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ⓘ PZL P.11. Il PZL P.11 era un aereo da caccia ad ala alta in configurazione a gabbiano prodotto dallazienda polacca Państwowe Zakłady Lotnicze negli anni trenta. ..




PZL P.11
                                     

ⓘ PZL P.11

Il PZL P.11 era un aereo da caccia ad ala alta in configurazione a gabbiano prodotto dallazienda polacca Państwowe Zakłady Lotnicze negli anni trenta. Fu il principale velivolo da caccia in forza alle Polskie Lotnictwo Wojskowe, laeronautica militare polacca, fino al 1º settembre 1939, data dello scoppio della seconda guerra mondiale.

                                     

1. Storia del progetto

Nel 1930 il Departament Aeronautyki Ministerstwa Spraw Wojskowych, tradotto dal polacco Dipartimento aeronautico del Ministero per gli affari militari, emise una specifica per la fornitura di un nuovo caccia che sostituisse i precedenti P.7. La PZL incaricò nuovamente lingegnere Zygmunt Puławski, già autore dei progetti dei caccia P.1, P.6, P.7 e P.8 che sviluppò una variante del P.7 basata su una motorizzazione più potente e su alcune innovazioni tecnologiche, oltre che riproducendo il suo design oramai diventato caratteristico dei precedenti lavori. Dopo che lingegner Pulawski, era rimasto ucciso in un incidente aereo, il 21 marzo 1931, il lavoro di progettazione del caccia P.11 venne portato a termine dallingegner Wsiewołod Jakimiuk.

Il primo prototipo, designato P.11/I, venne portato in volo per la prima volta nellagosto 1931 dal collaudatore Bolesław Orliński. Ad esso fecero seguito ulteriori tre prototipi che adottarono alcune leggere modifiche, i P.11/II, P.11/III e P.11/IV. Il primo prototipo, pilotato da Orliński, partecipò allInternational Fighter Show di Istanbul risultando vincitore nella varie competizioni in cui fu impegnato. Laereo si rivelò superiore ai contemporanei caccia Curtiss Hawk II, Dewoitine D.53 e Smolik S-31 ivi presenti. Il primo risultato ottenuto fu linteresse della Romania allacquisto di 60 aerei da riprodurre su licenza. In seguito il primo prototipo venne venduto al Portogallo che era interessato allacquisizione dei caccia.

Il secondo prototipo P.11/II, dotato di propulsore radiale Bristol Mercury IVA azionante unelica bipala Chauviére, volò per la prima volta nel dicembre 1931, raggiungendo una velocità massima di 346 km/h. Nel giugno 1932 la casa motoristica francese Gnome et Rhône offrì alla PZL il proprio propulsore 9Kcr Mistral da accoppiarsi alla cellula prodotta dalla PZL per offrire leventuale velivolo risultante allArmée de lair. Nellagosto dello stesso anno i primi due prototipi P.11/I e P.11/II parteciparono al 3º Raduno Internazionale dellAviazione da Caccia tenutosi sullaeroporto di Zurigo, Svizzera. Il P.11/I fu portato in volo dal capitano Kazimierz Kuzian, mentre il secondo dal tenente Jerzy Bajan. Laereo di Bajan fece registrare una velocità massima di 310 km/h e risultò superiore ai concorrenti Hawker Fury, Fairey Firefly, Bristol Bulldog, Fokker D.VI e Dewoitine D.27. Al suo ritorno in patria il PZL P.11/II venne dotato del motore Gnome-Rhône 9K Mistral. Intanto labboccamento tra lindustria polacca e quella francese diede luogo, in seguito, alla costruzione del prototipo PZL P.24. Il secondo prototipo, dopo aver partecipato al XII Salon International de lAir di Parigi compì senza successo un breve ciclo di valutazione sulla base di Alverça, in vista delladozione di questo modello da parte dellaviazione portoghese. In seguito il velivolo venne consegnato allo Squadron da addestramento presso lAviation Technical Training Centre C.T.W.L di Bydgoszcz. Il 23 giugno 1936, dopo un volo di trasferimento da Bydgoszcz allaeroporto di Varsavia-Mokotow laereo, ai cui comandi vi era il pilota Anthony Gosiewski, rimase gravemente danneggiato in fase di atterraggio.

Nel frattempo era stato completato il terzo prototipo, designato PZL P.11/III, che compì le prove di volo nella primavera del 1933. In quellanno venne trasportato negli Stati Uniti dAmerica per partecipare alle National Air Races tenutesi a Cleveland. Laereo, equipaggiato con un propulsore Bristol Mercury IVA da 555 CV, venne pilotato in gara dal tenente Jerzy Kossowski. Nonostante la sapiente esibizione in volo del pilota polacco, e malgrado il velivolo facesse registrare la più alta velocità massima ottenuta tra tutti gli aerei presenti, al PZL P.11/III non venne assegnato alcun riconoscimento. Al suo ritorno in Polonia laereo subì alcune modifiche: venne montato un cappuccio sul bordo anteriore del collettore di scarico del motore e installato larmamento basato su due mitragliatrici Vickers Mod. F calibro 7.7 mm che nella successiva produzione di serie furono adattate alluso di cartucce calibro 7.92 mm. La dotazione complessiva delle due mitragliatrici era pari a 700 cartucce 350 per arma. Il velivolo così modificato divenne la base per la prima versione di serie, designata P.11a, e motorizzata con un radiale Bristol Mercury IVS2, raffreddato ad aria, da 575 hp. Questa versione, da molte fonti considerata di preserie, fu ordinata in 50 esemplari dalla Lotnictwo Wojskowe.

                                     

2. Tecnica

Caccia monoplano ad ala alta a gabbiano di costruzione interamente metallica. La fusoliera con struttura metallica e rivestimento in lega leggera, aveva sezione circolare. Il castello motore era costituito da un anello in duralluminio irrigidito da angolari a L ed il motore era montato su tamponi antivibratori di tipo" Lord”. Limpianto del carburante comprendeva un serbatoio principale sganciabile da 213 litri, installato posteriormente alla paratia parafiamma, in fusoliera, ed un serbatoio supplementare a gravità nella seminala sinistra. Le semiali erano di costruzione metallica, su due longheroni con sezione a doppio T: il rivestimento era in lega leggera ondulata. Di analoga costruzione erano gli impennaggi e gli alettoni. Lattacco ala-fusoliera era in acciaio, ed era vincolato alla parte superiore della prima e seconda ordinata di fusoliera: ogni seminala, con profili notevolmente sottili allattacco con la fusoliera ed allestremità, e relativamente spessa invece in corrispondenza del gomito, era inoltre vincolata da due montanti paralleli in duralluminio

Il carrello di atterraggio, di disegno originale, consisteva in due gambe a V collegate alla fusoliera e dotate di ammortizzatori oleopneumatici; entrambe le gambe erano rinforzate con tiranti dacciaio.

Labitacolo del pilota era aperto e protetto da un parabrezza in plexiglas. Gli strumenti di navigazione e del motore erano di produzione polacca, ad eccezione della bussola giroscopica tedesca. Su circa un terzo degli esemplari costruiti venne montato un apparato radio tipo Philips N2L/MR/T di produzione nazionale.

Larmamento consisteva in due mitragliatrici P.V.W. Vz 37 calibro 7.92 mm sincronizzate, sui fianchi della fusoliera con dotazione di 500 colpi per arma. Su circa un terzo degli esemplari costruiti vennero installate nellala due ulteriori mitragliatrici P.V.W. Vz 37 calibro 7.92 mm con dotazione di 300 colpi per arma.

                                     

3. Impiego operativo

La prima variante ordinata dalla forza aerea polacca fu la P.11a, considerato un modello intermedio, realizzato in un totale di 30 esemplari. Sostanzialmente molto simile al PZL P.7, se ne differenziava soprattutto per ladozione del più potente motore radiale Mercury IV S2, il britannico Bristol Mercury prodotto su licenza in Polonia, capace di erogare una potenza di 575 hp 429 kW. Le consegne alla Lotnictwo Wojskowe dei primi caccia P.11a, andati in produzione nella primavera del 1934, avvennero a partire dalla fine dellestate di quellanno. Il primo reparto ad essere equipaggiato fu la 111ª Eskadra Mysliwska basata a Varsavia, cui seguì immediatamente il riequipaggiamento di altre due unità, entrambe basate nei dintorni della capitale.

Nel 1934 volò per la prima volta il quarto prototipo, designato P.11/IV. Laereo disponeva di un propulsore Gnôme-et-Rhône 9Krde da 575 CV e ruotino di coda, e venne esibito al XII Salon International de lAir di Parigi svoltosi quellanno. Da esso derivò la successiva versione di serie, designata P.11c, concepita nel tentativo di migliorare la visibilità ottenibile dal pilota nella cabina di pilotaggio. Ciò venne realizzato abbassando il castello motore e spostando il posto di pilotaggio verso lalto ed allindietro. Furono ridisegnate sia la carlinga che la coda, e venne creato lo spazio per installare due mitragliatrici supplementari nelle ali. La versione P.11c ottenne un ordine dalla Lotnictwo Wojskowe per 175 esemplari matricole da 8.2 a 8.176, realizzati in due serie tra il 1934 ed il 1936. La prima serie di 50 velivoli era equipaggiata con il motore radiale Bristol Mercury IV S2 da 600 hp 447 kW, mentre i rimanenti 125 ebbero il Bristol Mercury VI S2 da 630 hp 470 kW, entrambi realizzati su licenza in Polonia. Sugli esemplari costruiti vennero introdotte alcune modifiche allattacco tra ala e fusoliera, allimpennaggio di coda, ed inoltre furono installati pneumatici a bassa pressione per il decollo da campi improvvisati. Le mitragliatrici vennero dotate di sistema pneumatico di riarmo, e gli aerei furono dotati attacchi subalari per quattro bombe da 12.5 kg. Queste modifiche portarono, però, ad un aumento di peso della cellula pari ad 84 kg. Le prime consegne ai reparti della versione P.11c avvennero alla fine del 1934. Tale limitata produzione può, ora, apparire una scelta irresponsabile da parte del governo polacco, laviazione dellArmata Rossa disponeva già allora di migliaia di aerei, mentre la Germania conduceva un riarmo aeronautico su una scala che, a quel tempo, non aveva alcun precedente. Le officine PZL di Varsavia potevano produrre almeno 10 caccia al mese. Tuttavia, il comando della Lotnictwo Wojskowe stava ancora studiando i diversi concetti di impiego dei caccia e dei bombardieri, mentre gli uffici di progettazione polacchi avevano allora in fase di sviluppo progetti molto avanzati. Per ottimizzare ed incrementare la produzione del caccia P.11 la PZL attivò una linea di montaggio situata presso il nuovo stabilimento WP2 di Mielec, così che la capacità costruttiva della ditta arrivò a 25 velivoli al mese.

A partire dalla metà del 1935 tutti e quattro i reggimenti da caccia della Lotnictwo Wojskowe erano equipaggiati con i PZL P.11a/c, soprannominati Jedenastka piccolo undici. Quasi tutti i precedenti caccia PZL P.7 furono relegati alladdestramento presso le scuole di volo. Lentrata in servizio del nuovo aereo fu sorprendentemente facile, non si verificò alcun incidente di rilievo fino al marzo 1936. Laereo perdonava facilmente gli errori dei giovani piloti, che lo soprannominarono" Pulavchak”. Durante le grandi manovre del 1937 un pilota volando a bassa quota colpì con le ruote del carrello un pagliaio. Laereo si rovesciò e cadde al suolo. Il pilota, che non era trattenuto al suo posto dalle cinture di sicurezza, venne sbalzato fuori dalla carlinga atterrando sulla paglia, e riportando fortunatamente ferite di poco conto. In quegli anni laeronautica polacca condusse con il P.11 unintensa attività sperimentale. Nel 1936 furono collaudati gli sci Shomanskogo per limpiego da terreni innevati, e sorprendentemente laereo si rivelò più veloce con gli sci che con il carrello a ruote. Probabilmente ciò era dovuto alla particolare forma degli sci in questione, che favorivano la penetrazione aerodinamica. Vennero compiuti anche tentativi per adattare laereo al bombardamento in picchiata, ma gli esperimenti rimasero senza seguito per lo scarso carico bellico trasportato dal caccia. Nel 1937 venne sperimentato un apparato radio di produzione nazionale, dotato di antenna a filo, tipo Philips N2L/MR/T. Laccesso per manutenzione allapparato radio, ed alle batterie di alimentazione, avveniva tramite un portello situato sul lato sinistro dellaereo. Tale apparato venne installato retroattivamente su circa un terzo degli esemplari costruiti. Larmamento iniziale, che consisteva in due mitragliatrici P.V.W. VZ 37 cal. 7.92 mm sincronizzate sui fianchi della fusoliera con dotazione di 500 colpi per arma, fu subito reputato scarso dal comando dellaviazione militare. Su circa un terzo degli esemplari costruiti furono installate nellala due ulteriori mitragliatrici P.V.W. Vz 37 cal. 7.92 mm con dotazione di 300 colpi per arma.

A partire dalla seconda metà degli anni trenta il caccia P.11 divenne suo malgrado protagonista di alcuni scontri di frontiera sui confini con Lituania, Prussia Orientale, Cecoslovacchia ed URSS. Nellagosto del 1936 un caccia P.11 pilotato dal tenente Urbanowicz attacco, nella zona di frontiera con lUnione Sovietica, un biplano da ricognizione Polikarpov R-5. Inizialmente il pilota cercò di costringere il ricognitore ad atterrare, sparando raffiche di mitragliatrice davanti al muso del velivolo sovietico. Ma quando questultimo incominciò a rispondere al fuoco il pilota polacco, in ottemperanza degli ordini ricevuti, aprì il fuoco contro laereo sovietico abbattendolo. Nel marzo 1939 un caccia P.11, pilotato dal tenente Zvonek, sorprese allinterno dello spazio aereo polacco un gruppo di bombardieri sovietici scortati da un caccia. Il pilota polacco attaccò di sorpresa la formazione sovietica, riuscendo ad abbattere il caccia. A partire dallaprile dello stesso anno la Luftwaffe intensificò i voli clandestini di ricognizione sul territorio polacco. I piloti dei caccia P.11 tentarono di abbattere qualcuno degli intrusi portandosi in quota e rimanendo in attesa degli aerei spia. Quando ne avvistavano qualcuno si gettavano in picchiata, avendo il favore della quota, alla massima velocità nel tentativo di abbattere lintruso. Purtroppo tale sforzo non diede alcun risultato, nessun ricognitore tedesco venne mai abbattuto o danneggiato.

Contro la crescente minaccia rappresentata dal massiccio riarmo tedesco, e per tutelarsi contro i lunghi ritardi del programma relativo al nuovo caccia monoplano PZL.50 Jastrząb, venne provvisoriamente sviluppata una nuova versione designata P.11g Kobuz. Questo modello disponeva del potente motore radiale Bristol Mercury VIII, raffreddato ad aria, erogante 835 CV. Il propulsore Bristol Mercury VIII prometteva di spingere il P.11g Kobuz ad una velocità massima di oltre 420 km/h, e disponeva, finalmente, di un abitacolo chiuso derivato da quello del caccia PZL P.24. Il prototipo volò per la prima volta poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nellagosto del 1939, ma la velocità massima registrata fu di 390 km/h, troppo bassa per confrontarsi efficacemente con i caccia tedeschi in servizio a quellepoca. Nonostante tutto la Lotnictwo Wojskowe ordinò urgentemente 90 aerei di questa versione da prodursi, in tre serie di trenta, sia negli stabilimenti della PZL che in quelli della P.W.S. Le consegne dei nuovi caccia furono previste per i primi mesi del 1940.



                                     

3.1. Impiego operativo La seconda guerra mondiale

Alle 4.45 del 1º settembre 1939 la Germania attaccò la Polonia Operazione Fall Weiss, ed i caccia PZL P.11 risultarono di gran lunga superati sia dai caccia monomotori Messerschmitt Bf 109E che dai bimotori Messerschmitt Bf 110 Zerstorer della Luftwaffe. In particolare i Messerschmitt Bf 109E surclassavano in velocità il caccia polacco di ben 185 km/h. Laereo polacco aveva una potenza di fuoco assolutamente inadeguata, il 70% degli aerei in servizio erano dotati solamente di due mitragliatrici P.V.W. Vz 37 da 7.92 mm. Comunque il P.11 risultava molto robusto e maneggevole, ed inoltre la sua corta corsa di decollo facilitava le operazioni dai campi daviazione improvvisati, ma il pilota non disponeva di alcuna corazzatura di protezione.

Allo scoppio delle ostilità le squadriglie da caccia furono subito pesantemente impegnate riportando, nei primi tre giorni di combattimento, 60 vittorie contro 46 perdite tra P.11 e P.7. Nel corso dei combattimenti il caccia si dimostrò una macchina versatile, riuscendo anche ad effettuare missioni di ricognizione tattica e collegamento, ma ben presto la qualità e la quantità dei velivoli tedeschi ebbe ragione in pochi giorni della resistenza polacca. Dei 166 caccia di tutti i tipi schierati allinizio della guerra, 116 furono persi in volo e una cinquantina espatriarono in Romania. Le perdite umane furono incredibilmente basse, con 12 piloti deceduti, 15 feriti e 7 dispersi pari al 15% del personale volante. Da notare che un pilota, il Lt. Henryk Szczesny, si aggiudicò due abbattimenti volando a bordo del prototipo PZL P.11g Kobuz, mentre difendeva il campo daviazione di Wielick. In tutta la campagna di settembre i caccia P.11 operarono in condizioni molto difficili, senza installazioni di riparo, e con rifornimenti di parti di ricambio assolutamente inadeguate tutto il materiale disponibile risultava vecchio di 3 o 5 anni. Nonostante tutte queste avversità i piloti reclamarono 120 abbattimenti, inclusi 10 Bf 109 e 13 Bf 110. Per conto risultavano distrutti in combattimento 97 P.11. Il 17 settembre lArmata Rossa attaccò lungo il confine ovest agendo, in pratica, da supporto alle operazioni della Wehrmacht. In quel settore le forze armate polacche, completamente impegnate contro i tedeschi, poterono offrire solo una trascurabile resistenza. Laviazione polacca disponibile in quellarea era sufficiente solo per lesplorazione delle aree di frontiera, e neanche dappertutto. I pochi caccia P.11 presenti cercarono il combattimento contro gli aerei dellArmata Rossa, ed avvennero numerosi, ma piccoli, scontri con i velivoli sovietici. Secondo i dati polacchi in questo settore venne abbattuto un Polikarpov R-5 dal tenente Kos nei pressi di Nadvirna e danneggiati due caccia Polikarpov I-16 dal tenente Zatorskii a Rokitno, nei pressi della frontiera. Le relazioni sovietiche hanno sempre negato queste perdite. È possibile che un caccia P-11, pilotato da Zatorskii, con il pilota ferito si sia schiantato al suolo durante un atterraggio demergenza.

Poco dopo mezzogiorno del 17 settembre il comandante dellaviazione polacca diede lordine di evacuare tutto il materiale superstite in Romania. Il governo pensava di riuscire a trasferire i velivoli rimasti indenni in Francia, in vista della ripresa delle operazioni aeree a fianco degli Alleati. I velivoli dovevano concentrarsi presso un campo daviazione situato a Černivci. Almeno 36 caccia P-11 32 P.11c e 10 P.11a si portarono su quellaeroporto, ma gli aerei furono incamerati dallaviazione rumena.

                                     

3.2. Impiego operativo Germania

Dopo la capitolazione polacca i tedeschi si impadronirono di numerosi caccia P.7 e P.11. La stragrande maggioranza di questi erano stati abbandonati, durante la ritirata gravemente danneggiati sugli aeroporti. Qualche esemplare fu riparato e destinato ad operazioni di collegamento, o di addestramento.

                                     

3.3. Impiego operativo Portogallo

Nellaprile del 1932 il primo prototipo P.11/I venne mostrato ad una delegazione dellaviazione militare portoghese, che si dimostrò disponibile ad acquistare la licenza di produzione del nuovo velivolo. Allinizio del mese di agosto dello stesso anno il Capt. Kazimierz Kuzian trasferì in volo il caccia dallaeroporto di Zurigo-Dubendorf Svizzera a quello di Lisbona. Lì laereo venne acquistato dal governo portoghese per la somma di 160.000 zloty. Dopo aver partecipato al XII Salon International de lAir di Parigi il secondo prototipo PZL P.11/II compì in Portogallo un breve ciclo di valutazione in vista delladozione di questo modello da parte dellaviazione portoghese Arma da Aeronáutica Militar. Purtroppo ciò non si realizzò mai.

                                     

3.4. Impiego operativo Romania

Nel 1931 la Forțele Aeriene Regale ale României doveva rimpiazzare gli obsoleti caccia Blériot-SPAD S.61 e Fokker D.XI allora in servizio presso i reparti. Per questa eventualità la I.A.R. aveva realizzato un proprio caccia designato IAR CV-11, ma tale progetto venne annullato nel settembre del 1931. Dopo che il prototipo PZL P.11/I, pilotato dal collaudatore Boleslaw Orlinski, aveva partecipato in quellanno allInternational Fighter Show di Istanbul, risultando vincitore nella varie competizioni in cui fu impegnato, vi fu limmediato interesse del governo rumeno per lacquisto di 60 aerei, da realizzarsi su licenza presso la fabbrica I.A.R. Il secondo prototipo PZL P.11/II dotato di motore di Gnôme-Rhône 9 Krse da 595 CV, divenne il progenitore della versione P.11b destinata espressamente alla Romania. Laccordo per la vendita del caccia P.11 fu finalizzato il 24 aprile 1933, e la priorità fu data alladempimento di questordine, anche a discapito della consegne alla Lotnictwo Wojskowe. Lordine riguardava 50 velivoli matricole da 7.4 a 7.52 da costruirsi direttamente presso la fabbrica PZL, con la designazione P.11b. Gli aerei erano dotati di propulsore IAR K.9 Gnôme-Rhône 9Ksrd Mistral da 550 CV prodotto su licenza e strumentazione di origine rumena. I primi venti aerei consegnati non ebbero il nuovo collettore di scarico schermato e la nuova capottatura motore, e furono designati P.11b-K. I successivi trenta dotati di tutte le modifiche furono localmente designati P.11b-L. I primi 10 aerei furono inviati, smontati, agli stabilimenti IAR di Brașov riuscirono a raggiungere laeroporto rumeno di Chernivtsi ora in Ucraina. Questi velivoli, però, furono incamerati dallaviazione rumena. A causa della loro obsolescenza gli aerei, che risultavano molto usurati dai combattimenti precedenti, non furono utilizzati operativamente. Un piccolo numero di caccia 23 P.11c e 3 P.11a, dopo le opportune riparazioni, venne immesso in servizio ed utilizzato per laddestramento, mentre il resto venne smantellato per ricavarne pezzi di ricambio. Dal maggio 1941 i caccia P-11f incominciarono ad utilizzare mitragliatrici a tiro rapido FN-Browning e rastrelliere per le bombe fino a 12 kg. Questo processo di modernizzazione venne completato entro la fine dellanno. È interessante notare che, per aumentare la capacità del velivolo come aereo da attacco, era intenzione rumena di armare laereo con lanciagranate per ordigni del peso di 2-3 kg. Nessuna informazione su questo progetto è nota. Quando, il 22 giugno 1941, la Romania dichiarò guerra allUnione Sovietica laeronautica rumena allineava in servizio circa 153 esemplari nelle versioni P.11b, P.11f, P.11ªe P.11c inquadrati nel 3º Stormo da Caccia comandante colonnello Anton Marasescu, dipendente dalla 2ª Regione Aerea, che disponeva dei seguenti reparti

  • 3º Gruppo da Caccia al comando del Lt. Cdor. Teodor Munteanu
43ª Squadriglia da Caccia Captain Dan Vizanti, su P.11f 44ª Squadriglia da Caccia Captain Florian Becu, su P.11f 45ª Squadriglia da Caccia Captain Constantin Georgescu, su P.11f
  • 4º Gruppo da Caccia al comando del Lt. Cdor. Dumitru Niculescu
46ª Squadriglia da Caccia Captain Dumitru Rata Racoveanu, su P.11f 49ª Squadriglia da Caccia Captain Niculae Chiru, su P.11c 50ª Squadriglia da Caccia Captain Gheorghe Tifescu, su P.11c 112ª Squadriglia da Collegamento Captain Ioan Diceanu dotata di Consolidated Fleet F 10 G

I caccia P.11 parteciparono ai combattimenti per loccupazione della Moldavia e a quelli presso la periferia di Odessa. Entro il 18 agosto il 3º Stormo Caccia aveva a disposizione solo 24 velivoli pronti al combattimento, gli altri erano andati persi in azione o per incidenti. Questo processo di modernizzazione venne completato entro la fine dellanno. Dopo loccupazione di Odessa, nellottobre del 1941, il 3º Stormo Caccia venne rimpatriato per essere riequipaggiato. Dei 56 aerei a sua disposizione prima dello scoppio della guerra, erano andati irrimediabilmente persi 18 P.11f e due P.11c, per lo più abbattuti dai cannoni antiaerei. Nei primi mesi del 1942 tre squadroni di caccia P.11 furono trasferiti sotto il comando dellaviazione navale, e altri tre al sistema di difesa aerea. Il primo prevedeva la copertura aerea per i convogli in viaggio dal porto rumeno di Odessa. I tre Squadron furono dislocati rispettivamente a Tiraspol, Odessa ed Akkerman. I velivoli dei tre squadroni destinati alla Difesa aerea vennero sparsi in diverse città, tra cui 46° Squadron fu destinato alla difesa aerea della capitale Bucarest. Dalla metà del 1942 entrambi i gruppi vennero riarmati con nuovi caccia di produzione nazionale IAR.80. In seguito gli aerei superstiti furono relegati al ruolo di addestratori. Alla metà del 1944 tutti i P.11 in servizio vennero equipaggiati con lanciabombe di piccolo calibro e spediti in tutta fretta sulla linea di combattimento nel tentativo di fermare la furiosa offensiva sovietica che di lì a poco avrebbe costretto la Romania a chiedere larmistizio agli Alleati. Dopo lagosto 1944 gli aerei superstiti vennero riconvertiti al ruolo di addestratori rimanendo in servizio fino alla fine del 1945, quando furono radiati e rapidamente demoliti.



