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ⓘ Tempio di San Francesco. Il tempio di San Francesco è un luogo di culto cattolico di Gaeta, situato nel centro storico della città, allinterno del territorio de ..




Tempio di San Francesco
                                     

ⓘ Tempio di San Francesco

Il tempio di San Francesco è un luogo di culto cattolico di Gaeta, situato nel centro storico della città, allinterno del territorio della parrocchia che insiste sulla cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano e di Santa Maria Assunta.

La chiesa venne costruita a partire dal 1283, grazie alle donazioni di Carlo II dAngiò, come luogo di culto annesso ad un convento fondato dallo stesso Francesco di Assisi nel 1222; nella seconda metà degli anni 1850 venne radicalmente restaurata in stile neogotico su progetto di Giacomo Guarinelli, grazie allinteressamento di papa Pio IX e i finanziamenti di Ferdinando II delle Due Sicilie.

Ledificio è situato sul versante del monte Orlando rivolto verso il golfo di Gaeta, in una posizione dominante sul centro storico della città; viene talvolta definito erroneamente come duomo cittadino per la sua collocazione scenografica e la sua elaborata architettura.

                                     

1. Storia

Nel 1222, Francesco dAssisi, in viaggio nel sud Italia, predicò nella città di Gaeta, dove soggiornò alcuni giorni su invito dei cittadini e operò alcuni miracoli. Qui fondò un piccolo convento con annessa cappella, situato al di fuori delle allora mura della città il cui circuito era stato ampliato lo stesso anno per volere di Federico II fino allattuale piazza Conca; durante la costruzione della quale un carpentiere, schiacciato da una trave, rimase ucciso. Il santo, informato dellaccaduto, tracciò sul morto un segno di croce e questi, chiamato per nome, risuscitò. Secondo unaltra fonte, il morto risuscitato sarebbe stato un muratore schiacciato da un masso. Il complesso, una volta terminato, era costituito dalla piccola chiesa, priva di particolari decorazioni, e dalle poche celle dei frati, tra le quali quella in cui aveva dormito il fondatore; la chiesa era dedicata alla Vergine Assunta e venne dedicata nel 1255; lintera struttura fu oggetto di un primo intervento di restauro nel 1275 per volere di Carlo I dAngiò.

Con il crescente numero di vocazioni e per la notevole devozione dimostrata dal popolo gaetano, contemporaneamente allampliamento del convento, nel 1285 cominciò la costruzione di una nuova e più grande chiesa, dedicata a Francesco dAssisi, che era stato canonizzato nel 1228 da papa Gregorio IX; ledificazione fu possibile grazie ai finanziamenti di Carlo II dAngiò e di suo figlio Ludovico, francescano e vescovo di Tolosa, che visitò il cantiere nel 1295.

La chiesa venne terminata nei primi anni del XIV secolo: in stile gotico, era di grandi dimensioni, con vasta navata unica di cinque campate coperte con volte a crociera estradossate, lungo la quale si aprivano otto cappelle laterali disposte asimmetricamente, terminante con unabside quadrangolare affiancata, sulla destra, da unulteriore cappella e dal campanile a torre coronato da un cupolino; il suo aspetto esterno è chiaramente visibile nel dipinto di Frans Vervloet Veduta di Gaeta in occasione della benedizione impartita da Pio IX l8 dicembre 1848 1850. Nel corso dei secoli, venne arricchita grazie alle più importanti famiglie nobili di Gaeta, che al suo interno avevano la propria cappella gentilizia. Fra i numerosi monumenti funebri, vi era quello del cardinale Bartolomeo Uliari, padovano, legato pontificio a Gaeta presso Ladislao di Napoli dal 1393 al 1396, con sarcofago sorretto da due leoni marmorei, successivamente convertiti in base della fontana al centro del chiostro del convento. Nella chiesa ebbe sede fino al 1806 il Real monte di Pietà di San Giacomo degli Spagnoli, la cui esistenza è attestata dal 1697 e che aveva in San Francesco due cappellanie. Nel 1742 il convento contava 35 frati, dei quali 20 professi e 15 conversi.

Nel 1809, con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Gioacchino Murat, re di Napoli, anche il convento di San Francesco a Gaeta venne requisito e adibito ad ospedale militare, e il complesso cadde in abbandono, continuato anche dopo la restaurazione. La chiesa, in particolare, già danneggiata da un terremoto del 1764 che causò il crollo del campanile, versava in uno stato di degrado; questo venne notato anche da papa Pio IX, in esilio volontario a Gaeta dal novembre 1848 al settembre dellanno successivo, il quale auspicò un restauro dellantica struttura. In questo sollecitò Ferdinando II delle Due Sicilie che attuò e finanziò il rifacimento della chiesa.

Il progetto venne affidato a Giacomo Guarinelli, maggiore e comandante del Genio, nonché architetto. Egli non demolì lantica chiesa, ma ne preservò la struttura gotica ampliandola e rivestendola, sia internamente, sia esternamente, con un ricco apparato decorativo in stile neogotico, ed operando alcune modifiche agli spazi rispetto al loro stato originario ad esempio trasformando le cappelle in navate. I lavori si protrassero dallaprile 1850 al 1858; vennero interrotti in concomitanza dellassedio della città 1860, per poi terminare sotto la direzione di Francesco Del Vecchio subentrato a Guarinelli nel 1870 e fedele al progetto del suo predecessore nel 1874 a spese del governo italiano, che già aveva finanziato un restauro nel 1864 dopo i lievi danni causati nel corso dellassedio. Tuttavia la struttura rimase incompiuta nel campanile: questo doveva sorgere sul lato destro della chiesa, articolarsi in quattro ordini la costruzione si fermò al primo e terminare con unalta cuspide, la cui sommità sarebbe stata posta a circa 62 metri dalla base. La dedicazione, prevista per il 4 ottobre 1885, ebbe luogo soltanto il 9 ottobre 1927.

La chiesa venne restaurata nuovamente nel 1927 in tale occasione la parte superiore della facciata venne privata della fitta decorazione a rilievo formata da una rete di quadrilobi e affidata alla Società Salesiana di San Giovanni Bosco; nel 1929 i salesiani fondarono, nellex convento, l"Oratorio Don Bosco" e vi rimasero fino al 1992. Durante la seconda guerra mondiale, l8 settembre 1943, una bomba colpì la cantoria di destra della chiesa ma non danneggiò il resto delledificio e negli anni 1951-1952 fu necessario un intervento di restauro, cui seguì la riapertura del tempio.

Negli ultimi anni del XX secolo, la struttura fu oggetto di diversi crolli, a causa di infiltrazioni dacqua e di insufficiente manutenzione; per questo venne chiusa nel 1998 dopo che si staccò parte della croce posta sulla sommità della facciata. I lavori di restauro sono iniziati nel 2004 il cantiere è stato inaugurato il 3 febbraio dello stesso anno alla presenza dellallora arcivescovo di Gaeta Pier Luigi Mazzoni e la chiesa è stata riaperta il 4 ottobre 2008 con una celebrazione eucaristica presieduta dallarcivescovo Fabio Bernardo DOnorio.

                                     

2.1. Descrizione Esterno

Lesterno, quanto linterno, è caratterizzato dalla ricca decorazione plastica ottocentesca in stile neogotico, progettata da Giacomo Guarinelli, che copre lantica struttura gotica del XIII-XIV secolo.

La facciata, rivolta verso sud, è preceduta da una monumentale scalinata che porta al sagrato. Essa, nella sezione centrale, si articola in due rampe simmetriche, ciascuna delle quali segue una traiettoria a semicerchio, formando al centro uno spiazzo ove, sopra un alto piedistallo, vi è la statua della Religione di Luigi Persico 1853, raffigurata come una donna in piedi che tiene in mano una grande croce.

Il prospetto è a salienti, e ricalca la struttura interna a tre navate con altrettante sezioni separate fra di loro tramite contrafforti rettangolari, ciascuno dei quali termina in alto con un pinnacolo a base ottagonale. La parte inferiore della facciata corrispondente alla distanza interna tra il pavimento e la chiave delle volte delle navate laterali è in travertino con decorazione ad archetti ciechi ogivali; quella superiore, invece, presenta un paramento murario liscio in intonaco chiaro, risalente al restauro del 1927. Poco al di sopra del cornicione che separa i due ordini, a ridosso di ciascun contrafforte, entro una nicchia le due centrali anche coperte da un alto baldacchino, vi sono quattro statue marmoree di diversi autori; da sinistra, esse raffigurano: San Bernardo di Tomaso dArnaud, SantAmbrogio di Tito Angelini, SantAgostino e San Tommaso dAquino entrambi di Tommaso Solari.

