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ⓘ Principalía. La Principalía o classe nobile, fu la classe governante e spesso lalta classe sociale delle città delle Filippine spagnole, comprendente il goberna ..




Principalía
                                     

ⓘ Principalía

La Principalía o classe nobile, fu la classe governante e spesso lalta classe sociale delle città delle Filippine spagnole, comprendente il gobernadorcillo, le cabezas de barangay che governavano i distretti in cui il paese era suddiviso. La distinzione lo status di appartenenza alla principalía era per diritto ereditario. Ad ogni modo, essa poteva essere acquistata, come attestato da decreti reali come quello del 20 dicembre 1863 per il Ministro delle Colonie, José de la Concha.

Questa classe privilegiata fu esentata dal pagamento dei tributi alla Corona Spagnola durante tutto il periodo coloniale. Essa era la vera aristocrazia delle Filippine coloniali, che potrebbe essere comparabile alla classe del patriziato dellantica Roma. I principales membri della principalía riportavano le loro origini alla realtà pre-coloniale ed alle classi nobili di Datu dei regni, dei rajahti, delle confederazioni e dei principati oltre che delle signorie più piccole dei cosiddetti barangays Visayas, Luzon, e Mindanao. I membri di questa classe avevano privilegi esclusivi: solo i membri della principalía potevano votare, essere eletti ai pubblici uffici e ottenere il titolo di don o doña.

Il gobernadorcillo durante il suo incarico riceveva un salario nominale previsto non dal governo ma dalla disponibilità dei fondi pubblici.

I principales dovevano inoltre provvedere lassistenza necessaria alle varie parrocchie, aiutandole nella costruzione di chiese e nelle attività pastorali e religiose i quali spesso avevano maggior successo nel conquistarsi la fiducia dei nativi. Più spesso, il clero era il solo rappresentante della Spagna in molte parti dellarcipelago. Sotto il Patronato Real della Corona Spagnola, questi chierici spagnoli furono anche ambasciatori del re, e promotori del reame.

Con la fine della sovranità spagnola sulle Filippine dopo la Guerra ispano-americana del 1898 e lintroduzione di un regime democratico repubblicano durante il periodo delloccupazione americana, la Principalía ed i suoi membri persero la loro autorità legale ed i loro privilegi sociali. Molti, ad ogni modo, furono in grado di integrarsi nella nuova struttura socio-politica, mantenendo influenza e potere.

                                     

1.1. Storia Principati pre-coloniali

Dallinizio del periodo coloniale nelle Filippine, il governo spagnolo costruì un sistema di organizzazione socio-politica sul modello precedente alla conquista barangay, cooptando i principi tradizionali ed i loro nobili, lasciandoli quindi governare in maniera indiretta. I barangays in alcune aree costiere come Panay, Manila, Cebu, Jolo e Butuan, con culture cosmopolite e relazioni commerciali con altri paesi in Asia, si trovavano ad essere dei principati indipendenti Kinadatuan già prima della venuta degli spagnoli. In altre regioni, anche se i barangays non costituivano vasti appezzamenti di territorio, erano presenti società organizzate dominate da una locale aristocrazia. Il gruppo degli aristocratici in queste società pre-coloniali era chiamato datu. I suoi membri si ritenevano i discendenti dei primi coloni dellarea o, nel caso di coloro che erano giunti successivi, di coloro che erano già datu allepoca della migrazione o della conquista.

I doveri dei datu era di governare i loro sudditi ed alleati e di assisterli nelle loro necessità. In cambio i capi ricevevano venerazione e rispetto. I nativi pagavano inoltre un tributo al loro capo chiamato buwis in beni che essi stessi coltivavano o cacciavano. I discendenti di questi primi capi e i loro parenti che non ereditavano la signoria, erano comunque tenuti in considerazione e costituivano dunque la nobiltà delle Filippine antiche ed erano esentati dal rendere servizio agli altri come invece facevano i plebei detti timawas. Il diritto di nobiltà e di capo era riservato anche alle donne come per gli uomini con pari diritti.

Molti di questi principati e signorie rimasero perlopiù non ispanizzati, in particolare presso Mindanao.

