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ⓘ Fonti e storiografia su Nerone. Per fonti e storiografia su Nerone si intendono le principali fonti contemporanee alla vita dellimperatore romano Nerone, nonché ..




Fonti e storiografia su Nerone
                                     

ⓘ Fonti e storiografia su Nerone

Per fonti e storiografia su Nerone si intendono le principali fonti contemporanee alla vita dellimperatore romano Nerone, nonché la descrizione degli eventi di quel periodo e linterpretazione datane dagli storici, formulandone un chiaro resoconto, grazie anche allutilizzo di più discipline ausiliarie.

                                     

1. Storiografia antica

Nerone venne descritto, sia da Tacito, sia da Svetonio e Cassio Dione ed in generale dagli storici antichi in maniera estremamente negativa, a volte quasi eccessiva per essere vera. Svetonio descrive così alcuni eccessi comportamentali di Nerone:

                                     

2. Nerone nella storiografia cristiana

Limmagine di Nerone è stata tramandata da storici cristiani come Tertulliano e Lattanzio quale autore della prima persecuzione contro i cristiani, nonché responsabile del martirio di moltissimi cristiani e dei vertici della Chiesa Romana, cioè San Pietro e San Paolo. Vi è la probabilità, secondo qualche storico, che un provvedimento di Nerone nei confronti dei Cristiani, forse sollecitato da Poppea la quale favoriva i capi ebrei di Roma fosse il cosiddetto Editto di Nazaret, databile per alcuni al 62; molti storici attribuiscono invece a Tiberio o Claudio il provvedimento, che vietava lasportazione dei cadaveri dai sepolcri, sotto minaccia di pena capitale, che sarebbe comunque precedente però allincendio di cui il popolo e Nerone accusarono i cristiani.

La voce che circolava - infondata - era che limperatore fosse il responsabile dellincendio. Nella verità limperatore offrì luso della reggia ai senzatetto e organizzò squadre di pompieri e non suonò la cetra mentre Roma bruciava. In realtà emise condanne contro i cristiani non per la loro religione ma seguendo le leggi molto severe nei confronti dei non cittadini romani. Il primo editto ufficialmente anti-cristiano risale invece allepoca di Domiziano.

Facendo un esempio, anche Traiano, imperatore amato dalla storiografia cristiana, perseguitò esplicitamente la Chiesa delle origini, anche se non accanitamente, comunque per la fede cristiana stessa, che egli riteneva illecita e pericolosa, anziché per un crimine comune, lomicidio tramite incendio doloso, come fece Nerone. Traiano subì però la sorte opposta a quella di Nerone presso i posteri: ad esempio Dante Alighieri lo posiziona in Paradiso, anche se pagano, nella sua Divina Commedia, mentre Nerone, e molti altri imperatori, citati come esempi negativi, sono collocati allInferno, probabilmente nella schiera dei tiranni, violenti contro il prossimo.

Al riguardo occorre però senzaltro ricordare che nello stesso periodo San Paolo, per avere giustizia, si era appellato proprio al giudizio di Nerone, finendo assolto delle colpe imputategli nel 62. Ancora San Paolo, nella sua Epistola ai Romani, raccomandava lobbedienza a Nerone. Allepoca di Nerone i cristiani, che erano praticamente una setta fra tante dellebraismo, erano assai malvisti anche per via delle agitazioni messianiche che si manifestavano spesso nella comunità giudaica, e per alcune posizioni estremiste e minoritarie tra i cristiani stessi, che identificavano Roma con Babilonia, affermando che la città doveva scomparire nel fuoco, e festeggiando addirittura lincendio, venendo deplorati dai capi come Pietro, molto più moderati. Si è ritenuto, addirittura, che Nerone fosse lanticristo poiché la somma del valore numerico delle lettere che compongono le parole "Cesare Nerone" in lingua ebraica è 666, il numero della seconda Bestia dellApocalisse.

                                     

3. Storiografia moderna

Limmagine di tiranno sanguinario e folle, secondo gli storici moderni, appare parzialmente immeritata per un principe che fu clemente con molti, soprattutto nei primi anni, non amava particolarmente gli spettacoli gladiatori, e promosse opere sociali e pubbliche di grande valore, come linterrotta riforma fiscale che avrebbe colpito i ceti abbienti in favore della plebe. Inoltre nei suoi ultimi anni, causa la debole personalità dellimperatore, Nerone era spesso mal consigliato da Tigellino, che non avrebbe esitato a tradirlo per Galba, in cambio di somme di denaro, oltre che da Poppea. I primi a occuparsi di Nerone seriamente furono lumanista Girolamo Cardano, con il suo Encomius Neronis, e lilluminista ed enciclopedista Denis Diderot, che analizzò il periodo di Claudio e Nerone, i costumi dellepoca e gli scritti di Seneca, onde gettare nuova luce sui due imperatori, mentre Voltaire non era convinto che Nerone avesse a che fare con lincendio, in quanto non ne aveva nessun interesse credibile.

