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ⓘ Scandalo Telecom-Sismi

Lo scandalo Telecom-Sismi è una vicenda accaduta in Italia relativa a presunte intercettazioni illegali e attività di dossieraggio di cui sono stati accusati alcuni responsabili della sicurezza di Telecom Italia col coinvolgimento del SISMI, venuta alla luce delle cronache nel settembre 2006.

Portò al rinvio a giudizio di 34 persone, tra cui vari dipendenti di Telecom ed agenti della Polizia di Stato, dellArma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

                                     

1. Linchiesta

Tale inchiesta, che prese avvio a seguito dellordinanza fiume oltre 350 pp del 23 settembre 2006 del giudice per le indagini preliminari Paola Belsito, è parte di un capitolo più vasto, che vede numerose sinergie, sollevate anche dai giornalisti dinchiesta Giuseppe DAvanzo e Carlo Bonini, con i precedenti scandali Nigergate e Laziogate e con il Caso Abu Omar. In questo scenario sono da menzionare, in quanto attaccati telematicamente, i giornalisti Davide Giacalone e Fausto Carioti di Libero, e Massimo Mucchetti del Corriere della Sera, per essere autori, tra le altre, di inchieste giornalistiche su Brasil Telecom, TIM Brazil e la privatizzazione di Telecom Italia.

Tra gli arrestati, Marco Mancini arrestato anche in relazione al sequestro di Abu Omar, ex numero 2 del SISMI, Giuliano Tavaroli, ex direttore della Security del Gruppo Telecom Italia, ed Emanuele Cipriani, investigatore che da anni ha aperto una fiorente società di investigazioni a Firenze, la Polis dIstinto i cui uffici sono in un appartamento della nuora di Licio Gelli, del cui marito Cipriani è amico, oltre ad alcuni membri del Tiger Team, il gruppo di hacker gestiti da Tavaroli.

Linchiesta, partita nel 2002 dal caso dellex-manager della Coca-Cola, pedinato e dossierato per conto dei vertici della stessa filiale italiana della Coca-Cola che avevano commissionato a fine 2000 attività per oltre 130 milioni di Lire alla Polis dIstinto, ha in seguito portato anche alla nascita di quello che verrà definito come lo "scandalo Laziogate", che poi si rivela essere inesistente, dato che tutti gli imputati verranno assolti per non aver commesso il fatto.

Cipriani avrebbe costruito illecitamente, per conto di Tavaroli allepoca a capo della security di Telecom, numerosi dossier su varie personalità politiche, economiche e dello spettacolo, oltre a giornalisti e calciatori: non solo dossier con regolare mandato, ma arricchiti di informazioni raccolte con metodi illegali detti "pratiche grigie", dal colore della copertina, ma addirittura dossier per i quali era stato dato incarico a Cipriani per le "vie brevi", non risultante pertanto da nessun mandato scritto. Sono proprio le "pratiche celesti" che successivamente non venivano contabilizzate, anche se effettivamente si trattava di indagini commissionate dai clienti e svolte dalla rete investigativa di Cipriani, composta da investigatori privati a volte però privi di licenza investigativa e da pubblici ufficiali corrotti. Anche Mancini avrebbe fornito periodicamente a Cipriani numerose informazioni riservate dietro pagamento di forti somme di denaro.

Presso Mirko Meacci gli investigatori trovano dei DVD contenenti i back-up degli hard-disk con tutto larchivio "Z", ossia le "pratiche celesti". Laccesso è criptato e solo la confessione del Cipriani, dopo un lungo periodo di detenzione cautelare, permette di stampare quei dossier, che vengono immediatamente segretati. In una pen-drive trovata a Tavaroli gli inquirenti trovano "bozze delle decisioni dellAntitrust, comunicazioni di funzionari, atti di legali difensori nella causa di Telecom davanti allAntitrust". Il GIP Giuseppe Gennari sottolinea "leccezionale gravità del comportamento della Security di Telecom, la quale era in grado di mettere nelle mani dellazienda perché è ovvio che le notizie prelevate non fossero appunto di utilizzo da parte della Security elementi di conoscenza potenzialmente in grado di interferire, gravemente e illecitamente, nelloperato di un soggetto istituzionale che dovrebbe essere massima espressione di autonomia come il Garante per il Mercato e la Concorrenza".

