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ⓘ Vite aerea. La vite aerea è un progetto ideato da Leonardo da Vinci e descritto nel foglio 83v del Manoscritto B, redatto durante il suo primo soggiorno milanes ..




Vite aerea
                                     

ⓘ Vite aerea

La vite aerea è un progetto ideato da Leonardo da Vinci e descritto nel foglio 83v del Manoscritto B, redatto durante il suo primo soggiorno milanese.

In questo studio di vite aerea, Leonardo arriva a ipotizzare e formulare in anticipo di secoli lefficacia trattiva dellelica, concependo una struttura molto simile, ispirandosi alle forme della natura e dando corpo alle sue osservazioni sulle caratteristiche dellaria. Nelle intenzioni dellinventore, avrebbe dovuto "avvitarsi" nellaria sfruttandone la densità similmente a quanto fa una vite che penetra nel legno.

Non vi è prova che Leonardo abbia effettivamente costruito la macchina da lui immaginata che rimarrebbe, quindi, una delle tante intuizioni teoriche della multiforme attività del celebre inventore. Per molti anni è stata erroneamente presentata al pubblico come un "elicottero", sostenendo che il motore per farla girare fossero degli uomini e che fosse destinata a sollevarsi nellaria come un velivolo per il trasporto umano. Nel 2013, invece, la mostra permanente Il mondo di Leonardo in Piazza della Scala a Milano ha svelato il vero progetto di Leonardo. Alla base della struttura è infatti disegnata anche una molla, il vero motore della macchina, che peraltro è anche citata nella descrizione autografa dello stesso Leonardo sotto al disegno. Gli uomini, pertanto, facendo ruotare lelica in un verso caricavano la molla fino a un punto di blocco. Dopodiché liberavano il blocco e la sola parte superiore della macchina, lelica, si avvitava nellaria, ruotando nella direzione opposta a quella di carica.

Nel 1881 lo schizzo della vite aerea di Leonardo venne posto allattenzione dellAccademia delle Scienze di Parigi da Gilberto Govi.

                                     

1. Descrizione

La macchina era costituita da una base circolare fissa inscritta in una corona mobile, a sua volta collegata a un albero di trasmissione verticale. Sullalbero è montata una struttura elicoidale rastremata verso lalto, collegata tramite tiranti alla corona rotante della base.

La macchina era immaginata come una vite senza fine; nelle note che accompagnano il disegno specifica le misure della base 8 braccia fiorentine, circa cinque metri e i materiali: legno, corda e tela di lino inamidata. Doveva essere azionata dalla forza muscolare di quattro uomini che, per far ruotare lalbero, poggiavano i piedi sulla piattaforma centrale e, con le mani, facevano forza sulle rispettive barre.

Di esso, Leonardo scrisse: