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ⓘ Cesare Sofianopulo. 1908- Soggiorna in Grecia, ad Egion Achea, patria della madre. Dipinge la serie del Monte Parnaso. Studia col noto pittore triestino Argio O ..




                                     

ⓘ Cesare Sofianopulo

  • 1908- Soggiorna in Grecia, ad Egion Achea, patria della madre. Dipinge la serie del Monte Parnaso. Studia col noto pittore triestino Argio Orell ed espone per la prima volta al Circolo Artistico triestino.
  • 1948 -54 – Collabora con il Messaggero Veneto
  • 1968 – Muore dopo lunga infermità alletà di 79 anni.
  • 1916 esordisce come critico sul giornale di Trieste Il Lavoratore
  • 1960 – Esegue il ritratto di Arnoldo Frigessi di Rattalma cat.259
  • 1918- Con un gruppetto di amici, partecipa alle manifestazioni per la vittoria italiana; battezza il molo" Audace”. Stampa la raccolta di poesie patriottiche Odi alla Patria
  • 1935 – Partecipa alla" Mostra dei Quarantanni” della Biennale di Venezia con Maschere e Imeneo cat.177
  • 1951 – Pubblica la traduzione dell Inno alla Libertà di Dionisos Solomos
  • 1889- Nasce a Trieste terzo di quattro fratelli, da unagiata famiglia greca: il padre, Charalambo, vi era giunto nel 1850, la madre Maria Nicolaidi era discendente di Cesare Romagnoli, Carbonaro anconetano.
  • 1955 -59: si impegna con una fitta corrispondenza verso 14 scultori italiani, per far donare una" Via Crucis” alla Chiesa di Avilla di Buia UD
  • 1933 – Termina il grande dipinto Ego sum Vita cat. 182; lanno seguente espone alla XIX Biennale di Venezia il bozzetto cat.116
  • 1967 – viene pubblicata la 2ª edizione riveduta della sua traduzione de I fiori del male
  • 1910-11- È iscritto allAccademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, con Angelo Yank
  • 1952 – Ne La Cicchina di Dorothy cat.240 dipinge il suo ultimo autoritratto
  • 1932 – Pubblica la sua traduzione de I Fari di Baudelaire sulla rivista del Lloyd Triestino" Sul Mare”.
  • 1937 – Pubblica la traduzione de I fiori del male di Charles Baudelaire e fa il ritratto del poeta francese; conosce Rosetta Lazzarini.
  • 1938 – 39: dipinge Rena Vecchia di Trieste cat.200, Cantiere in demolizione cat.202 ed altre opere raffiguranti particolari della città vecchia o in via di sventramento.
  • 1945 – Dipinge Le tre Grazie o Grazie distruttecat.218.
  • 1912-14- ritorna a Monaco e studia con Franz von Stuck. AllEsposizione internazionale del Glaspalast del 1913, espone La Malata cat. 51. La frequentazione assidua dei concerti sinfonici lo stimola a ricercare ununità di corrispondenza tra musica e pittura, che sintetizzò nella" Nuova teoria dei colori”. Nel 1913 inizia il Ritratto di Frances cat. 56, fanciulla americana conosciuta ad un concerto.
  • 1924 – Espone il Ritratto della sorella Assunta cat.40 alla XIV Biennale di Venezia; inizia la collaborazione col quotidiano Il Piccolo; dipinge il Trittico S. Lucia Grazia Illuminante cat.123
  • 1905- Primi dipinti e disegni.
  • 1928 - Riceve la medaglia doro della Prefettura di Trieste
  • 1907- muore il padre.
  • 1923 – È bibliotecario del Circolo Artistico; partecipa alla Quadriennale di Torino.
  • 1929 – espone alla Esposicion mondiale di Barcellona
  • 1919 – dipinge Ultima Nota cat. 108
  • 1930 – dipinge Mascherecat.164 e Meditazione cat.163
  • 1914- ritorna a Trieste.
  • 1936 – Partecipa alla XX Biennale di Venezia con Specchio Infranto cat.162 e Ritratto di Elsa Douzak cat.192.
  • 1927 – Diventa membro del Direttorio del Sindacato fascista di Belle Arti. Dipinge il ritratto di Luciana Valmarin.cat. 141
  • 1915 – nel frattempo, il fratello maggiore Mario alla greca: Panajoti- che già aveva combattuto volontario per la Grecia nel 1912 prendendo parte alla Battaglia di Drisko- si era arruolato volontario per lItalia. Nel corso della guerra, combatté sul Piave col Savoia Cavalleria, fu più volte decorato al valore.
  • 1911-12:– passa a Parigi, allAcadémie Julian, dove conosce Modigliani, Lipchitz, Max Jacob, DAnnunzio, ed i corsi di Jean Paul Lorens; studia arte drammatica allAcadémie Pasdeloup, diretta da Raymond Duncan.
  • 1931 – muore la madre. Da allora, Cesare visse col fratello Mario nellappartamento di via S.Nicolò 19, zeppo di quadri, libri ed oggetti darte.
                                     

1. Arte figurativa

Nel catalogo redatto da Bianca Maria Favetta sono elencati 265 dipinti alcuni dei quali perduti, una decina di bozzetti incompiuti, 140 disegni. Cesare era nato nellambiente triestino che non possedeva una tradizione artistica propria, ma subiva gli influssi delle culture delle varie etnie che vi erano confluite, o con le quali la città era in contatto. Il carattere dei suoi primi dipinti per lo più ritratti di famigliari è ottocentista – tedesco, con le figure che emergono da sfondi scuri. Nel 1908, durante il soggiorno ad Egion Achea, affascinato dalla visione del monte Parnaso allalba cat. da 6 a 14, lo rappresentò in varie versioni, con stesure uniformi e colori netti e luminosi, con un carattere tra arcaico e metafisico. Periodo della formazione: Negli anni 1910-12, a Monaco con Angelo Yank e poi a Parigi, entrò veramente in contatto con la cultura europea: lart nouveau, e venne sfiorato dalle avanguardie, temperate, nei suoi esperimenti, dal carattere bizantino delle sue radici. A Monaco nel 1912-14, con Franz von Stuck, subì il fascino di questo artista di successo. Da lui apprese il disegno, la copia fedele del vero; ma la pittura secession e sensuale di von Stuck, in Sofianopulo diventa stilizzata, raffinata, simbolica.

Ritornato a Trieste, si dedicò in particolare al ritratto e a fantasie macabre. La morte è stata comunque una presenza costante – esplicita o meno – della sua arte. Si ricordano in particolare: del 1909, Vite cat.20, del 1915 Eburnea cat.85 e Morte al chiaro di luna cat.87; 1919: Ultima nota cat.108, opera trafugata negli anni 80; 1920: Ultima fiamma cat.111; 1924: Santa Lucia grazia illuminante cat.123; il noto Maschere del 1930 cat.164; Ego sum vita: bozzetto del 1922 cat.116, opera definitiva del 1933 cat.182. Frequentissimi gli autoritratti, soprattutto per il suo intento di indagare e giocare con le complessità dellio; spesso corredati di motti: p. es. Ars/Mors/Amor cat.46, ΓΝΩΘΙ ΣΑΥΤΟΝ conosci te stesso cat.77 oppure utilizzati per composizioni originali, cariche di" intenzioni e sottintesi” S.Benco, come nel Zeusi e Parrasio del 1927 cat.144; i già citati Santa Lucia e Maschere, l’ Autoritratto Bifronte del 1936 cat.161 ecc. Negli anni dai 30 ai 50 del 1900, si accostò alla metafisica: esplicitamente, in opere quali Maschere, Imeneo, o in modo più sottile, come in Grazie Distrutte e La cicchina di Dorothy. Un caso particolare è il Ritratto di Frances cat.56, che rappresentava per lui lideale inarrivabile: vi lavorò dal 1913 per tutta la vita, "alla maniera di Dorian Gray" Tiddia. Contemporaneamente, interveniva attivamente nella vita cittadina tanto con scritti e conferenze quanto con dipinti, per criticare la distruzione di aspetti caratteristici di Trieste o per rievocarli, per esempio i Cantieri di demolizione cat. 134 e 202. Negli ultimi anni si dedicò prevalentemente al ritratto con un modo più sintetico e linee più rigide.

                                     

1.1. Arte figurativa Esposizioni

Dal 1908 al 1968 partecipò a 109 mostre, tra le quali: tre volte alla Biennale di Venezia 1934.35, 36; 10 volte alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino; e poi, oltre a Trieste, in altre esposizioni a Venezia, Torino, Padova, Bologna, Roma, Milano, Pola, Vienna, Barcellona ecc. Dopo la sua morte, nel

  • 1970 venne allestita a Trieste la sua prima personale, come pure nel
  • 1994 per luscita del libro" Cesare Sofianopulo Ars Mors Amor”.

Sue opere continuano a venire inserite in esposizioni a tema nazionali ed internazionali, si ricordano:

  • 1991 – 92, Trieste: Il Mito sottile. Pittura e scultura nella città di Svevo e Saba
  • 1980" Gli affreschi di Carlo Sbisà e la Trieste degli Anni Trenta
  • 1982-83" Arte nel Friuli – Venezia Giulia 1900 – 1950
  • 2010" Arte e psicanalisi nella Trieste del Novecento
  • 1985 Parigi: Trouver Trieste
  • 1979 Trieste: Artisti ai tempi di Italo Svevo
  • 1990 Trieste: I grandi vecchi
  • 2013 Forlì: Novecento. Arte e vita in Italia tra le due guerre
                                     

2. Opera letteraria

Cesare Sofianopulo si dedicò da sempre anche alla scrittura: a cominciare dai 49" diari” che tenne dal 1906 alla morte: contengono la trascrizione della sua corrispondenza, comprese le poesie acrostiche secondo lui, più di 6000 che dedicava ad amici e conoscenti anche occasionali." Fitti di osservazioni, notazioni critiche e letterarie, abbellimenti grafici: opera darte in se stessi” P.Dorsi. Miniera ancora parzialmente inesplorata di notizie su di lui e sulla storia del suo tempo e dei personaggi coi quali corrispose. Dal 1916 attivo come critico darte sul quotidiano Il Lavoratore, dal 1924 su Il Piccolo che allora usciva con 2 edizioni quotidiane, dal 1948 anche sul Messaggero Veneto: scrisse praticamente di tutti gli artisti attivi in città, ma anche per rievocare vicende e luoghi storici, per esprimere opinioni, spesso caustiche, guadagnando anche inimicizie. Tra le sue" battaglie”, quella per promuovere lampliamento e la riapertura del Museo Revoltella. Negli ultimi anni pubblicava sul Piccolo articoli divertenti densi di curiosità storiche, tratti dai suoi diari. Ma la sua grande passione fu tradurre poesia. Dagli anni 30 in poi, ha tradotto in rima tutto Baudelaire pubblicati nel 37 e nel 67, Poems di Edgar Allan Poe, Sagesse di Verlaine, Testamenti di François Villon, 350 Liriche neoelleniche, tutti i Sonetti di Lorenzo Mavilis, 20 sonetti danteschi di poeti ungheresi, 160 liriche di Sándor Petőfi ed altro, in gran parte inedite, ma che egli divulgava in declamazioni pubbliche a Trieste e in Friuli



                                     

3. Il personaggio

Poetico pictor, pingente vate” di se stesso" Pittore, poeta, traduttore, solerte indagatore di civiche vicende”B.M.Favetta" Anima bizantina di greco moderno”Arduino Berlam" personaggio irripetibile, affascinante e scomodo al tempo stesso,… che rappresenta come pochi altri lanima di Trieste… greco per origine, temperamento, cultura, italiano nel cuore, ma segnato da unimpronta nordica nel pensiero, egli incarna … esemplarmente la figura dellintellettuale di qui, inquieto e diviso fra tante anime”Masau e coll. Cesare fu un personaggio caratteristico di Trieste, ricordato tanto negli ambienti della cultura, quanto in scherzi e vignette. Afflitto da sordità che non gli impediva di" attaccare bottone” con chi incontrava. Incline allautocelebrazione ma affabile, capace di azioni disinteressate come lamicizia col pittore Vito Timmel o liniziativa della Via Crucis di Avilla di Buia UD.

Dal 2014 l’ archivio personale cartaceo di Cesare Sofianopulo è dichiarato di interesse culturale ai sensi dellart. 10 del D.lgs.22/1/2004 e tutelato dal Ministero. Attualmente è custodito a Trieste dai discendenti collobbligo di permetterne la consultazione agli studiosi che ne facciano richiesta tramite il Soprintendente archivistico.