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ⓘ Impero austriaco. L Impero austriaco venne costituito nel 1804 come monarchia ereditaria in seguito alla formazione del primo Impero francese da parte di Napole ..




Impero austriaco
                                     

ⓘ Impero austriaco

L Impero austriaco venne costituito nel 1804 come monarchia ereditaria in seguito alla formazione del primo Impero francese da parte di Napoleone Bonaparte.

Il primo imperatore dAustria fu Francesco I dAsburgo-Lorena, che al tempo portava anche il titolo di Imperatore Eletto dei Romani, abbandonato nel 1806 in seguito al disfacimento del Sacro Romano Impero. Per mantenere il titolo imperiale si proclamò imperatore dAustria nei suoi domini ereditari.

Dopo alcuni tentativi di riforma costituzionale nel 1867 vi fu una parificazione di status con la parte ungherese del regno Ausgleich e quindi lImpero dAustria è conosciuto da quel momento col nome di Impero austro-ungarico.

                                     

1. Storia

Nel 1740 divenne Arciduchessa dAustria Maria Teresa dAsburgo prima e unica donna a ereditare il titolo insieme al titolo di Regina dUngheria e di Boemia. Dopo la guerra di successione austriaca, non potendo accedere alla carica di imperatore del Sacro Romano Impero a causa della legge salica, fece incoronare nel 1745 il marito e alla sua morte nel 1765, il figlio Giuseppe II dAsburgo-Lorena che, solo alla morte della madre nel 1780, divenne così arciduca dAustria e imperatore del Sacro Romano Impero.

                                     

1.1. Storia Nascita

LImpero austriaco ebbe origine nel 1804, quando le guerre napoleoniche avevano portato al collasso definitivo del Sacro Romano Impero, che si sarebbe sciolto due anni dopo 1806. Lallora imperatore Francesco II non intendeva essere spogliato del prestigioso titolo di imperatore anche se del tutto formale, poiché non gli consentiva alcuna autorità sui principi del Sacro Romano Impero dopo la guerra dei trentanni, né voleva essere da meno del suo rivale francese. Decise così di autoproclamarsi Imperatore dAustria fino a quel momento i suoi titoli – oltre a quello dimperatore del Sacro Romano Impero – erano arciduca dAustria re dUngheria. Il neoproclamato Impero riuniva appunto i territori dinastici della Casa dAustria. I territori dinastici erano composti da stati imperiali del Sacro Romano Impero Germanico e da stati non appartenenti ad esso. Erano organizzati in entità autonome con proprie amministrazioni. Gli Stati dellImpero appartenenti ai beni allodiali della Casa dAustria facevano parte della Provincia austriaca ed erano composti da

  • arciducato dellAustria interna Innerösterreich composto dai Paesi sopra lEnns Linz e dai Paesi sotto lEnns Vienna
  • litorale austriaco Küstenland
  • Vorarlberg dal 1772 autonomo dallArlberg
  • signorie dellArlberg
  • ducato di Carniola Kärtner
  • ducato di Carinzia Krain
  • contea di Gorizia e Gradisca Görz
  • contea del Tirolo Tirol
  • ducato di Stiria Steyermark

Austria Anteriore Vorderösterreich 1376-1786 suddiviso nei vari distretti Oberämter

  • langraviato di Ortenau
  • Granducato di Toscana
  • Stato di Milano
  • langraviato di Nellenburg Stockach
  • contea di Hohenberg
  • Regno di Boemia
  • signoria di Winnweiler
  • margraviato di Burgau
  • langraviato di Svevia Altdorf
  • distretto di Bregenz
  • Paesi Bassi austriaci perduti nel 1790
  • langraviato di Brisgovia
  • Signoria di Trieste

Stati fuori limpero:

  • Regno di Ungheria e di Galizia
  • Ex repubblica di Venezia: Regno Lombardo-Veneto
                                     

1.2. Storia Le guerre napoleoniche

Come tutto il resto dEuropa, lImpero austriaco fu scosso profondamente dalla Rivoluzione francese e dalle ambizioni di Napoleone Bonaparte. Il timore delle ripercussioni che lideologia rivoluzionaria francese avrebbe potuto avere sui sudditi fecero dellAustria una nemica implacabile della Francia napoleonica. Limperatore Francesco I guidò la prima coalizione antifrancese contro la Francia di Napoleone, e subì le due gravi sconfitte di Ulma e Austerlitz. In questoccasione lImpero Austriaco cedette alla Francia il Veneto. Consigliato dal principe Metternich, già in servizio dal 1801, Francesco I dichiarò nuovamente guerra alla Francia; Napoleone, insieme al suo esercito, arrivò sino alle porte di Vienna, e costrinse gli austriaci a firmare lumiliante pace di Schönbrunn, col quale cedettero, il Tirolo, la Galizia, le province illiriche le città di Trieste e Fiume.

Dopo la grave sconfitta subita, il primo ministro Metternich decise di cambiare tattica e volle cercare in Napoleone un alleato, in attesa del momento della rivincita. Per suggellare il patto, Francesco II rinunciò ufficialmente al titolo di imperatore del Sacro Romano Impero e diede in sposa a Napoleone Maria Luisa dAsburgo-Lorena. In seguito alle disastrose sconfitte dei francesi a Lipsia 1813 e a Waterloo 1815 venne istituito il Congresso di Vienna i mutamenti territoriali e gli accordi che distinsero lepoca napoleonica causarono molti cambiamenti nella geografia dellImpero austriaco, ma questi furono perlopiù di carattere transitorio.



                                     

1.3. Storia La Restaurazione

Nellottobre del 1814 si aprì a Vienna il congresso, che vide riuniti i più grandi sovrani e governatori dEuropa. Il congresso prevedeva il ripristino degli antichi regimi europei e il ritorno alla situazione politico-territoriale precedente le guerre napoleoniche e la rivoluzione, secondo i principi di "equilibrio" e "legittimità". LAustria, riprese possesso di tutti i territori in Italia, in Polonia e nei Balcani, e formò la Santa Alleanza con Russia e Prussia, il cui compito era la reciproca difesa nel caso di rivolte filofrancesi o di indipendenza nazionale.

Francesco II dAustria, profondamente condizionato dal primo ministro Metternich, continuò la sua politica accentratrice e tradizionalista, riducendo lo stato ad un dispotismo soffocante; ciò mise le basi per i moti rivoluzionari del 1848. Dopo la morte di Francesco I, salì al trono imperiale lepilettico figlio Ferdinando I dAustria che, incapace di governare comera, si lasciò influenzare più del padre dal principe Metternich, sul quale il popolo riversava il proprio scontento. Durante la Restaurazione in Austria vi fu il periodo Biedermeier, ovvero un periodo di pace che si sarebbe prolungato fino al 1848. In questo periodo in tutto lImpero cresceva il dissenso a causa dei nuovi sentimenti nazionalistici, liberali e democratici; molti esponenti degli alti ceti della società ungherese cominciarono a chiedere maggiore autonomia, gli italiani la libertà dal giogo austriaco e quasi tutte le altre etnie rivendicavano la propria indipendenza, o come nel caso della Boemia una maggiore autonomia da Vienna.

                                     

1.4. Storia Il 48 nellImpero

Il 1848 fu un anno di rivolta generale per lImpero austriaco. A Vienna, la capitale, dove la popolazione aveva sempre appoggiato la politica degli Asburgo, studenti e molti insegnanti diedero avvio ad una rivolta contro lautorità e la continua centralizzazione del potere nelle mani dellImperatore, chiedendo una costituzione democratica e la cacciata di Metternich dalla cancelleria imperiale. Lesercito intervenne immediatamente, mentre i reali vennero trasferiti segretamente a Innsbruck. Inizialmente le richieste furono tutte accolte, compresa quella di congedare Metternich il quale diede le dimissioni dicendo "se è per il bene dellAustria ne sarò felice". Venne anche concessa luguaglianza di tutti i sudditi di fronte alla legge.

In seguito, nonostante le iniziali promesse e concessioni fatte dallImperatore ai rivoltosi di Vienna, venne ripresa la vecchia politica imperiale di assolutismo e soppressione delle aspirazioni rivoluzionarie della cittadinanza.

Per liberare Vienna, ancora in mano ai rivoltosi, venne chiamato il generale Windisch-Graetz, che venne fiancheggiato da 40.000 soldati del croato Jelacic: in poco tempo questi circondarono la capitale e la espugnarono. In Italia intanto il feldmaresciallo Radetzky combatteva i rivoltosi italiani fiancheggiati dai piemontesi: questi vennero sconfitti le truppe austriache poterono reinsediarsi in tutto il Regno Lombardo-Veneto.

Se in Austria si mirava alla riduzione del potere dellImperatore, nelle zone prevalentemente slave, come la Boemia e la Carniola, si voleva invece frenare la continua germanizzazione del territorio e della popolazione. Come a Vienna, anche a Praga scoppiarono moti indipendentistici guidati dalla gioventù boema, che vennero però soffocati nel sangue.

In Ungheria, invece, vi fu una vera dichiarazione di indipendenza da parte di Kossuth. Vennero subito creati numerosi organi statali ungheresi ed un esercito: con questa dichiarazione lUngheria era entrata in guerra con lAustria. Questultima, con lappoggio della Russia, riuscì ad accerchiare gli ungheresi: lesercito imperiale austriaco avanzava dalla Boemia e dalla Croazia verso Budapest, mentre dalla Transilvania muoveva quello russo.

Con il nuovo primo ministro Schwarzenberg, dopo alcuni mesi, nel 1849 le truppe imperiali riuscirono ad avere la meglio sullesercito ungherese che, accerchiato sia da est sia da ovest, dovette firmare la resa nellagosto del 1849. La repressione culminò con le impiccagioni avvenute ad Arad a fine settembre.

                                     

1.5. Storia La guerra di Crimea e la fine della Santa alleanza

Nel 1853 la Russia dichiarò guerra allImpero ottomano per espandere i propri domini fino al Bosforo e alle regioni slave dei Balcani; la Francia e la Gran Bretagna che vedevano minacciata lincolumità della Turchia il cui smembramento avrebbe creato un enorme vuoto nella scena politica europea aprirono le ostilità con la Russia, la quale contava sullaiuto dellAustria. Francesco Giuseppe però, non volendo incentivare lespansione russa ed inimicarsi loccidente, rimase neutrale nei confronti di tutti gli stati coinvolti nel conflitto, mobilitando però lesercito e ammassandolo nella Galizia, nella Bucovina e nella Transilvania: di conseguenza per scoraggiare un eventuale intervento austriaco, lo zar Nicola I fu costretto a schierare molte truppe, così da indebolire il fronte aperto contro Francia, Turchia e Gran Bretagna. La sconfitta dellImpero russo non si fece attendere e la resa agli alleati avvenne nel 1856; lo zar fu profondamente amareggiato dal comportamento dellalleato austriaco, il quale non solo non aiutò la Russia ma si schierò, seppur non formalmente, con le potenze occidentali: ciò sancì la fine della Santa alleanza e linizio dellinevitabile caduta del reazionismo.



                                     

1.6. Storia Il "Compromesso"

Nel 1848 Ferdinando I abdicò a favore di Francesco Giuseppe, che aveva combattuto a fianco del generale Radetzky. Il nuovo imperatore, nel tentativo di centralizzare lo stato, creò unefficiente burocrazia e un esercito ben organizzato che potesse controllare i vasti confini dellimpero. Il problema venutosi a creare in Italia non si concluse però con le vittorie del generale Radetzky contro i piemontesi, poiché i milanesi e i veneti puntavano allunione con il Regno di Sardegna e alla creazione di uno stato unitario italiano. Così dopo continue provocazioni da parte dei piemontesi Francesco Giuseppe mosse guerra nel 1859 al Piemonte, il quale protetto da Napoleone III ricevette laiuto delle truppe francesi che sbarcarono al porto di Genova. I generali austriaci, insicuri su come procedere, stettero sulla difensiva, subendo le gravi sconfitte di Magenta e Solferino a seguito delle quali lesercito imperiale si ritirò nuovamente nel Quadrilatero, cedendo ai piemontesi la Lombardia pur conservando il Veneto.

In seguito alla politica espansionistica del cancelliere prussiano Otto von Bismarck, la Prussia-garante dellunione della Germania in un unico stato nazionale-si scontrò con lImpero austriaco, che dovette contemporaneamente fronteggiare alcuni regni tedeschi e lo stesso Regno dItalia alleatisi strategicamente con la Prussia. La guerra fu combattuta su due fronti distinti: il fronte italiano costituì la terza guerra di indipendenza, dove gli austriaci sconfissero gli italiani a Custoza e Lissa e tuttavia tale vittoria fu annullata dalla disastrosa sconfitta sul fronte austro-prussiano, che si concluse con la definitiva vittoria dei prussiani nella battaglia di Sadowa. In seguito a tale sconfitta, che comportò pesanti perdite territoriali, e alle successive pressioni da parte della nobiltà ungherese e del popolo magiaro, lImperatore Francesco Giuseppe firmò il Compromesso che sostituiva allImpero austriaco una duplice monarchia, ovvero lAustria-Ungheria, formata da Impero austriaco e Regno dUngheria.

                                     

1.7. Storia La Grande guerra e la fine dellImpero

Nel 1867 Francesco Giuseppe firmò l Ausgleich, ovvero un compromesso che divideva lImpero asburgico in Impero austriaco e Regno dUngheria, che politicamente e militarmente erano uniti, ma in quanto a politica interna e amministrazione erano due entità separate. Ciò riappacificò le due nazionalità dominanti nellImpero austriaco, ovvero gli austriaci e i magiari che adesso si ritrovavano a condividere il comando dello stesso stato. In seguito al compromesso, la politica espansionistica imperiale si spostò dalla Germania ai Balcani, ove si trovò in conflitto dinteressi con la Russia, che come lAustria si stava espandendo nella regione ai danni dellImpero ottomano. La situazione politica venutasi a creare nellEuropa alla fine del XIX secolo costrinse lImpero austriaco, per motivi di convenienza, a firmare la Triplice alleanza a fianco dei suoi nemici storici Germania e Italia.

                                     

1.8. Storia 1914-1916

Nel 1914 in seguito allassassinio dellarciduca Francesco Ferdinando, a Sarajevo, esplose la prima guerra mondiale, innescando un complesso meccanismo di alleanze tra gli stati europei, che vide schierati da una parte le potenze centrali Austria-Ungheria, Germania, dallaltra quelle occidentali Francia, Regno Unito e Italia e la Russia: lItalia in realtà era da circa trentanni alleata dellAustria ma si schierò sul fronte opposto. Gli austriaci, anello debole dellalleanza coi tedeschi, alternarono sconfitte ad alcuni sterili successi sulle potenze alleate, ma quella che sarebbe dovuta essere una guerra lampo, si trasformò in una logorante guerra di trincea che finì per indebolire progressivamente il già malandato esercito austriaco; nonostante ciò lAustria-Ungheria, grazie al diretto intervento tedesco sul fronte italiano, avrebbe più tardi sconfitto gli italiani a Caporetto, facendoli indietreggiare fino al fiume Piave.

                                     

1.9. Storia 1916-1918

Gli eserciti delle due grandi potenze centrali riuscirono per quattro anni a difendere i confini dalle controffensive di Francia, Russia, Italia e Gran Bretagna, che aveva orchestrato un imponente blocco navale contro lAustria e la Germania; ciò fece scoppiare in entrambi i paesi tensioni che, particolarmente nellImpero austro-ungarico, si trasformarono in vere e proprie rivolte; infatti le numerose nazionalità comprese nellimpero decisero di prendersi lindipendenza con la forza. Con lo scoppio nellultimo anno della guerra di tali rivolte e con la sconfitta di Vittorio Veneto, lAustria si trovò impossibilitata a continuare la guerra e firmò larmistizio nel 1918, che però non contribuì a risolvere i problemi interni del paese. Nel 1916 era morto Francesco Giuseppe, a questi successe Carlo I, che perdendo la guerra 1918, in seguito alla rivolta generale delle nazionalità dellImpero, fu condannato allesilio sullisola di Madera, e i domini asburgici furono definitivamente divisi in stati indipendenti.



                                     

2. Motto

Il famoso motto A.E.I.O.U. dà lidea di quanto i sovrani della casata dAsburgo aspirassero ad un potere sempre più vasto, in grado di unire sotto la loro dinastia tutta lEuropa.

Traducibile come: Spetta allAustria comandare sul mondo intero.

In tedesco circolava linterpretazione:

Ma era diffusa, in Europa, la parodia di tale motto, reso come "Austria Erit In Orbe Ultima" LAustria sarà lultima tra le nazioni.

                                     

3. Amministrazione e politica

LImpero austriaco, era diviso in vari organi amministrativi chiamati diete, queste potevano riunirsi in consiglio nella capitale per discutere di problemi e questioni. Ogni dieta eleggeva i propri rappresentanti che avevano il compito di illustrare e discutere degli avvenimenti dinnanzi al governo centrale di Vienna. Le diete perlopiù servivano da intermediario fra le varie etnie dellImpero e la dominante maggioranza tedesca. A capo dello stato vi era lImperatore, che dal 1867 assunse anche il titolo di re dUngheria, le sue decisioni dovevano rispettare le norme della Costituzione, che poteva essere a sua volta discussa e cambiata.

Allinizio della sua costituzione lImpero guidato da Metternich assunse un aspetto conservatore e reazionario, ma dopo le sconfitte subite nelle guerre di indipendenza italiane e nella guerra austro-prussiana lImperatore Francesco Giuseppe fu "costretto" dalle circostanze ad attuare riforme liberali con aria democratica, concedendo ai sudditi una costituzione e un parlamento, che non aveva comunque influenza sul sovrano come avveniva in Gran Bretagna o in altri paesi occidentali.

LUngheria a differenza delle altre regioni dellImpero austriaco, era suddivisa in contee, unistituzione che il regno mantenne anche sotto il dominio asburgico, poiché il decentramento del potere dei secoli antecedenti al 1800 lo permetteva; ma ciò non fu solo una questione di "arretratezza feudale" dellImpero, ma fu unabile mossa politica che fece ai suoi tempi Ferdinando II, infatti mantenendo la struttura dello stato magiaro riuscì ad avere lappoggio dellaristocrazia, nella quale era concentrato tutto il potere del regno dUngheria. Però proprio grazie al mantenimento di questa istituzione, lo stesso imperatore contribuì a mantenere viva la coscienza di una nazione magiara, che si concretizzò nei moti del 1848.

                                     

3.1. Amministrazione e politica Politica estera

La politica dellImpero austriaco, soprattutto dal 1804 al 1866, mirava ad una graduale affermazione dello stato asburgico in Germania e in Italia, ed ad un costante accentramento del potere nelle mani dellImperatore. Le guerre napoleoniche fecero dellImpero austriaco uno degli stati "pilastro" dellEuropa, ciò permise a questa di giocare un ruolo di primo piano nella politica europea, infatti lAustria tentò sino alla sconfitta contro la Prussia nel 1866, di espandere il proprio dominio in tutta la Germania, ma il cancelliere prussiano Bismarck escluse lImpero austriaco dalla scena politica tedesca, prima con lunione doganale e poi con la costituzione della Confederazione germanica del nord.

Gli Asburgo non furono più in grado di riaffermare il proprio potere in Germania, poiché dovevano occuparsi delle numerose ribellioni nazionalistiche che si erano propagate per tutto lImpero, ciò indebolì tutta la politica imperiale austriaca, che dovette abbandonare definitivamente lidea di una Germania guidata dagli Asburgo e spinse lImpero ad una progressiva espansione verso sud, ai danni dellImpero ottomano. LAustria sollecitava alla rivolta le nazionalità slave dei Balcani, sottomesse ai turchi, cercando di infiltrarsi a loro volta nella scena politica dei Balcani, ma questa trovò numerosi intoppi, poiché unaltra potenza aspirava al dominio della regione, lImpero russo. I principali rivali dellImpero erano Prussia e Russia; con la prima che nel 1866, aveva sconfitto gli austriaci a Sadowa strinse unalleanza difensiva assieme allItalia, mentre con la seconda entrambi membri della Santa Alleanza era in continuo conflitto dinteressi per il dominio sui Balcani. LImpero dAustria, continuò ad esistere fino al 1918, ma dal 1867 governò i domini asburgici insieme allUngheria

In Italia lAustria cercò di imporsi già dal XV secolo, quando ebbe i primi scontri con Venezia, e con gli stati dellItalia settentrionale. Dopo le guerre napoleoniche, lImpero austriaco riacquisì tutto il potere che aveva perso precedentemente contro Napoleone, controllava: la Lombardia, il Veneto, lEmilia, la Toscana e il Trentino, era egemone incontrastata nel NordItalia, ma questa egemonia cominciò a decadere già dal 1848, quando il Lombardo-Veneto si rivoltò agli Asburgo. Queste rivolte erano sollecitate dal Piemonte, che aspirava a riunire lItalia sotto il casato dei Savoia, e da un nuovo vigoroso sentimento nazionalista che stava dilagando in tutta Europa; Piemonte e Austria arrivarono infine alla metà del XIX secolo a scontrarsi, nelle guerre di indipendenza italiane, che con la sconfitta dellImpero, segnarono labbandono della politica espansionistica in Italia da parte degli Asburgo. Austria e Italia però ricomposero presto gli attriti venuti a crearsi, aderendo entrambe alla Triplice alleanza.

                                     

3.2. Amministrazione e politica La Santa alleanza

La Santa alleanza fu il pilastro sul quale si reggeva la politica estera e interna dellImpero asburgico dal 1815 al 1853, che si proponeva di soffocare con una politica reazionaria soprattutto contro-rivoluzionaria i futuri moti rivoluzionari o comunque nazional-liberali che sarebbe sorti dal Congresso di Vienna in poi. Questa applicò efficacemente la propria autorità contro i moti del 1848 in Europa e contro lUngheria di Kossuth; lalleanza però venne spezzata in seguito alla neutralità di parte conseguita dallImpero austriaco nella Guerra di Crimea, dove mancò di sostegno alla Russia dello zar Nicola I.

                                     

3.3. Amministrazione e politica Ausgleich

LAusgleich è la riforma costituzionale promulgata il 12 giugno 1867 dallimperatore dAustria Francesco Giuseppe, con la quale lUngheria otteneva una condizione di parità con lAustria allinterno della monarchia asburgica, segnando il passaggio dallImpero austriaco allImpero austro-ungarico. LAusgleich fu concesso, in seguito alla sconfitta subita dallImpero dAustria nella guerra del 1866 contro la Prussia e i suoi alleati tedeschi e lItalia, dietro pressione dei nazionalisti ungheresi, specialmente il conte Gyula Andrássy. Secondo l Ausgleich, Austria ed Ungheria costituivano due stati separati, con costituzioni, parlamenti, amministrazioni e milizie territoriali distinti. In comune mantenevano il sovrano imperatore dAustria re apostolico dUngheria, i ministeri competenti per la politica estera, economica e militare, e limperial regio esercito comune. Le spese comuni furono inizialmente coperte per il 70% dallAustria.

                                     

3.4. Amministrazione e politica Impero multietnico

LImpero austriaco, assieme a quello russo, è stato forse limpero continentale etnicamente più variegato tra tutti quelli esistiti. Fu proprio questo problema etnico "tallone dAchille dAustria", che portò alla sconfitta la potente Monarchia asburgica durante la prima guerra mondiale. LImpero austriaco, diviso dal 1867 in una parte austriaca e in una parte ungherese, risultava formato da dodici entità nazionali, spesso in conflitto tra loro. Nella parte austriaca i tedeschi erano la nazionalità più consistente; in Boemia e in Moravia erano in maggioranza i cechi; vi erano province con popolazione polacca e ucraina Galizia, Lodomeria e Bucovina e, nelle regioni meridionali, slovena, italiana nel Trentino, in Istria e a Trieste, serba e croata.

Nella parte ungherese Regno dUngheria, i magiari erano il gruppo etnico più numeroso, pur senza arrivare alla maggioranza della popolazione. Il regno dUngheria includeva anche due regioni slave, la Slovacchia e la Croazia, e la Transilvania, abitata in maggioranza da rumeni ma con forti minoranze tedesche e magiare. NellImpero vi erano infine consistenti comunità di ebrei. Il problema delle nazionalità dalla fine dellOttocento divenne ancora più grave, a causa della politica asburgica di espansione nei Balcani a spese dellImpero ottomano. Nel 1878 lAustria occupò la Bosnia ed Erzegovina, e nel 1908 procedette alla sua annessione.

                                     

3.5. Amministrazione e politica I conflitti etnici

I principali conflitti e dissensi erano tra le popolazioni slave dellImpero, ovvero cechi, slovacchi, ruteni, croati, bosniaci, sloveni e polacchi. Gli slavi pretendevano dallImperatore la stessa importanza ed influenza del fattore tedesco e magiaro dello Stato; le rivolte antiasburgiche vennero formarsi con la comparsa sulla scena politica europea, di uno Stato slavo indipendente, la Serbia, che sconfiggendo lImpero ottomano aveva guadagnato la piena sovranità. I serbi, incoraggiarono le altre popolazioni panslave dellImpero asburgico a rivoltarsi, e a formare un grande stato slavo indipendente. Tutto questo andò come previsto, la maggior parte degli slavi del sud prese le distanze da Vienna, mentre gli slavi del nord, ovvero i boemi, rimasero fedeli allImperatore sino alla fine. In seguito a questi eventi, lAustria tentò in ogni modo di contrastare il crescente nazionalismo slavo, soprattutto in Bosnia. Il culmine si raggiunse a Sarajevo, quando uno studente serbo sparò allerede al trono asburgico, larciduca Francesco Ferdinando. Furente per laccaduto, il governo austriaco impose un Ultimatum alla Serbia: limmediata fine dei movimenti antiasburgici; i serbi rifiutarono, così lAustria-Ungheria, mosse guerra alla Serbia, e si attivò limmenso domino di alleanze creatosi in Europa, portandola alla prima guerra mondiale.

I magiari e i boemi erano le seconde nazionalità predominanti nellImpero austriaco. I magiari si ritenevano indipendenti dallAustria, legati a lei solo dal comune sovrano; vedevano nellAustria più una partner economica che unentità superiore, infatti i nobili magiari vollero sempre mantenere i loro antichi diritti e la loro Costituzione. In seguito alla formazione dellImpero austriaco nel 1804, lUngheria venne inglobata in un più vasto stato asburgico, dove a capo vi era lAustria. Gelosi di conservare lidentità nazionale, i magiari si rivoltarono più volte allImpero; queste rivolte raggiunsero lapice nel 1848, quando si arrivò anche se per poco alla creazione di uno stato magiaro indipendente grazie a Lajos Kossuth. Il tenace orgoglio nazionale ungherese mai svanito anche dopo la soppressione del 1848, obbligò lImperatore a firmare nel 1867 un Compromesso, con il quale lImpero asburgico venne diviso in Impero austriaco e Regno dUngheria.

La Boemia era sin dal Rinascimento un possedimento asburgico, a cui venne tolta lindipendenza in seguito alla Guerra dei Trentanni. Da allora i boemi hanno sempre combattuto fedelmente a fianco degli Asburgo, che però diedero uno status quo allUngheria, trascurando la Boemia, che si sentiva al pari del vicino magiaro e profondamente offesa dal governo austriaco. Lavversione per questa situazione fu evidente quando nel 1848 lesercito boemo-imperiale, scese in campo combattendo fino alla vittoria contro gli insorti magiari. La fedeltà dimostrata dai boemi verso lImperatore, era forse dovuta alla continua germanizzazione della Boemia, che iniziò nel lontano Medioevo.

                                     

4. Cultura

La cultura dellImpero austriaco varia a seconda delle popolazioni che lo compongono, le maggiori germanizzate in modo da creare ununica grande cultura mitteleuropea. LImpero è stato punto di incontro di pittori, letterati, generali, pensatori e grandi architetti, grazie alla sua posizione di tramite tra il mondo occidentale e quello orientale ortodosso e musulmano. A Vienna per tutta lEtà moderna si sono incontrate le più grandi menti dEuropa, che hanno contribuito a sviluppare la cultura dellintero paese, facendone la Roma del Danubio. Qui si incontravano i grandi illuministi nei salotti degli Asburgo, mentre ascoltavano le geniali note di grandi musicisti come Wolfgang Amadeus Mozart. Si riunivano alla corte dellImperatore i migliori artisti ed architetti dEuropa, che fecero stare sempre allavanguardia in campo artistico la capitale asburgica.

LAustria e la Boemia erano i due paesi culturalmente più evoluti dellImpero asburgico, e grazie al loro grande patrimonio artistico e alle loro meravigliose città Vienna e Praga, contribuirono alla nascita di una nuova e allavanguardia cultura mitteleuropea. Furono i paesi natali di grandi artisti, letterati e pensatori, che influirono non solo sulla cultura dellImpero, ma divennero famosi in tutto il mondo. Questa "cultura mitteleuropea" si esprime principalmente nellarchitettura, infatti alla fine del XIX secolo larchitettura austriaca e boema avevano molte caratteristiche simili. Si ebbe in Austria la nascita dellarchitettura secessionista, che nasce proprio a Vienna e influenzerà la cultura austriaca sino alla prima metà del XX secolo. In Ungheria e nei paesi slavi questa avanguardia culturale veniva meno; anche se influenzata dalla vicina Austria, lUngheria mantenne le culture le tradizioni medievali, che sembravano radicate in tutto il paese, tranne che nella capitale Budapest, che alla metà dellOttocento era ai livelli di Praga e di Vienna. Infatti molti artisti e letterati ungheresi si trasferirono a Vienna, dove poterono incontrare e confrontarsi con molti altri artisti.

                                     

4.1. Cultura La secessione viennese

Lintroduzione di questi nuovi concetti nella cultura del XIX secolo, segna limprovviso crollo dei valori e degli insegnamenti accademici che per tutto il secolo avevano guidato la produzione artistica. Laccademismo aveva rappresentato i fasti dellaristocrazia, soprattutto nellEuropa centrale dove era più forte la tradizione monarchica.

Lo sviluppo industriale in Germania e in Austria favorì la nascita di un sistema sociale basato sulla borghesia imprenditoriale che ben presto avrebbe sostituito lormai vecchia e logora aristocrazia. La borghesia liberale che aderisce alle idee socialiste attira le simpatie dei ceti meno abbienti, è il primo segno della fine degli imperi centrali.

Vienna sul finire dellOttocento è la capitale dellImpero austro-ungarico. Dopo i moti della metà del secolo sedati da Francesco Giuseppe e il decollo delleconomia industriale si vive un periodo di relativa calma politica. La città si appresta a diventare una metropoli, centro di un impero formato da popoli diversi, per cui disposta ad accettare tutti gli stili, anche quelli regionali. Vienna devessere adeguata a servire i bisogni della nuova borghesia. Si abbattono le mura della città antica, e si espande il raggio urbano. La zona despansione è chiamata Ring Anello. Gli edifici, abitazioni e commerci della nuova borghesia, che prospettano sul Ring sono in stile eclettico, hanno strutture moderne e innovative in acciaio e cemento, ma sono ricoperti da apparati decorativi in stile neogotico, neoclassico, rinascimentale e così via, con citazioni di singoli episodi dellarte del passato. Sul Ring si costruiscono anche teatri, musei e strutture pubbliche per soddisfare le esigenze della mondanità borghese.

In questo clima di rinnovamento sociale ed economico, un gruppo di artisti nel 1881 comincia a riunirsi regolarmente in un caffè, per esporre nuove idee in merito allarte, alla produzione industriale allestetica. Nel 1896 quaranta artisti capeggiati dal pittore Gustav Klimt dichiarano la scissione dalla Künstlerhaus, la potente associazione ufficiale degli artisti viennesi, che non riconosce il nuovo gruppo. Nel maggio 1897 Klimt insieme ad altri 17 membri dichiara la Secessione dalla Künstlerhaus. Joseph Hoffman aderisce alla secessione nel 1898 e Otto Wagner nel 1899. A ruota anche un altro gruppo si stacca dalla Künstlerhaus senza raggiungere esiti da esser presi in considerazione dalla critica storica. Con la costituzione della Secessione gli artisti viennesi riescono scuotere le fondamenta dellaccademismo e acquisiscono popolarità presso i nuovi borghesi che saranno i committenti principali.

Il merito principale del movimento secessionista non è quello di essere precursore del movimento moderno, ma di aver combattuto la falsità dello stile eclettico. È logico che la Secessione così come lo Jugendstil, lArt Nouveau, il Modernismo ed il Liberty, non potesse diventare il nuovo stile del Novecento sia per la rapidità del fenomeno, sia per i profondi legami con la borghesia capitalistica.

Il periodo di maggior affermazione della Secessione dura circa sei anni, poi le dure critiche che arrivano da più parti esauriscono naturalmente il movimento. Nei sei anni di attività del gruppo secessionista resta un bilancio positivo, la costruzione delledificio della Secessione, venti esposizioni, la pubblicazione di Ver Sacrum Primavera Sacra, sono i risultati tangibili, ma al di là di questo cè la consapevolezza di esser diventati caposcuola dello stile floreale in Europa. Lispiratore della secessione è Gustav Klimt pittore e decoratore, vero riformatore delle arti applicate in Austria, oltre a lui i protagonisti sono Olbrich, Wagner, Hoffman.

                                     

4.2. Cultura Musicisti

  • Gustav Mahler
  • Anton Bruckner
  • Alexander von Zemlinsky
  • Franz Schubert
  • Famiglia Strauss
  • Arnold Schönberg
                                     

4.3. Cultura Scrittori

  • Leo Perutz
  • Arthur Schnitzler
  • Hugo von Hofmannsthal
  • Robert Musil
  • Stefan Zweig
  • Joseph Roth
                                     

5.1. Geografia Morfologia e idrografia

LImpero austriaco si sviluppava principalmente nellEuropa centrale e nei Balcani, confinava a nord con la Germania e la Russia, a sud con lImpero ottomano in seguito alle guerre balcaniche, confinerà a sud con la Serbia e lItalia, a ovest con la Germania e la Svizzera e ad est con la Romania; le province più lontane dellImpero erano il Vorarlberg ad ovest e la Transilvania ad est. LImpero comprendeva varie catene montuose: le Alpi orientali,le Alpi dinariche, le Alpi transilvaniche, i Carpazi e i Sudeti, i cui picchi principali erano: il Großglockner 3797m, i Tatra 2655m, il Moldoveanu 2543m e il Durmitor 2522m.

Le pianure più estese si trovavano in Ungheria Pianura ungherese e in Italia Pianura veneta e Pianura Padana. I principali laghi erano il Lago Balaton e Lago di Costanza; lunico sbocco sul mare che lo stato asburgico possedeva era costituito dal Mar Adriatico. LImpero era attraversato da numerosi corsi dacqua, i principali dei quali erano il Danubio con i suoi affluenti, e i lunghi fiumi che dalla Boemia scendevano fino al Mare del Nord. I principali corsi fluviali dellImpero erano:

  • Danubio
  • Drava
  • Tibisco
  • Adige
  • Sava
  • Moldava
  • Inn
  • Mureș
  • Po
                                     

5.2. Geografia Città e demografia

LImpero austriaco basava la propria forza sulle sue grandi città e sulle numerose persone che le popolavano, di varie etnie e con usi e costumi differenti. La città più grande dellImpero era Vienna che nel 1848 superava il milione e mezzo di abitanti, seguivano Praga, Milano, Trieste, Budapest e Cracovia, nelle quali era concentrato il maggior numero degli abitanti dello stato asburgico, anche una buona parte della popolazione risiedeva nelle campagne. La capitale, Vienna, era a quellepoca una delle città più popolose dEuropa, dove vi si svolgevano importanti affari commerciali e politici tra i vari stati, fungeva da crocevia per lOriente e in particolare per Costantinopoli, dalla quale venivano importati molti prodotti esotici e di altissima qualità.

La popolazione dellImpero austriaco conobbe unenorme crescita demografica dal periodo che va dalle guerre napoleoniche al 1910, dove da ventuno milioni di abitanti nel 1805, si arrivo a quasi cinquanta milioni nel 1910. Era costituita principalmente da tedescofoni che per numero erano letnia più numerosa circa il 24% della popolazione totale, ai quali seguivano i magiari, i cechi, i polacchi, i croati, gli slovacchi, i serbi, i rumeni, i ruteni, gli sloveni e gli italiani.

Le grandi città dellImpero austriaco erano:

  • Venezia
  • Graz
  • Budapest
  • Milano
  • Praga
  • Linz
  • Bratislava
  • Cracovia
  • Trieste
  • Vienna
                                     

6. Esercito

Lesercito dellImpero austriaco era uno dei più numerosi e potenti dEuropa, combatté numerose battaglie contro i francesi durante le guerre napoleoniche dove venne sconfitto più volte, e contro italiani e prussiani nella prima e nella seconda guerra di indipendenza italiana. Nel 1800, lesercito austriaco stanziava 92.000 soldati in Germania, 92.000 in Italia, 8.000 in Dalmazia e possedeva una riserva di circa 15.000 unità, spesso milizie o volontari. Lungo tutta la linea di confine sud-orientale con lImpero ottomano, erano stanziate qualche migliaio di guardie di confine, che avevano il compito di sorvegliare e difendere la frontiera dellImpero.

Venne anche istituita una milizia territoriale, Landwehr, aveva il compito di difendere il territorio austriaco; era la principale unità dellesercito nella seconda metà del XIX secolo. A partire dal 1848 in seguito ai moti di quello stesso anno, venne creata una guardia cittadina, era ununità al di fuori dellesercito imperiale ed aveva il compito di difendere la città dallabusiva autorità dellImperatore. Lélite dellesercito era la Guardia Imperiale austriaca che costituiva la K.u.k. abbreviazione usata durante la Duplice monarchia per indicare gli edifici pubblici. Nel suo insieme lesercito austriaco contava dati orientativi del 1859 teoricamente 800.000 uomini in tempo di guerra e 420.000 in tempo di pace dei quali 320.000 fanti, 50.000 cavalieri, 30.000 artiglieri e 20.000 addetti ai servizi. I vari reparti dellesercito erano indicati a volte con il nome del comandante, a volte con un nome tradizionale, in altri casi con il nome tradizionale del proprietario o del comandante onorario. Quasi tutti erano contrassegnati da un numero.

Come per altri eserciti, le vivandiere le lavandaie, in esercitazione ed in guerra, seguivano i loro battaglioni con carri propri e in taluni casi indossavano anche ununiforme. La disciplina nellesercito era assai dura ma chiaramente spiegata ai soldati e, secondo le prescrizioni, nella lingua materna. La dottrina di impiego era sperimentata e applicata con continue e prolungate esercitazioni dopo attento studio; i regolamenti dei reparti minori, dal battaglione compreso a scendere, erano dettagliatissimi e stampati nelle varie lingue.

Larmamento era eccellente; quello individuale, sino al 1855 quando le fabbriche lombarde e venete vennero chiuse per eliminare la concorrenza, era di prevalente costruzione italiana. Forse i pezzi di artiglieria cannoni e obici erano inferiori a quelli piemontesi e francesi ma godevano di una maggiore celerità di tiro. Nel complesso lesercito imperial-regio era uno strumento saldo, serio, preparato, mobile, disciplinato, curato da tutti, ligio ai regolamenti ma capace di autonome iniziative a tutti i livelli, molto sensibile al fattore morale e reattivo in funzione della capacità degli ufficiali superiori. La composizione multietnica dellimpero poi, se da un lato complicava terribilmente laspetto amministrativo, forniva allesercito tutta una serie di eccellenti truppe particolari, quali i Jager tirolesi, i Grenzer croati, gli Ussari ed i Granatieri Ungheresi, ammontanti perdipiù ad numero rilevante nellinsieme delle forze complessive.

                                     

6.1. Esercito La struttura dellesercito austriaco

Il comando supremo era concentrato nella persona dellImperatore. Il Ministro della Guerra al campo assumeva anche il comando effettivo dellesercito. A disposizione dellImperatore vi erano:

  • le supreme cariche di Corte: aiutanti di campo, consiglieri, stati maggiori, autorità civili e militari;
  • la cancelleria militare centrale per la compilazione e la diramazione degli ordini.

Il comando supremo era assimilabile ad un moderno ministero della guerra. Lo stato maggiore comprendeva 4 marescialli, 265 generali, 125 aiutanti di campo, il Corpo di Stato Maggiore 126 ufficiali in tempo di pace e 180 in caso di guerra, il Corpo degli ingegneri topografi. Lesercito Legge per lesercito datata 27 settembre 1850 era ordinato in 4 armate la 2^ per lItalia ognuna delle quali comprendeva 3-4 Corpi dArmata, ognuno su 2-4 Divisioni. Ogni divisione era articolata su 2-3 brigate. Una brigata comprendeva normalmente una batteria di artiglieria e 2 reggimenti, ciascuno suddiviso in più battaglioni a loro volta formati da 6 compagnie. Ogni divisione disponeva, in genere, di un reggimento di cavalleria e ogni brigata anche di un battaglione di cacciatori.

Unità dellesercito austriaco nel 1805:

  • Cavalleria 42.340
  • Artiglieria 12.330
  • Genieri 5.780
  • Fanteria 305.450
  • Grenzer 57.400

Lesercito si ingrandì notevolmente dopo la soppressione del dominio napoleonico. Basti guardare i suoi valori sensibilmente variati nel 1859, quando lesercito imperiale disponeva di 619.000 unità:

Unità dellesercito austriaco nel 1859:

  • Treno 12.000
  • Cavalleria pesante 17.000
  • Genieri zappatori e pionieri 13.000
  • Artiglieria con 792 cannoni 50.000
  • Cavalleria leggera 39.000
  • Fanteria compresi 28.000 cacciatori a piedi e 14 reggimenti di fanteria, detti Croati i precedenti Grenzer, che comprendevano 55.000 soldati) 458.000
  • Carabinieri, pontieri, soldati di sanità, ecc. 30.000

Oltre ad altre 79.000 unità così ripartite:

  • Battaglioni franchi, di cavalleria irregolare, di cavalleria e di artiglieria di frontiera 50.000
  • Addetti agli stabilimenti militari, scuola, mandrie, invalidi, compagnie di disciplina, ecc. 27.000
  • Uomini di fanteria e dragoni di stato maggiore austriaci 1.800
                                     

6.2. Esercito Gradi militari

Gli ufficiali dellesercito austriaco provenivano in minima parte dallAccademia e in gran parte dai reparti, i cosiddetti cadetti dal latino caput, poi francese cadet = capo. I sottufficiali venivano tratti dai soldati più anziani e più capaci e potevano venire inviati a frequentare corsi speciali per poter essere promossi ufficiali. La leva del personale di truppa variava secondo le esigenze; vigeva la leva obbligatoria, ma molte erano le esenzioni.

Gradi militari delleesercito austriaco nel 1807:

  • Oberleutnant tenente
  • General Major generale di brigata
  • Major maggiore
  • Oberst Leutnant tenente colonnello
  • Feldwebel sergente maggiore
  • Feldzugmeister generale di corpo darmata
  • Hauptmann capitano
  • Feldmarschall Leutnant generale di divisione-tenente feldmaresciallo
  • Führer sergente
  • Leutnant sottotenente
  • Feldmarschall generale darmata
  • Caporal caporale
  • Gefreiter sottocaporale o scelto
  • Generalissimo spesso era lArciduca dAustria
  • Oberst colonnello
                                     

6.3. Esercito Comandanti dellImpero

  • Albert von Neipperg
  • Karl Philipp Fürst zu Schwarzenberg
  • Giovanni I Giuseppe di Liechtenstein
  • Josef Radetzky
  • Michael von Melas
  • Michael von Kienmayer
  • Joseph Alvinczy von Berberek
                                     

7. Religione

La religione ufficiale dellImpero austriaco era il cattolicesimo, praticato dalla maggior parte dei tedeschi e dei magiari; era stata da sempre e per secoli il motivo di conflitto con il vicino Impero ottomano, che perdendo potere a ristretto sempre di più i territori islamici nella penisola dei Balcani, e dato spazio alla fede cattolica e a quella ortodossa. Tra le varie popolazioni dellImpero le religioni più praticate erano: il cattolicesimo 77.2%, il protestantesimo 8.9%, la religione ortodossa 8.7%, lebraismo 3.9%, e lislamismo 1.1%. Lo stato era tollerante con le altre religioni, per godere dellappoggio dei loro fedeli, strategia che il governo asburgico usò fino al 1918; tuttavia ci sono stati molti tentativi con la germanizzazione dellImpero, di unificare la popolazione sotto la Chiesa cattolica romana.

La Chiesa cattolica nellImpero austriaco aveva non molta rilevanza politica e i rapporti tra gli Asburgo e i pontefici peggiorarono progressivamente, anche in seguito alle riforme liberali compiute dai predecessori degli imperatori austriaci come Giuseppe II. In pratica sino dal XVIII secolo lo stato asburgico non riconobbe più nessun privilegio politico della Chiesa cattolica; questo fu necessario, dal momento che lImpero degli Asburgo era un mosaico di etnie, che praticavano religioni diverse: le riforme anticlericali furono volte anche a favore di una politica più tollerante verso le minoranze, riducendo privilegi e discriminazioni. LImpero austriaco e la Chiesa cattolica non si riappacificarono mai, dato che i tempi e i nuovi ideali laici del XIX secolo non lo permisero. La situazione austriaca rispecchiava comunque un fenomeno diffuso in tutta Europa. Nelle terre austriache la Chiesa cattolica contava sulle seguenti diocesi:

  • Diocesi di Gurk
  • Arcidiocesi di Salisburgo eretta nel 798 con le diocesi suffraganee
  • Diocesi di Lavant
  • Diocesi di Graz-Seckau
  • Diocesi di Linz
  • Arcidiocesi di Vienna eretta nel 1469 con le diocesi suffraganee
  • Diocesi di Sankt Pölten
  • Diocesi di Trieste e Capodistria
  • Diocesi di Veglia
  • Arcidiocesi di Gorizia eretta nel 1751 con le diocesi suffraganee
  • Diocesi di Parenzo e Pola
  • Diocesi di Lubiana
  • Abbazia territoriale di Wettingen-Mehrerau
  • Diocesi di Trento
  • Direttamente soggetta alla Santa Sede
                                     

8. Economia

Leconomia dellImpero austriaco si basava sul commercio che scorreva lungo il Danubio, sulla fiorente agricoltura delle pianure ungheresi e della pianura padana e della valle del Danubio e sulle grandi industrie che si trovavano per la maggior parte nelle grandi città. Lagricoltura era ancora lattività prevalente in tutto lImpero, ne era la spina dorsale dalla quale dipendeva il rifornimento dellesercito. Le più vaste zone agricole dello stato asburgico si trovavano nella Valle del Danubio e nella vasta pianura ungherese. Sui monti e sulle colline veniva praticato lallevamento e la pastorizia, di cui vivevano principalmente gli abitanti del luogo.

