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ⓘ Underground, saggio. Underground. Racconto a più voci dellattentato alla metropolitana di Tokyo è unopera saggistica redatta dallo scrittore giapponese Haruki M ..




Underground (saggio)
                                     

ⓘ Underground (saggio)

Underground. Racconto a più voci dellattentato alla metropolitana di Tokyo è unopera saggistica redatta dallo scrittore giapponese Haruki Murakami negli anni 1997-1998. Il libro raccoglie le interviste, sostenute dallautore stesso, ai superstiti dellattentato alla metropolitana di Tokyo del 1995, ai familiari delle vittime e ad alcuni affiliati della setta religiosa dellAum Shinrikyō, colpevole dellatto terroristico.

                                     

1. Lattentato

Il 20 marzo 1995, membri scelti dellAum Shinrikyo, movimento religioso che fonde elementi di buddhismo e induismo, posizionarono alcuni sacchetti di plastica avvolti in fogli di giornale, contenenti gas sarin in forma liquida, in alcune delle linee metropolitane più trafficate di Tokyo. Praticando dei fori sui sacchetti, servendosi di ombrelli la cui punta era stata appositamente affilata, permisero al gas di diffondersi nellaria, causando 12 morti e lintossicazione di oltre 5500 persone, di cui circa il 30% riporterà disturbi cronici da stress post-traumatico DPTS. Per questo evento sono state processate 16 persone: oltre al guru Shōkō Asahara, 15 adepti del culto, tra cui i 10 esecutori materiali dellattentato, che operarono divisi in cinque coppie, ognuna con lordine di colpire in un punto diverso della metropolitana, e 4 membri dello Stato Maggiore di Aum.

                                     

2. Genesi e scopo dellopera

Quando il culto Aum sferrò lattentato alla metropolitana di Tokyo, Murakami si trovava per caso in Giappone: in quel periodo, infatti, viveva in America, per assecondare la necessità di darsi una" connotazione” precisa in quanto scrittore che prescindesse dal luogo di origine. Risolti i propri" conti emotivi”, come li definisce egli stesso nella postfazione alla prima parte del libro, sentì il bisogno di ricercare e comprendere il modo di essere del Giappone e, di conseguenza, il livello di coscienza dei giapponesi. È proprio in quel momento che si verificano due eventi che scuotono le fondamenta della società giapponese: il terremoto di Kobe del 1995 e lattentato alla metropolitana di Tokyo. Questultimo evento in particolare, fa nascere in Murakami uno strano senso di estraneità, perplessità, e di conseguenza un profondo interesse personale, accentuato dal fatto che, avendo vissuto diversi anni lontano dalla terra natia, non era a conoscenza di molti fatti di cronaca che potevano in qualche modo suggerire il collegamento tra il culto Aum e lattentato al sarin per citarne uno, il ritrovamento di sarin nel quartier generale di Aum. Tuttavia, i mezzi di informazione giapponesi, con rare eccezioni, non sembravano in grado di rispondere ai suoi interrogativi:" che cosa avevano visto le persone che in quel momento si trovavano allinterno dei treni, cosa avevano fatto, provato, pensato?”. E poi" come si reagisce in un momento così?”.

Nelle prime righe della prefazione allopera, Murakami confessa ai lettori che ad ispirarlo fu una lettera, letta per caso su una rivista, scritta da una donna il cui marito si trovò costretto a dare le dimissioni a causa dei postumi dellintossicazione da sarin, che finirono per inibire la sua efficienza sul lavoro. Da questa testimonianza, nella quale, più che rabbia e rancore, si avvertiva un senso di smarrimento ed incredulità, lo scrittore sente il bisogno di far emergere un volto inedito della questione, che esuli dalle formule stereotipate sfruttate dai mass-media: il suo scopo è quello di informare il pubblico in maniera esauriente sulle circostanze concrete in cui si erano trovate le persone coinvolte nellattentato e restituire ad ogni vittima la propria identità, liberandola dallunica immagine collettiva di "cittadini innocenti colpiti ingiustamente" su cui la maggior parte dei mezzi di comunicazione si era fossilizzata.

Il punto di vista di Murakami prende le distanze da quello proposto dai mass-media giapponesi, basato su criteri di giudizio categorici e inflessibili, che condannava gli aggressori "malsani" e compativa le vittime "sane". Una corrente di pensiero destinata, secondo lautore, a liquidare tutta la questione come "un crimine estremo e senza senso, compiuto da una banda di delinquenti", senza offrire lopportunità al popolo giapponese di metabolizzare laccaduto in maniera critica, e trarne così insegnamento. Allatteggiamento generale che relegava il culto Aum ad una dimensione estranea, da additare come il" male”, Murakami contrappone un nuovo spunto di interpretazione, basato sulla concezione che il "fenomeno Aum" sia qualcosa di interno, incluso nel sistema di cui ogni persona fa parte, una sorta di" immagine distorta”, o "proiezione negativa", della società stessa.

Da qui, lesigenza di raccogliere anche le testimonianze dei membri di Aum, alle quali è dedicata la seconda parte dellopera, pensata e aggiunta solo in un secondo momento rispetto alla prima edizione giapponese di Underground. Con questo ampliamento, Murakami intende innanzitutto ottenere più punti di vista chiari, svelando i misteri che aleggiavano intorno alla posizione del culto Aum.

Infine, Murakami individua unulteriore ragione personale per il suo forte interessamento per latto terroristico: il fatto che questo si sia consumato sottoterra. Il" mondo del sottosuolo” è, infatti, un tema ricorrente nei romanzi dellautore, fino a ricoprire, in modo particolare, un ruolo importantissimo in Luccello che girava le viti del mondo e in La fine del mondo e il paese delle meraviglie.

                                     

3. Fase preliminare

Nella realizzazione del progetto di raccolta delle interviste, Murakami si serve della collaborazione di due ricercatori, Oshikawa Retsuo e Takahashi Hidemi, incaricati di rintracciare le persone che erano in qualche modo rimaste coinvolte nellattentato, attingendo dai nomi riportati dai giornali e dagli altri media o a conoscenze personali. Della lista di 700 nomi di cui erano entrati in possesso, solo il 20% era identificabile con certezza, ma delle 140 persone contattate solo una sessantina accettarono di essere intervistate. Le interviste, una volta riportate per iscritto, grazie al lavoro di un tecnico a cui era stata affidata la sbobinatura dei nastri registrati, venivano sottoposte ad un processo di selezione del materiale utile, quindi ad uno snellimento e riordinamento del testo, al fine di migliorare la leggibilità degli estratti. Il risultato finale veniva infine sottoposto al controllo degli intervistati. In numerosi casi sono state necessarie modifiche più o meno sostanziali prima di procedere alla pubblicazione. Circa il 40% degli intervistati ha preferito ricevere un nome falso.

Nella ricerca dei membri di Aum disposti a sottoporsi alle interviste, Murakami si è avvalso delle indicazioni di alcuni editori della rivista "Bungei Shunjū". Una volta trascritte le registrazioni dei colloqui, lo scrittore ha sottoposto il manoscritto alla revisione degli intervistati, modificandone il contenuto dove richiesto. Ottenuta lapprovazione finale, il libro è stato mandato in stampa.



                                     

4. Struttura dellopera

Underground è in realtà la sintesi di due libri, in origine pubblicati separatamente: la prima parte, intitolata Underground 1997, raccoglie i punti di vista le esperienze delle vittime dellattentato; la seconda, a cui viene dato il titolo Nel luogo promesso 1998, riporta le interviste di coloro che erano in qualche modo coinvolti con Aum Shinrikyo.

                                     

4.1. Struttura dellopera Parte prima

La prima parte è riservata alle testimonianze di coloro che subirono lattentato, dai passeggeri che riportarono unintossicazione da sarin ai parenti di coloro che ne rimasero uccisi, dal personale della metropolitana a coloro che si occuparono dei soccorsi, sia sul posto che in ospedale. Si contano, in questa sezione, 35 interviste, effettuate nove mesi dopo latto terroristico, tra linizio di gennaio e la fine di dicembre del 1996, suddivise in base alla linea metropolitana su cui viaggiava, o alla stazione in cui si trovava, lintervistato.