                                     

3.5. Impiego operativo Unione Sovietica

Alcuni caccia PZL P.11 vennero catturati dallArmata Rossa durante le operazioni di occupazione della Polonia, nel settembre 1939. Secondo fonti polacche uno dei velivoli era quello del tenente Vroblevskogo atterrato il 18 settembre, per un guasto al motore, vicino a Kamenetz-Podolsk e rimasto seriamente danneggiato. Sugli aeroporti della Polonia orientale lArmata Rossa requisì numerosi velivoli. In particolare una relazione stilata il 20 settembre riporta la cifra di 40 velivoli sequestrati nella zona di Tarnopol-Chertkov. Gli agenti segreti sovietici rimasero molto sorpresi di scoprire che il principale caccia polacco, il PZL P.11, era obsoleto. Essi batterono costantemente i campi di aviazione occupati alla ricerca dei più moderni PZL P.50 o PZL P.24, ma non ne trovarono perché laeronautica polacca non ne dispose mai. Rinvennero molti P.11, ma più spesso i vecchi PZL P.7 sembra più di due dozzine, per lo più riparabili. Dopo la contabilizzazione definitiva, nel distretto militare di Kiev furono individuato quattro P.11 tutti non operativi. Nel maggio 1940, a seguito di un ordine espresso venuto da Mosca, il velivoli inutili e di nessun valore bellico vennero rottamati per il recupero dei metalli non ferrosi. La Sovetskie Voenno-vozdušnye sily non effettuò alcun test di volo né impiegò operativamente i P.11 catturati, a differenza di altri tipi di aerei polacchi. Il 17 giugno 1940 lArmata Rossa invase la Lettonia, e catturò un caccia PZL P.11 che era stato incamerato dallaviazione lettone dopo essere fuggito dalla Polonia. Anche questo velivolo non ebbe alcun uso.

                                     

3.6. Impiego operativo Ungheria

Laviazione magiara si impossessò di un caccia PZL P. 11a arrivato dalla Polonia il 23 settembre 1939. Laereo pilotato dal maggiore Eugeniusz Wyrwicki, e con a bordo anche il tenente colonnello Izycki, atterrò nellaeroporto vicino alla città di Hajdúböszörmény. Successivamente Wyrwicki trasferì in volo laereo presso laeroporto di Debrecen, lì il velivolo fu requisito dalla MKL e ricevette la matricola militare G-191. La Magyar Királyi Honvéd Légierő usò il velivolo come addestratore per tutto il 1940, poi il caccia fu ceduto allUniversità Tecnologica di Budapest ricevendo limmatricolazione civile HA-NBN. Laereo venne utilizzato per laddestramento primario ed il traino alianti fino allautunno del 1944, quando in seguito allinvasione sovietica andò distrutto.

                                     