Nella parte inferiore, mentre in corrispondenza di ciascuna delle due navate laterali si apre una slanciata monofora ogivale con ghimberga, in corrispondenza di quella centrale vi è il portale, anchesso in travertino, che presenta una profonda strombatura fittamente decorata a bassorilievo con motivi floreali. Esso è sormontato da unalta ghimberga, decorata con un altorilievo di Salvatore Irdi raffigurante Allegoria della restaurazione del papato e sormontata da una statua di Antonio Calì raffigurante San Francesco dAssisi. Ai lati della porta, ciascuna sotto un baldacchino, vi sono le statue marmoree di Carlo II dAngiò a sinistra e Ferdinando II delle Due Sicilie, entrambe di Gennaro De Crescenzo. Ognuna di esse poggia su un alto basamento poligonale, sul quale è riportata uniscrizione in lingua latina che ricorda limpegno del sovrano nei confronti della chiesa gaetana:

In asse con il portale, alle spalle della statua di San Francesco, si apre il rosone circolare di circa 5.8 metri di diametro, chiuso da una vetrata policroma con soggetto aniconico. Alla sommità della facciata, al di sopra di un pinnacolo a base ottagonale, vi è una croce in ferro.

Lungo il fianco destro della chiesa, a strapiombo sulla sottostante via Angioina, si erge, al termine della navata laterale, il tozzo campanile a base quadrata, con paramento murario in mattoncini; questo ospita tre campane, ciascuna allinterno di una monofora ogivale, sormontata da un rosone cieco marmoreo. La costruzione attuale è il primo dei quattro ordini che dovevano costituire la torre progettata da Giacomo Guarinelli, che sarebbe dovuta terminare con unalta cuspide.

                                     

2.2. Descrizione Interno

Allinterno, il tempio di San Francesco presenta una struttura a tre navate senza transetto; esse sono coperte con volta a crociera e separate fra di loro da due file di sei arcate a sesto acuto, poggianti su pilastri polistili. Le pareti, come il soffitto, sono decorate da un fitto apparato plastico in stucco di gusto neogotico, risalente al restauro ottocentesco della chiesa gotica non rimane che la struttura, non visibile.

Lambiente si presenta come notevolmente luminoso grazie al colore chiaro del paramento murario, su quello della Santissima Addolorata, la Vergine dei dolori di Angelo Scetta. Laltare di destra venne successivamente dedicato a san Giovanni Bosco e adornato con una pala raffigurante il dedicatario.

La navata maggiore, rispetto alle due minori, oltre alla sesta campata che rispetto alle precedenti è meno profonda in quanto corrispondente allantica abside della chiesa duecentesca ne presenta unaltra, già adibita a presbiterio, il cui pavimento è posto ad un livello superiore rispetto allaula ed è ad essa raccordato tramite una serie di gradini. Lambiente, coperto con volta a crociera decorata con gli stemmi della famiglia reale, non è illuminato da due monofore, ma da due rosoni, al di sotto dei quali si aprono, con tre arcate a sesto acuto, due matronei: quello di sinistra, con accesso indipendente dallesterno, era usato come palco reale, quello di destra come cantoria.

Il presbiterio termina con labside ottocentesca, la cui pianta è costituita da cinque lati di un ottagono, esternamente alla quale vi è un corridoio voltato su due piani. Le sue quattro pareti laterali erano originariamente adornate da altrettante tele barocche, attualmente in parte nel Museo diocesano, in parte nella cattedrale di Gaeta: Vergine Assunta di Girolamo Imparato XVI secolo, Riposo nella fuga in Egitto di Francesco Solimena XVIII secolo, Circoncisione di Gesù e Adorazione dei Magi entrambi di scuola napoletana, del XVII secolo. In quella centrale si apre una nicchia, con la statua in travertino di Cristo Redentore in trono, dei fratelli dAnnibale, sormontata da un fastoso ciborio neogotico. Al di sopra di esso, un piccolo rosone circolare chiuso da una vetrata policroma.

