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ⓘ Teoro. Con il termine teoro nellantica Grecia si indicava la persona che svolgeva, a seconda del caso, varie funzioni pubbliche. A volte il teoro era il magistr ..




                                     

ⓘ Teoro

Con il termine teoro nellantica Grecia si indicava la persona che svolgeva, a seconda del caso, varie funzioni pubbliche. A volte il teoro era il magistrato di certi collegi, ma più di frequente il termine descriveva colui che si recava a rappresentare la propria città a feste celebrate in altre, o anche la persona che viaggiava per portare lannuncio di solenni festeggiamenti che stavano per svolgersi nella propria città e per invitare ad assistervi.

                                     

1. Etimologia

Riguardo allorigine della parola, la maggior parte dei lessicografi ritiene che sia composta da θεός theós, "dio" e ὥρα óra, "cura", anche se alcuni credono che la sua radice derivi dal verbo θεάομαι theáomai, "osservare". Ne dovrebbe dunque conseguire il significato ufficiale che indica un magistrato, letteralmente un" supervisore”, similmente a ἔφορος éphoros, custode.

                                     

2. La carica

Questo titolo veniva conferito, senza alcun significato religioso, ai sommi magistrati di alcune città, come Mantinea e Tegea.

La parola in seguito acquisì il significato di" ambasciatore sacro” o" delegato” nel senso di supervisore degli affari sacri, persone inviate in missioni speciali che riguardavano la religione per conto dello Stato, come ad esempio consultare un oracolo, o a rappresentare la cittadinanza ad un qualche evento religioso, ai giochi panellenici o anche a compiere un sacrificio.

La carica di teoro non era permanente, ma veniva di volta in volta assegnata ad alcuni cittadini.

Questo titolo era comune agli stati di tutta la Grecia, infatti ai giochi panellenici ogni città inviava fra gli altri un teoro che si occupasse della parte religiosa della cerimonia. Venivano ricevuti e ospitati da un magistrato chiamato teorodoco.

                                     

3. Il significato in Atene

Ad Atene non cerano dei veri e propri teori, ma lufficio veniva affidato a dei cittadini, scelti volta per volta, che avevano il compito di condurre ambasciate religiose in varie occasioni, come i giochi olimpici, pitici, nemei e istmici, la richiesta di un oracolo a Delfi, oppure la processione verso Delo per le celebrazioni apollinee di primavera, nelle quali Pisistrato fece avere ad Atene, per motivi politici, un ruolo di guida. Le spese di una tale ambasciata erano coperte in parte dallo stato, in parte da cittadini benestanti, ai quali era affidato il coordinamento, chiamati ἀρχιθέωροι archithéoroi.

Questa era una sorta di liturgia, solitamente molto costosa. Nel caso della delegazione inviata a Delfi per consultare loracolo, la spesa per lo stato non era cospicua e probabilmente nemmeno quella personale, ma una somma considerevole era impiegata per la delegazione di Delo: più di un talento per ogni evento annuale, e quasi tre talenti per i più grandi eventi quadriennali; ma la magnificenza dipendeva anche dalla disponibilità dellarchitheoro, per il quale assolvere splendidamente al suo compito diventava anche una questione donore. Nicia dovette affrontare delle spese inconsuete per la sua ambasciata a Delo, e Alcibiade sorprese tutti gli spettatori ad Olimpia con la sua comparsa.