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ⓘ Vincenzo Velardi è stato un generale e aviatore italiano. Ufficiale dartiglieria del Regio Esercito, combatte durante la prima guerra mondiale passando in forza ..




                                     

ⓘ Vincenzo Velardi

Vincenzo Velardi è stato un generale e aviatore italiano. Ufficiale dartiglieria del Regio Esercito, combatte durante la prima guerra mondiale passando in forza alla Regia Aeronautica dopo la fine delle ostilità. Comandò il 1°, il 6° e il 53º Stormo Caccia Terrestre, e durante la Guerra civile spagnola fu comandante dellAviazione Legionaria.

                                     

1. Biografia

Nacque a Macerata il 10 settembre 1894, Arruolatosi nel Regio Esercito, arma dartiglieria, passò in forza al battaglione aviatori, in qualità di osservatore daeroplano, poco dopo lentrata in guerra del Regno dItalia, avvenuta il 24 maggio 1915. Si distinse sul Vodice nel luglio 1915, venendo promosso al grado di tenente dartiglieria il 9 settembre dello stesso anno. Dal 2 luglio 1915 era nella 1ª Squadriglia per lartiglieria che il 15 aprile 1916 diventa 41ª Squadriglia. Prese parte alla conquista della città di Gorizia nel luglio 1916, venendo decorato di Medaglia di bronzo al valor militare. Il 10 ottobre 1917 il Capitano Velardi comanda la 118ª Squadriglia ed il 20 ottobre 1918 è pilota di una Sezione Hanriot HD.1 aggregata alla 48ª Squadriglia.

Nel dopoguerra passò in servizio attivo presso la neocostituita Regia Aeronautica, nel 1931 era Tenente Colonnello e dal 3 ottobre all11 giugno 1932 comandava il 21º Stormo, svolgendo poi vari incarichi tra i quali quello di comandante della III Zona Aerea Territoriale, e tra laprile 1935 e il 15 gennaio 1936 del 1º Stormo Caccia Terrestre. Tra il 15 gennaio e il 15 maggio 1936 divenne comandante del ricostituito 6º Stormo Caccia Terrestre basato sullaeroporto di Gorizia, e poi trasferito su quello di Ghedi.

Il 15 maggio 1936 assunse il comando del neocostituito 53º Stormo Caccia Terrestre, formatosi sullaeroporto di Torino-Mirafiori, ed equipaggiato con i caccia biplani Fiat C.R.32.

Partito per la guerra civile spagnola, il 28 dicembre 1936 assunse il comando dellAviazione Legionaria, in sostituzione del tenente colonnello Ruggero Bonomi, venendo promosso al grado di Generale di brigata aerea. Guidò i suoi reparti durante la battaglia di Guadalajara 8-23 marzo 1937, ma poco tempo dopo entrò in contrasto con il comandante del CTV, generale di brigata Mario Roatta, per le continue intromissioni di questultimo sulluso dellaviazione durante le operazioni belliche, il 6 maggio 1937 si rivolse direttamente al Capo di Stato Maggiore della Regia Aeronautica, generale Giuseppe Valle per avere delucidazioni. Il messaggio indirizzato a Valle fu trasmesso fortuitamente anche a Roatta, che reagì violentemente, ed il 30 aprile gli intimò di dargli copia integrale del messaggio trasmesso a Roma. Egli fu sostituito nel mese di maggio dal generale di divisione aerea Mario Bernasconi assumendo il comando dellaviazione legionaria di stanza alla Baleari. Roatta fu poi sostituito nel comando dal generale di corpo darmata Ettore Bastico. Tra il 17 e il 18 marzo 1938 guidò i reparti da bombardamento in una serie di incursioni aeree su Barcellona, che causarono pesanti danni alla città catalana.

Rientrato in Italia, il 6 luglio 1939 assunse il comando della 1ª Divisione Caccia Terrestre "Aquila", appartenente alla 2ª Squadra aerea 2º Squadra aerea - SQA2 del generale Gennaro Tedeschini Lalli. Alla testa dellunità, dopo lentrata in guerra del Regno dItalia, avvenuta il 10 giugno 1940, prese parte alla fasi iniziali della guerra con la Francia e la Gran Bretagna. Nel prosieguo della guerra assume la direzione del Comando servizi aerei speciali. Il 1º marzo 1942 partecipò ad una riunione avvenuta presso lo Stato Maggiore della Regia Aeronautica, cui parteciparono anche il generale di squadra aerea Giuseppe Santoro, il generale di divisione aerea Umberto Cappa, il generale di brigata aerea Simon Pietro Mattei, e il col. Mario Porru-Locci. In tale riunione fu designato il comandante pilota del velivolo da trasporto Savoia-Marchetti SM.75RT che avrebbe dovuto volare dallItalia al Giappone, ritornando successivamente in Patria, il tenente colonnello Amedeo Paradisi.

Ritiratosi a vita privata dopo la fine della seconda guerra mondiale fu tra i soci fondatori del Rotary Club di Macerata, e si spense a Roma il 5 giugno 1965. Per onorarne la memoria la città di Macerata gli ha intitolato una piazza.

                                     

2. Biografia

  • Alessandro Fraschetti, Prima organizzazione dellAeronautica Militare in Italia 1884-1925, Roma, Ufficio Storico dellAeronautica Militare, 1986.
  • Manlio Molfese, Laviazione da ricognizione italiana durante la grande guerra europea maggio 1915-novembre-1918, Roma, Provveditorato generale dello Stato, 1925.
  • Nicola Malizia, Sopra di noi il cielo. Bepi Biron, Roma, IBN Editore, 2014.
  • I Reparti dellAeronautica Militare Italiana, Roma, Ufficio Storico dellAeronautica Militare, 1977.
  • Roberto Gentilli e Paolo Varriale, I Reparti dellaviazione italiana nella Grande Guerra, Roma, Ufficio Storico dello Stato maggiore Aeronautica, 1999.
  • Ordine Militare dItalia 1911-1964, Roma, Ufficio Storico dellAeronautica Militare, 1925.
  • Ruggero Bonomi, Viva la Muerte, Roma, Ufficio editoriale aeronautico, 1941.
  • EN Marco Mattioli, 53º Stormo, Botley, Osprey Publishing Company, 2010, ISBN 978-1-84603-978-2.
  • Paolo Ferrari, Giancarlo Garello, LAeronautica italiana. Una storia del Novecento, Milano, Franco Angeli Storia, 2004, ISBN 88-464-5109-0.
  • Chris Dunning, Solo coraggio! La storia completa della Regia Aeronautica dal 1940 al 1943, Parma, Delta Editrice, 2000.
                                     

2.1. Biografia Pubblicazioni

  • Edoardo Grassia, Barcellona, 17-18 marzo 1938, in Diacronie: Studi di Storia Contemporanea, n. 7, Bologna, 2011, pp. 1–20.
  • Edoardo Grassia, ”Aviazione Legionaria”: il comando strategico-politico e tecnico-militare delle forze aeree italiane impiegate nel conflitto civile spagnolo, in Diacronie: Studi di Storia Contemporanea, n. 7, Bologna, 2011, pp. 1–23.