                                     

1.2. Storia Principati pre-coloniali nelle Visayas

Nei principati più sviluppati delle Visayas come ad esempio a Panay, Bohol e Cebu che non furono mai conquistati dalla Spagna ma vennero incorportati nella sfera di influenza spagnola come vassalli tramite patti, trattati e reciproche alleanze la classe datu era al vertice dellordine sociale sulla giurisdizione territoriale chiamata in lingua locale Sakop o Kinadatuan Kadatuan in antico malese; Kedaton in javanese e Kedatuan in altre parti dellAsia sud-orientale. Questo ordine sociale era diviso in tre classi. I Kadatuan, chiamati anche Tumao, erano comparati dal Codice Boxer al titolo di signori Señores de titulo in Spagna. Come Agalon o Amo signori, i datu esigevano rispetto, obbedienza e supporto da parte dei loro oripun sudditi e da parte dei loro timawa vassalli, il secondo ordine, che servivano i datu come guerrieri. I timawa non pagavano tributi e non svolgevano lavori considerati "vili" al punto da essere definiti dal Codice Boxer come cavalieri o in spagnolo hidalgos. Il conquistador spagnolo, Miguel de Loarca, li descrive come "uomini liberi, né capi né schiavi". Sul finire del Seicento, il padre gesuita spagnolo Francisco Ignatio Alcina, li classificò al terzo rango di nobiltà nobleza.

Per mantenere la purezza del loro sangue, i datu si sposavano solo al loro interno, spesso cercando di aumentare il loro rango con matrimoni prestigiosi che venivano compensati in parte con rendite, gioielli o schiavi. Nel contempo, i datu serbavano le loro figlie come "merce di scambio" per fruttuosi matrimoni. Queste nobildonne dalto rango erano chiamate binokot ed i datu di pura discendenza almeno quattro generazioni erano chiamati "potli nga datu" o "lubus nga datu" mentre le donne di nobile lignaggio specialmente se anziane erano indicate dai visayani come "uray" col significato di "pure come loro".

                                     

1.3. Storia Le classi nobiliari durante la dominazione spagnola

Quando gli spagnoli espansero i loro domini nelle Americhe e quindi verso le Indie Orientali, incontrarono differenti culture che già esistevano in questi territori, con differenti strutture sociali più o meno complesse, ma tutte avevano in comune lavere una classe regnante che deteneva il potere e determinava i destini dei popoli e dei territori sotto il suo controllo. Queste élite vennero accuratamente categorizzate dagli spagnoli e paragonate immediatamente al sistema nobiliare europeo dellepoca così da distinguere subito i ruoli le differenti aree di influenza. Fra Bartolomeo de las Casas, ad esempio, comprese che i nobili indigeni erano ". principi e infanti come quelli di Castiglia." Juan de Matienzo, durante il suo governo del Perù, disse che "Caciques, curacas e principales sono i principi nativi degli indiani." Nel Lexicon di Fra Domingo de Santo Tomás e Diego González Holguín, così come nellopera di Ludovico Bertonio, vi furono diversi tentativi di identificare la società pre-ispanica, comparando i titoli antichi con la controparte in uso presso la penisola iberica.

Il medesimo approccio venne usato dagli spagnoli anche nelle Indie Orientali.

La principalía era il primo Stato dei quattro in uso presso la società filippina allepoca del primo contatto con gli europei, come descritto da fra Juan de Plasencia, pioniere missionario francescano nelle Filippine. Loarca e lavvocato canonico Antonio de Morga, classificarono la società in tre stadi governanti, governati e schiavi ed affermarono inoltre la preminenza dei principales nella società filippina dellepoca. Tutti i membri del primo Stato i datu erano principales qualunque posizione occupassero al governo o meno. La Real Academia Española defisce Principal una "persona o cosa che ha il principio o valore di importanza, al quale è data precedenza prima degli altri". Questo termine spagnolo fu il meglio adatto a descrivere il primo Stato della società dellarcipelago filippino nei confronti della mentalità spagnola occidentale dellepoca. Il Dizionario di Tagalog del 1613 indica tre termini per chiarificare il concetto di principalía:

  • Poon o Punò capo – principale o capo di una linea.
  • Ginoo – nobile di famiglia o discendenza.
  • Maguinoo – nobile parente.