Figura emblematica, ma anche figura chiave per gli inquirenti, è Marco Bernardini, già collaboratore esterno a contratto del S.I.S.De. e successivamente investigatore privato in una società che annovera tra i suoi clienti la Pirelli e la Telecom Italia. Bernardini, che in passato ha avuto occasione di utilizzare elementi delle forze dellordine per la raccolta di informazioni commissionate, viene interrogato numerose volte dal Pubblico Ministero, Dottor Fabio Napoleone, al quale rilascia una lunga deposizione, nella quale chiarisce la sua posizione nella vicenda. A seguito dei detti interrogatori, il Pubblico Ministero rinuncia allesecuzione di misure cautelari nei suoi confronti. Marco Bernardini dal momento del primo interrogatorio non si è mai spostato dallItalia.

Nel gennaio e nel marzo 2007 altri provvedimenti di arresto colpiscono varie persone coinvolte nella vicenda, tra cui Fabio Ghioni e il suo Tiger Team Andrea Pompili, Rocco Lucia e altri, di Telecom, e nuovamente Giuliano Tavaroli allepoca già in carcere e Mancini. Tra gli arresti del marzo 2007 rientrano anche ex poliziotti ed un ex agente della CIA.

A Ghioni i magistrati contestano anche di aver ottenuto, oltre che da fornitori di Telecomitalia, da Cipriani e Bernardini ingenti somme di danaro per svolgere intrusioni informatiche, su incarichi che egli stesso commissionava. Queste somme, riversate su conti esteri di prestanomi e della fiduciaria neozelandese Fenefin, sono state solo in parte recuperate.

I vari capi di imputazione comprendono i reati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione del segreto dufficio, appropriazione indebita, falso, favoreggiamento e riciclaggio.

Sotto la guida del commercialista cosentino, Marcello Gualtieri, trapiantato da anni a Milano e diventato fiscalista di Cipriani, questultimo avrebbe costituito allestero un piccolo tesoro ammontante ad alcune decine di milioni di €. Marcello Gualtieri è stato assolto con sentenza definitiva da ogni addebito, con la formula "il fatto non sussiste".

Nel giugno 2007 a Tavaroli e Mancini sono stati concessi gli arresti domiciliari. Nel luglio 2007 Cipriani ottiene la scarcerazione dagli arresti domiciliari.

Alcuni dei protagonisti di questo caso sono inoltre coinvolti anche nello scandalo dellarchivio segreto di Via Nazionale e nel caso Abu Omar.

Nel novembre 2007 a Milano sono stati arrestati i tecnici del Tiger Team Roberto Preatoni figlio del magnate Ernesto Preatoni e messo ai domiciliari e successivamente assolto, Angelo Jannone ex Tenente Colonnello del ROS dei Carabinieri, già direttore della sicurezza aziendale di Telecom in Brasile, accusati a vario titolo di intrusioni telematiche e associazione a delinquere finalizzata allillecita acquisizione di informazioni. La vicenda si inquadra nella guerra per il controllo di Brasil Telecom, con spionaggio e controspionaggio internazionale, e per la quale anche lagenzia investigativa Kroll è stata indagata in Brasile. Jannone ha respinto sin dallinizio le accuse mossegli in particolare da Ghioni e Bernardini, ma solo con lo svolgimento del processo riuscirà a dimostrare la sua innocenza.

                                     

2. La chiusura delle indagini

A metà luglio 2008 i tre PM di Milano titolari dellinchiesta Fabio Napoleone, Nicola Piacente e Stefano Civardi depositano le 371 pagine dellavviso di chiusura delle indagini, dopo aver convocati a fine giugno contemporaneamente in Procura, come ultimo atto investigativo, i vertici Telecom di allora, Marco Tronchetti Provera ex presidente e Carlo Buora ex amministratore delegato in quanto persone informate sui fatti.

Per non aver vigilato sulla propria security e sui metodi usati per avere le informazioni, i gruppi Telecom e Pirelli risultano indagati in base alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società, pur non essendo stati mossi addebiti contro lex presidente e lex amministratore delegato Telecom. Una lunga serie di reati sono stati invece contestati a 34 persone, accusate a vario titolo di aver messo in piedi una vera e propria associazione a delinquere al cui vertice cera lex capo della security Giuliano Tavaroli. Gli indagati devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione del segreto di stato, appropriazione indebita, falso, accesso abusivo a sistemi informatici, favoreggiamento e riciclaggio. Nelle interviste rilasciate nei giorni successivi alla chiusura delle indagini, Tavaroli si difende scaricando le responsabilità sui suoi superiori, che gli avrebbero commissionate le indagini poi risultate illecite. Dagli stralci degli interrogatori di Marco Mancini, ormai accessibili presso la Procura della Repubblica di Milano, si rileva che Mancini si difende scaricando le responsabilità sui superiori e chiamando in causa il Generale Pollari.

Dallinchiesta viene stralciato il filone brasiliano, sulle presunte tangenti della vicenda Kroll Opportunity, per quanto nello stesso periodo in Brasile il banchiere Daniel Dantas che otterrà l habeas corpus proprio grazie allesistenza del procedimento milanese ed il faccediere Nasij Nhas vengono arrestati per associazione per delinquere e riciclaggio insieme ad altre 20 persone. Angelo Jannone, uno degli indagati nellinchiesta milanese, successivamente assolto da ogni accusa, ipotizza che lesclusione delle vicende brasiliane dallinchiesta milanese faccia parte di una strategia dei pubblici ministeri volta ad eliminare elementi imbarazzanti rispetto alla credibilità di Marco Bernardini, gola profonda dellinchiesta milanese.

                                     

3. Notifica alle parti lese per pubblici annunci

Il procedimento, nonostante la chiusura delle indagini a metà del 2007, ha subito un rallentamento dato dalla mole della documentazione raccolta 169 faldoni di atti dei PM e 53 faldoni di atti del GIP. Il termine di 20 giorni per la presentazione delle memorie da parte degli indagati è quindi slittato. La documentazione è stata tutta scannerizzata con metodologia OCR nella prima metà di ottobre 2008 e resa disponibile dalla Procura di Milano su due DVD a disposizione degli imputati e, più tardi, anche delle parti lese che si presume siano almeno 4200.

L8 gennaio 2009 viene data informazione che le parti lese verranno invitate - mediante un annuncio per pubblici proclami che consentirà alla pubblica amministrazione di risparmiare almeno 200.000 € - ad andare sul sito web del Tribunale di Milano per conoscere le future date delle udienze). Si assiste poi alla moltiplicazione dei procedimenti cosiddetti Telecom:

  • verrà dato vita il 23 aprile 2009 a un procedimento di "incidente probatorio" relativo a tre imputati Marco Bernardini, Emanuele Cipriani e Fabio Ghioni, di cui viene reso noto il calendario di 14 udienze terminanti il 16 giugno 2009.
  • si inizierà il 24 marzo 2009 con una "procedura di distruzione di atti illegalmente formati o acquisiti", che verrà istruita dal GIP Giuseppe Gennari;
  • quasi in parallelo, il 31 marzo 2009 si procederà con l"udienza preliminare" di competenza del GUP Mariolina Panasiti;

Al contempo fonti giornalistiche anticipano che molti degli imputati stanno già trattando il patteggiamento con i PM.

È probabile che molte delle parti lese si costituiranno parte civile nel procedimento, ma al momento non potranno far uso dei dossier si dice oltre 10.000 per dimostrare le attività illegali perpetrate a loro danno e richiederne i risarcimenti in quanto la Consulta, investita da più GIP della questione incostituzionalità della cosiddetta "legge Mastella" che ne prevederebbe la distruzione, ha rinviato la sentenza a dopo lapprovazione da parte del Parlamento di una nuova legge sulla privacy di cui, al momento, il Parlamento non ha in programma alcuna redazione. I dossier inutilizzabili, raccolti illegalmente dalla Polis DIstinto, sono le cosiddette "pratiche Z", chiamate anche "pratiche celesti" dal colore della loro copertina. Al riguardo la Consulta esprime il proprio parere il 22 aprile 2009.



                                     

3.1. Notifica alle parti lese per pubblici annunci Prima udienza del 23-3-2009

Nel corso delludienza i pubblici ministeri Stefano Civardi e Nicola Piacente, titolari dellinchiesta cosiddetto Telecom, hanno ricordato che da due anni è pendente davanti alla Consulta un ricorso sulla legittimità della norma che prevede la distruzione dei dossier illeciti, e hanno chiesto al giudice di rivolgersi ancora alla Consulta. Il legale dellimputato John Spinelli ha invece sollecitato il GIP a trasmettere le carte al GUP che la settimana successiva inizierà ludienza preliminare. Alcuni legali delle parti lese hanno enunciato che stando alle attuali leggi nulla osta alla presa visione - da parte delle parti lese - dei dossier illecitamente formati a loro danno, e si sono pronunciati contro la distruzione dei dossier illegali, in quanto contengono le prove dei reati e servono per scoprire i mandanti, oltre che necessitare per i risarcimenti civili. In un caso è stato anche fatto presente che tale materiale è stato richiesto nellambito di altri procedimenti penali che sono attualmente sospesi in attesa dellacquisizione subordinata al parere della Consulta, pendente già da ben due anni. Il GIP si riserva di decidere nel corso delludienza successiva.

                                     

3.2. Notifica alle parti lese per pubblici annunci Seconda udienza del 18-4-2009

Ritenendo che i dossier equivalgano al corpo del reato e la loro eliminazione comporti quindi leliminazione di una prova diretta, il GIP decide di sollevare eccezione di costituzionalità, sospende la procedura di distruzione degli atti illegalmente formati o acquisiti si tratterebbe di distruggere 83 faldoni con carte e files relativi a 4287 persone e 132 società; materiale relativamente al quale la legge chiederebbe - al momento della distruzione - solo la redazione di un verbale sostitutivo che si limiti a dar atto dellilliceità, dei mezzi usati e dei soggetti coinvolti e si investe la Corte Costituzionale della legittimità della norma sulla distruzione di documenti acquisiti in modo illecito.

                                     

3.3. Notifica alle parti lese per pubblici annunci Decisione della Corte Costituzionale

Accogliendo parzialmente le eccezioni sollevate dal GIP, con nota 22.04.2009 - Decisione sulle" intercettazioni” la Consulta dichiara in parte illegittima la norma che impone la distruzione dei documenti e delle intercettazioni ritenute illegali. Infatti, là dove la norma imponeva la distruzione di tutto il materiale illegalmente acquisito in unudienza camerale celebrata dal GIP che però avrebbe dovuto redigere un verbale riassuntivo di quanto distrutto, la Consulta ha dichiarato lillegittimità dellarticolo 240 del codice di procedura penale in due punti:

  • il comma 6, "nella parte in cui non dice che il divieto di fare riferimento al contenuto dei documenti, supporti e atti nella redazione del verbale" di distruzione "non si estende alle circostanze inerenti alla formazione, allacquisizione e alla raccolta degli stessi documenti, supporti e atti".
  • i commi 4 e 5, nella parte in cui non prevedono lapplicazione delle stesse regole fissate per lincidente probatorio art.401, commi 1 e 2 durante ludienza per la distruzione dei documenti;

Da una prima interpretazione si direbbe quindi che la distruzione possa comunque avvenire: servirà però una procedura leggermente più complessa - lincidente probatorio - che comunque si limiterà ad approfondire solo la formazione, lacquisizione e la raccolta di tali documenti, ma non il loro contenuto. Pertanto difficilmente potranno tornare utili alle parti lese per ottenere risarcimenti in sede civile o anche solo dimostrare lesistenza di calunnie o attività di discredito compiuta a loro danno.



                                     

3.4. Notifica alle parti lese per pubblici annunci Ripresa delle udienze per la distruzione degli atti mediante incidente probatorio

Con decreto del 2 marzo 2010 del GIP Dott. Giuseppe Gennari viene fissata per il 18 giugno 2010 la ripresa delle udienze per la distruzione degli atti illecitamente formati, mediante incidente probatorio come previsto dalla Corte Costituzionale. Per informare di tale udienza le 110 parti lese e gli oltre 4000 dossierati si è proceduto per pubblici proclami sito web del Tribunale di Milano e principali quotidiani italiani. Si prevede che lincidente probatorio per dar luogo alla loro distruzione possa durare anni data la complessità e vastità dellarchivio, contenuto in unottantina di faldoni presso la stanza 38 del 7º piano del Tribunale di Milano attualmente ad accesso ristretto alle parti lese, a cui però non viene concesso estrarre copie della documentazione in quanto illecitamente formata e destinata alla distruzione.

                                     

3.5. Notifica alle parti lese per pubblici annunci Prima udienza del 31-3-2009

Ludienza si è svolta parzialmente, in quanto molti difensori degli imputati si sono astenuti per adesione allo sciopero di protesta indetto dalla camera penale. I difensori delle persone offese, che non hanno facoltà di astenersi, sono stati sollecitati dal giudice a depositare gli atti di costituzione di parte civile le richieste di citazione dei responsabili civili. Quindi, nel corso della prossima udienza sarà nuovamente possibile depositare la costituzioni di parte civile.

                                     

3.6. Notifica alle parti lese per pubblici annunci Seconda udienza 23.04.2009

Rappresenta la prima vera udienza preliminare. Si terminano di raccogliere le ultime costituzioni di parte civile e si ascoltano le prime eccezioni degli avvocati degli imputati. Da alcune parti offese è stata formulata la richiesta di citazione come responsabili civili dei ministeri dellInterno, della Difesa e dellEconomia, in quanto le indagini hanno rivelato che informazioni riservate sul conto di alcune parti offese erano state fornite o dai poliziotti o dai carabinieri o dai finanzieri che sono coinvolti nellinchiesta. Per consentire ai legali degli imputati di esaminare le richieste di costituzioni di parte civile viene concesso un mese. Pertanto la seconda udienza viene rinviata al 22 maggio, cancellando le cinque udienze già previste per lincidente probatorio prima di tale data.

                                     

3.7. Notifica alle parti lese per pubblici annunci Decima udienza del 2-10-2009

Giuliano Tavaroli formalizza la sua richiesta di patteggiamento della pena a quattro anni e mezzo di reclusione e 60 000 € di risarcimento. Marco Mancini deposita una memoria in cui invoca il segreto di Stato sui rapporti tra il Sismi e Telecom Italia, riferendo di un suo incontro con un dirigente dellAise ed ex-appartenenti del Sismi, nel quale gli è stata motivata la pendenza del procedimento per mantenerlo fuori dal servizio; sostenendo quindi che sarebbe stato deciso nelle alte sfere "di non trasmettere allautorità giudiziaria e ai difensori elementi decisivi che lo avrebbero ulteriormente e definitivamente scagionato.

                                     

3.8. Notifica alle parti lese per pubblici annunci Undicesima udienza del 2-11-2009

I difensori dellex agente della Cia John Spinelli hanno depositato una richiesta di patteggiamento per una pena di 3 anni di reclusione, 400 euro di multa e 150.000 di "restituzione per equivalente" rispetto a unipotesi di corruzione. È stato interrogato Marco Mancini, che ha invocato il segreto di Stato. Il GUP, sulla base che "allimputato non viene contestata lesecuzione materiale di un delitto sul quale già astrattamente non rileva che vi sia un segreto di Stato" bensì "è stata contestata una condotta di comunicazione di dati che appare essere astrattamente compatibile con la facoltà di prova di relazioni personali eventualmente coperte dal segreto di Stato, ed eventualmente - sotto tale profilo - anche lecite, con le persone con le quali tale divulgazione di dati possa essere eventualmente avvenuta; ovvero con la prova di contatti, indipendentemente da quanto con i contatti stessi realizzato, ascrivibili a relazioni coperte dal segreto di Stato" ha pertanto proceduto chiedendo "conferma dellesistenza del segreto di Stato come opposto dallimputato Marco Mancini al presidente del Consiglio dei ministri" per verificare se "i rapporti tra Mancini ed Emanuele Cipriani, Giuliano Tavaroli, Stefano DAmbrosio, e degli altri personaggi parimenti indicati a verbale, debbano essere considerati coperti dal segreto di Stato". Stante linterpello alla presidenza del Consiglio sul segreto di Stato opposto da Mancini, la prossima udienza è rinviata al 1º febbraio 2010.



                                     

3.9. Notifica alle parti lese per pubblici annunci La pronuncia 106/2009 della Corte Costituzionale

Nel 2009 la Corte Costituzionale si era pronunciata, escludendo il sindacato giurisdizionale sullindividuazione delle notizie che possano costituire segreto di stato, ed esteso anche agli agenti indagati quanto previsto dallart. 41 della legge 124/2007, ossia che "ai pubblici ufficiali, ai pubblici impiegati e agli incaricati di pubblico servizio è fatto divieto di riferire riguardo a fatti coperti da segreto di stato". La pronunzia è stata definita "scandalosa" da molti costituzionalisti.

Secondo la Corte, "lindividuazione degli atti, dei fatti, delle notizie che possono compromettere la sicurezza dello stato e che devono rimanere segreti" costituisce il risultato di una valutazione "ampiamente discrezionale". Deve pertanto escludersi ogni sindacato giurisdizionale, in quanto "è inibito al potere giurisdizionale di sostituirsi al potere esecutivo e alla pubblica amministrazione, e di operare il sindacato di merito sui loro atti". Lesercizio del potere di secretazione sarebbe quindi assoggettato al solo Parlamento, "sede normale di controllo nel merito delle più alte e più gravi decisioni dellesecutivo", attraverso il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica Copasir, già Copaco.

                                     

3.10. Notifica alle parti lese per pubblici annunci Il rinvio in seguito allaggressione a Silvio Berlusconi

Nel frattempo, a seguito dellaggressione subita da Silvio Berlusconi a Milano nel dicembre 2009 e i 25 giorni di prognosi con cui è stato dimesso dallOspedale San Raffaele, il 18 dicembre 2009 il GIP Panasiti rigetta la tesi della Procura secondo cui i venticinque giorni di prognosi stilati dai medici curanti del premier non sono motivo sufficiente per concedere il rinvio. Pertanto il Premier viene considerato malato e il processo può attendere. Infatti in base allarticolo 202 CPP, quando un agente segreto o un altro pubblico ufficiale invoca il segreto di Stato, "il giudice ne informa il presidente del Consiglio dei ministri chiedendo che ne sia data conferma. Ove, entro sessanta giorni dalla notificazione della richiesta, il presidente del Consiglio non dia conferma del segreto, il giudice ordina che il testimone deponga". Stante questa la procedura avviata nel corso delludienza Telecom, con il giudice in attesa della risposta di Berlusconi, laggressione al Premier costringe a bloccare tutto in quanto - secondo il giudice - ai sessanta giorni previsti dal codice vanno pure aggiunti i venticinque giorni di prognosi del Premier.

                                     

3.11. Notifica alle parti lese per pubblici annunci Lapposizione del segreto di Stato da parte del governo Berlusconi IV

Il 22 dicembre 2009, anche a seguito della sentenza 106/2009 della Corte Costituzionale, il governo Berlusconi IV ha posto il segreto di stato sulle indagini sui dossier illegali di Telecom, per i quali era indagato lex numero due del Sismi, Nicola Mancini. Secondo il governo, le richieste a Marco Mancini si riferirebbero ad "argomenti riguardanti rapporti tra servizi di informazioni italiani e stranieri; assetti organizzativi del Sismi e qualifiche e incarichi ricoperti dai suoi dirigenti; rapporti di dipendenti del Sismi con soggetti esterni al servizio stesso; ordini e direttive interni riguardanti rapporti con soggetti esterni; profili attinenti modalità ed obiettivi operativi; contenuto dei rapporti con informatori e criteri di gestione degli stessi", ossia le "relazioni internazionali tra servizi di informazione e gli interna corporis degli organismi informativi", lo svelamento dei quali "potrebbe da un lato minare la credibilità degli organismi informativi nei rapporti con le strutture collegate, dallaltro pregiudicarne la capacità ed efficienza operativa con grave nocumento per gli interessi dello Stato".

Lapposizione del segreto di stato sul caso Telecom-Sismi ha sollevato numerose critiche. Secondo Giuseppe DAvanzo, "a vista docchio, non cè alcuna connessione tra questi "interessi supremi" e il lavoro sporco del Sismi di Niccolò Pollari".

                                     

3.12. Notifica alle parti lese per pubblici annunci La richiesta di patteggiamento di Telecom e Pirelli

Il 2 febbraio 2010 Telecom e Pirelli, finite imputate in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, hanno presentato una istanza di patteggiamento per un totale di 7 milioni di Euro, concordata con i PM. Si prevede che la posizione delle due società possa quindi essere stralciata nelludienza odierna dal GUP. Inoltre da un lato la magistratura ha riconosciuto lassenza di responsabilità delle due aziende e ladozione dei modelli organizzativi imposti dalla legge 231/2001, dallaltro la piena collaborazione alle indagini. La somma è così composta:

  • 400 000 € a titolo di sanzione pecuniaria;
  • 750 000 € alla Presidenza del Consiglio e ai ministeri dellInterno, delle Finanze e della Giustizia;
  • 100 000 € come confisca del profitto del reato.
  • 1.250 000 € per il capo di imputazione a carico di Telecom e Pirelli, divisi in
  • 5 750 000 € per indennizzare le quasi 2000 parti civili che precedentemente erano state escluse, senza alcuna valida motivazione, dal giudice di prime cure.

                                     

4. Le sentenze

Tra i condannati del processo di primo grado conclusosi il 13 febbraio 2013 vi sono 7 dei collaboratori di Giuliano Tavaroli che ha ottenuto un patteggiamento di meno di 5 anni con pene fino a 7 anni e risarcimenti per oltre 22 milioni di euro. Inoltre ci sono state condanne per lex collaboratore del Sisde Marco Bernardini 7 anni e mezzo e per lex investigatore privato Emanuele Cipriani 5 anni e mezzo. La prima Corte dAssise di Milano ha inoltre sancito che Telecom Italia, costituitasi parte civile dovrà essere risarcita di 10 milioni dagli imputati.

                                     

