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ⓘ Binge watching è un termine della lingua inglese con cui si indica latto del binge-watch, ossia il guardare programmi televisivi per un periodo di tempo superio ..




Binge watching
                                     

ⓘ Binge watching

Binge watching è un termine della lingua inglese con cui si indica latto del binge-watch, ossia il guardare programmi televisivi per un periodo di tempo superiore al consueto, particolarmente lusufruire della visione di diversi episodi consecutivamente, senza soste. Traducibile in italiano con "maratona televisiva", in inglese per tale azione sono anche usati i termini binge viewing e marathon viewing.

Evoluzione di tale pratica è il binge racing tradotto in italiano come gara dabbuffata, ovvero il guardare lintera serie tv in sole 24 ore; tale pratica che coinvolge circa 8.4 milioni di fruitori, è praticata specialmente sulle piattaforme televisive in cui gli episodi delle serie tv vengono rilasciati insieme simultaneamente.

                                     

1. Etimologia

Binge watching è un neologismo che deriva dallunione di binge, traducibile come gozzoviglia o abbuffata, e watching, ossia visione. In lingua inglese binge veniva usato in antichi dialetti per indicare lammollo di contenitori di legno per prevenire perdite. Nel corso dell800 iniziò ad essere usato anche metaforicamente per descrivere lassunzione esagerata di alcolici, intesa come bagnare fradici se stessi; un secolo più tardi labuso di alcolici venne indicato propriamente come binge drinking, mentre binge iniziò ad essere applicato, sempre con connotazione negativa, per altri tipi di eccessi: dal 1959 binge eating iniziò ad essere usato nelle pubblicazioni psichiatriche per indicare il disturbo da alimentazione incontrollata.

Mentre maratone televisive venivano programmate dalle emittenti già dai tardi anni 1940, divenendo consuete tra gli anni 1970 e 1980, specialmente per serie cult come Ai confini della realtà, Star Trek e Il circo volante dei Monty Python, luso di binge per indicare un grande consumo di video dintrattenimento iniziò a diffondersi dagli anni 1990. In particolare, uno dei primi usi di binge watching si ritiene si sia effettuato nel 1996 in discussioni sulla rete Usenet legate alla serie televisiva X-Files. Lavvento dei DVD contribuì alla diffusione del fenomeno, mentre binge watching iniziò a divenire popolare tra il finire degli anni 2000 e linizio degli anni 2010, con laffermazione sul mercato di servizi di video on demand come Netflix e Hulu, in grado di offrire facilità daccesso a una vasta quantità di contenuti.

In particolare, il verbo binge watch acquisì notevole popolarità nel 2013, anno in cui Netflix iniziò a distribuire anche serie televisive inedite rendendo disponibili intere stagioni contemporaneamente; nello stesso anno fu candidato a "parola dellanno" per il sito Oxford Dictionaries della Oxford University Press, che indica come significato "guardare più episodi di un programma televisivo in rapida successione, usualmente tramite DVD o streaming digitale". Nel 2015 fu poi scelto come "parola dellanno" per il Collins English Dictionary della HarperCollins.

                                     

2. Impatto culturale e aspetti psicologici

Lattività delle "maratone televisive" è popolare tra gli utenti che hanno accesso a servizi on-demand, in particolare tra i giovani. Nel 2014 uno studio di Harris Interactive indicava che oltre la metà degli utenti di Netflix era solita guardare tra i due e i sei episodi di una serie televisiva consecutivamente, mentre un altro sondaggio registrava come oltre il 40% degli utenti di TiVo dichiarava di aver visto almeno tre episodi consecutivamente nella settimana precedente lintervista. Sempre nel 2014, secondo un sondaggio pubblicato sul portale Statista il 42% dei giovani statunitensi tra i 14 e i 25 anni guardava due o più episodi consecutivamente almeno una volta a settimana, percentuale che si riduce al 30% tra i 26 e i 31 anni. Nel 2016 una ricerca di Deloitte illustrava come tale pratica sia comune a circa il 70% dei consumatori statunitensi, che consisteva di guardare in media cinque episodi per volta; con un 46% abbonato a servizi di streaming online e un 31% che guardava più episodi consecutivamente almeno una volta a settimana.

Il binge watching registra commenti sia positivi che negativi. Alcuni osservatori rifiutano luso del termine binge e del suo taglio negativo, preferendo per tale attività "maratona", esaltando, se esercitata con moderazione, lati positivi come lottenere una visuale unitaria dellopera, offrendo la possibilità di cogliere risvolti più complicati delle trame e sfumature, oltre che avere più chiari inizi e conclusioni. Lantropologo Grant McCracken lha definito un modo "contemplativo e intelligente di guardare un certo tipo di televisione. Specialmente buona televisione" ; in modo simile il professor Robert Thompson dellUniversità di Syracuse ha associato la diffusione dellattività a un contemporaneo innalzamento della qualità delle produzioni televisive, caratterizzate da aspirazioni stilistiche letterarie e cinematografiche, alla ricerca di complessità narrativa e mitologie serializzate. Se alcuni paragonano quindi limmergersi nella visione di una serie televisiva alla lettura di un libro appassionante ed evidenziano come sia legato in prevalenza a prodotti di qualità, molti altri critici hanno espresso giudizi nettamente negativi, evidenziando come tale abitudine possa portare ad una visione più superficiale dellopera, senza unadeguata attenzione a dettagli ed intrecci secondari, di come tolga il piacere di gustarsi lattesa per un nuovo capitolo o la risoluzione di un cliffhanger e di come possa eliminare o ridurre le opportunità di commento e confronto sociale.

Da un punto di vista psicologico, secondo i ricercatori Robert Kubey e Mihaly Csikszentmihalyi, il desiderio di guardare molta televisione scaturisce da una reazione chimica cerebrale simile a quella derivata dallassunzione di droghe o ipnosi, unattività neurale che si trasferisce dallemisfero sinistro a quello destro favorendo il rilascio di endorfine, in grado di rilassare lo spettatore e fargli desiderare di prolungare tale esperienza. Uno studio presentato nei primi mesi del 2015 dai ricercatori dellUniversità del Texas, condotto analizzando le abitudini televisive di 316 persone tra i 18 e i 29 anni, ha evidenziato come il binge watching sia correlato a depressione, solitudine, incapacità di autogestirsi e obesità, utilizzato, così come avviene per altri tipi di eccessi, per allontanarsi da sensazioni negative.

Un binge watching esagerato è parodiato nellepisodio One Moore Episode della seconda stagione di Portlandia.