono dietro il fiume. Mentre il maresciallo Grouchy sullala destra francese teneva impegnato con la cavalleria e una divisione di fanteria il III corpo prussiano di Thielmann, al centro, nel settore del villaggio di Ligny difeso dalle divisioni Jagow e Henckel, attaccarono le divisioni Pecheaux e Vichery del IV corpo darmata di Gerard, precedute dal fuoco dellartiglieria concentrata. I combattimenti nel villaggio di Ligny furono accaniti e sanguinosi; i prussiani diedero prova di estrema combattività e si batterono allinterno dellabitato a sud del fiume prima di ripiegare a nord dove riuscirono a respingere gli ostinati attacchi francesi. Gli scontri si prolungarono a distanza ravvicinata negli edifici dellarea cittadina di Ligny.

Alle ore 16.00 i prussiani inoltre passarono al contrattacco sullala sinistra francese con le divisioni Pirch II e Tippelskirch e la cavalleria di Jürgass per riconquistare la linea dei villaggi occupati dal III corpo di Vandamme, ma il primo assalto non ebbe successo; i francesi furono fermati e persero terreno la Haye e Saint-Armand e il generale Girard cadde ferito a morte mentre guidava i suoi uomini, ma i prussiani vennero ben presto respinti e contrattaccati dalle riserve di Vandamme. Il maresciallo Blücher arrivò personalmente sul campo e sferrò un nuovo contrattacco che permise ai prussiani di riconquistare una parte di La Haye ma i francesi mantennero le posizioni a Hameau e Saint-Armand.

Nel frattempo a Quatre-Bras il maresciallo Ney aveva ricevuto alle ore 16.30 il primo messaggio di Napoleone, scritto alle ore 14.00, che gli ordinava di occupare rapidamente lincrocio e poi deviare con tutte le sue forze verso est per aggirare larmata prussiana, ma poco dopo il maresciallo, che contava sullarrivo del I corpo di dErlon per sferrare lattacco decisivo, apprendeva dal generale Delcambre inviato dal comandante del I corpo, che questa formazione non era più disponibile e invece si era diretta verso est in direzione di Saint-Armand. Alle ore 16.15 infatti dErlon aveva ricevuto gli ordini inviategli direttamente dallimperatore di accorrere sul campo di Ligny e il generale aveva subito messo in marcia i suoi uomini. Ney fu estremamente turbato e irritato da queste notizie; le forze nemiche di fronte a Quatre-Bras si stavano rinforzando con larrivo delle due brigate delle divisione del generale Alten ed egli, privo del I corpo darmata, non riteneva possibile compiere la missione assegnatagli dallimperatore; il messaggio inviato da Soult alle ore 15.15 che confermava limportanza della sua missione, sconvolse definitivamente il maresciallo che decise autonomamente di inviare il generale Decambre dal generale dErlon con lordine di ritornare immediatamente indietro con il I corpo darmata. Nel frattempo Ney decise di sferrare un nuovo attacco contro Quatre-Bras impiegando una parte del corpo di cavalleria del generale Kellermann che venne sollecitato enfaticamente dalleccitato maresciallo a effettuare uno sforzo supremo per "passare sul ventre" del nemico a tutti i costi.

Kellermann guidò con grande coraggio lattacco dei suoi corazzieri contro le linee nemiche; la cavalleria francese caricò i quadrati della brigata Colin Hackett con estrema violenza, un reggimento britannico venne sbaragliato e perse la sua bandiera, altri due quadrati subirono forti perdite. I corazzieri proseguirono lattacco direttamente verso Quatre-Bras che raggiunsero dopo aver travolto un battaglione di Brunswick. Nonostante questo audace successo iniziale, i corazzieri, non supportati dalle altre forze e sottoposti al tiro della fanteria alleata, non poterono mantenere le posizioni raggiunte e in breve dovettero ripiegare; Kellerman rischiò di essere ucciso e tutti i corazzieri superstiti tornarono indietro. Altri attacchi sferrati dalla cavalleria di Pirè terminarono ugualmente senza risultati. A partire dalle ore 18.00 la situazione di Ney peggiorò con il continuo arrivo di rinforzi per le truppe di Wellington; il maresciallo, eccitato e sconvolto, dovette passare sulla difensiva.