5.1. Altre inchieste e vicende collegate Il Laziogate 2005

A partire dal 2005 nasce uno scandalo, noto come Laziogate che vede coinvolti lallora presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, e alcuni responsabili del servizio informatico regionale con laccusa di interferenza nel corretto svolgimento delle Elezioni regionali del 2005 poi vinte dal centro-sinistra, tramite una specifica attività condotta dal servizio informatico regionale tendente ad ostacolare la lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini. Stando alle accuse, Storace si sarebbe avvalso sia di uomini propri sia della rete facente capo allinvestigatore fiorentino Emanuele Cipriani anche per far spiare e preparare dossier fasulli su Piero Marrazzo, suo concorrente, come la Mussolini, per la presidenza della Regione Lazio. Nel marzo 2007 due imputati minori patteggiano davanti al GUP: 10 mesi a Salvatore Gallo investigatore privato, 3 mesi di reclusione - poi convertiti in sanzione pecuniaria - a Dario Pettinelli collaboratore dellex presidente della Regione; mentre Fabio Sabbatani Schiuma predecessore di Vincenzo Piso alla vicepresidenza del consiglio comunale viene prosciolto dalle accuse già in sede di udienza preliminare. Prosegue il procedimento per gli altri sette imputati con laccusa di accesso abusivo a sistema informatico. Il 15 aprile 2010 vi è la requisitoria, con sette richieste di condanna e una di assoluzione. Il 5 maggio 2010 giunge la sentenza di condanna di primo grado: 1 anno e sei mesi di reclusione per Francesco Storace, 2 anni per Nicolò Accame suo ex portavoce, 1 anno per Mirko Maceri ex-direttore tecnico della società Laziomatica, Nicola Santoro ex-collaboratore di Storace e figlio del magistrato della commissione elettorale presso la corte dappello di Roma che escluse Alternativa Sociale dalle elezioni, Romolo Reboa lavvocato che aveva patrocinato lautore dellesposto contro Alternativa Sociale e Pierpaolo Pasqua investigatore privato, 8 mesi a Vincenzo Piso di Alleanza Nazionale ed ex-vicepresidente del consiglio comunale per il quale il PM aveva invece chiesto lassoluzione e Tiziana Perreca ex-collaboratrice di Storace. Assolto invece un altro imputato per il quale il PM aveva invece chiesto 1 anno di reclusione. A tutti vengono concesse le attenuanti generiche e la sospensione della pena.

Il 29 ottobre 2012 la sentenza del processo dappello ha poi assolto come richiesto dal procuratore generale Francesco Storace "perché il fatto non sussiste", e tutti gli altri imputati, tra cui Mirko Maceri, lavv. Romolo Reboa, Niccolò Accame e Pierpaolo Pasqua, mentre è stata ridotta la pena ad unex collaboratrice dello staff.

Le motivazioni della sentenza confermeranno che né Storace né gli altri imputati commisero alcun reato, ma lex Governatore del Lazio fu vittima dellaltrui comportamento illecito. Sempre in data 5 maggio 2010, i legali di Cipriani, con riguardo agli articoli pubblicati dalla stampa nella stessa giornata, fanno pubblicare in rettifica: "Il Sig. Cipriani è estraneo ai fatti ed al processo riguardanti lOnorevole Storace e nessun collegamento lo lega alle persone negli stessi coinvolte".

                                     

5.2. Altre inchieste e vicende collegate Il caso Vieri 2006

Prendendo spunto dallordinanza del 23 settembre 2006 del GIP dottoressa Paola Belsito, i media riferiscono il ritrovamento di un dossier sul calciatore Christian Vieri. Da tale dossier, subito secretato, emergeva che il calciatore era stato pedinato ne erano stati acquisiti illegalmente i tabulati telefonici. Nellaprile 2007, Vieri inizia una causa civile contro Telecom e contro lInter di Massimo Moratti, depositando una perizia medica di parte e alcuni atti dellindagine penale, chiedendo un risarcimento per danni allimmagine, alla vita di relazione e per mancati guadagni e chiedendo un risarcimento di 12 000 € a Telecom e di 9 250 000 € allInter. Vieri chiede inoltre che sia revocato lo scudetto vinto "a tavolino" dallInter nel 2006 e la sospensione dalle cariche di Presidente e Vice Presidente dellInter rispettivamente di Massimo Moratti e Rinaldo Ghelfi. Tra i testimoni "eccellenti": Emanuele Cipriani sentito a metà del 2010, che ha confermato la versione di Vieri e Marco Tronchetti Provera sentito il 26 novembre 2010

Nel settembre 2012 il Tribunale di Milano accoglie solo in parte le richieste di Vieri, condannando la Telecom e lInter a versare in solido 1 000 € al giocatore, cifra successivamente ridotta a 80 000 € con la sentenza dappello di luglio 2015. Nel gennaio 2018 la seconda sezione civile della Corte dappello di Milano rigetta limpugnazione della sentenza del 2015 da parte di Vieri, obbligando il calciatore a rifondere la Telecom e lInter di 33 000 € complessivi. Infine, la Corte di Cassazione conferma nel giugno 2018 la sentenza dappello.