Murakami introduce ogni serie di interviste riportando un quadro generale degli eventi, seguendo le azioni compiute dagli esecutori materiali dellatto terroristico la mattina del 20 marzo 1995. Inoltre, offre per ognuno di loro un profilo sommario, riportando per grandi linee le tappe fondamentali della loro vita.

                                     

4.2. Struttura dellopera Prefazione

Murakami si serve di una piccola introduzione allopera per fare luce sulle motivazioni che lo hanno spinto ad approfondire la questione. Egli sceglie di condurre questa "ricerca" partendo dalla testimonianza delle vittime dellattentato, per ognuna delle quali fornisce un background personale dettagliato, unimmagine ben circostanziata della sua storia e della sua personalità. In questa sezione vengono fornite, inoltre, diverse informazioni di carattere pratico inerenti alla realizzazione del progetto di raccolta e selezione del materiale.

                                     

4.3. Struttura dellopera Linea Chiyoda treno n. A725

Per quanto riguarda la linea Chiyoda, i due attentatori sono Ikuo Hayashi e Tomomitsu Niimi. A causa del loro operato, 2 persone muoiono e 23 rimangono gravemente intossicate. Oltre alle interviste a sei passeggeri, viene riportata la testimonianza di un autista di un canale TV, trovatosi sul posto per documentare laccaduto, il quale trasportò in ospedale alcune persone in gravi condizioni, una delle quali perse la vita, e quella di un dipendente della metropolitana, il quale vide morire due suoi colleghi.

                                     

4.4. Struttura dellopera Linea Marunouchi treno n. A777

Sulla linea Marunouchi hanno operato Kitamura Koichi e Hirose Kenichi, il quale, dopo un primo tentennamento, porta a termine il piano: una persona muore, 358 riportano gravi lesioni. In questo caso, quattro sono i passeggeri intervistati. A questi, si aggiunge la testimonianza di un dipendente della metropolitana e quella del fratello di una vittima dellattentato, la quale, a sua volta, pur essendo rimasta ferita in modo grave e permanente, al punto di non riuscire ad esprimersi in modo chiaro o a muoversi autonomamente, accetta comunque di sostenere un colloquio con lo scrittore.

                                     

4.5. Struttura dellopera Linea Marunouchi treni n. B701, A801

Lazione su questa linea è affidata a due uomini: Yokoyama Masato e Tonozaki Kiyotaka. Non si contano morti, ma sono 200 i casi di intossicazione grave. Le interviste riservate a questa sezione sono quattro: le prime due raccontano lesperienza di due passeggeri rimasti intossicati; la terza è di un dottore in servizio la mattina dellattentato, e che quindi si è trovato a gestire i soccorsi in ospedale; lultima intervista riguarda, invece, un colloquio tra un collaboratore di Murakami e il Rettore della facoltà di Medicina delluniversità di Shinshū, nonché Direttore dellOspedale universitario, che – avvalendosi dellesperienza acquisita nel fronteggiare lattentato a Matsumoto – si preoccupò di trasmettere agli ospedali di Tokyo tutti i dati in suo possesso.

                                     

4.6. Struttura dellopera Linea Hibiya treno n. B711T

Toyoda Tōru e Takahashi Katsuya sono gli attentatori responsabili dello spargimento del sarin sulla linea Hibiya, responsabili di un morto e 532 casi di intossicazione grave. Per testimoniare quanto accaduto in questa linea, vengono proposte le interviste di 4 passeggeri.

                                     

4.7. Struttura dellopera Linea Hibiya

Gli attentatori sono Hayashi Yasuo e Sugimoto Shigeo. Si tratta della linea metropolitana maggiormente colpita: si contano 8 morti e 2475 persone rimangono gravemente intossicate. Le interviste di passeggeri che vengono riportate sono 7; unottava intervista è invece di un dipendente della metropolitana in servizio il giorno dellattentato.