Alle 17.30, sul campo di battaglia di Ligny, Napoleone aveva iniziato i movimenti preliminari delle sue riserve per sferrare lattacco decisivo in connessione con il previsto arrivo del I corpo di dErlon, ma i piani dellimperatore vennero sconvolti dallarrivo di inquietanti notizie provenienti da Vandamme che riferiva di aver identificato una grossa colonna di truppe nemiche sbucate sulla sua sinistra in marcia verso Fleurus. Napoleone, turbato da questa notizie, decise di sospendere i movimenti delle riserve e di chiarire la situazione. Nel frattempo però i francesi si trovarono in crescente difficoltà sullala sinistra dove alle ore 18.00 Blücher lanciò un nuovo attacco in forze; le divisioni del III corpo darmata di Vandamme continuarono a battersi accanitamente ma furono costrette a cedere terreno e i prussiani del I e II corpo occuparono La Haye e Hameau.

Napoleone tuttavia alle 18.30 ricevette nuove informazioni: la colonna ritenuta nemica comparsa sulla strada di Fleurus in realtà era il I° corpo di dErlon che stava marciando per errore troppo a sud sulla strada sbagliata invece di avanzare come previsto dallimperatore lunga la strada settentrionale verso Wagnelée e Brye per aggirare lintero schieramento prussiano. Napoleone ritenne ormai compromessa labile manovra che egli aveva pianificato, essendo ormai molto tardi per far cambiare strada al I corpo, egli rinunciò al movimento aggirante e riprese a portare avanti le riserve per lattacco decisivo. DErlon del resto, avendo ricevuto nel frattempo il messaggio urgente di Ney che lo richiamava indietro, sospese lavanzata verso Fleurus e, nonostante le proteste dei suoi soldati desiderosi di combattere, marciò di nuovo a ovest verso Quatre-Bras; solo la divisione Durutte del I corpo rimase sul posto e avanzò prudentemente verso Wagnelée ma rinunciò ad attaccare lala destra prussiana.

Il generale dErlon quindi riportò il grosso del I corpo darmata verso Quatre-Bras; alle ore 21.00 le sue truppe esauste giunsero a Frasnes; ormai gli scontri erano finiti e i soldati di dErlon, a causa degli ordini contraddittori e della confusione delle strutture di comando francesi, avevano trascorso la giornata in inutili marce e contromarce tra i due campi di battaglia senza prendere parte ad alcun combattimento. Il maresciallo Ney, privato del concorso del I corpo darmata, aveva continuato a battersi coraggiosamente nonostante la crescente inferiorità numerica e aveva contenuto la controffensiva di Wellington rafforzato dallarrivo di cospicui rinforzi. Le tre divisioni del II corpo di Reille ripiegarono lentamente con ordine infliggendo dure perdite al nemico; alle ore 20.00 un contrattacco della cavalleria di Pirè mise in forte difficoltà i reparti delle Guardie britanniche, mentre i corazzieri sbaragliarono un battaglione belga. La battaglia di Quatre-Bras terminò senza risultati; le due parti ritornarono sulle posizioni di partenza dopo aver subito entrambe pesanti perdite tra morti e feriti: 4.300 francesi e 4.700 anglo-alleati.

A Ligny Napoleone dalle 18.30 aveva fatto finalmente intervenire le riserve per respingere lultimo attacco prussiano e vincere la battaglia; i prussiani avevano guadagnato terreno a Hameau e Saint-Armand, ma lintervento della Giovane Guardia del generale Guillaume Philibert Duhesme capovolse lesito degli scontri. I prussiani ripersero il terreno conquistato, mentre sullala destra francese il maresciallo Grouchy mise in difficoltà le truppe di Thielmann; nella cittadina di Ligny nel frattempo continuavano i drammatici e sanguinosi combattimenti dentro labitato tra i soldati di Gérard le divisioni del II corpo prussiano. Alle 19.30, mentre incominciava a piovere intensamente, fallì anche lultimo assalto sferrato ad Hameau da Blücher con le truppe disponibili, di fronte alla solida linea difensiva formata da tre reggimenti di cacciatori della Vecchia Guardia. A questo punto Napoleone organizzò lattacco decisivo al centro delle linee prussiane: con un ciele sempre più tempestoso e sotto una pioggia crescente, la fanteria della Vecchia Guardia si portò in avanti e si schierò di fronte a Ligny divisa in due raggruppamenti a ovest e a est della cittadina; lartiglieria di riserva venne messa in azione e la cavalleria pesante della Guardia e la divisione di corazzieri del generale Delort si tennero pronte sui due fianchi. La marcia di avvicinamento della Vecchia Guardia durò circa venti minuti; quindi dopo lintenso fuoco dei sessanta cannoni della riserva dartiglieria, alle ore 19.40 la fanteria della Vecchia Guardia sferrò lattacco; le truppe francesi erano particolarmente eccitate e vennero sollecitate dai loro comandanti a "non fare prigionieri". Protetti sulla sinistra dai cacciatori del generale Pierre Cambronne, i due raggruppamenti della Vecchia Guardia, comandati dai generali Louis Friant, Charles Antoine Morand e François Roguet, travolsero il fronte avversario e, appoggiate anche dai reparti ancora efficienti del IV corpo di Gérard, raggiunsero rapidamente il successo. I prussiani delle divisioni Kraft, Jagow e Langen cedettero le posizioni a Ligny e batterono confusamente in ritirata; i soldati della Vecchia Guardia combatterono con grande accanimento e non risparmiarono i superstiti; i soldati prussiani sbandati vennero inseguiti e in buona parte uccisi sommariamente.