Sotto larco absidale vi è laltare maggiore, in stucco finemente scolpito con una ricca decorazione architettonica neogotica a rilievo. Al di sopra della mensa, al centro, vi è il tabernacolo, sormontato da un baldacchino con alta cuspide a base ottagonale. Nel progetto iniziale, al di sopra di questo altare vi doveva essere la tela di Michele De Napoli, la cui copia si trova in controfacciata.



                                     

2.3. Descrizione Organo a canne

Nella chiesa non vi è organo a canne. Fino alla seconda guerra mondiale, nel matroneo di destra del presbiterio, adibito a cantoria, si trovava un piccolo strumento della fine del XIX secolo, distrutto insieme allambiente dal bombardamento dell8 settembre 1943.

Nel progetto originario di Guarinelli, era incluso anche un "grande organo", per il quale il governo aveva erogato 7.000 ducati, come da contratto con il costruttore; lo strumento sarebbe stato di grandi dimensioni e, probabilmente, avrebbe avuto oltre 2000 canne. Ferdinando II delle Due Sicilie avrebbe voluto dotare la chiesa di un organo a tre tastiere analogo a quello della basilica di San Francesco di Paola a Napoli; questultimo era stato costruito di recente dallorganaro Quirico Gènnari originario di Rovigo e disponeva di circa 4000 canne venne devastato tra il 1944 e il 1945 ed in seguito non venne ricostruito.

Guarinelli, nel progetto della chiesa di San Francesco, disegnò anche la cassa che avrebbe dovuto racchiudere lo strumento: avrebbe trovato luogo sul matroneo di destra che effettivamente poi venne utilizzato come cantoria, e sarebbe stata in stile neogotico, senza precedenti nella storia organaria italiana.

Lorgano sarebbe dovuto esser pronto per linaugurazione della chiesa, prevista per il luglio 1860. Tuttavia, in seguito alla morte di Ferdinando II 22 maggio 1859 e alle vicende risorgimentali, i lavori di restauro delledificio si fermarono, e lo strumento non venne mai realizzato o, seppur costruito almeno in parte, mai installato nella chiesa.

                                     

2.4. Descrizione Ex convento

Annesso al tempio vi è lex convento, situato in posizione arretrata rispetto alla chiesa; la facciata principale, lungo via De Lieto, è perpendicolare allingresso esterno del matroneo di sinistra ed è priva di particolari elementi decorativi ad eccezione delle cornici in muratura del portale sormontato dalla scritta "Oratorio Don Bosco" e di alcune delle finestre rettangolari. Ledificio si articola intorno al chiostro quadrangolare di origine trecentesca, il cui piano di calpestio è notevolmente sopraelevato rispetto a quello della navata e del matroneo del tempio a causa del forte dislivello su cui si articola il complesso; fortemente modificato e alterato nel corso dei secoli come lintero edificio conventuale, presenta attualmente solo due delle quattro gallerie originarie, coperte con volte a crociera ogivali e con archi a tutto sesto poggianti su colonne di spoglio molte delle quali prive di capitelli verso lo spazio aperto, questultime inglobate entro altre arcate dovute allampliamento dei piani superiori; al centro del cortile trova luogo la vera da pozzo in pietra, squadrata e affiancata da due colonne, mentre lungo le pareti sono murati alcuni frammenti lapidei di varia epoca.

Dal refettorio del convento proviene un affresco attualmente staccato ed esposto insieme alla relativa sinopia nel Museo diocesano e della religiosità del Parco dei Monti Aurunci di Gaeta, unico brano superstite di una più vasta decorazione parietale dellambiente e databile intorno al 1470; esso è opera di Giovanni di Gaeta e presenta forti analogie con altri due dipinti su tavola del pittore locale, la coeva Pietà fra angeli della chiesa di Santa Maria in Piazza a Fondi e il Crocifisso sagomato dalla ex chiesa di Santa Lucia in Gaeta, risalente agli anni 1460. Laffresco adornava originariamente una nicchia ogivale e presenta sulla parete Cristo in pietà tra la Madonna e san Giovanni evangelista, mentre delle due figure dellintradosso è rimasta solo quella di sinistra con San Giovanni Battista.