                                     

4.8. Struttura dellopera Stazione di Kotenmachō

In questa ultima serie di interviste della prima parte dellopera, si raccolgono le interviste dei genitori e della moglie di un passeggero deceduto, unitamente a quella di un passante rimasto intossicato mentre soccorreva i passeggeri.

                                     

4.9. Struttura dellopera Postfazione. Un incubo senza punti di riferimento. Dove stiamo andando noi giapponesi?

Nel breve saggio che chiude Underground, Murakami analizza e racconta il suo personale rapporto con quanto accaduto, soffermandosi su questioni profonde, mirate a rispondere allangosciosa domanda" dove stiamo andando noi giapponesi?”, spostando così lattenzione sulla" psiche giapponese”. Egli, infatti, non si riduce a prendere atto di quanto accaduto, ma ne cerca il motivo scatenante, la miccia: se il fenomeno del culto Aum Shinrikyō era stato accantonato dalla società giapponese come un qualcosa di estraneo, secondo Murakami, in realtà, bisognava cercare lorigine di tutto in grembo alla società stessa, la quale si era sempre dimostrata pronta a soffocare ogni aspirazione dellindividuo allautonomia. È proprio nellopposizione a questo sistema sociale che il culto Aum trova la sua forza: lo scrittore sottolinea come Aum sia stato in grado di offrire una storia abbastanza affascinante in cui immergersi, in cambio della sottomissione del proprio" Io” al leader Asahara.

Tuttavia, il mirino delle considerazioni di Murakami non è puntato solo alla" fazione” di Aum: egli rivolge un interrogativo a tutta la comunità giapponese, se stesso compreso. Si chiede," avete forse affidato parte della vostra personalità a qualche ordine o sistema?”, e inoltre: la società giapponese è in grado di offrire una storia più convincente di quella raccontata da Asahara?



                                     

4.10. Struttura dellopera Parte seconda

La seconda parte dellopera si muove intorno a ununica domanda: "cosè realmente il culto Aum?". Per trovare una risposta, Murakami decide di condurre una serie di interviste con coloro che un tempo erano affiliati, e in alcuni casi che lo erano ancora, ad Aum. Questa raccolta viene intitolata Nel luogo promesso, in seguito alla lettura della poesia Un uomo anziano si risveglia dalla propria morte di Mark Strand, che produsse un profondo turbamento nellautore.

                                     

4.11. Struttura dellopera Prefazione

Nella prefazione alla seconda sezione dellopera, Murakami, come per la prima, si preoccupa di fornire al lettore le motivazioni alla base della sua ricerca. In questo caso, lautore precisa che questultima non era mirata ad analizzare la psicologia di coloro che avevano abbracciato il culto Aum, né valutarne letica: unico scopo era quello di inquadrare i membri di Aum, la loro posizione nei confronti dellattentato, e ottenere, in questo modo," molti punti di vista chiari”. Come per la prima parte, Murakami fornisce ai lettori informazioni generali sulla modalità con cui si è giunti ad effettuare le interviste e sullo svolgimento delle stesse.

                                     

4.12. Struttura dellopera Interviste

Vengono proposte 8 interviste, ognuna delle quali è preceduta da una breve introduzione in cui Murakami riporta alcune informazioni generali sulla vita dellintervistato, sulla sua personalità e sullimpressione che questi ha lasciato nellautore durante il colloquio. Delle 8 persone intervistate, 5 avevano ufficialmente abbandonato il culto; degli altri tre, uno non aveva ufficialmente lasciato Aum, ma non viveva più nella comunità, gli altri due si professavano ancora credenti e membri attivi di Aum, anche se uno abbandonò il culto qualche tempo dopo lintervista.