I corazzieri e la cavalleria pesante della Guardia entrarono in azione e contribuirono al successo francese a Ligny, mentre alle ore 20.30 anche Grouchy guadagnò terreno sullala destra le sue truppe costrinsero alla ritirata il III corpo darmata di Thielmann che ripiegò verso Sombreffe. Il maresciallo Blücher, informato dello sfondamento al centro delle sue linee, tuttavia tentò ancora di controllare la situazione e guidò personalmente un disperato attacco della cavalleria del generale Röder contro la Guardia imperiale che avanzava a nord di Ligny. Il contrattacco venne respinto con pesanti perdite dalla fanteria della Vecchia Guardia e la cavalleria pesante francese sbaragliò i cavalieri prussiani; Blücher cadde da cavallo durante il combattimento e rischiò di essere ucciso o catturato. I reparti superstiti del centro prussiano fuggirono in rotta inseguiti dalla cavalleria pesante francese fino alle ore 21.30 quando i combattimenti si esaurirono nelloscurità. Nel frattempo, mentre al centro larmata di Blücher crollava, le due ali dellesercito prussiano avevano conservato la coesione e, dopo il cedimento delle difese di Ligny, ripiegarono ordinatamente; Zieten marciò da La Haye a Brye dove le sue truppe rimasero schierate fino allalba del 17 giugno; Thielmann raggiunse Sombreffe che rimase occupata dai prussiani durante la notte; schermaglie e scontri a fuoco continuarono nelloscurità. Napoleone ritorna a Fleurus alle ore 23.00 mentre le truppe francesi rimasero padroni del campo di battaglia; nei sanguinosi combattimenti avevano perso circa 8.500 morti e feriti, mentre le perdite prussiane furono di circa 15.000 uomini, fra morti, feriti e prigionieri. Nel corso della notte oltre 8.000 soldati prussiani si sbandarono e fuggirono in disordine verso oriente in direzione di Liegi e Aquisgrana.

                                     

3.3. La campagna 17 giugno: preludio a Waterloo

Napoleone al termine della battaglia di Ligny ritenne di aver raggiunto una vittoria decisiva; egli credeva che lesercito prussiano fosse ormai in dissoluzione e che avesse subito perdite debilitanti; limperatore quindi, ritenendo larmata di Blücher ormai non più pericolosa, non considerò necessario organizzare subito nella notte la prosecuzione dei combattimenti per lindomani e linseguimento ad oltranza del nemico sconfitto. Il maresciallo Grouchy alle ore 23.00 ricevette solo lordine vago di tenersi pronto con la sua cavalleria leggera a inseguire i resti prussiani.

