Топ-100
Indietro

ⓘ Architettura. L architettura è la disciplina che ha come scopo lorganizzazione dello spazio a qualsiasi scala, ma principalmente quella in cui vive lessere uman ..




                                               

Castello

Il castello è una struttura architettonica composto da uno o più edifici fortificati, tipico del Medioevo, destinata ad ospitare un nobile o un signore insieme ad una guarnigione di soldati con il loro comandante. Si distingue, pertanto, da un palazzo che non è fortificato, da una fortezza che non sempre era una residenza per la nobiltà e da un insediamento fortificato che era una difesa pubblica, sebbene vi siano molte somiglianze tra questi tipi di costruzione. Luso del termine è variato nel corso del tempo ed è stato applicato a strutture diverse, come fortezze e case di campagna. Nel c ...

Architettura
                                     

ⓘ Architettura

L architettura è la disciplina che ha come scopo lorganizzazione dello spazio a qualsiasi scala, ma principalmente quella in cui vive lessere umano. Semplificando si può dire che essa attiene principalmente alla progettazione e costruzione di un immobile o dellambiente costruito. In essa concorrono aspetti tecnici ed artistici. Insieme alla scultura, fa parte delle cosiddette arti visive plastiche.

Da quando luomo ha avuto capacità cognitive tali da potersi organizzare in civiltà, larchitettura è sempre esistita. Larchitettura è nata anzitutto per soddisfare le necessità biologiche delluomo quali la protezione dagli agenti atmosferici, e proprio per questo è tra le discipline maggiormente presenti in tutte le civiltà. Solo in un secondo momento, con lo sviluppo della divisione del lavoro nella società, alla funzione primaria vennero aggiunte funzioni secondarie in numero sempre crescente.

Con la comparsa di caratteri estetici si ebbe la nascita dellarchitettura anche come arte visiva, dotata però di proprie caratteristiche peculiari. Sarebbe riduttivo anche parlare di valori estetici in quanto una buona architettura è spesso frutto di valori etici e di uno studio antropologico.

Definire larchitettura risulta difficile in quanto il fenomeno architettonico è stato sempre presente nella cultura delluomo, acquistando caratteristiche, definizioni, funzioni, aspetti spaziali e costruttivi spesso differenti o addirittura contrastanti da civiltà a civiltà o da epoca ad epoca.

                                     

1. Etimologia

"Architettura" deriva da architetto, termine derivato nelle lingue occidentali dal latino architectus, ma di origine greca: ἀρχιτέκτων pronuncia architéktōn, parola composta dai termini ἀρχή árche e τέκτων técton che significa "ingegnere", "capo costruttore", "primo artefice" o proprio "architetto".

Il primo termine, ἀρχή – connesso con ἀρχειν árchein," principiare”," comandare” –, esprime in greco antico il significato di "impresa", "partenza", "origine", "fondazione" o "guida". Introdotto da Anassimandro, ἀρχή trova nella Metafisica di Aristotele V, 1, 1012b-1013a la sua prima completa definizione, conservatasi fino alla modernità. Aristotele distingue almeno sei accezioni del termine, riconducibili ai due significati principali di ἀρχή, ossia primo per importanza o primo in ordine temporale. Quando primato valoriale e primato temporale coincidono, ἀρχή esprime la divinità: Dio come massimo valore e causa prima di tutte le cose. Il secondo termine, τέκτων técton, richiama diversi significati, tra i quali "inventare", "creare", "plasmare", "costruire": il fare tecnico ma anche larte, il fare manuale ma anche lartigianato.

Lunione dei due termini in ἀρχιτέκτων la troviamo per la prima volta da Erodoto, Storie III, 60, 4, e vuole indicare chi provveda a dar norma razionale alla costruzione di alcunché. Il riferimento alledilizia o allabitazione non è affatto esplicito; anzi, lἀρχιτέκτων originariamente si occupa di quanto è "costruibile" in generale. Questa interpretazione è sancita da Vitruvio, il quale definisce larchitettura come attività che "nascitur ex fabrica et ratiocinatione", cioè dalla capacità fabbricativa congiunta alla consapevolezza teorica. Altro aspetto interessante è costituito dalla permanenza fonetica e dalla somiglianza letterale e dalla somiglianza grafica che il termine ha conservato in molte lingue europee: architecture in francese, architecture in inglese, arquitectura in spagnolo, architektur in tedesco che però gli aggiunge il termine baukunst che letteralmente significa "arte del costruire".