Il termine spagnolo Señor signore era adatto a tutti e tre i termini, che si distinguevano dai nouveau riche chiamati maygintao uomo con oro o hidalgo per ricchezza e non per lignaggio.



                                     

1.4. Storia La nobiltà locale le leggi delle Indie

Nel titolo VII, libro VI dedicato ai cacicchi della Recopilación de las leyes de los reynos de Las Indias, noto anche come Leggi delle Indie, si trovano diverse leggi interessanti che determinano accuratamente il ruolo dei cacicchi nella società delle Indie Orientali sotto il dominio coloniale spagnolo. Con queste leggi, la Corona Spagnola ufficialmente riconobbe i diritti dei principati pre-ispanici. Specificatamente, le leggi 1, 2 dedicate ai territori americani e la legge 16, istituita da Filippo II l11 giugno 1594 simile alle precedenti col proposito di assicurare che i principales delle Filippine fossero trattati con dignità e che avessero delle cariche di governo. Ad ogni modo, le previsioni estese per i cacicchi filippini si uniformarono a quelle di tutti gli altri cacicchi sotto il governo spagnolo

Intenzionato ad ogni modo ad implementare il governo indiretto della Spagna nelle Filippine, re Filippo II ordinò con una nuova legge dell11 giugno 1594 che gli onori e i privilegi e gli onori dei governanti, che pure facevano parte delle locali famiglie aristocratiche o reali dei principati esistenti che in seguito accettarono la fede cattolica e gli divennero sudditi, dovessero essere mantenuti e protetti. Egli ordinò inoltre ai governatori spagnoli delle Filippine di trattare questi nativi come fossero nobili spagnoli. Il re inoltre ordinò che i nativi dovessero tributare a queti nobili il medesimo rispetto che ne avevano prima della conquista, senza pregiudizi per il nuovo governo spagnolo sopraggiunto.

Il decreto reale riportava testualmente: "Non è giusto che i capi indiani delle Filippine siano in condizioni peggiori di prima dopo la conversione; essi piuttosto dovrebbero essere nuovamente trattati con amore e lealtà, di modo che le benedizioni di Dio continuino a comunicare loro la Sua conoscenza, oltre a benedizioni temporali in aggiunta con le quali possano vivere in pace e tranquillità. Ancora ordiniamo che i governatori di queste isole mostrino buoni intenti e fiducia nei confronti degli indigeni, con quanti erano al governo, con quanti erano signori delle loro terre. In tutti questi casi i governatori dovranno tributare rispetto a questi capi, e gli indiani dal canto loro dovranno ricambiare come facevano durante il periodo del loro paganesimo, continuando a lodare i loro capi senza pregiudizio per i tributi che ci devono."

Con questa legge, i nobili filippini locali divennero encomenderos fiduciari anche del re di Spagna, che governò indirettamente il paese attraverso questi nobili, sotto la supervisione ovviamente degli ufficiali coloniali spagnoli.

Il sistema di governo indiretto aiutò la pacificazione nelle aree rurali, e istituzionalizzò il governo e il ruolo delle classi alte, chiamate "principalía" o "principales", sino alla caduta del regime spagnolo nelle Filippine nel 1898.

Il dominio spagnolo apportò notevoli modifiche alla vita ed alleconomia della società indigena. Lo spostamento dellenfasi dallagricoltura marginale e debole, privò i capi locali della loro stessa natura a scapito degli hildalgo spagnoli, in particolare nel mondo del commercio delle Visayas e dalla fine del Cinquecento il potere dei capi locali si era molto ridotto.

Dalla fine del Seicento, qualunque nobile filippino o hidalguía ormai era scomparso ed omogeneizzato alla nobiltà spagnola e cristiana – la principalía. Si notò subito come i territori ne pressi della sede del governo coloniale godessero di minori privilegi rispetto a quelli distanti dove il controllo spagnolo era meno significativo e lordine poteva essere mantenuto senza luso di misure coercitive, dove inoltre la successione ereditaria continuò ad essere mantenuta sino a quando la Spagna non perse larcipelago locale. I territori distanti rimasero società patriarcali dove la popolazione mantenne grande rispetto per i principalía.