                                     

4.13. Struttura dellopera Postfazione

Nella postfazione a Nel luogo promesso, Murakami espone le sue considerazioni sul culto Aum, basandosi su quanto appreso attraverso le interviste e durante i processi a cui aveva assistito al Tribunale di Tokyo. Secondo lautore, laspirazione iniziale di coloro che avevano scelto di seguire la dottrina di Aum non era quella di commettere un atto atroce: con ogni probabilità, essi pensavano di aver trovato in Aum una purezza di valori sconosciuti alla società. Inoltre, gli adepti del culto non erano delinquenti, mossi dallignoranza, ma individui con un curriculum scolastico invidiabile, fatto che aveva prodotto nella popolazione giapponese un senso di sconcerto. A tal proposito, Murakami propone unanalogia, mettendo in relazione i giovani tecnocrati e ricercatori che abbandonarono la propria carriera in Giappone per cercare nuove opportunità nello stato della Manciuria, prima della Seconda Guerra Mondiale, a coloro che abbandonarono i propri averi, la propria vita, i propri affetti per votarsi completamente al culto Aum, lontano dalla" disumana, utilitaristica macina del capitalismo e del sistema sociale”. La grande falla nella logica alla base del culto, sostiene Murakami, sta nella limitatezza con cui guardava al mondo, con la conseguente creazione di un" abisso tra linguaggio e azione”, arrivando a utilizzare ciò che più avevano criticato della" nostra società utilitaristica”," lutilità della logica”, per creare un" luogo promesso”, in cui tutti – senza distinzione – potremmo cercare rifugio da dolori e debolezze.

Murakami riserva le ultime righe dellopera a un resoconto riguardante le vicende processuali dellattentato, riassumendo in breve le pene a cui sono stati condannati i mandanti dellatto terroristico e coloro che ne misero in pratica i comandi.



                                     

5. Forma e contenuto delle interviste

Nellintervistare le vittime dellattentato, lo scrittore si prefigge lo scopo di far emergere la reale identità di ogni intervistato, cercando di dipingerne unimmagine vivida e personale. Murakami sceglie, per tali motivi, di iniziare ogni colloquio con una serie di domande mirate a sondare il background personale dellintervistato. Citando lautore:

Solo in un secondo momento, dunque, il discorso si sposta sullattentato. A questo punto, le domande dellautore mirano ad ottenere un resoconto dettagliato sullesperienza diretta dellintervistato: cosa aveva vissuto la mattina del 20 marzo, cosa aveva visto, sentito, quali sofferenze ne erano scaturite, e in quanto tempo quelle ferite, fisiche o morali che fossero, si erano rimarginate. Murakami si limita ad essere una sorta di presenza invisibile: ascolta in silenzio e attentamente i racconti dellinterlocutore, ritenendo questo approccio necessario per non condizionare o in qualche modo interferire con la spontaneità delle testimonianze degli intervistati, se non lunico modo per non rischiare di ferire la sensibilità di coloro che avevano scelto di condividere unesperienza tanto dolorosa.

Le interviste condotte con coloro che subirono lattentato differiscono sia nella forma che nel contenuto da quelle degli adepti di Aum. Infatti, se nelle prime Murakami assumeva un atteggiamento quanto meno invadente possibile, nelle seconde non si riserva di esprimere opinioni riguardo allargomento di discussione, controbattendo ed esternando dubbi, conferendo, in tal modo, allintervista una forma tendente al dibattito. Lintervistato viene, dunque, spesso interrotto dallintervistatore, talvolta per riprendere in mano le redini del discorso, talvolta per chiedere chiarificazioni riguardo a concetti religiosi a cui gli affiliati di Aum facevano riferimento, cercando di impostare in modo costruttivo il dialogo, pur cercando di non risultare" intrusivo”.

                                     

6. Conclusioni

Sebbene il libro raccolga numerosi punti di vista, appartenenti a persone con passati e storie molto diverse, si nota come tutti ripercorrano sentieri comuni, rivelando – nellinsieme – uninteressante visuale sui valori e sulla mentalità collettiva della popolazione giapponese. Come afferma lo stesso Murakami, infatti," il racconto collettivo che nasce dallinsieme dei racconti individuali contiene una salda, fortissima verità”. Murakami, quindi, utilizza le interviste condotte in seguito allattentato come una sonda per analizzare le fondamenta della società giapponese, per individuarne le falle, le contraddizioni, i valori su cui è stata costruita.

Il Giappone che emerge da questo lavoro è sicuramente un Paese dilaniato dalla confusione. Ciò risulta evidente già dalla gestione dellemergenza, il giorno dellattentato. Nessuno aveva chiaro ciò che stava succedendo in quanto i responsabili della metropolitana non erano in grado di capire con cosa avessero a che fare, come dimostrano le contraddittorie informazioni che venivano divulgate dal personale della metropolitana ai passeggeri si era inizialmente parlato di unesplosione. Inoltre, i treni in cui era stato sparso il sarin venivano sommariamente puliti, per essere poi lasciati ripartire, mentre la polizia non si dimostrava in grado di intervenire in modo efficiente." Quando succede qualche calamità, le reazioni sono immediate, sul posto, … ma lorganizzazione a livello globale è disastrosa”, afferma il Direttore dellOspedale universitario di Shinshū.

La situazione sembra ancora più disperata se si sposta lo sguardo sulloperato degli ospedali: molte persone ricevevano cure sommarie, senza alcun criterio logico. Il tema della mancanza di efficienza del sistema sanitario ritorna più volte, nel corso dellopera, come anche nellultima parte del libro, quando Murakami fa riferimento alleccellente chirurgo Hayashi Ikuo che, in seguito alla perdita di fiducia nello scadente sistema sanitario giapponese, venne fortemente attratto dalla" forza operativa” che Aum offriva, in un ipotetico mondo spirituale.

Il culto Aum, di fatto, aveva affascinato soprattutto persone intelligenti, colte, con un alto grado di istruzione. Lidea di Murakami a tal proposito è che, se così tante persone avevano rinunciato alla propria posizione sociale per abbandonarsi ad Aum, doveva esserci una importante falla nel sistema scolastico giapponese.

In ogni caso, negli intervistati era evidente un alto grado di disillusione riguardo alla società giapponese, che – focalizzatasi sulle cose materiali e sullessenzialità del lavoro, fino a condurre alla dipendenza da esso – aveva perso di vista limportanza di valori quali il rispetto reciproco, la cura del proprio Io, la moralità delle interrelazioni. Questa caratterizzazione sempre più materialistica della società, inevitabilmente, aveva spinto lontano coloro che prediligevano laspetto spirituale ed intimistico dellesistenza. Secondo lo scrittore, il problema nasceva in seno allassenza, in Giappone, di un sistema efficiente mirato a re-inserire nella società le persone che da questa si sono allontanate. Una volta eliminato il culto Aum, si chiede, cosa assicura alla nazione che non nascerà un altro gruppo pronto a provocare altre tragedie in nome delle più disparate motivazioni?

                                     

7. Critica

I commenti della critica sono stati perlopiù entusiastici, giudicando il libro come uno dei più riusciti lavori di Murakami. Di questo parere è lo scrittore Jim Nelson, che riconosce a Murakami il merito di aver saputo riordinare e plasmare il materiale raccolto, eleggendolo come" il miglior scrittore immaginabile” per raccogliere queste testimonianze e proporle al panorama internazionale, in quanto nativo giapponese fortemente influenzato dalla produzione occidentale. Lo stesso Murakami, infatti, ammette di essersi ispirato alle opere di due rinomati autori americani, Studs Terkel e Bob Greene, cogliendo utili spunti ai fini della composizione dellopera.

Il risultato è una raccolta avvincente che racconta storie vere di vite normali calate, però, in una realtà tuttaltro che ordinaria, dominata da unatmosfera inquietante, propria della produzione dellautore giapponese, notoriamente affollata da personaggi angosciati, disillusi, soli, che vivono in conflitto con il proprio Io e con la società.