                                     

2.1. Storia Antichità

Il primo vero trattato di architettura è il De architectura di Vitruvio, in cui viene data una prima definizione della disciplina e si delinea la figura dellarchitetto e delle sue conoscenze. Il De architectura influenzerà in particolar modo larchitettura dal secolo XV al secolo XIX.

                                     

2.2. Storia Medioevo

Nel Medioevo larchitettura è assimilata alle artes mechanicae da filosofi quali Scoto Eurigenia e Ugo di San Vittore. Durante il periodo romanico e quello gotico la figura più simile a quella dellarchitetto, era quella del capomastro, un magister operis che dopo anni di esperienza curava la progettazione delledificio e landamento del cantiere.

                                     

2.3. Storia Rinascimento ed Umanesimo

Mentre nel resto dellEuropa il gotico resterà lo stile predominante per lungo tempo, in Italia il Rinascimento pone larchitettura sotto una nuova luce. Uno dei trattati fondamentali fu il De re aedificatoria di Leon Battista Alberti che si rifà alla triade Vitruviana. Nel secoli XV e XVI si sviluppò il concetto di città ideale, per la prima volta larchitettura si interessa alla città e alla corretta disposizione dei suoi elementi. Fu durante lumanesimo invece il passaggio dellarchitetto da artista-artigiano a quello di artista scienziato universale. Particolarmente importante fu anche la figura del Vignola che contribuì a creare un lessico uniforme dellarchitettura mediante la catalogazione degli ordini architettonici classici.

                                     

2.4. Storia Il Seicento

Lantropocentrismo rinascimentale viene sostituito da unindagine volta alla sintesi della contrapposizione tra infinitezza e centralità. Grazie anche alle scoperte tecniche e matematiche si generano concezioni architettoniche basate sulla riscoperta della natura come elemento scenografico, sul dinamismo e sul movimento. Gli schemi classici vengono modificati dallinserimento di linee curve e si adottano soluzioni che aprono le porte alla modernità.

                                     

2.5. Storia Il Settecento

Nel corso del secolo XVIII vi è la nascita del concetto di estetica e di una grande riflessione su questo termine da parte dei filosofi e storici del tempo Giambattista Vico, Immanuel Kant. Carlo Lodoli e Giovanni Battista Piranesi teorizzarono per primi unarchitettura priva di ornamenti, senza concessioni alleffimero piacere visivo e che tenesse in massima considerazione lutilità e la finalità funzionale. Anche grazie alla Rivoluzione industriale, gli architetti vengono chiamati a progettare gli oggetti da realizzare in serie, è il caso della manifattura Etruria di Josiah Wedgwood, primo caso di disegno industriale modernamente inteso.

                                     

2.6. Storia LOttocento

È durante lOttocento che avviene la definitiva scissione della professione di ingegnere da quella dellarchitetto; in più mentre alcune facoltà di ingegneria si andranno formando in Europa nelle università, larchitettura verrà confinata nelle accademie di belle arti, rimanendo in alcuni casi un mero esercizio artistico, lontana da questioni di ordine pratico e funzionale. Negli Stati Uniti dAmerica si sviluppa invece la scuola di Chicago, in cui larchitettura si troverà a confrontarsi con edifici molto alti e con un materiale nuovo: il calcestruzzo armato. In Francia, grazie al contributo di Viollet-Le-Duc, nasce il restauro e un intenso dibattito attorno a questa disciplina coinvolgerà anche lInghilterra prima John Ruskin e William Morris e lItalia poi Camillo Boito e Luca Beltrami.

