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ⓘ Storia di Siracusa in epoca bizantina. Dopo vari contrasti tra Costantinopoli e Siracusa, il thema di Sikelia si dichiarò indipendente da Bisanzio. Si insediò d ..




Storia di Siracusa in epoca bizantina
                                     

ⓘ Storia di Siracusa in epoca bizantina

Dopo vari contrasti tra Costantinopoli e Siracusa, il thema di Sikelia si dichiarò indipendente da Bisanzio. Si insediò dunque in città Eufemio di Messina, militare esperto, il quale ribellandosi ai bizantini, si dichiarò egli stesso in Siracusa, Nuovo imperatore di Sicilia. Ovviamente tale mossa gli attirò contro le ire dellImpero. Venne costretto a fuggire in Africa, qui scese a patti con lemiro aghlabide di Qayrawān, Ziyadat Allah I, al quale chiese aiuti per cacciare i bizantini dalla Sicilia. Ma venne infine tradito dagli arabi, i quali, avendo già in mente di conquistare la terra siciliana, non lo aiutarono a rendere lisola indipendente, ma palesarono il loro volere di conquistarla portandola sotto linfluenza dellIslam. Eufemio fu infine ucciso a Castrogiovanni Enna.

Siracusa subì due assedi; un primo nell827 ad opera del generale e letterato persiano Asad ibn al-Furat. Tale primo assedio durò un anno ma grazie anche a interventi esterni in aiuto della capitale siciliana, la città riuscì a resistere ai poderosi attacchi arabi. Lassedio venne sciolto quando gli arabi decimati da unepidemia nel loro campo e senza rinforzi in arrivo si ritirarono tra le montagne siciliane.

Un secondo e definitivo assedio invece avvenne nell878, anche questo durò circa un anno, ma stavolta gli arabi vennero con maggiori forze e maggiore volontà di conquistare Siracusa, comandati da Giafar Ibn Muhammed, allora governatore della Sicilia islamica già conquistata. Questo fu uno degli assedi più terribili della campagna bellica orientale in Sicilia; in quanto i siracusani non volevano arrendersi e gli arabi non volevano ritirarsi, motivo per cui fu una battaglia allultima resistenza, nella quale il cibo venne a mancare agli assediati e la città ebbe a soffrire pene inenarrabili a causa di questo assedio. Le mura che avevano saldamente retto per tutti i mesi gli incessanti attacchi musulmani, alla fine, nellaprile dell879 ne cedettero una parte aprendo una pericolosa breccia verso linterno della città. I siracusani continuarono con estrema resistenza a impedire laccesso agli invasori, arrivando a instaurare persino delle lotte corpo a corpo contro gli assedianti che premevano per entrare. Si arrivò fino a maggio, dopodiché verso la fine di quel mese, il 21, alle 6:00 di mattina gli arabi sferrarono il loro ultimo poderoso attacco e riuscirono ad entrare in città. Fecero una strage, le fonti parlando di 5.000 vittime della conquista araba. Poi uccisero i soldati difensori di Siracusa e ridussero il resto della popolazione in schiavitù conducendola a Qayrawan, capitale degli Aghlabiti, e a Palermo, centro politico dei conquistatori eletta a nuova capitale di Sicilia. Qui vennero condotti anche larcivescovo di Siracusa e il monaco Teodosio, narratore e testimone di quegli eventi. I prigionieri siracusani si pensa siano stati dagli 4.000 agli 8.000 rimasero lì per diversi anni, fino a quando vennero tutti riscattati da un misterioso personaggio di cui le fonti non sanno darci per certo il nome, che probabilmente ridiede loro la libertà e la possibilità di ritornare alle loro case. Limpero bizantino non mandò sufficienti forze per difenderla. La città durante la sua presa venne incendiata le sue mura distrutte, loro presente e i preziosi gioielli vennero depredati e condotti nelle capitali arabe. Questa fu la fine di Siracusa capitale di Sicilia.

                                     

1. Avvenimenti religiosi

Prima della presa araba, avvenuta il 21 maggio dell878, la Chiesa di Siracusa rappresentava la maggiore sede cristiana dellisola. Il suo vescovo si nominava come arcivescovo di Sicilia, come si può leggere dagli atti del secondo concilio di Nicea.

Limperatore Leone III Isaurico, pochi anni prima di tale concilio, aveva sottratto le chiese siciliane allautorità del patriarca dOccidente, ovvero il papa della Chiesa latina, le aveva sottoposte allautorità del patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Infatti Siracusa, in quanto sede principale ecclesiastica e in quanto era stata solo pochi decenni prima eletta capitale dellImpero bizantino, si trovava nel mezzo di una forte contesa tra le rivendicazioni della Chiesa dOccidente e quella dOriente, nel periodo che vide il nascere dello scisma tra le due comunità cristiane, le quali non si riconoscevano più nel medesimo rito religioso, avendo ognuna adottato metodi diversi. Fu questo il periodo del cosiddetto strappo di Fozio preludio di quello che poi sarebbe stato noto come Grande Scisma, il patriarca di Costantinopoli, essendo stato scomunicato dal papa, a sua volta scomunicò il papa, provocando nell867 la frattura tra le due sedi cristiane.

A ordinare e consacrare a Costantinopoli Fozio, il giorno di Natale, 25 dicembre dell858, fu il metropolita di Siracusa, Gregorio Asbesta, li quale era stato scomunicato dal patriarca Ignazio I e sospeso dal papa Benedetto III

Nella contesa religiosa tra Costantinopoli e Roma, va annoverata la lettera che papa Niccolò I scrisse allimperatore bizantino Michele III nell860 dove rivendicava il diritto della Chiesa latina di scegliere larcivescovo di Siracusa; diritto che ormai era passato agli imperatori greci:

Il messaggio del papa non venne accolto dal patriarcato greco. Da lì a pochi anni vi sarebbe stato il primo scisma, come constatato. Ma la situazione di Siracusa era in quel periodo molto pericolosa; essa aveva infatti già subito un primo assedio degli arabi ed era riuscita a superarlo con stenti. Nellagosto dell877 venne nuovamente assediata dallesercito del generale e governante islamico di Sicilia, Giafar ibn Muhammad. Stavolta la città, nonostante una resistenza estrema durata nove mesi, cadde in mano degli arabi.