A partire da questa constatazione, Daniel Zalenwsky, del "The New York Times", parla dei membri di Aum come" sinistri doppelgänger” degli stessi personaggi di Murakami, in quanto entrambi scelgono di vivere ai confini della realtà, in una sorta di racconto. Tuttavia, precisa che" si può godere di questi viaggi mentali in un romanzo, ma se calati nella realtà, questi sogni possono diventare incubi”. Dello stesso avviso è Steven Poole, di "The Guardian", che individua nel senso di deriva dal mondo esternato dagli adepti di Aum durante le interviste lo stesso che caratterizza gli eccentrici personaggi dei romanzi di Murakami, spesso ossessionati da miti confortanti: da qui, il parallelismo con la Naoko di Norwegian Wood, pronta a morire nella speranza di una riunione postuma con il suo primo amore, e con lUomo-Pecora di Nel segno della pecora, che per sedurre il suo servitore ricorre al potere della narrazione, offrendo una logica, benché malvagia, preferibile al caos della quotidianità.

Altri hanno voluto vedere motivo di critica nella sproporzione che sembra intercorrere tra limpegnativo intento di Murakami – analizzare la psiche della popolazione giapponese – e la limitatezza del suo approccio alla questione, confinato alla stesura di un breve saggio.

Ancora più dubbie sono le impressioni che lopera ha lasciato nel filosofo Ian Hacking, che, in un articolo per il "London Review of Books", si chiede quanto può essere rappresentativo il comportamento adottato dalla popolazione giapponese in situazioni di shock e caos collettivo, al fine di ottenere un quadro generale della psiche giapponese. Inoltre, vede nellopera di Murakami una serie di importanti lacune, fino ad affermare che" Underground è una ricerca personale che pone più domande di quelle a cui riesce a rispondere”. Allo stesso tempo, Hacking riconosce in Murakami la figura più adatta a svolgere questo tipo di ricerca: non solo per il fascino che lautore ha sempre mostrato per il mondo sotterraneo, ma anche per il fatto che Murakami ha sempre scritto di realtà alternative, nonché della fine del mondo, elementi molto vicini al pensiero del leader del culto.

                                     

8.1. Vicende editoriali Edizione originale

In Giappone, lopera viene pubblicata in due momenti distinti. La prima parte, intitolata "Underground" アンダーグラウンド Andāguraundo?, viene pubblicata dalleditore giapponese Kōdansha nel marzo del 1997 e raccoglie 62 interviste ai pendolari coinvolti nellattentato. Lautore sceglie di concludere questa prima parte con una postfazione intima, riflessiva e critica, dal titolo Un incubo senza punti di riferimento. Dove stiamo andando noi giapponesi?. In un secondo momento, Murakami avverte il bisogno di scoprire cosa si nasconde davvero dietro il culto Aum che, in Underground, appariva solo come – citando le parole dellautore -" una minaccia oscura” pronta a colpire, una" sorta di scatola nera”. Le testimonianze che egli riesce ad ottenere dagli adepti di Aum vengono pubblicate inizialmente in estratti mensili nella rivista "Bungei Shunjū", col titolo Post-underground, nellintervallo di tempo che va dallaprile allottobre del 97. Successivamente verranno raccolte in un unico volume e pubblicate, nel 1998, intitolate Nel luogo promesso 約束された場所で Yakusoku sareta basho de?.

                                     

8.2. Vicende editoriali Edizione inglese

La traduzione inglese riunisce in un unico volume ciò che in Giappone era stato originariamente pubblicato in due opere differenti: nel giugno del 2000, viene pubblicato Underground: The Tokyo Gas Attack and the Japanese Psyche dalla Vintage International nel Regno Unito e dalla The Harvill Press in America. Il corpo dellopera subisce un importante snellimento: la prima parte conta solo 35 interviste delle 62 presenti nelledizione giapponese.

                                     

8.3. Vicende editoriali Edizione italiana

Lopera viene pubblicata dalla casa editrice Einaudi nella collana Gli struzzi nel 2003, tradotta da Antonella Pastore. In seguito, ne verranno pubblicate altre due edizioni Einaudi: nella collana ET Scrittori, nel 2011, e nella collana Super ET, nel 2014. Sullo stampo delledizione inglese, anche la traduzione italiana dellopera riporta circa la metà delle interviste originariamente proposte nelledizione giapponese.