                                     

2.7. Storia Il Novecento e il Razionalismo

Una serie di fattori, fra cui la teoria dell einfuhlung dellArt Nouveau e quella della pura visibilità di Konrad Fiedler, la questione delle abitazioni popolari nata dalla prima guerra mondiale, i conflitti fra le classi sociali, porteranno alla nascita in architettura di quel movimento progettuale e teorico chiamato razionalismo.

Larchitettura farà propria tutta una serie di discipline per poter permettere allarchitetto di arrivare a progettare dagli oggetti più piccoli a quelli più grandi; si tenderà ad eliminare qualsiasi velleità artistica dal concetto di architettura in favore di opere maggiormente improntate allutilità e al servizio della gente. Tra i grandi teorici e fautori di questo movimento vi sono stati Le Corbusier, Walter Gropius, Ludwig Mies van der Rohe, Frank Lloyd Wright. Tra gli altri grandi maestri del Novecento si ricordano Alvar Aalto, Oscar Niemeyer e Kenzō Tange.

In Italia grande importanza ha avuto lesperienza futurista di Antonio SantElia e Mario Chiattone. Sempre in Italia vale la pena ricordare Marcello Piacentini, Pier Luigi Nervi, Ludovico Quaroni, Michele Valori, Bruno Zevi, Aldo Loris Rossi.



                                     

3.1. Descrizione Definizioni

Data la vastità e la complessità della disciplina, è pressoché impossibile dare una definizione univoca che descriva cosa sia larchitettura; di seguito ne vengono riportate alcune celebri e significative.

  • Il mio concetto di architettura abbraccia lintero ambiente della vita umana; non possiamo sottrarci allarchitettura, finché facciamo parte della civiltà, poiché essa rappresenta linsieme delle modifiche e delle alterazioni operate sulla superficie terrestre, in vista delle necessità umane, eccettuato il puro deserto - William Morris, Prospects of Architecture in Civilization, 1881;
  • Architettore chiamerò io colui, il quale saprà con certa, e meravigliosa ragione, e regola, sì con la mente, e con lo animo divisare; sì con la opera recare a fine tutte quelle cose, le quali mediante movimenti dei pesi, congiungimenti, e ammassamenti di corpi, si possono con gran dignità accomodare benissimo alluso de gli homini. Leon Battista Alberti, De re aedificatoria, 1450 circa;
  • Larchitettura è in qualche modo un ordinare lambiente che ci sta intorno, un offrire migliori possibilità allinsediamento umano. - Vittorio Gregotti, Il territorio dellarchitettura, 1966;
  • Chiarezza costruttiva portata alla sua espressione esatta. Questo è ciò che io chiamo architettura - Ludwig Mies van der Rohe, 1925;
  • Larchitettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi nella luce - Le Corbusier, Verso una architettura, 1923;
  • Larchitettura è larte di disporre e di adornare gli edifici, innalzati dalluomo per qualsivoglia scopo, in modo che la loro semplice vista possa contribuire alla sanità, alla forza, al godimento dello spirito. - John Ruskin, Lectures on Architecture and Painting, 1854;
  • Larchitettura nasce dalla civiltà di un popolo, da unindustria attrezzata, da scuole serie e selezionatrici, dalleducazione della gente, dallonestà delle imprese, da buone semplici sensate legislazioni e da un minimo di fede nellavvenire. - Michele Valori
  • LArchitettura è larte di fabbricare. - Francesco Milizia, Principii di architettura civile, 1781;
  • Larchitettura è la più antica professione sulla terra, larte del costruire, ma anche larte di rappresentare le cose. - Renzo Piano, 2007
  • Il sapere dellarchitetto è ricco degli apporti di numerosi ambiti disciplinari e di conoscenze relative a vari campi, e al suo giudizio vengono sottoposti i risultati prodotti da altre tecniche. Vitruvio, De architectura, 25 a.C. circa;
  • Cosè larchitettura? La definirò io, con Vitruvio, larte del costruire? Certamente No. Vi è, in questa definizione, un errore grossolano. Vitruvio prende leffetto per la causa. La concezione dellopera ne precede lesecuzione. - Étienne-Louis Boullée, 1780;
  • La casa deve piacere a tutti. A differenza dellopera darte che non ha bisogno di piacere a nessuno. Se in un bosco troviamo un tumulo lungo sei piedi e largo tre, disposto con la pala a forma di piramide, ci facciamo seri e qualcosa dice dentro di noi: qui è sepolto un uomo. Questa è Architettura - Adolf Loos, Parole nel vuoto, 1910;


                                     

3.2. Descrizione I tre fattori dellarchitettura

Una delle definizioni più antiche risale a Marco Vitruvio Pollione, larchitettura è un insieme di tre fattori o meglio tre categorie:

  • firmitas solidità;
  • venustas bellezza.
  • utilitas funzione, destinazione duso;

In altre parole nellarchitettura si devono ritrovare qualità:

  • strutturali
  • estetiche
  • funzionali

Senza stabilità larchitettura è pericolosa ed effimera; senza utilità larchitettura fine a sé stessa è semplicemente una scultura in larga scala; senza bellezza come sottolineano Ruskin, Le Corbusier e Pevsner si parla solo di edilizia.

In ogni edificio questi tre aspetti sono di vitale importanza, anche se durante le epoche storiche non sempre ebbero il medesimo peso. Si pensi per esempio allarchitettura del cosiddetto Movimento Moderno: il fattore estetico inteso come mera decorazione era volutamente trascurato nella progettazione, focalizzata solo sulla funzione degli edifici; dalla semplicità essenziale scaturì tuttavia una naturale valenza estetica.

Unevoluzione di questa prima definizione è stata per esempio data nel 1624 da Sir Henry Wotton, che nel suo Elements of Architecture parlava di tre imperativi dellopera architettonica: robustezza, funzionalità e piacere, ovvero solidità dei materiali e della costruzione =stabilità, adattamento razionale degli spazi alle loro finalità =utilità e produzione di un piacere estetico =bellezza.

Questi tre fattori possono essere messi in una ipotetica scala gerarchica: un edificio ha innanzitutto bisogno di stare in piedi, poi può ricoprire una funzione per la società, infine può essere costruito secondo criteri estetici; ma lattenzione alla bellezza non può venire prima dellattribuzione di una destinazione, né qualsiasi uso o decorazione possono essere messi in atto se manca la stabilità strutturale.



                                     

3.3. Descrizione Architettura e stabilità: la statica

Per garantire stabilità a un edificio si deve ricorrere alle nozioni della statica e della scienza delle costruzioni, cioè a quei principi di fisica, chimica e meccanica che assicurano lequilibrio della costruzione, cioè lo stare in piedi e non crollare.

Le forze che agiscono su una costruzione sono molteplici: innanzitutto il peso proprio della struttura, i carichi accidentali ; poi vi sono le forze esterne, dovute agli agenti atmosferici vento, peso della neve, ad eventi ordinari oscillazioni del traffico stradale, spinta del corso dellacqua su un ponte o straordinari sismi, bufere o ad altro.

Nonostante i carichi possano essere numerosi e la struttura molto complessa, gli edifici vengono sollecitati da soli due tipi di azione: trazione e compressione.

Essendo ogni forza compensata da unaltra di pari grandezza ma di direzione opposta, la condizione di equilibrio viene raggiunta quando la somma di tutte le forze e dei loro momenti è zero.

                                     

3.4. Descrizione Architettura e utilità: opera architettonica o opera scultorea?

Secondo il critico Bruno Zevi il criterio distintivo dellarchitettura era lo spazio interno: la presenza o meno di un ambiente abitabile e usufruibile per luomo era la condicio sine qua non si poteva parlare di architettura; tutto il resto era in funzione di questo assunto. Le conseguenze di questa affermazione sono che edifici fatti senza spazio interno o con uno spazio irrilevante non sarebbero architettura: Zevi indicava come esempio lampante le Piramidi di Giza, enormi "sculture" allaperto, ma non architetture; nemmeno il tempio greco era architettura, poiché la sua limitata cella era destinata allabitazione simbolica del dio e non alluso degli individui, che svolgevano le cerimonie religiose allesterno.

