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ⓘ De montibus. Il De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus et de nominibus maris liber è un prontuario geografico per una miglior ..




De montibus
                                     

ⓘ De montibus

Il De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus et de nominibus maris liber è un prontuario geografico per una miglior comprensione dei luoghi della letteratura classica, realizzato da Giovanni Boccaccio durante la sua fase umanistica.

                                     

1.1. Contenuto Il prologo

Il prologo spiega le circostanze e il carattere dellopera composta per giovare a coloro che studiano i libri dei poeti illustri le storie degli antichi. Questi studiosi, specie se principianti, sono in difficoltà rispetto al senso integro della lezione integer lectionis sensus, specie dei vocaboli geografici, e non colgono il sensus historialis, cioè il senso letterale del termine.

                                     

1.2. Contenuto Le sezioni centrali

Boccaccio censisce, in ordine alfabetico, 559 monti, 40 selve, 122 fonti, 97 laghi, 934 fiumi, 67 stagni e paludi, 115 nomi del mare. Ogni sezione ha un "prologhetto" che si conclude con una preghiera a Dio, che è chiamato ad aiutare lautore nella composizione dellopera.

                                     

1.3. Contenuto Epilogo

Lepilogo riveste una funzione molto importante, perché mette in luce le difficoltà tecniche che Boccaccio ha dovuto affrontare. Boccaccio, infatti, dice che nella sua opera ci sono due tipi di errori:

  • i primi sono legati agli auctores stessi: gli antichi autori del mondo classico, infatti, possono essersi sbagliati nel tramandare le informazioni.
  • i secondi sono più gravi e numerosi, commessi dagli scriptores i copisti che hanno trascritto le opere degli antichi sbagliando la trascrizione dei nomi geografici, e lasciando ai posteri così forme etimologiche sbagliate, le quali a loro volta non permettono una corretta ricerca da parte degli studiosi.

Infine Boccaccio, dimostrando una grande onesta e umiltà intellettuale, invita i lettori a migliorare la sua opera, qualora si accorgessero di eventuali errori da lui compiuti o ci fossero delle nuove scoperte che possano far evidenziare errori o mancanze.



                                     

2. Datazione

Come per la Genealogia, anche per il De Montibus non abbiamo dati certi sulla composizione. Certamente la sua stesura è posteriore al 1355, giacché Boccaccio utilizzò le fonti storiografiche in possesso di Petrarca, vale a dire il codice di Plinio il Vecchio inviato al Certaldese nel 1355, comprendente anche i geografi minori Pomponio Mela e Vibio Sequestre). Successivamente, in seguito al sodalizio con Leonzio Pilato, Boccaccio poté inserire anche i nomi greci tratti dall Iliade di Omero e dallo Pseudo-Aristotele. Filologicamente, ci sono giunti due codici dellopera: la Redazione A, che oscilla tra il 1357 e il 1360; e la Redazione B, databile intorno al 1373, cosa che ci permette di constatare come il Certaldese lavorò al prontuario geografico fino alla morte.

                                     

3. Fonti

Boccaccio attinse ad una serie di autori che conobbe grazie al Petrarca e alla testimonianza orale di Leonzio Pilato.

  • Plinio il Vecchio, autore fondamentale per la sua monumentale Naturalis Historia. In tale enciclopedia della natura, che Boccaccio ebbe in dono sempre dal Petrarca nel loro incontro milanese del 1359, il Certaldese usò i toponimi stabiliti da Petrarca nelle note a margine nel suo codice.
  • Vibio Sequestre. Dal De fluminibus di questo geografo latino minore, Boccaccio prende spunto per il titolo del suo prontuario geografico, cambiandone però lordine delle parole perché sia ordinato secondo un senso più logico. Il De fluminibus è unopera che elenca i luoghi geografici partendo dai fiumi, per parlare poi di fonti, stagni, mari e popoli citati da Virgilio, Lucano, Silio Italico e Ovidio. È unopera molto scarna, dove le località sono esposte in ordine alfabetico e, di fianco al lemma, cè la definizione/spiegazione. Vibio Sequestre è un autore assolutamente nuovo nel panorama culturale medievale: scoperto da Petrarca ad Avignone insieme a Pomponio Mela Vat. Latino 5329, Boccaccio conobbe Vibio dopo linvio di tale codice nel 1355.
  • Pomponio Mela, con la sua De coreographia.
                                     

4. La fortuna

Non possediamo il codice autografo di Boccaccio ed è lunica opera latina che non compare nella "parva libreria" di Santo Spirito del 1451. La fortuna del De Montibus ma anche della Genealogia che si era conclusa con la stessa dicitura è durata fino al 700 in Italia perché era la massima enciclopedia per la comprensione del mondo classico. Vittore Branca ha recensito 64 testimoni, numero che sottolinea limportanza dellopera presso i primi umanisti.