                                     

5.3. Altre inchieste e vicende collegate Vicende a Firenze nel 2008

A distanza di due anni dalla prima ventata di arresti, a Firenze si apre unindagine fotocopia dello scandalo Telecom-Sismi: anche nel caso di Firenze, al vertice dellorganizzazione era lex capo della security di una grossa azienda Gucci. A seguire le indagini è il PM Ettore Squillace Greco, titolare dello stralcio fiorentino dellinchiesta lombarda. Linchiesta era partita dal suicidio di un agente di polizia avvenuto a Montevarchi il 18 settembre 2006. A seguito dellordinanza del GIP dottoressa Anna Sacco, sono state effettuate ventidue perquisizioni tra cui le abitazioni di due poliziotti e due carabinieri in servizio a Firenze e di un finanziere che lavora a Latina, anche in alcune sedi della Gucci a Scandicci/Casellina, Roma e Milano. Vengono effettuati sette arresti cinque in carcere e due ai domiciliari per corruzione, rivelazione di segreti dufficio e accesso abusivo ai sistemi informatici. Coinvolti, oltre che i titolari delle agenzie di investigazioni Sia, Kim e Ciani di Firenze, anche alcuni dipendenti delle stesse. Tre degli arrestati risultano aver lavorato con Emanuele Cipriani, allepoca titolare della Polis DIstinto tra di questi vi sarebbe anche la sua ex-compagna, già segretaria della Polis DIstinto per quasi un decennio. La prima udienza si tiene il 5 giugno 2009, col GUP di Firenze, dott. Michele Barillaro, che rinvia a giudizio quattro indagati e accetta il patteggiamento di un quinto. Le accuse vanno da corruzione, rivelazione di segreti dufficio allaccesso abusivo ai sistemi informatici. Gli indagati avrebbero fornito informazioni riservate dietro compenso ad agenzie investigative, tra cui la Polis dIstinto. A costituirsi parte civile vi è anche lavvocatura dello Stato per danno dimmagine al ministero delle Finanze.

Nel frattempo, nel luglio 2012, si conclude con due condanne il processo nato dal filone toscano dellinchiesta milanese sui dossier illegali. Il Tribunale di Firenze condanna a un anno il poliziotto Alessia Cocomello e a otto mesi il dipendente dellagenzia delle Entrate Spartaco Vezzi pene sospese per il beneficio della condizionale in quanto "illegittimamente si avvalevano delle notizie segrete acquisite anche effettuando abusivo accesso alla banca dati telematica del ministero dellinterno" su istigazione dellinvestigatore privato fiorentino Emanuele Cipriani assolti invece dallaccusa di corruzione. Secondo laccusa le persone spiate sono state circa un migliaio. Assolti invece gli altri imputati.

                                     

5.4. Altre inchieste e vicende collegate Dipartimento della Protezione Civile - 2010

Nello scandalo della protezione civile scoppiato nel febbraio 2010 si torna a parlare di Global Security System, la società di investigazione romana di Marco Bernardini e Gianpaolo Spinelli. Secondo il rapporto di settecento pagine dei Ros di Firenze risalente al 15 ottobre 2009, che ha poi portato a una serie di arresti tra funzionari pubblici e imprenditori a cui la Protezione Civile commissionava gli appalti pubblici, un socio di quella società, E. P., sarebbe stato incaricato dal sodalizio di coloro che si sentivano indagati di monitorare i mezzi di comunicazione per raccogliere articoli e registrazioni televisive in cui si parlasse dei criteri di spartizione degli appalti relativi ai Mondiali di Nuoto, al G8 alla Maddalena, alle celebrazioni per lUnità dItalia. Per far ciò, P. avrebbe richiesto illecitamente allimprenditore Rossetti, del Salaria Sport Village, i dati anagrafici di alcuni giornalisti per effettuare su di loro aggiornamenti in banche dati riservate, in quanto "soggetti coinvolti nella vicenda mediatica".

                                     

5.5. Altre inchieste e vicende collegate Vicende a Roma nel 2012

Il mandato di arresto per lutilizzo da parte della Global Security Service, dello stesso Bernardini, di una talpa infiltrata nella Procura di Roma giungerà nel luglio 2012 da parte del GIP dottoressa Antonella Minunni su richiesta del PM Dott. Carlo Lasperanza. In quel periodo Marco Bernardini si trovava in Italia in quanto sentito la settimana precedente al procedimento cosiddetto Telecom a Milano. Secondo i magistrati a occuparsi di consultare illecitamente il registro degli indagati Rege su commissione operava su richiesta anche di unagenzia specializzata in pratiche auto: la Nuova Flaminia Srl era un Carabiniere in servizio nellUfficio Primi Atti di Piazzale Clodio, a Roma, tale Alessandro Prili. Bernardini avrebbe svolto accertamenti su un finanziere, Giuseppe Pinna, che allaeroporto di Fiumicino si era impegnato a far passare tra i bagagli ordinari un carico di 110 chili di cocaina in cambio di 20 000 euro. Ad aiutarlo, secondo gli inquirenti, anche un operatore e un ufficiale della Guardia di Finanza in servizio presso la Procura della Repubblica di Roma. Oltre a un appartenente alla Capitaneria di Porto, verosimilmente di Roma. A Marco Bernardini vengono concessi gli arresti domiciliari.