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ⓘ Marco Cavallo è una scultura di legno e cartapesta in forma di installazione e macchina teatrale. Lopera fu realizzata nel 1973 allinterno del manicomio di Trie ..




Marco Cavallo
                                     

ⓘ Marco Cavallo

Marco Cavallo è una scultura di legno e cartapesta in forma di "installazione" e "macchina teatrale".

Lopera fu realizzata nel 1973 allinterno del manicomio di Trieste da unidea di Giuseppe DellAcqua, Dino Basaglia, Vittorio Basaglia e Giuliano Scabia. È considerata unopera collettiva realizzata con il contributo dei laboratori artistici creati allinterno della struttura nosocomiale da Franco Basaglia, allora direttore dellOspedale Psichiatrico, e si avvalse del contributo ideale e immaginifico dei pazienti allora reclusi. Alto circa 4 metri e di colore azzurro, come deciso dagli stessi pazienti, lo si volle di così grandi dimensioni, per poter idealmente contenere tutti i desideri e i sogni dei ricoverati, e portare allesterno un simbolo visibile e rappresentativo dellumanità allora "nascosta" e "misconosciuta" allinterno dei manicomi.

Divenne pertanto "icona" della lotta etica, sociale, medica e politica a favore della legge sulla chiusura dei manicomi, la cosiddetta Legge Basaglia del 1978, nonché simbolo per gli stessi pazienti delle loro istanze di libertà, liberazione e riconoscimento della loro dignità di persone, fino ad allora negate. Da allora è esibito in tutto il mondo come installazione itinerante per sensibilizzare lopinione pubblica e il mondo politico sui problemi della salute mentale. In Italia è stato esibito anche all "EXPO 2015"per puntare lattenzione sulle condizioni degli Ospedali psichiatrici giudiziari.

                                     

1. Storia e ideazione

Nel giugno del 1972, i ricoverati dellospedale psichiatrico di Trieste inviarono una lettera al Presidente della provincia di Trieste Michele Zanetti con un appello per la sorte del cavallo "Marco", un cavallo reale che dal 1959 era adibito al traino del carretto della lavanderia, dei rifiuti e del trasporto di materiale vario nel manicomio. Il testo, scritto in prima persona come fosse redatto dal cavallo, ne chiedeva in luogo della prevista macellazione, il dignitoso "pensionamento" allinterno della struttura, per "meriti" lavorativi e per laffetto che sia il personale che i pazienti nutrivano verso lanimale. In cambio si offriva il versamento di una somma pari al ricavato della vendita dellanimale per la macellazione, e il mantenimento a proprie spese per tutta la restante vita naturale. Il 30 ottobre dello stesso anno la Provincia di Trieste accolse la richiesta, stanziando lacquisto di un motocarro in sostituzione del cavallo, che veniva appunto ceduto e affidato alle cure dei pazienti residenti nel manicomio.

Questa prima favorevole accoglienza delle autorità di una richiesta diretta da parte di ricoverati di un manicomio, allora privati dei diritti civili, venne vista come una apertura e unoccasione verso un possibile riconoscimento della loro dignità personale. Lartista Vittorio Basaglia, cugino dello psichiatra Franco ideò il progetto della realizzazione di un cavallo di legno e cartapesta di dimensioni monumentali che prendesse spunto da questo fatto di cronaca reale e potesse diventare il simbolo della fine dellisolamento dei malati mentali, un "cavallo di Troia" che potesse invece essere contenitore delle istanze di libertà e umanità dei malati mentali.

La realizzazione fu affidata ai laboratori artistici già presenti allinterno dellOspedale psichiatrico. I pazienti non si occuparono direttamente della costruzione, ma vennero coinvolti nellopera di realizzazione dei contenuti artistici e immaginifici da inserire nellopera. I pazienti dunque decisero il colore azzurro, simbolo della gioia di vivere e decisero che la "pancia" del cavallo dovesse contenere i loro desideri, sogni e istanze.

Un grosso problema sorse in occasione della prima esibizione nel marzo 1973. Costruito allinterno della struttura, non si era tenuto conto delle dimensioni monumentali dellopera e nessuna delle porte dellospedale era sufficientemente grande da permetterne luscita. La difficoltà oltre che logistica, causò la profonda frustrazione dei pazienti, dato levidente e immediato paragone con il loro stato di reclusione forzata, dovuta alle allora vigenti leggi ospedaliere in merito ai malati mentali. Limpasse venne risolta lanciando il cavallo contro una delle porte, causando la rottura delle vetrate e di un architrave, ma permettendo luscita dellinstallazione e la rottura anche del muro reale e simbolico fra il "dentro" e il "fuori".

                                     
  • l intento di scolpire un cavallo nell atto di impennarsi ed abbattersi sul nemico. Leonardo sapeva perfettamente che la qualità del cavallo era molto importante
  • Apollonia Cavalli Chiari 1904 - 1993 il ramo bresciano risulta invece ancora fiorente. Di rosso, al cavallo gaio inalberato. Jacopo Cavalli 1386
  • Il gruppo scultoreo dei Cavalli di San Marco si compone di quattro statue di cavalli in lega bronzea, in origine appartenute a una quadriga in trionfo
  • equestre di Marco Aurelio Equus Marci Aurelii Antonini è una scultura bronzea dorata raffigurante l imperatore Marco Aurelio a cavallo collocata nel
  • Marco disambigua Coordinate: 45 26 04.38 N 12 20 22.2 E 45.43455 N 12.3395 E45.43455 12.3395 La Basilica Cattedrale Patriarcale di San Marco
  • cavallo fu la prima moneta francese con il nome di franco. Era una moneta d oro a 24 carati di 29 mm e pesante 3, 88 grammi, pari a 63 pezzi al marco
  • vedi piazza San Marco Firenze Coordinate: 45 26 02.55 N 12 20 17.27 E 45.434042 N 12.33813 E45.434042 12.33813 Piazza San Marco situata a Venezia
  • novembre 1668 Cavalli fu chiamato ad essere il maestro della cappella ducale succedendo a Giovanni Rovetta nella Basilica di San Marco Pervenuto a questa
  • Palazzo Cavalli o Palazzo Corner Martinengo è un edificio di Venezia, ubicato nel sestiere di San Marco e affacciato sul Canal Grande. Edificato nel XVI
  • 11 15 33.81 E 43.7779 N 11.259393 E43.7779 11.259393 Il Museo di San Marco è un museo statale parte del Polo museale toscano ha sede nella parte monumentale