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ⓘ Domenico Svampa. Nacque a Montegranaro, nelle Marche allepoca nello Stato Pontificio, il 13 giugno 1851 da Paolo e Maria Giuseppa Tarquini Corsi, proprietari te ..




Domenico Svampa
                                     

ⓘ Domenico Svampa

Nacque a Montegranaro, nelle Marche allepoca nello Stato Pontificio, il 13 giugno 1851 da Paolo e Maria Giuseppa Tarquini Corsi, proprietari terrieri. Il 15 giugno fu battezzato nella Chiesa parrocchiale del SS. Salvatore con il nome di Domenico Antonio. La famiglia Svampa "nella cittadina manteneva, ben conosciuta e stimata, posizioni di rappresentanza a contatto con le componenti liberali-conservatrici e radicali-progressiste che operavano, si scontravano e si alternavano allamministrazione comunale."

Il futuro cardinale crebbe nel piccolo paese marchigiano insieme al fratello Evasio e la sorella Nicolina che si sposò a Montefortino con il nobile possidente Tebaldo Amorosi.

Nel 1861 entrò nel Seminario di Fermo dove, nel 1867 conobbe don Giovanni Bosco, venuto a far visita allarcivescovo Filippo de Angelis. Larcivescovo di Fermo, infatti, aveva scontato sei anni di carcere coatto a Torino, dopo essere stato tratto in arresto nel 1860 dalle truppe sabaude conquista delle Marche. Domenico Svampa, seminarista, ebbe lopportunità di avvicinare don Bosco e di parlargli 27 gennaio 1867. Lincontro venne descritto da don G.B. Francesia 1838-1930 nella sua opera "Due mesi con d. Bosco a Roma: memorie".

Lo Svampa nel 1872 vinse il concorso dammissione ed entrò nel Seminario Pio di Roma, poi accorpato nel 1913 dal Pontificio Seminario Romano Maggiore, insieme ad altri due seminaristi, Roberto Papiri di Montefortino futuro Arcivescovo e Principe di Fermo e Raffaele Astorri futuro Protonotario apostolico e Vicario Generale di Fermo.

Compì gli studi universitari a Roma dove fu anche ordinato sacerdote nel 1874 nella Basilica di San Giovanni in Laterano dal cardinale Costantino Patrizi Naro. Dopo un breve periodo passato nella sua terra natale, papa Leone XIII lo chiamò ad insegnare al seminario di SantApollinare.

Nel gennaio 1885 venne nominato padre spirituale delle Dame Francesi del S. Cuore Società del Sacro Cuore di Gesù nel monastero convitto di Trinità dei Monti.

L11 dicembre 1886 venne nominato cameriere segreto soprannumerario di Sua Santità

Il 28 maggio 1887 venne nominato vescovo di Forlì. Come tale, ordinò, tra gli altri, il venerabile Lino Maupas. A Forlì, monsignor Svampa "determinò una spinta innovativa nella chiesa locale, favorendo le iniziative caritative e lammodernamento dellinsegnamento nel seminario. Il nuovo vescovo mostrò infatti una mentalità aperta sia nei confronti del mondo liberale moderato, che con larea repubblicana e radicale". Nel Concistoro del 18 maggio 1894 papa Leone XIII lo proclama cardinale destinandolo allArcidiocesi di Bologna. Il 22 giugno riceve la nomina a cardinale di SantOnofrio e fino alla creazione del cardinale Pietro Maffi, effettuata da Pio X, è stato il porporato italiano più giovane.

Accolse le più svariate iniziative. Istituì le casse rurali, il giornale cattolico l"LAvvenire dItalia", il" Piccolo credito romagnolo” e un istituto distruzione per il popolo insieme ai Salesiani fondati proprio dal suo caro amico Don Bosco.

Il 20 febbraio 1897 ottenne il titolo di Principe del Sacro Romano Impero, riconosciutogli dalla Real Commissione Araldica per la Romagna.

Il 14 giugno 1901 pose la prima pietra della chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Bologna, affidata ai Salesiani.

Il 30 maggio 1903 pubblicò la notificazione per la festa del Corpus Domini per compendiare lenciclica di Papa Leone XIII, "De Sanctissima Eucharistia".

Nellagosto dello stesso anno partecipò al conclave, Domenico Svampa era uno dei sette cardinali con maggiori probabilità di essere eletto papa, ma un ictus gli paralizzò il viso durante le cerimonie di apertura e gli rese difficile parlare, lo afflisse e per questo non fu scelto e votò per il cardinale Sarto, futuro Papa Pio X il quale lo ricevette in udienza privata in più occasioni durante le quali, lo Svampa, informò il Papa circa la situazione dei cattolici bolognesi, dei Salesiani e dei giornali cattolici. Il 22 marzo del 1904 presentò al Pontefice la sua opera "Vita di S. Serafino da Montegranaro" e gli parlò della venuta del Re a Bologna.