Walter Gropius era sostanzialmente daccordo con questa definizione, anche se la adattò in senso più astratto: per lui larchitettura era larte di organizzare lo spazio e si esprime per mezzo della costruzione di edifici.

La definizione di Zevi è logica, ma è molto rigida ed esclude dal campo dindagine dellarchitettura molte opere tradizionalmente considerate "architettoniche".

Un suo superamento si può avere considerando anche la struttura e la costruzione di unopera: quando un fabbricato viene murato secondo i criteri delledilizia, anche se non ha uno spazio interno, ecco che comunque si può parlare di edificio, non di scultura. È chiaro pertanto nel nostro modo di pensare che una scultura nasca dallo "scolpire" ovvero dal togliere e un edificio dal "murare" ovvero dal mettere: ecco che quindi il Monte Rushmore, per quanto colossale, è considerato intuitivamente scultura le Piramidi, anche se fossero prive di qualsiasi ambiente interno, architettura.

Una via di mezzo tra le due concezioni è guardare invece alla funzione delle strutture "costruite" che definiamo edifici: grazie allutilità sia accogliere la salma di un faraone, lo spirito di un dio o una comunità in preghiera possiamo parlare di architettura, altrimenti si parla semplicemente di scultura in grande scala. Così vengono ricomprese nellarchitettura anche strutture "aperte" come i ponti o gli anfiteatri.

                                     

3.5. Descrizione Architettura e bellezza: opera architettonica o opera edilizia?

Ledilizia in genere può essere definita come la costruzione di edifici per fini pratici difendersi dagli agenti atmosferici: non è necessariamente contemplata la componente estetica, cioè non è detto che vengano dati alledificio connotati di "bellezza".

Fino ad alcuni secoli fa la discriminante era la presenza o meno di un progetto teorico a monte, di un disegno. Oggi questa distinzione si è un po complicata perché nel mondo moderno sono scomparse quelle forme di edilizia spontanea priva di progetto e luso del disegno è necessario anche in opere di semplice edilizia. Si può dire che per parlare di "estetica" di unopera architettonica ci deve essere unidea, un concetto formale, che si aggiunga alle considerazioni strutturali e funzionali, e si espliciti nella forma dellopera architettonica in questo senso può esistere anche unarchitettura spontanea. In altre parole serve che ci sia un elemento di "gratuità" intesa nel senso greco del termine, cioè una ricerca del bello senza condizionamenti. Si esprime così la volontà di espressione dellarchitetto determinata dal suo sentire estetico e artistico.

Esiste anche infatti una separazione tra colui che si occupa prevalentemente ma non solo di aspetti tecnici strutturali, lingegnere, e colui che si dedica più in generale ad aspetti estetici, larchitetto anche se oggi i due campi hanno confini ormai molto labili.

Tra i tre elementi basilari dellarchitettura quello visivo, in senso spaziale e monumentale, è quello che ci impressiona maggiormente. Le qualità strutturali cioè come ledificio faccia a stare in piedi sono infatti spesso nascoste o pienamente comprensibili solo dagli esperti del settore; le qualità funzionali sono invece spesso date per scontate od ovvie e sebbene ci possano impressionare positivamente non riescono a colpirci profondamente come la monumentalità. Ad esempio si può restare colpiti dalla comodità di una stazione ferroviaria o dallaccoglienza di una chiesa, ma è più facile che ci resti scolpita nella memoria la sensazione di bellezza e di imponenza degli edifici stessi.

Lo stesso Pevsner individua tre elementi che contribuiscono al raggiungimento di un effetto estetico:

  • la relazione tra i diversi blocchi che costituiscono un edificio e la loro articolazione volumetrica;
  • leffetto sensoriale che scaturisce dal trattamento degli interni e dalla disposizione dei vari ambienti.
  • il trattamento delle superfici, i rapporti tra pieni e vuoti, la disposizione delle aperture e la presenza di un apparato decorativo;

Larchitettura si configura quindi come unarte spaziale, capace di modellare le superfici ed i volumi con gli stessi criteri di percezione e comunicazione visiva dei pittori e degli scultori, che non si riduce alla sola componente visiva, ma che è anche legata alle sensazioni che vivere uno spazio oltre che vederlo riesce a trasmettere.

                                     

3.6. Descrizione Architettura e volume

Tra i fattori costitutivi dellarchitettura cè la valutazione del volume costruito, cioè del modo di disporsi e rapportarsi degli edifici nello spazio. Si hanno così due estremi, tra i quali esiste una vasta gamma di possibilità:

  • architetture in funzione del solo volume.
  • architetture in funzione del solo spazio.

Con spazio si intende uno spazio "artificiale" creato dalla costruzione, che sia finito, ordinato e protetto, a differenza dello spazio naturale aperto.

Un esempio di architettura di solo volume è una forma pura come quella delle Piramidi, la cui struttura è dettata dal raggiungimento di una forma esterna e si disinteressa quasi completamente dello spazio interno. Un caso opposto di architettura eretta a partire dello spazio può essere quello di una basilica cristiana, nella quale la costruzione esterna può essere vista come un semplice involucro determinato dallo spazio interno. Un esempio di compenetrazione intermedia può essere quello del tempio greco, dove spazi vuoti e pieni sono determinati da precisi rapporti, con alcuni elementi di volume indipendente, come le colonne, e altri che invece perderebbero di significato se isolati dal contesto delledificio al quale appartengono.

Lo studio della storia dellarchitettura non è solo un mero esercizio di individuazione degli stili e delle tecniche e della loro evoluzione nel tempo. È importante capire anche quali sono i fini che una società rispetto a un edificio, le conoscenze tecniche e i materiali disponibili che hanno determinato la costruzione. Per esempio si possono elencare le differenze oggettive tra: un tempio greco dellantichità e una chiesa. Nellantichità le funzioni religiose avvenivano allesterno delledificio: la cella era riservata alla simbolica residenza del dio, qui accedevano solo pochissimi sacerdoti, mentre nella chiesa la comunità dei fedeli si riuniva al suo interno, quindi è chiaro che ledificio diventava luogo chiuso dove praticare le ritualità religiose.

Nella realizzazione di unopera architettonica hanno da sempre concorso sia le richieste di una committenza sia lestro e la fantasia degli artisti. La mancanza di fatto di edifici fini a sé stessi quando si costruisce cè sempre almeno uno scopo pratico per il quale la costruzione è destinata fa sì che laspetto della convergenza degli interessi di artisti e committenti sia rimasto un concetto chiave, rispetto ad altre forme di attività artistica dove lartefice si è ormai affrancato dalla domanda.

I primi esempi di "architettura" come unione di stabilità, funzionalità e bellezza non sono quindi da ricercare nelledilizia di tipo abitativo in antico dettata solo da basilari esigenze di sussistenza, ma negli edifici collettivi religiosi o civili di quelle prime civiltà come quella mesopotamica o egizia: in tali opere confluivano infatti tutti gli sforzi di una comunità, compresa lesigenza di abbellimento quale specchio del suo prestigio e della sua ricchezza.

Unarchitettura istintivamente votata alla bellezza si rintraccia già allorigine della civiltà, ma è comunque con il tempio greco che la maggior parte degli studiosi concordano nello stabilire almeno un punto fermo nellevoluzione dellarte del costruire: un primo traguardo inequivocabile di struttura architettonica completa di valenze progettuali, estetiche e funzionali, corroborata dalla teorizzazione degli ordini architettonici. I tre tipi di ordine dorico, ionico e corinzio infatti sono relativi a questioni puramente estetiche e la loro nascita indica come ormai non si guardasse più alledificio solo secondo un punto di vista funzionale.