                                     

1.5. Storia Lemergere della classe dei mestizo

La principalía era ovviamente molto più grande e influente da prima della conquista spagnola. Questo aiutò a creare e perpetuare un sistema oligarchico nelle colonie spagnole che perdurò per oltre trecento anni servendo da collegamento tra le autorità spagnole e gli abitanti locali. Il governo spagnolo proibiva agli stranieri di acquistare della terra nelle Filippine e questo contribuì alla formazione di una oligarchia. In alcune province delle Filippine, molti spagnoli e mercanti stranieri si sposarono con rappresentanti della nobiltà locale. Da queste unioni, nacque un nuovo gruppo culturale quello dei mestizo. I loro discendenti divennero poi parti influenti del governo e della principalía.

Laumento della popolazione nellarcipelago locale, oltre alla presenza crescente di cinesi e mestizo portò ad ulteriori cambiamenti sociali ed alla creazione di nuovi membri della principalía per questi settori della società coloniale filippina. A questo proposito, vennero promulgate leggi pertinenti, come il già menzionato decreto del 20 dicembre 1863 siglato da Isabella II per il ministro delle colonie, José de la Concha, il quale indicava le condizioni per lingresso o la promozione nella principalía, tra cui primeggiava la capacità di parlare il castigliano.

                                     

1.6. Storia La Cedula Real di Carlo II e la nobiltà indigena

Lemergere della classe mestizo fu un fenomeno sociale non localizzato solo nelle Filippine. Il 22 marzo 1697, Carlo II di Spagna decise quindi di decretare la Cedula Real su questo fenomeno. La Cedula concedeva delle distinzioni alle classi di persone nella struttura sociale delle Colonie della Corona e definiva i diritti e privilegi dei funzionari coloniali. Facendo questo, il monarca spagnolo andava a toccare un altro aspetto della vita della società coloniale come ad esempio lo status dei nobili indigeni, estendendo a questi ed ai loro discendenti la preminenza e gli onori attribuiti agli hidalgo di Castiglia. La Cedula Real stabiliva:

"Tenendo in mente le leggi proclamate dai miei progenitori, le loro maestà i re, me stesso, ordino che sia riservato un buon trattamento, assistenza, protezione e difesa ai nativi indiani delle Americhe, che ci si prenda cura di loro, che mantengano i loro privilegi ed onori come tutti gli altri vassalli della mia Corona. Penso che tutto ciò sarà utile al bene pubblico ed andrà a beneficio degli indiani ed al servizio di Dio e mio. Di conseguenza, tutto ciò si dovrà per rispetto anche ai mestizos indiani, di cui anche gli arcivescovi e i vescovi delle indie sono incaricati secondo lart. 7, titolo VII, libro I delle Leggi delle Indie, di ordinarli sacerdoti se ne facciano richiesta, attenti alle presenti circostanze se anche questi mestizos facciano richiesta per divenire religiosi, essi Questo tipo di nobiltà dovrà essere mantenuta in privilegio il meglio possibile e riconosciuta tra i cacicchi, secondo quanto stabilito dal titolo VII, libro VI delle Leggi delle Indie."

La Cedula Real rafforzò dunque i benefici di molti nobili indigeni nelle Filippine, venendo quindi equiparati agli hidalgos spagnoli e prove di questo le si possono trovare ancora oggi nellArchivio Militare Generale di Segovia dove la qualifica di "nobile" che si ritrova nei registri è attribuita anche a quei filippini che sono entrati a far parte delle accademie militari spagnole ed i cui antenati erano cacicchi, encomenderos, notabili Tagalogs, capi locali, governatori o quanti detennero posizioni nellamministrazione municipale o nel governo in diverse ragioni o isole dellarcipelago filippino. Questo aspetto del governo spagnolo nelle colonie appare molto più marcato nelle Filippine che non in America.



                                     

2. Tradizioni matrimoniali

Anche se la principalía godeva di molti privilegi, vi erano comunque delle limitazioni sotto il dominio spagnolo. Un membro della principalía non poteva divenire governatore e capitano generale Gobernador y Capitán General delle Filippine, né poteva divenire governatore provincialealcalde mayor. Ipoteticamente, un membro della principalía poteva ottenere la posizione di governatore provinciale solo se, ad esempio, una nobildonna della principalía avesse sposato un uomo spagnolo nato nelle Filippine uno degli Insulares di elevato rango sociale. In quel caso i suoi figli sarebbero stati classificati come bianchi o blanco. Ad ogni modo, questo non dava comunque garanzie necessarie per ottenere posizioni di rilievo perché comunque si riteneva che i mestizos non potessero garantire tutta questa lealtà nei confronti della Corona Spagnola.

Malgrado queste condizioni personaggi come Marcelo Azcárraga Palmero divennero ad interim primo ministro di Spagna l8 agosto 1897 sino al 4 ottobre di quello stesso anno. Nel 1904 gli venne garantito il cavalierato dellOrdine del Toson doro lunico mestizo ad averlo ottenuto.

Questa situazione nellarcipelago delle Filippine, ad ogni modo, contribuì a creare una sorta di immobilità sociale e di chiusura, anche se ciò sembrava non preoccupare particolarmente la nobiltà locale che era più attenta a condurre i propri affari piuttosto che preoccuparsi con lambizione di raggiungere prestigiose posizioni di governo.

I sindaci delle città ricevevano un salario annuale di 24 pesos che era una cifra irrisoria se paragonata allo stipendio di 1.600 percepito dal governatore provinciale o ai 40.000 pesos del governatore generale delle Filippine. Anche se il salario del gobernadorcillo non era soggetto a tassazione, esso comunque non era sufficiente a coprire tutte le spese del mantenimento di quella posizione e questo spiega perché alla carica di governadorcillo venissero eletti principalmente i ricchi.

I principales tendevano a sposare unicamente gente della loro classe sociale per mantenere potere e ricchezza accumulati, evitando comunque unioni incestuose e quindi evitando persino di sposare dei cugini come invece faceva la nobiltà europea. In molti casi, i membri della principalia sposarono ricchi mercanti cinesi Sangley che nella colonia avevano fatto fortuna.

Oltre alla ricchezza, entrava il gioco la purezza della sposa che per leducazione cattolica dei membri della principalia ed agli occhi dei filippini in generale, doveva necessariamente essere vergine al momento del matrimonio. I figli nati fuori dal matrimonio, anche se avuti con spagnoli, non erano accettati nella principalia ed anzi erano ostracizzati dalla società conservatrice coloniale e chiamati sprezzantemente "anák sa labás", letteralmente "figli dal fuori", ovvero nati fuori dal matrimonio.

Durante gli ultimi anni del regime coloniale spagnolo vi furono degli sforzi per portare la rappresentazione delle Filippine alle Cortes spagnole attraverso i principales e questa mossa interessò principalmente quanti avessero studiato in Spagna o comunque in Europa Ilustrados. Liniziativa, comunque, venne snobbata dai colonizzatori che si rifiutarono di concedere comunque uguali diritti ai nativi.

Sul finire del XIX secolo, le turbolenze locali, la discriminazione razziale, gli abusi dei coloni occidentali le tensioni interne si acuirono ulteriormente. Questa situazione venne pubblicizzata dallo scrittore e capo del Movimento della Propaganda, José Rizal, nelle sue novelle: Noli Me Tángere e El Filibusterismo. Questi fatti portarono presto ad una irreversibile rivoluzione.

                                     

3. Simboli distintivi di classe

Durante lultima parte del periodo coloniale spagnolo, la classe aristocratica dei proprietari terrieri di fede cristiana iniziò ad adottare degli abiti tipici ed a portare dei segni distintivi. Labito era costituito da una giacca nera, pantaloni alla europea, un cappello a fungo chiamato salakot e fasce colorate in velluto; molti indossavano scarpe di vernice o di pelle finemente lavorate. Il Gobernadorcillo portava inoltre un bastone distintivo, mentre i suoi vice avevano ciascuno una piccola verga. Nelle grandi cerimonie, i membri della principalia indossavano dei vestiti formali con un cappello coronato in cima. Indossavano un distintivo salakot, un cappello tipico delle Filippine indossato già durante il periodo pre-coloniale, ma al contrario dei materiali poveri con cui era solitamente realizzato, quello dei membri della principalia era realizzato con materiali preziosi come guscio di tartaruga e metalli come argento o, talvolta, oro. Questi cappelli erano spesso decorati anche con monete o pendenti di gran valore.