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ⓘ Stachys arvensis. La stregona minore L., 1763 è una piccola pianta erbacea dai fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. ..




Stachys arvensis
                                     

ⓘ Stachys arvensis

La stregona minore L., 1763) è una piccola pianta erbacea dai fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

                                     

1. Etimologia

Il nome generico stachys deriva dal greco e significa "simile alla spiga di grano". Il nome specifico arvensis = dei campi coltivati o arati fa riferimento allhabitat tipico della pianta.

Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo 1707 – 1778, conosciuto anche come Carl von Linné, biologo e scrittore svedese considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum - Edition 2, 814" del 1763.

                                     

2. Descrizione

Queste piante arrivano ad una altezza di 4 – 40 cm. La forma biologica è terofita scaposa T scap, ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.

                                     

2.1. Descrizione Fusto

La parte aerea del fusto è eretta suberetta o decombente, spesso ginocchiata alla base, poco o nulla ramificata. La superficie è ricoperta di peli semplici lunghi 1 mm.

                                     

2.2. Descrizione Infiorescenza

Linfiorescenza è portata in vari verticilli disposti in posizione ascellare e sovrapposti lungo il fusto. I verticilli sono distanziati e sono composti da 2 fiori raramente 4 pedicellati e poggianti su due brattee o foglie bratteali a forma più o meno simile alle foglie. Le brattee del verticillo seguente sono disposte in modo alternato. Sono presenti delle bratteole lunghe 1 mm. Lunghezza del pedicello: 1 mm.

                                     

2.3. Descrizione Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi il calice è più o meno attinomorfo, tetraciclici con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calice– corolla – androceo – gineceo e pentameri calice e corolla sono formati da cinque elementi. Lunghezza del fiore: 6 – 9 mm.

  • Formula fiorale. Per questa specie la formula fiorale della famiglia è la seguente
X, K 5, G 2, supero, drupa, 4 nucole
  • Gineceo: lovario, profondamente quadri-lobato, è supero formato da due carpelli saldati ovario bicarpellare ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti. La placentazione è assile. Lovario è arrotondato allapice. Gli ovuli sono 4 uno per ogni presunto loculo, hanno un tegumento e sono tenuinucellati. Lo stilo inserito alla base dellovario stilo ginobasico è del tipo filiforme ed è incluso nella corolla. Lo stigma è bifido con due lacinie uguali.
  • Corolla: i cinque petali sono quasi completamente fusi corolla gamopetala in una unica corolla pubescente formata da un tubo completamente rinchiuso nel calice e terminante da due labbra molto sviluppate derivate da 5 lobi la struttura è 2/3. Il labbro superiore a forma ovale è lievemente concavo, bifido o bilobo e mediamente sviluppato, con la funzione di proteggere gli organi di riproduzione dalle intemperie e dal sole. Il labello il labbro inferiore è più sviluppato e piegato verso il basso-avanti per fare da base di" atterraggio” agli insetti pronubi; è inoltre trilobo con la parte centrale più sviluppata con forme circolari e apice bifido; i lobi lateriali hanno forme ovate. Le fauci internamente sono circondate da un anello di peli caratteristica comune a molte "labiate" che ha lo scopo di impedire laccesso ad insetti più piccoli e non adatti allimpollinazione. La corolla è rosea, talvolta purpurea o anche biancastra. Lunghezza della corolla: 5 – 7 mm. Dimensione del labbro superiore: 1 mm.
  • Androceo: landroceo possiede quattro stami didinami e parzialmente inclusi nella corolla e posizionati sotto il labbro superiore. I filamenti sono adnati alla corolla. Le antere sono biloculari. Le teche sono più o meno distinte e divaricate raramente sono parallele; la deiscenza è logitudinale. Gli stami dopo la fecondazione divergono e si attorcigliano. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Il nettario è ricco di sostanze zuccherine.
  • Calice: i cinque sepali del calice sono concresciuti calice gamosepalo in una forma conico-campanulata. Il calice termina con dei denti subuguali più o meno lanceolato-triangolari con apice acuto. La superficie del calice è irsuta ed è percorsa da 5 - 10 nervature longitudinali. Alla fruttificazione il calice assume una forma urceolata. Lunghezza del tubo: 3 – 4 mm. Lunghezza dei denti: 2 - 2.5 mm.
  • Fioritura: da marzo a maggio ottobre.


                                     

2.4. Descrizione Frutti

Il frutto è una nucula acheniforme schizocarpo; più precisamente è una drupa ossia una noce con quattro semi uno per ovulo derivato dai due carpelli divisi a metà. Questo frutto nel caso delle Lamiaceae viene chiamato" clausa”. Le quattro parti in cui si divide il frutto principale, sono ancora dei frutti parziali ma monospermici un solo seme e privi di endosperma. La forma è da obovoide a oblunga arrotondata allapice e colorata di marrone. Dimensione della nucula: 1.5 mm.

                                     

3. Riproduzione

  • Impollinazione: limpollinazione avviene tramite insetti impollinazione entomogama: ditteri, imenotteri e più raramente lepidotteri.
  • Dispersione: i semi cadendo a terra dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento – disseminazione anemocora sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche disseminazione mirmecoria. Per questo scopo i semi hanno una appendice oleosa che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite limpollinazione dei fiori vedi sopra.
                                     

4. Distribuzione e habitat

  • Habitat: lhabitat tipico per questa pianta sono i campi le vigne. Il substrato preferito è siliceo ma anche calcareo/siliceo con pH acido, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.
  • Distribuzione: in Italia è una specie rara e si trova distribuita da nord a sud soprattutto lungo il versante tirrenico fino alla Sicilia e Sardegna. Nelle Alpi ha una distribuzione discontinua. Fuori dallItalia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia, in Svizzera cantoni Vallese, Ticino e Grigioni e in Slovenia. In Europa e nellareale mediterraneo si trova nella parte occidentale dalla Penisola Balcanica fino alla penisola Scandinava; si trova inoltre nellAnatolia, nellAsia mediterranea e nel Magreb africano. Fuori dallEuropa si trova in Asia fino in Cina, nel Nord America e nel Sud America.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 600 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e in parte quello montano oltre a quello planiziale – a livello del mare.
  • Geoelemento: il tipo corologico area di origine è Europeo Subatlantico divenuto Subcosmopolita.


                                     

4.1. Distribuzione e habitat Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:

  • Formazione: delle comunità terofitiche pioniere nitrofile.
  • Classe: Stellarietea mediae
  • Ordine: Centaureetalia cyani
  • Alleanza: Panico-Setarion
                                     

5. Tassonomia

La famiglia di appartenenza della specie Lamiaceae, molto numerosa con circa 250 generi e quasi 7000 specie, ha il principale centro di differenziazione nel bacino del Mediterraneo e sono piante per lo più xerofile in Brasile sono presenti anche specie arboree. Per la presenza di sostanze aromatiche, molte specie di questa famiglia sono usate in cucina come condimento, in profumeria, liquoreria e farmacia. Il genere Stachys comprende più di 300 specie con una distribuzione cosmopolita ad eccezione dellAustralia e Nuova Zelanda, due dozzine delle quali vivono spontaneamente in Italia. Nellambito della famiglia il genere Stachys è descritto allinterno della tribù Stachydeae Dumort., 1827 sottofamiglia Lamioideae Harley, 2003. Nelle classificazioni meno recenti la famiglia Lamiaceae viene chiamata Labiatae.

Per questa specie il basionimo è: Glechoma arvensis L., 1753

Il numero cromosomico di S. arvensis è: 2n = 10, 18.

                                     

5.1. Tassonomia Sinonimi

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. Lelenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti: