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ⓘ Adalberto, vescovo di Bergamo. Adalberto nacque da una famiglia nobile: il padre Attone, de Carimalo aveva molti possedimenti nel bergamasco e svolgeva un ruolo ..




                                     

ⓘ Adalberto (vescovo di Bergamo)

Adalberto nacque da una famiglia nobile: il padre Attone, de Carimalo aveva molti possedimenti nel bergamasco e svolgeva un ruolo politico attivo sul territorio. Venne nominato vescovo di Bergamo nell888, succedendo a Garibaldo.

Quando nell894 Arnolfo di Carinzia, Re dei Franchi, invocato dal Papa Formoso che non amava Guido II di Spoleto il quale si era nominato re dItalia, conquistò alcune città lombarde tra queste Bergamo distruggendola e facendo numerosi morti tra i cittadini, trovò il vescovo Adalberto come suo grande oppositore.

Il vescovo venne fatto prigioniero con tutti i capifamiglia, e condotto a Magonza, affidato allarcivescovo Attone schierato allora contro il papa.

Adalberto venne presto liberato e il 1 gennaio 895, ricondotto a Bergamo riottenendo dal re i privilegi precedentemente ricevuti. Fu un grande lavoro di ricostruzione della città, e della chiesa di San Vincenzo completamente distrutta, riparò anche le mura a difesa della città, tra queste la torre che ancora porta il suo nome, costruì la canonica di San Vincenzo che doveva mantenere la chiesa di San Cassiano e forse proprio a ricordo della sua prigionia chiamata Torre della fame, mentre durante il periodo della Serenissima divenne prigione degli evasori fiscali, acquisendo un potere giuridico e diventando signore della città.

Nel 897 indisse il primo sinodo diocesano, così come imposto dal Concilio di Auxerre nel VI secolo, e creò una scuola per linsegnamento delle scritture e della grammatica, ampliò la basilica di san Vincenzo dove vennero locate le reliquie dei santi Alessandro, Narno e Viatore costruì nuove chiese arricchendole.

Riuscì ad avere i favori di re e imperatori tanto Berengario I nel899 gli donò una parte della curtis regia di Murgula, i diritti sulla fiera di santAlessandro, che poi Adalberto cedette ai monaci, dandogli così, nel 904 piena giurisdizione, civile e militare, sulla città. Nel 911 venne chiesto come accompagnatore di Ludovico III nel suo viaggio a Roma per lincoronazione imperiale. Nell’anno 915 la" curtis regia ” di Cortenova poi Cortenuova, Bg risultava di proprietà di un certo Conte Didone che, proprio in quellanno, la cedeva al vescovo di Bergamo Adalberto. Dallatto testamentario redatto nel 928, risulta che il vescovo fosse proprietario di molti beni e immobili nella bergamasca e sul comasco. Lultimo documento che riporta la sua firma, è del 929, mentre il necrologio conservato nella chiesa di San Vincenzo, dove il suo corpo fu traslato, riporta il 13 novembre 935.