In realtà invece larmata prussiana, pur avendo subito forti perdite, non era affatto sconfitta in modo irreversibile; il generale von Gneisenau prese il controllo delle operazioni in attesa del ristabilimento di Blücher e organizzò nella notte con notevole abilità lo sganciamento e la ritirata delle truppe, inoltre nella serata erano arrivati a Gembloux i primi reparti del IV corpo darmata di Bülow che non era stato impegnato nella battaglia. Gneisenau decise di far ripiegare il III corpo di Thielmann da Sombreffe a Gembloux, mentre i due corpi più indeboliti, il di Zieten e il II di Pirch, in un primo momento si sarebbero ritirati subito verso nord fino ai villaggi di Tilly e Gentinnes. Il generale prussiano era intenzionato a riorganizzare le sue truppe e marciare rapidamente verso nord a Wavre da dove avrebbe potuto mantenere i collegamenti operativi con lesercito di Wellington. La ritirata prussiana ebbe inizio al mattino del 17 giugno: i corpi darmata di Zieten e Pirch da Tilly e Gentinnes mossero a nord, attraversarono i villaggi di Villeroux e Mont-Saint-Guibert e raggiunsero Wavre entro le ore 12.00; una parte delle truppe passarono subito sulla riva occidentale del fiume Dyle per tenersi pronti a marciare in direzione dellesercito alleato. Il generale Thielmann invece si diresse con il III corpo inizialmente a Gembloux dove rimase fino alle ore 14.00, quindi si mise in marcia verso Wavre; alle ore 20.00 le sue truppe si trovavano alcuni chilometri a nord di questa cittadina; infine il generale Bülow con il IV corpo darmata passò per i villaggi di Wallhain e Corrois e alle ore 22.00 arrivò a Dion-le-Mont, a sud-est di Wavre.

Al mattino del 17 giugno lesercito francese a Ligny era rimasto sulle posizioni stabilite nella notte dopo la vittoria, ma la cavalleria leggera di Pajol e Exelmans fin dalle ore 02.00 aveva iniziato ricognizioni aggressive per mantenere il contatto con il nemico; i cavalieri francesi tuttavia si diressero inizialmente a est lungo la strada di Namur dove si prevedeva erroneamente che si sarebbero ritirati i prussiani. I reparti di Pajol intercettarono alcuni reparti sbandati prussiani e catturarono otto cannoni ma alle ore 09.00 segnalarono che in direzione di Namur non cerano altre truppe prussiane; nel frattempo Exelmans invece riferì la presenza di un grosso corpo di truppe nemiche nella zona di Gembloux.

Sul campo di battaglia di Quatre-Bras le truppe del maresciallo Ney e quelle del Duca di Wellington avevano mantenuto inizialmente le posizioni occupate al termine della battaglia. Entrambi i comandanti non erano stati informati durante la giornata del 16 giugno dellandamento dei combattimenti a Ligny; solo alle ore 09.00 del 17 giugno Ney ricevette un messaggio di Soult che annunciava la vittoria mentre Wellington, dopo aver ricevuto in un primo momento informazioni ottimistiche da Blücher, non aveva avuto più notizie dirette; egli quindi il primo mattino del 17 giugno continuò a rinforzare le sue posizioni a Quatre-Bras per continuare la battaglia. Alle ore 07.30 invece il generale britannico apprese finalmente la notizia della disfatta prussiana grazie alle informazioni raccolte da un suo aiutante di campo inviato a oriente per chiarire la situazione. Wellington seppe che i prussiani battevano in ritirata verso Wavre e quindi decise di ripiegare a sua volta verso nord per evitare di essere aggirato sul fianco sinistro. Il generale britannico aveva previsto di raggiungere laltopiano di Mont-Saint-Jean dove intendeva costituire una forte posizione difensiva darresto; Wellington disse al generale Müffling e al tenente prussiano Massow che avrebbe affrontato la battaglia a Mont-Saint-Jean, sulla strada di Bruxelles a sud della foresta di Soignes, se avesse potuto contare sullaiuto di almeno un corpo darmata prussiano. La ritirata dellesercito anglo-alleato a Quatre-Bras ebbe inizio alle ore 10.00 e non fu contrastata dai francesi; il maresciallo Ney trascorse le prime ore del 17 giugno nellinattività e non prese alcuna iniziativa per agganciare il nemico e costrigerlo a battersi.