Negli edifici infine sono confluiti nel tempo tutta una serie di valori, con diversi gradi di intensità, che ne hanno influenzato la storia e la forma:

  • altri valori
  • valori simbolici, rapportati a realtà di altro ordine;
  • valori sociali, in relazione ai caratteri e alla configurazione della società;
  • valori funzionali, legati cioè a determinati bisogni dellindividuo e della società;
  • valori sacri, della sfera religiosa;

Leffetto estetico non scaturisce quindi da un mero impatto visivo: ad esempio, nelle architetture riconducibili al Movimento Moderno, lo spazio viene modellato sulla base di precise esigenze funzionali e quindi il raggiungimento di un risultato estetico deriva dal perfetto adempimento di una funzione.

In definitiva larchitettura, più che espressione del singolo individuo larchitetto è quella di un ambiente, di unepoca, di una società: tuttal più, proprio valutando il maggiore o minore apporto personale dellarchitetto rispetto al contesto generale, emergerà con più o meno forza il suo "genio".

Nellarchitettura high-tech, che vede nel Centre Pompidou di Renzo Piano una delle opere paradigmatiche, sono gli aspetti tecnici e strutturali che delineano i canoni di una nuova estetica, più aperta alle innovazioni tecnologiche e che porta di fatto ad un superamento della costante e dannosa dicotomia tra architetti ed ingegneri.

                                     

3.7. Descrizione Lo "sguardo architettonico"

Larchitettura, a differenza di altre forme artistiche quali per esempio la pittura e la scultura, non si presenta in maniera "completa" allo spettatore: per esempio un dipinto è fatto per essere visto standogli di fronte, una scultura può richiedere di girarci intorno, ma di unarchitettura si possono avere solo delle impressioni parziali dellinsieme: ad esempio solo la facciata delledificio, solo una stanza per volta, solo una veduta in pianta. Soltanto con uno sforzo intellettivo possiamo quindi valutare linsieme reale di un complesso architettonico.

Su questo aspetto di esperienza "parziale" dellosservatore a volte alcuni architetti ed artisti hanno anche giocato: si pensi solo allesempio della galleria prospettica di Palazzo Spada a Roma, dove Francesco Borromini deformò gli elementi architettonici per dare lidea di una grande profondità che in realtà non esiste.

Witelo, un matematico e fisico del XIII secolo originario della Slesia, scriveva che "Locchio non può comprendere la forma vera delle cose con il semplice sguardo aspectus, ma sì con lintuizione diligente obtudus". L obtudus è quindi un sguardo penetrante, raziocinate, mentre l aspectus è la semplice visione esteriore: va da sé che solo con luso del primo si può comprendere unopera architettonica, mentre l aspectus è sufficiente per la pittura e gran parte della scultura.

La percezione dello spazio è un aspetto complesso dellesperienza umana e non è riducibile al senso della vista. Ammirare la foto di un edificio in una rivista e visitare lo stesso edificio inserito nellambiente costituiscono esperienze diverse, incomparabili. Ancora, più visite allo stesso edificio possono dare sensazioni molto diverse, ad esempio a seconda dellora del giorno e della stagione. Per cogliere la ricchezza dellarchitettura è necessario farne esperienza diretta.

Un altro elemento di difficoltà è rappresentato dalla costante evoluzione nei secoli delle forme degli edifici, in relazione al mutare delle necessità della società. I grandi edifici antichi non venivano considerati come opere "finite", al pari di una quadro o di una statua, ma venivano periodicamente modificati e aggiornati, acquisendo una sorta di "vita" evolutiva: alcuni parlano in questo caso di formatività, intesa come il processo dinamico a più riprese di invenzione e produzione. Per questo davanti ad unopera del passato, in maniera più frequente davanti ad unopera architettonica, dobbiamo immaginare di sfogliare strati a "cipolla" di aggiunte, manomissioni e sottrazioni di epoche diverse.

Questa difficoltà di percezione ha come conseguenza che sia difficile avere unesperienza "univoca" dellarchitettura e il concetto stesso di questarte è difficilmente inquadrabile in termini assoluti, come testimoniano anche la grande varietà di definizioni che si sono succedute nei secoli.