Le principali industrie erano concentrate nelle periferie delle grandi città come: Vienna, Graz, Budapest, Linz, Trieste, Praga e Cracovia. Lindustria austriaca e austro-ungarica conobbe il maggiore sviluppo durante la Corsa alle armi degli inizi del Novecento. I principali partner economici dellImpero austriaco erano la Germania, con la quale strinse la Triplice alleanza e il Regno dUngheria, con il quale firmo nel 1867 il Compromesso. LImpero intraprendeva scambi anche con i paesi confinanti, come lItalia e lImpero ottomano, anche se con questultimo ebbe sempre un pessimo rapporto politico. In cambio di proficui scambi commerciali, lImpero austriaco offriva eccellenti ingegneri e architetti, che si impegnarono molto nella costruzione di grandi opere architettoniche allestero.

                                     

8.1. Economia Il Danubio

Il Danubio era ed è ancora oggi uno dei più importanti beni economici dellAustria; lImpero austriaco ne controllava quasi la totalità, e ciò rese possibile un prospero traffico di commercio fluviale. Dal Danubio venivano effettuati scambi commerciali con i principati tedeschi, la Svizzera e gli stati dei Balcani, che allora erano fortemente influenzati dallImpero. Anche se su scala più ridotta, vi era un fiorente commercio che scorreva lungo le principali arterie del Danubio.

                                     

8.2. Economia La moneta

Il Gulden o fiorino fu la moneta dellImpero austriaco tra il 1754 ed il 1892. Il nome Gulden fu stampato sulle banconote austriache in tedesco, mentre le monete vennero coniate usando il termine Florin. Il nome Forint fu usato nelle monete e banconote in ungherese. Con lintroduzione del Konventionstaler nel 1754, il fiorino fu definito come mezzo Konventionstaler e perciò equivalente ad 1/20 del Marco di Colonia dargento, cioè ~11.7 g di fino, e suddiviso in 60 Kreuzer. Il fiorino divenne lunità standard dellImpero Asburgico e rimase in uso fino al 1892. Nel 1857, in Germania e nellImpero austriaco fu introdotto il Vereinsthaler con un contenuto di 16⅔ grammi dargento.

Questo peso era di poco inferiore ad 1.5 volte il contenuto in argento del fiorino. Di conseguenza lAustria-Ungheria adottò un nuovo standard per il fiorino che ora conteneva 2/3 dellargento del Vereinsthaler. Ciò provocò una svalutazione della moneta del 4.97%. LImpero nello stesso tempo decimalizzò la propria valuta creando un nuovo sistema con 100 Kreuzer = 1 Fiorino ed 1½ Fiorino = 1 Vereinsthaler. Quando nel 1866 la Prussia sconfisse lAustria, questa uscì dallo Zollverein e nel 1867 si indirizzò verso lUnione Monetaria Latina. Furono perciò emesse monete doro da 8 e 4 fiorini che erano equivalenti alle monete da 20 e 10 lire/franchi. Tuttavia lAustria non completò lingresso nellUnione che era stato previsto per il 1870. Il fiorino austroungarico fu sostituito dalla corona austro-ungarica nel 1892 al tasso di 2 corone = 1 fiorino.

                                     

9.1. Documenti Il Congresso di Vienna

Il Congresso fornì il pretesto per una serie di grandiosi festeggiamenti con cui laristocrazia e i sovrani cercarono di rinnovare i rimpianti splendori del secolo XVIII, e che attirarono a Vienna unibrida folla di principi, aristocratici, mendicanti, spie, e borseggiatori. Tutti accorsero alla più musicale delle capitali europee. LImperatore dAustria, Francesco I, coscienzioso, conservatore e alquanto alla buona, fu un ospite di straordinaria generosità, anche se ciò comportò serie conseguenze per il tesoro austriaco. Il comitato per i festeggiamenti organizzò per gli innumerevoli ospiti un ricco programma di balli, gare di slitta e di pattinaggio, battute di caccia, spettacoli di gala, concorsi ippici e concerti, sontuosi banchetti. Mentre tante energie venivano sprecate nelladempimento dei doveri mondani, il Congresso si creò una fama di frivolezza e di irresponsabilità.

E.V.Gulick, Lultima coalizione e il Congresso di Vienna, in "Storia del Mondo Moderno", Milano, 1969
                                     

9.2. Documenti Nella battaglia di Solferino e San Martino

La nebbia azzurrina fra i due fronti si diradò un poco.Allora fra il sottotenente le schiere di soldati, comparve lImperatore con due ufficiali dello stato maggiore. Fece per portarsi agli occhi un binocolo da campo che uno degli accompagnatori gli porgeva. Trotta sapeva cosa ciò significava: ammesso pure che il nemico stesse ripiegando, la sua retroguardia aveva pur sempre il viso rivolto agli austriaci, e chi alzava un binocolo si faceva riconoscere come un bersaglio che valeva la pena di colpire. E questi era il giovane Imperatore. Trotta si sentì il cuore in gola. La paura per limmaginabile, immensa catastrofe che avrebbe nichilito lui stesso, il reggimento, lesercito, lo Stato, il mondo intero, gli trapassò il corpo con brividi ardenti.Con le mani afferrò le spalle del Monarca perché si chinasse. La presa del sottotenente fu sin troppo energica. LImperatore cadde a terra di botto e gli accompagnatori si precipitarono in suo aiuto. In quellistante una pallottola trapassò la spalla sinistra del sottotenente, quella pallottola, appunto, che era destinata al cuore dellImperatore.

Joseph Roth, La marcia di Radetsky, Milano, Adelphi, 1987
                                     

10. Imperatori dAustria

  • Francesco II, Imperatore del Sacro Romano Impero 1792-1806, Imperatore dAustria come Francesco I 1804-1835
  • Carlo I, imperatore dAustria 1916-1918; re Carlo IV dUngheria-a volte indicato come "Carlo". Morì in esilio nel 1922.
  • Francesco Giuseppe I, imperatore dAustria 1848-1916; re Francesco Giuseppe dUngheria dal 1867-a volte indicato come "Francesco Giuseppe"
  • Ferdinando I, imperatore dAustria 1835-1848
                                     

11. Avvenimenti e guerre

  • Terza guerra di indipendenza italiana
  • Ausgleich
  • Seconda guerra di indipendenza italiana
  • Triplice Alleanza 1882
  • Santa Alleanza
  • Rivoluzioni del 1848 nellImpero austriaco
  • Congresso di Vienna
  • Primavera dei popoli
  • Guerra austro-prussiana
  • Prima guerra mondiale
  • Guerre napoleoniche
  • Prima guerra di indipendenza italiana