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ⓘ Linea Galla Placidia. La Linea Galla Placidia fu un sistema di difesa militare litoraneo predisposto in Italia tra Marche e Romagna dai tedeschi durante la seco ..




                                     

ⓘ Linea Galla Placidia

La Linea "Galla Placidia" fu un sistema di difesa militare litoraneo predisposto in Italia tra Marche e Romagna dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, ispirato nella denominazione alla figura dellimperatrice romana Galla Placidia.

                                     

1. La storia

Il sistema difensivo costituiva il proseguimento sul litorale adriatico della Linea Gotica, denominata in questo settore con il nome in codice "Teodorico": esso nasceva con funzione di difesa antisbarco e si sviluppava dal Monte San Bartolo nelle Marche fino alle spiagge ravennate, toccando le città di Gabicce Mare, Cattolica, Riccione, Rimini, Bellaria, Cesenatico, Cervia, Porto Corsini. Il generale Heinrich von Vietinghoff temeva infatti che le truppe angloamericane durante lavanzata da sud verso nord lungo la penisola italiana potessero tentare uno sbarco nelle spiagge romagnole.

Il sistema, presidiato dalla Wehrmacht e da nuclei di militi della R.S.I., prevedeva lampio utilizzo di aree minate in mare, di profondi sbarramenti anticarro sulle spiagge e di un cospicuo numero di bunker di varie dimensioni armati con mitragliatrici e cannoni di grosso calibro. Al fine di permettere il campo libero per una eventuale difesa in caso di attacco, nel luglio 1944 era stato ordinato lo sfollamento verso i paesi allinterno dei residenti di tutte le città rivierasche; inizialmente era stata ipotizzata anche la distruzione dei villini in affaccio in prima linea su mare, idea poi abbandonata e limitata a pochi episodi.

La Linea Galla Placidia non entrò mai in azione in quanto lattacco alleato – denominato in codice Operation Olive – per sfondare la Linea Gotica e accedere alla Pianura Padana prese avvio via terra nelle Marche, a partire dallagosto 1944, mentre sul mare furono attive solamente delle navi cannoniere di supporto allattacco stesso.

Nel dopoguerra si procedette a unaccurata operazione di smantellamento delle strutture difensive realizzate e allo sminamento del mare; questultimo tuttavia non fu sufficiente a evitare numerosi incidenti mortali occorsi agli sminatori stessi e alla marineria locale; numerosi bunker furono demoliti oppure inglobati nelle nuove costruzioni civili: tuttoggi solo pochi esemplari sono ancora visibili o visitabili, per lo più nellarea ravennate.