4. Versioni

  • P.11/I: primo prototipo dotato di propulsore Bristol Jupiter IX Asb da 515 CV. Primo volo, con ai comandi il collaudatore capitano Bolesław Orliński, nellagosto 1931.
  • P.11/III: terzo prototipo dotato di motore Bristol Mercury IVA da 555 CV.
  • P.11b: variante per lesportazione costruita dalla PZL in 50 esemplari per la Romania. Era dotata del motore stellare Gnome-Rhône 9 Krds da 670 CV azionante unelica bipala.
  • P.11g Kobuz: un prototipo dotato di motore Bristol Mercury VIII da 840 CV, che consentiva una velocità massima sensibilmente superiore pur conservando le eccellenti doti di manovrabilità. La versione P.11g Kobuz avrebbe dovuto essere costruita in 90 esemplari dalla P.W.S. con consegne dei primi velivoli di serie previste nel maggio-giugno 1940. Linvasione tedesca del settembre 1939 pose fine ad ogni attività. Primo volo del prototipo nellagosto 1939. Caratteristiche tecniche: un motore stellare Bristol Mercury VIII, raffreddato ad aria, da 840 CV 618 kW; capacità carburante 330 litri; apertura alare 10.72 m; lunghezza 7.85 m; altezza 2.85 m; superficie alare 17.90 m²; peso a vuoto 1 108 kg, a pieno carico 1 586 kg; velocità massima 390 km/h, di crociera 275 km/h, di stallo 110 km/h; velocità ascensionale 13 m/s; autonomia 500 km; tangenza operativa 10 000 m. Armamento su 4 mitragliatrici VZ 33 calibro 7.92 mm 2 alari e 2 in fusoliera.
  • P.11d: proposta di una versione destinata allaeronautica navale polacca, da costruirsi in 24 esemplari. Lordine non ebbe alcun seguito.
  • P.11/II: secondo prototipo dotato di propulsore Gnome-Rhône 9K Mistral da 530 CV 390 kW.
  • P.11/IV: quarto prototipo, primo volo nel 1934, dotato di propulsore Gnôme-Rhône 9 Krde da 575 CV e ruotino di coda. In questa forma fu esibito al Salon de lAir di Parigi venendo in seguito trasformato allo standard P.11f e ceduto alla Romania.
  • P.11e: nel 1935 laeronautica repubblicana spagnola negoziò una fornitura di 36 caccia PZL P.11, successivamente ridotti a 15. A tale scopo la PZL sviluppò unapposita versione denominata P.11e. Le parti firmarono il contratto il 12 ottobre 1935. Con lo scoppio della guerra civile nel giugno 1936 la trattativa venne sospesa, con nota del governo polacco, il 29 luglio dello stesso anno.
  • P.11c: versione prodotta in 175 esemplari per la Siły Powietrzne. Era dotata di abitacolo del pilota arretrato e posto in posizione rialzata per migliorare la visibilità, lala abbassata e motore stellare Bristol Mercury VI.S2, a 9 cilindri, raffreddati ad aria, erogante 645 CV.
  • P.11a: prima versione di preserie prodotta in 30 esemplari per laeronautica polacca Siły Powietrzne. I velivoli erano dotati del motore stellare Skoda Bristol Mercury IVS2 a 9 cilindri, raffreddati ad aria, da 517 CV 380 kW azionante unelica bipala. Larmamento si basava su due mitragliatrici P.V.W. Vz 37 calibro 7.92 mm poste in fusoliera.
  • P.11f: versione prodotta su licenza in 95 esemplari dalla I.A.R., dotata di propulsore Gnome-Rhône 9 Krse da 595 CV costruito anchesso su licenza. Questa versione era dotata di speciali pneumatici a bassa pressione per limpiego da terreni semipreparati. Caratteristiche tecniche: un motore stellare Gnôme-Rhône 9 Krse da 595 CV 438 kW; apertura alare 10.72 m; lunghezza 7.56 m; altezza 2.85 m; superficie alare 17.9 m²; peso a vuoto 1 108 kg, peso a pieno carico 1 586 kg; velocità massima 360 km/h a 5 000 m, velocità massima a bassa quota 280 km/h a 0 m, velocità di atterraggio 98 km/h; rateo di salita iniziale 11 m/s; salita a 5 000 m in 630", a 7 500 m in 1345"; tangenza operativa 7 500 m. Armamento su 4 mitragliatrici Vz 37 calibro 7.92 mm 2 alari e 2 in fusoliera.


                                     

5. Evoluzioni e varianti

Dal PZL P.11 venne sviluppato nel 1934 un nuovo aereo da caccia, il P.24, che tuttavia non entrò mai in servizio nellaeronautica polacca, venendo esportato con successo in Turchia, Bulgaria, Grecia e Romania. Il PZL.50 Jastrząb sparviero, un caccia monoplano ad ala bassa, avrebbe dovuto essere il successore del P.11 ma i tagli alle spese militari imposero un rallentamento del programma, che causò notevoli ritardi nellindustrializzazione del velivolo. Nel tentativo di supplire ai ritardi delPZL.50 Jastrząb venne sviluppata la versione PZL P.11g Kobuz.

                                     

6. Utilizzatori

Germania
  • Luftwaffe
Polonia
  • Siły Powietrzne
Portogallo
  • Arma da Aeronáutica Militar
Romania
  • Forțele Aeriene Regale ale României
Ungheria
  • Magyar Királyi Honvéd Légierő
Unione Sovietica
  • Sovetskie Voenno-vozdušnye sily
                                     

7. Esemplari attualmente esistenti

Il solo esemplare di P.11 giunto sino ai nostri giorni è il P.11c esposto presso il Museo dellaviazione polacca Muzeum Lotnictwa Polskiego w Krakowie sito a Cracovia, Polonia.