Napoleone venne informato alle ore 08.00 del 17 giugno dellandamento della battaglia di Qautre-Bras; limperatore, sulla base delle informazioni disponibili, ritenne che dopo la disfatta di Blücher, Wellington fosse a sua volta in ritirata e quindi in un primo momento egli si limitò ad inviare alle ore 09.00 un messaggio a Ney in cui ordinava solo di osservare i movimenti del nemico che egli ipotizzava avesse già abbandonato Quatre-Bras. Napoleone apparve stanco e poco attivo; egli continuava a farsi illusioni ottimistiche sullandamento della campagna; le prime disposizioni per il giorno 17 giugno prevedevano solo la riorganizzazione e il riequipaggiamento delle truppe francesi. Le nuove informazioni giunte tra le ore 09.30 le ore 11.00 cambiarono il quadro della situazione e indussero Napoleone a prendere nuove decisioni: dai messaggi di Ney e dalle notizie portate dalla cavalleria inviata in esplorazione verso Quatre-Bras, si apprese che Wellington, invece di battere subito in ritirata, era ancora fermo sulle posizioni e quindi esposto ad un attacco sul suo fianco sinistro lungo la strada di Namur. Limperatore quindi, che aveva trascorso le prime ore del mattino ispezionado il campo di battaglia di Ligny dove era stato acclamato entusiasticamente dai soldati francesi, decise di marciare subito con una parte delle sue forze verso Quatre-Bras e attaccare Wellington che sarebbe stato agganciato frontalmente dalle forze del maresciallo Ney; il VI corpo del generale Lobau e la Guardia imperiale dovevano quindi mettersi al più presto in movimento verso ovest lungo la strada Namur-Nivelles per intercettare gli anglo-alleati.

Poco dopo le ore 11.00 inoltre Napoleone diede i primi ordini verbali a Grouchy per condurre linseguimento dei prussiani, il maresciallo avrebbe preso il comando del III corpo di Vandamme, del IV corpo di Gérard, di una divisione del VI corpo e della cavalleria leggera di Pajol e Exelmans. Le istruzioni scritte comunicategli dal maresciallo Soult erano piuttosto vaghe e lascivano ampia libertà dazione; egli doveva "inseguire il nemico" prussiano e "scoprire quello che sta facendo"; Grouchy doveva mantenere concentrate le sue forze, scegliere una buona posizione e salvaguardare le sue comunicazioni con il grosso dellarmata. Alle ore 11.30 il maresciallo lasciò il quartier generale per prendere il comando delle cospicue forze assegnategli; alle ore 12.00 Soult inviò un messaggio a Ney ordinandogli di attaccare subito a Quatre-Bras per bloccare il nemico in attesa dellarrivo di Napoleone sul fianco sinistro; infine alle ore 13.00 limperatore si mise in movimento con il suo quartier generale per raggiungere la testa delle sue truppe che si trovavano a circa due chilometri a est di Quatre-Bras.

Napoleone, preoccupato dalla mancanza di segni evidenti dellinizio dellattacco di Ney, decise di accelerare le operazioni e guidò personalmente tre divisioni di cavalleria leggera, la cavalleria pesante di Milhaud, il VI corpo e la Guardia imperiale verso Quatre-Bras; egli venne informato che i britannici erano ormai in ritirata e che solo la cavalleria nemica era ancora presente a Quatre-Bras. In effetti alle ore 13.00 lesercito alleato, le divisioni di Cook, Picton e Alten le truppe belga-olandesi di Perponcher, avevano già abbandonato le posizioni di Quatre-Bras mentre la cavalleria di Lord Uxbridge era rimasta sul posto per coprire la ritirata. Napoleone comprese che ormai era impossibile bloccare il grosso dellesercito nemico e costringerlo a battersi subito ma egli cercò ugialmente di accelerare le operazioni guidando personalmente linseguimento con i corazzieri, i lancieri e i cacciatori a cavallo. La retroguardia britannica di Uxbridge, dove si trovava anche Wellington, venne sorpresa dallarrivo della cavalleria francese con Napoleone in persona e dovette sganciarsi in fretta verso Genappe mentre iniziava un violento temporale; dopo scontri confusi, la cavalleria britannica batté in ritirata sotto la pioggia e limperatore alle ore 14.00 si congiunse con le forze del maresciallo Ney a Quatre-Bras.

Napoleone biasimò il maresciallo per la sua irresolutezza, quindi decise di riprendere subito linseguimento; dErlon con il I corpo era già in marcia e subito seguirono il II corpo di Reille, il VI di Lobau e la Guardia; limperatore prese la testa delle sue truppe con la cavalleria leggera e lo squadrone di servizio. Il frenetico inseguimento delle retroguardie britanniche si svolse sotto una pioggia torrenziale: Uxbridge cercò di opporre resistenza a Genappe per guadagnare tempo ma la cavalleria britannica fu costretta a evacuare la cittadina dopo un duro scontro con gli ussari e i lanceri francesi sostenuti dai cannoni diretti personalmente da Napoleone. Alle ore 18.30 Napoleone con la sua scorta raggiunse la cresta di La Belle-Alliance. Limperatore osservò la pianura e la cresta allorizzonte dove apparvero ben visibili i fuochi dellesercito anglo-alleato; Wellington apparentemente si era quindi fermato con tutte le sue truppe sullaltopiano di Mont-Saint-Jean, pochi chilometri a sud del villaggio di Waterloo.