Il cardinale Svampa fu, suo malgrado, precursore della riconciliazione fra Stato Italiano e Chiesa Cattolica e si ritrovò al centro di un delicatissimo caso diplomatico che creò non poco scalpore in Italia e in Europa.

Il Re dItalia Vittorio Emanuele III avevo deciso di recarsi in visita a Bologna il 28 aprile 1904; il cardinale, conscio dei rapporti tesi fra Santa Sede e Monarchia, desiderava poter accogliere il Re senza contrariare il Pontefice, per tale motivò inviò in Vaticano il legale della Curia bolognese avvocato R. Ambrosini per chiedere il permesso di ossequiare il monarca italiano. Il Papa in persona incoraggiò il cardinale Svampa e lo benedisse nel suo intento. Il giorno seguente lo Svampa ricevette linvito ufficiale per lincontro con Vittorio Emanuele III dalle mani del Duca di Frangito.

Nelle ore successive lalta nobiltà bolognese ed i rappresentati della classe dirigente organizzarono un banchetto per rendere onore al Re e ovviamente linvito fu esteso anche al Cardinale Svampa il quale accettò di partecipare nonostante non avesse ricevuto ancora unapprovazione esplicita dalla Santa Sede. Lunico inconveniente fu che il giorno del banchetto combaciava con un giorno di digiuno e quindi, per non creare disagi al Cardinale e agli altri cattolici illustri, si organizzò un secondo "menù di magro". Proprio da questo espediente prese il titolo il libro di Giulio Andreotti, "Pranzo di magro per il cardinale" in cui il noto politico della Democrazia Cristiana descrisse con rigore e allo stesso tempo ironia lincontro fra Domenico Svampa e Vittorio Emanuele III le reazioni che esso provocò.

Purtroppo la lettera con il negato consenso del Papa arrivò in ritardo ed il Cardinale partecipò al pranzo con il Re suscitando non poco scalpore nei cattolici italiani e bolognesi. Tale evento rappresentava, per il popolo, un chiaro segno di distensione nei rapporti fra Santa Sede e Monarchia; il Cardinale stesso ricevette numerosissimi biglietti e lettere di ringraziamento e lode da parte di molte persone legate soprattutto dellarea socialista e progressista e ciò non fu ben visto da Roma.

A nulla valsero le spiegazioni le scuse del Cardinale che, senza alcuno spirito di insubordinazione aveva partecipato al pranzo con il Re. Il pontefice in persona riprese il cardinale Svampa scrivendo più lettere, le più salienti del 31 maggio: "Eminentissimo Signor Cardinale, non Le posso nascondere la dolorosa impressione lasciatami dal fatto di Bologna." e del 4 giugno: "Lei aveva istruzioni sufficienti per conoscere che la visita permessa non doveva assumere il carattere solenne delle partecipazioni e degli apparati che laccompagnarono. Reca poi meraviglia, che riconoscendo Lei stesso di aver creati alla Santa Sede dei seri imbarazzi, non li abbia previsti per non accettare linvito, e desistere da tutto il resto, che ha eccitato il popolare entusiasmo, che ci ha maggiormente contristati.". Lumiliazione per lo Svampa fu enorme e lo spinse a rassegnare le dimissioni che non furono però accolte. Egli continuò il suo ministero sempre più fiaccato dagli anni, dalla malattia e dai tragici lutti che colpirono la sua famiglia nelle Marche.

Il Cardinale si spense il 10 agosto 1907 lasciando una grandissima eredità spirituale e la grande responsabilità di aver incominciato il lungo processo di riconciliazione fra Stato Italiano e Chiesa Cattolica.

Per tutto ciò che ha fatto il New York Times gli dedicò ventidue articoli. Alla sua morte scrissero un bellissimo articolo elogiandolo come grande uomo di pace, pieno di energia e grinta. Altri giornali e autori di libri scrissero delle gesta del cardinale Domenico Svampa.

                                     

1. Genealogia episcopale

  • Papa Pio IX
  • Cardinale Scipione Rebiba
  • Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
  • Cardinale Domenico Svampa
  • Cardinale Buenaventura Córdoba Espinosa de la Cerda
  • Cardinale Alessandro Franchi
  • Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
  • Cardinale Luigi Caetani
  • Cardinale Giulio Antonio Santori
  • Arcivescovo Manuel Quintano Bonifaz
  • Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
  • Papa Benedetto XIV
  • Cardinale Ludovico Ludovisi
  • Cardinale Enrico Enriquez
  • Cardinale Giuseppe Maria Doria Pamphilj
  • Cardinale Ulderico Carpegna
  • Papa Pio VIII
  • Papa Benedetto XIII
  • Cardinale Giovanni Simeoni

Successione apostolica

  • Vescovo Vincenzo Scozzoli 1900
  • Vescovo Vincenzo Bacchi 1906