Lo studioso Carlo Pascal fu il primo a mettere seriamente in dubbio, e poi a negare decisamente, che Nerone fosse coinvolto nellincendio di Roma: egli pensa invece che non tutti i cristiani erano completamente innocenti, una tesi ripresa anche da altri. Schiller descrisse le condizioni effettive del mondo romano in quel periodo, anziché la corte di Nerone e i suoi comportamenti istrionici. Secondo Henderson, a parte, come egli scrive, "lindole perversa, Nerone fu spodestato da una rivolta organizzata dalla Gallia, non dai crimini in patria", concetto ribadito da Momigliano.

Noto è anche il lavoro storico-biografico divulgativo di Massimo Fini, in cui lautore rivaluta Nerone, che egli considera una vittima di enormi calunnie, diminuendo la portata dei crimini di cui fu accusato, confutando la teoria dellincendio e mettendo in luce le riforme neroniane e lamore del popolo romano verso di lui. Fini, sulla scia di molti storici moderni, riabilita limperatore, scagionandolo anche da alcuni omicidi, attribuiti allinfluenza dei suoi consiglieri sulla debolezza caratteriale e il disinteresse di Nerone per la politica attiva. Egli mette in evidenza anche i delitti di altri imperatori, celebrati dalla storia, mentre in analoghe circostanze Nerone è stato invece colpito da un giudizio negativo, dovuto più alla sua personalità eccentrica e autoritaria che a suoi gesti; ad esempio vengono citati i numerosi omicidi fatti eseguire dall"imperatore cristiano" Costantino, il quale fece giustiziare il figlio Crispo e assassinare la moglie Fausta, senza che ne derivasse la condanna dei posteri.



                                     

4. Aspetto fisico, personalità e interessi

Il nome Nerone "Nero", conferitogli dopo ladozione di Claudio, era diffuso nella gens di questultimo, ed è una parola di origine sabina che significa "forte e valoroso". Come tipico della famiglia paterna, gli Enobarbi "barba di bronzo", Nerone aveva i capelli castano chiaro tendenti al biondo o al rossiccio, la barba - talvolta viene raffigurato invece con le basette o sbarbato- di colore rosso e gli occhi azzurri. Era di altezza media, robusto ma con gambe gracili. Era molto miope e per vedere oggetti e persone lontane utilizzava un particolare smeraldo lavorato e levigato.

Fu detto anche "il porrofago" perché era ghiotto di porri. Questo ortaggio, diceva, gli serviva per schiarirsi la voce. Nutrì, secondo Svetonio, oltre che una sfrenata passione per la musica e il canto, anche una discreta passione per la pittura e la scultura. Svetonio parla anche delle sue personali qualità artistiche ricordando come avesse scritto molti componimenti poetici originali.

Si cimentò anche pubblicamente come suonatore di cetra, nonché come attore teatrale, esibendosi ripetutamente in numerose parti, specialmente nel teatro sotterraneo da lui fatto costruire a Napoli, sui resti di uno precedente. Petronio Arbitro, nobile cortigiano e scrittore, suicidatosi perché incorso nellira di Nerone, avrebbe lasciato una lettera in cui derideva sarcasticamente le capacità artistiche e letterarie dellimperatore, nota vicenda rielaborata nel romanzo storico Quo vadis?. "Era stranamente tollerante verso gli autori di epigrammi" satirici contro di lui. Nerone amava moltissimo gli spettacoli musicali, le tragedie greche, le commedie latine, nonché le corse con le bighe, mentre non amava molto i giochi gladiatorii e il circo in generale, considerati dispendiosi e violenti, che tuttavia organizzava spesso per il popolo. Quando vi assisteva, concedeva sempre la grazia agli sconfitti.

Organizzò inoltre a Roma i Neronia, sul modello dei giochi olimpici, a cui partecipò due anni dopo in Grecia, vincendo gare di poesia e la corsa con i carri cadde e gli altri sfidanti si ritirarono per timore di superarlo. Secondo Svetonio vinse quasi tutte le gare, corrompendo gli altri concorrenti, perché molto nervoso, e concesse la cittadinanza romana ai giudici di gara. La notizia secondo cui avesse assistito allincendio di Roma suonando questo strumento è un falso storico: allo scoppio dellincendio, Nerone si trovava nella sua villa di Anzio e si precipitò a Roma per dirigere lopera di spegnimento nonché i soccorsi, ai quali partecipò in prima persona.

Se fosse stato nel luogo attribuito, il Palatino, Nerone sarebbe morto nellincendio. Nerone disprezzava le religioni e non aveva molta fede negli dei, nonostante il suo incarico pubblico, in quanto cesare, di Pontefice massimo; tuttavia, proprio come Tiberio, credeva molto nellastrologia, negli indovini, nei presagi e negli oracoli, come quello di Delfi, in Grecia, che consultò personalmente. Stando al trattato storico-politico di Tacito, Nerone amava inoltre passare il suo tempo libero nella residenza estiva di Torre di Gianus, dove amava deliziare il palato dei suoi ospiti con delicati manicaretti da lui stesso preparati. Pare che, a differenza di altri della sua famiglia, godesse sin da ragazzo di ottima salute fisica.

                                     
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  • Mythology, 1870. Gaio Claudio Nerone in Dizionario di storia, Istituto dell Enciclopedia Italiana, 2010. EN Gaio Claudio Nerone su Enciclopedia Britannica
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