La posizione scelta dal nemico sembrava molto infelice a causa della presenza alle spalle dei britannici della foresta di Soignes che avrebbe potuto intralciare un eventuale ritirata; Napoleone in un primo tempo ritenne poco probabile che il duca sarebbe rimasto su quella posizione e temette che il suo avversario avrebbe approfittato della notte per riprendere la ritirata. Limperatore in realtà non era bene informato; la foresta di Soignes non era impenetrabile come sembrava credere Napoleone, ed era facilmente transitabile anche per forti colonne di truppe. Egli nelle sue memorie di SantElena afferma inoltre che avrebbe voluto attaccare subito, ma che dovette rinunciare a causa del calare delle tenebre, ma in effetti alla fine della giornata del 17 giugno egli disponeva sulla cresta di Belle-Alliance solo di una parte del I corpo di dErlon e della cavalleria leggera, mentre gli altri corpi erano ancora in movimento molto più indietro tra Quatre-Bras e Genappe.

In realtà Wellington, che era giunto fin dalle alle ore 16.00 a Waterloo dove aveva installato il suo quartier generale, aveva preso coscientemente la decisione di fermarsi sullaltopiano di Mont-Saint-Jean dove intendeva combattere una battaglia difensiva; egli conosceva molto bene il terreno che aveva giudicato in passato "molto vantaggioso" per bloccare unavanzata su Bruxelles. Il generale britannico ritornò, dopo aver organizzato il quartier generale a Waterloo, sulla cresta di Mont-Saint-Jean dove controllò afflusso e lo schieramento delle sue truppe, egli fece mettere in azione le batterie dartiglieria che ebbero un breve scontro a fuoco con i cannoni francesi. Nonostante qualche disordine e fenomeni di panico in alcuni reparti del servizi di trasporto, lesercito anglo-alleato si fermò sulle posizioni stabilite e organizzò precari bivacchi allaperto sotto la pioggia. Wellington peraltro era seriamente preoccupato per possibili minacce nemiche alle sue linee di comunicazione a ovest verso il mare; il generale decise nella serata di potenziare le forze che, al comando del generale Colvile, aveva lasciato ad Hal per coprire il suo fianco destro; due brigate britanniche e tre brigate belga-olandesi rimasero ferme nella regione di Hal.

Lesercito francese trascorse la notte del 17-18 giugno 1815 in deplorevoli condizioni allaperto sul terreno fangoso mentre la pioggia continuava a cadere; larmata non era ancora concentrata le truppe del II e VI corpo, la Guardia imperiale e la cavalleria pesante erano sparpagliate tra Genappe e la Belle-Alliance. Privi di ripari, esposti alle intemperie e quasi privi di vettovagliamento, i soldati francesi erano stanchi e irritati ma mantenevano il morale alto ed erano soprattutto ansiosi di attaccare gli odiati anglais. Napoleone alloggiò nella fattoria di Le Caillou, due chilometri e mezzo a sud di La Belle-Alliance, limperatore era ancora preoccupato per una possibile ritirata notturna dei britannici mentre non temeva lintervento dei prussiani che continuava a ritenere completamente disorganizzati dopo la sconfitta di Ligny. Ansioso e incerto, Napoleone dopo un breve riposo si rialzò alle ore 01.00 e in compagnia del generale Bertrand si recò, sotto la pioggia, agli avamposti per controllare se vi fossero segni di ritirata del nemico; egli fu rassicurato dallosservazione delle linee nemiche dove i bivacchi erano accesi; non vi era alcun segno di movimenti in corso; dopo questa ricognizione Napoleone alle ore 3.30 fece ritorno a Le Caillou.

In realtà la situazione strategica complessiva di Napoleone stava diventando pericolosa perché larmata prussiana non era affatto in ritirata verso Liegi e soprattutto perché il maresciallo Grouchy aveva manovrato in modo completamente errato il forte contingente di truppe che limperatore gli aveva assegnato per controllare i prussiani e proteggere il fianco destro dellarmata principale.