Una corretta percezione di una costruzione dà luogo alla comprensione della forma architettonica. La forma architettonica è la summa di tre fattori sostanziali, combinati organicamente e non in gerarchia:

  • Le strutture gli elementi costruttivi
  • Il disegno
  • Lo spazio inteso come la disposizione nellambiente con volumi pieni e vuoti

Una perfetta fusione di questi tre fattori dà unopera architettonica quale "opera darte". Un esempio possono essere i pilastri gotici di una basilica come Saint Denis presso Parigi: la struttura è composta dai conci di pietra appositamente scolpiti e sovrapposti; questa struttura dà vita a uno spazio pieno, cioè al volume stesso del pilastro, che si estende nello spazio vuoto della navata; questo volume ha un disegno tridimensionale, che però non è dovuto solo a motivi decorativi, ma ciascuna semicolonnina che vi si affaccia si prolunga in precisi elementi architettonici, per cui si può dire che i tre fattori sono inestricabilmente collegati.

                                     

4. Discipline

Larchitettura, la cui vastità deriva anche dai vari campi cui essa può essere applicata, si suddivide in diverse branche; al di là della progettazione del singolo edificio, vi sono infatti una serie di interventi propri dellarchitettura che definiscono le varie discipline in cui essa si articola.

                                     

4.1. Discipline Progettazione architettonica ed urbana

La progettazione architettonica è una delle discipline principali su cui si fonda larchitettura. Il progetto è lelaborazione teorica che precede la realizzazione delloggetto architettonico, espresso in un certo numero di grafici ed elaborati. Esso si basa sulle indicazioni fornite dalla committenza e su una serie di indagini e studi effettuati dallo stesso architetto anche in concertazione con altre figure professionali; tali studi possono essere estremamente variegati ed abbracciare molteplici discipline. Il progetto architettonico può essere esemplificato in tre fasi principali:

  • una preliminare nella quale si descrive graficamente lopera da realizzare e si esplicano i vari vincoli desunti dalle indagini effettuate;
  • una esecutiva costituita da tutti i grafici relativi alla realizzazione del manufatto, compresi i dettagli in opportuna scala, e tutti gli studi di fattibilità nonché i calcoli relativi alle strutture e agli interventi.
  • una definitiva composta dai grafici utili a comprendere lopera in tutte le sue parti e da una serie di relazioni inerenti alla descrizione completa dellarea dintervento;
                                     

4.2. Discipline Architettura dinterni

Disciplina che si occupa della progettazione degli interni di edifici residenziali e non.

                                     

4.3. Discipline Scienza e tecnica delle costruzioni

Si occupa della teoria, pratica e applicazione della meccanica delle strutture statica e dinamica. Questa branca è relativa alla progettazione esecutiva-strutturale di qualsiasi manufatto e/o costruzione, particolarmente riguardo al dimensionamento, la verifica, le tipologie costruttive e i materiali costituenti degli elementi strutturali portanti.

                                     

4.4. Discipline Restauro

Il restauro è quella disciplina che si occupa degli interventi diretti sui beni culturali volti alla conservazione delloggetto architettonico al fine di valorizzarlo, proteggendone i suoi valori storici e culturali, e consentirne il riuso.

                                     

4.5. Discipline Ristrutturazione

La ristrutturazione è quella disciplina che si occupa degli interventi diretti sugli immobili volti alla conservazione dello stesso al fine di valorizzarlo, proteggerlo, e consentirne il riuso.

                                     

4.6. Discipline Architettura del paesaggio

Si occupa della progettazione di ampi spazi, siano essi urbani o rurali, basandosi su caratteristiche culturali, ambientali, storiche e sociali del territorio.

                                     

4.7. Discipline Tecnologia dellarchitettura

Si occupa delle problematiche esecutive, dello studio del processo di progettazione e di esecuzione, della qualità della costruzione, del controllo della sostenibilità e della programmazione della manutenzione, riparazione e demolizione.

                                     

4.8. Discipline Disegno industriale

È quella branca dellarchitettura che si occupa della progettazione di oggetti riproducibili in serie, tenendo conto degli aspetti tecnici, funzionali ed estetici del prodotto finale.