Топ-100
Indietro

ⓘ Middlebrow, é in termine della lingua inglese utilizzato nella sociologia della cultura e nella critica per indicare, spesso in contesti polemici, una categoria ..




                                     

ⓘ Middlebrow

Middlebrow, é in termine della lingua inglese utilizzato nella sociologia della cultura e nella critica per indicare, spesso in contesti polemici, una categoria di prodotti culturali e artistici che si offrono al pubblico per le loro caratteristiche di facile accesso e fruizione. Per le sue caratteristiche intrinseche, tale produzione si colloca in posizione intermedia rispetto alle classiche suddivisioni in cultura alta e bassa. Compongono il middlebrow, in campo letterario, i "prodotti" appartenenti a quel panorama costituito da letteratura di genere, consumo e intrattenimento, legati alla società e alla cultura di massa e allorizzonte di "mercificazione" della cosiddetta industria culturale. La cultura middlebrow è stata definita come una "forma parassitaria", il cui "statuto ibrido", per autodefinirsi, dipende da entrambi gli estremi, alto e basso: del primo è succube per imitazione, dal secondo dipende per negazione.

Lo stesso termine viene impiegato anche come sostantivo per indicare le persone o le platee sociali che si nutrono di tali prodotti culturali o alle quali tali produzioni sono destinate: luso in tale accezione, tuttavia, è molto più connotata in senso negativo, se non addirittura intriso di intenti spregiativi, con esiti semantici a volte percepiti perfino oltre il limite dellinsulto.

Lemergere di questarea intermedia con la conseguente necessità di un termine in grado di definirla è lesito di un processo socioculturale che si lega, in generale, allo sviluppo industriale e al delinearsi di una sempre più evidente ed espansiva classe media, un segmento affluente della stratificazione sociale che, pur non avendone ereditato i privilegi delle classi superiori, nel sistema di valori e nelle aspirazioni di queste ultime è stata pur sempre formata ed educata.

                                     

1. Origine del termine e diffusione

Lespressione è una frase dautore la cui coniazione è avvenuta in ambito satirico, nel 1925, ad opera della rivista britannica Punch, che attribuiva alla BBC la "scoperta" parodistica di una nuova categoria antropologica, quella di un pubblico che spera, un giorno, di poter acquisire familiarità con quelle cose che gli "devono" per forza piacere, piuttosto che con quelle che davvero gli piacciono. A proposito di tale genesi, l Oxford English Dictionary segnala una precedente attestazione della parola in un diverso contesto, più neutro e passeggero, in un pezzo giornalistico di un anno prima, apparso nel maggio 1924 sul Freemans Journal, un quotidiano nazionalista irlandese). Unapparizione ugualmente passeggera del termine, forse la prima attestazione scritta in assoluto, risale allanno prima, quando fu usato di passaggio dalla scrittrice britannica Marjorie Bowen in un articolo del 1923 sul giornale Daily Chronicle, nel quale osservava il trattamento in dettaglio che scrittori higbrow, e di un buon numero di middlebrow, riservavano allinfedeltà coniugale e alle angosce della vita matrimoniale lannotazione della Bowen viene ripresa e citata da un articolo apparso il 12 maggio 1923 su The Queenslander.

Il procedimento con cui è stata costruita questa parola macedonia richiama da vicino quello che ha portato alla coniazione di altri due analoghi termini, Highbrow e Lowbrow fronte alta e fronte bassa, di derivazione eminentemente frenologica, che già si erano imposti, nel mondo anglosassone, sia come sostantivi per indicare i segmenti "alti" e "bassi" della cultura, sia come aggettivi per qualificare le classi e gli individui che ne erano fruitori e protagonisti.

Il termine, quando usato in funzione di aggettivo, è traducibile in italiano come "accessibile, adatto a persone di cultura mediocre". Nella sua funzione di sostantivo, serve a qualificare i modo dispregiativo il soggetto portatore di "cultura mediocre" o lopera appartenente a tale ristretto orizzonte culturale.

                                     

2. Dibattito critico sulla cultura "middlebrow"

In principio, negli anni venti, il termine si diffonde unaccezione sostanzialmente neutra, con un significato che, travalicando i generi, dalla musica al teatro, serviva a delineare la fisionomia di un modo di accostarsi alla cultura tipico di un certo disinvolto individualismo anglosassone borghese, svincolato da complessi di inferiorità da sudditanze rispetto a gerarche critiche consolidate. Lespressione è stata ripresa nel decennio successivo, quando è venuta in auge, divenendo poi di uso corrente, in quella diatriba intellettuale nota come battle of the brows "battaglia dei brow", nata sullo sfondo degli anni trenta del Novecento, quando lintellighenzia anglosassone iniziò a denunciare quello che veniva percepito come un abbassamento del livello culturale per effetto della disinibita modernità, in fatto di gusti culturali, dellemergente middle class borghese, che diviene obiettivo commerciale di scrittori "di romanzetti e di periodici dassalto". Il termine è stato adottato, ad esempio, negli attacchi polemici portati dalla scrittrice Virginia Woolf e dal critico anarchico Dwight MacDonald, che si sono spesi in favore di unauspicata marginalizzazione modernista della cultura di massa rispetto alla cultura alta. Il middlebrow, in questottica, è bollato come un tentativo maldestro e inefficace di realizzazione culturale e intellettuale, o come un epiteto per caratterizzare quella produzione letteraria e artistica che enfatizza le connessioni emozionali e sentimentali ma trascura la qualità e linnovazione letteraria. Diverso, invece, è stato latteggiamento del postmodernismo, più incline a vedere i vantaggi di una posizione middlebrow che sia, tuttavia, consapevole e non estranea allalta cultura ma capace di contemperare le espressioni "alte" con le esperienze le aspirazioni "ordinarie" della vita di tutti i giorni.

                                     

2.1. Dibattito critico sulla cultura "middlebrow" Virginia Woolf

Virginia Woolf articolò unesplicita critica derisoria del middlebrow nellottobre 1932, in una lettera indirizzata alleditore del New Statesman & Nation. La missiva, che non fu mai spedita, si occupava di un programma radiofonico che attaccava gli esponenti della cultura Highbrow. La lettera fu pubblicata postuma dieci anni più tardi, nel 1942, nella collezione di saggi intitolata The Death of the Moth.

Virginia Woolf attaccava i middlebrow come meschini approvvigionatori di cultura highbrow per il proprio superficiale beneficio. Piuttosto che scegliere libri per il loro valore intrinseco, i middlebrow scelgono di leggere quello che è stato detto loro essere il meglio. I middlebrows si preoccupano di "come" essi li fanno sembrare, a differenza degli highbrow, donne e uomini di avanguardia che agiscono in base alla loro indefettibile dedizione alla bellezza, al valore, allarte, alla forma, allintegrità. Virginia Woolf sosteneva che" noi highbrows leggiamo ciò che ci piace, facciamo ciò che ci piace, ed elogiamo ciò che ci piace”. Allo stesso modo, un lowbrow è dedito a un singolare interesse, è una persona" dalla vitalità di un purosangue che cavalca il proprio corpo alla ricerca del vivere, lanciato a galoppo attraverso la vita”; per questo, highbrow e low brow sono entrambi allo stesso modo degni di rispetto perché essi vivono per ciò a cui riconoscono intrinseco valore.

I middlebrow, invece, per Virginia Woolf non sono "né carne né pesce", sono persone che ella classifica come gente che "si muove e si agita senza scopo, senza interessarsi a nulla in particolare, né dellArte in sé, né della Vita in sé, ma ad entrambe, mescolate in modo indistinguibile, e in modo abbastanza sguaiato, con il suo desiderio di denaro, fama, potere, o prestigio”. Il loro sistema di valori predilige il guadagno veloce attraverso la letteratura già designata come Classico e Grande, mai frutto di una loro scelta, perché" comprare arte vivente richiede gusto vivente”. I middlebrow sono appariscenti - che è molto meno impegnativo dellautenticità.



                                     

2.2. Dibattito critico sulla cultura "middlebrow" Russell Lynes: "Highbrow, Lowbrow, Middlebrow"

Russell Lynes, dell Harpers Magazine, in un articolo dal titolo "Highbrow, Lowbrow, Middlebrow", indirizzò i propri strali satirici verso latteggiamento di disprezzo culturale highbrow espresso da Virginia Woolf nella sua celebre "lettera al direttore". Citando le sue parole, insieme aa quelle di altri sostenitori dellhighbrow, come il critico Clement Greenberg, Lynes parodiò il pomposo senso di superiorità highbrow facendo notare come le sottili distinzioni tra i vari "brow", che la scrittrice trovava significative, erano nientaltro che mezzi di affermazione della propria superiorità culturale. Nello specifico, Lynes prendeva di mira la pretesa highbrow che i prodotti usati da una persona distinguessero il suo livello di dignità culturale, e lo faceva, in modo satirico, proprio individuando i prodotti che dovrebbero permettere di identificare una persona middlebrow.

Lynes continuava con ulteriori suddivisioni tra i "brows", dividendo il middlebrow esecrato dalla Woolf in due segmenti: "upper-middlebrow" e "lower-middlebrow". I primi, con il loro mecenatismo verso le arti, rendono possibile lattività degli highbrow. Musei, orchestre, opere musicali, case editrici sono portate avanti da upper-middlebrows. I lower middlebrow tentano di usare le arti in funzione di miglioramento personale: "decisi a migliorare le loro menti allo stesso modo delle loro fortune personali". Intento anche a vivere il semplice e facile stile di vita tratteggiato nella pubblicità; il" lower middlebrow-ismo” era "un mondo che profuma di sapone". Mettendo sotto una luce caricaturale la visione di Virginia Woolf, Russell Lynes delinea un "mondo perfetto" liberato dai middlebrow, in cui i lowbrows lavorano mentre gli highbrows si dedicano alla creazione di arte pura fine a sé stessa.

Mesi dopo, la rivista Life chiese a Lynes di distinguere in modo specifico tra i cibi giusti, il mobilio, labbigliamento, le arti, per ciascuno dei quattro segmenti four brows da lui identificati. Questo divenne una preoccupaizone nazionale, dal momento che la gente cercava di identificare ladeguata classe sociale, proprio basandosi sulle proprie cose preferite. Sebbene il middlebrow spesso evocasse disprezzo, Lynes lodava lo zelo e laspirazioni dei middlebrow.

                                     

2.3. Dibattito critico sulla cultura "middlebrow" Difesa del middlebrow in J. B. Priestley

J. B. Priestley ha cercato di creare uno spazio culturale positivo ritagliato intorno al concetto di middlebrow – qualcosa di caratterizzato da serietà, amichevolezza e preoccupazioni etiche. La sua linea difensiva prendeva spunto dalla funzione di una stazione radio: lodava, infatti, il BBC Home Service per la sua confortevole comprensibilità. a metà strada tra il Light Programme intrattenimento leggero e il Third Programme il canale culturale: "Tra i rochi lowbrows e gli highbrows dalla erre moscia vi è un bel divario, che sembra fatto apposta per i middlebrows o broadbrows una cultura media rappresentata da prodotti dintrattenimento che prendevano a prestito anche stilemi dellavanguardia, ma che era fondamentalmente Kitsch. Tra i prodotti Midcult, MacDonald poneva, per il passato, Lawrence Alma-Tadema e Edmond Rostand, e per i tempi suoi Somerset Maugham, lultimo Hemingway, Thornton Wilder". Celebri, a tale proposito, sono, in quello scritto, le stroncature di opere di grande successo come Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway e Piccola città di Thornton Wilder, e dellintera architettura neogotica dei college americani.

Macdonald scrive che, mentre nel Masscult "il trucco è scoperto" e consiste nel "piacere alle folle con ogni mezzo", il Midcult, invece, riserva "un duplice tranello: finge di rispettare i modelli dellAlta Cultura mentre, in effetti, li annacqua e li volgarizza. Il nemico che se ne sta fuori le mura è facilmente individuabile. Ciò che rende pericoloso il Midcult è la sua ambiguità. Perché il Midcult si presenta come facente parte dellAlta Cultura". Promuoveva una separazione tra i "brows" in modo che "i pochi che si curano della buona letteratura, pittura, musica, architettura, abbiano la loro Alta Cultura, e non confondiamola con il Midcult".

                                     

3. Commercializzazione del middlebrow

Il circolo dei lettori chiamato Book-of-the-Month Club e il Book Club, questultimo un programma televisivo di infotainment condotto da Oprah Winfrey, sono spesso indicati come middlebrow, lanciati sul mercato per portare classici della lettura e letteratura highbrow alla middle class statunitense. Questo è stato sottolineato con particolare forza quando Jonathan Franzen, dopo che era stato scelto il suo Le correzioni, rimarcò in molte occasioni come alcuni delle scelte dellOprahs Book Club fossero middlebrow. Nel suo influente A Feeling for Books, resoconto del Book-of-the-Month Club come era stato dal suo inizio nel 1926 fino agli anni 80, quando si trasformò in unoperazione puramente commerciale, Janice Radway sostiene che la cultura middlebrow non è solo una impersonificazione annacquata dellhighbrow, ma piuttosto distintamente definito in sé a dispetto della alla cultura di avanguardia. Il club librario offriva agli abbonati una scelta letteraria fatta da giudici esperti e "generalisti", ma considerava come fondamentale lesperienza personale ed emozionale del leggere un libro, mantenendo, al contempo, alti standard di "qualità letteraria". In questo modo, il club era in opposizione alla critica mossa in generale alla cultura middlebrow, come esperienza costrittiva alla cultura alta. Invece, Radway dimostra come la cultura middlebrow permetta ai lettori di accedere, in modo simultaneo, alle sfide sia intellettuali sia emozionali che le buone letture pongono al lettore. Radway identifica anche la contraddittorietà dei messaggi di genere veicolati dalle scelte editoriali: se da un lato, infatti, il marketing del Club aveva un forte orientamento verso un pubblico di lettrici di sesso femminile, compresa lenfasi posta sul piacere emotivo dei libri, daltro canto, laccento posto sulla letteratura intellettuale e accademica del middlebrow intrappolava il lettore in costrittivi standard di valore maschili, classificando come grandi libri quelli che sono in linea con classificazioni tecniche e maschili di eccellenza.



                                     

4. Dibattito sul Middlebrow contemporaneo

Il dibattito sulla "linea di discrimine tra Cultura Alta e Cultura Bassa" è stato molto acceso intorno alla metà del XX secolo, ma continua a riaccendersi ogni tanto, con regolarità, "ma sempre da nuovi punti di vista", perfino in unepoca, come gli anni 2000 e 2010, in cui, in alcune società, la storica distinzione in due o tre livelli è divenuta più sfumata.

Slate Magazine suggerisce che la fine degli anni 2000 e i primi anni 2010 potrebbero essere considerati come "letà delloro dellarte middlebrow" - riferendosi a prodotti televisivi come Breaking Bad, Mad Men, I Soprano e The Wire e romanzi come Libertà di Jonathan Franzen, La trama del matrimonio di Jeffrey Eugenides e Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan. Nella stessa categoria middlebrow Slate annovera, ad esempio, i film di Aaron Sorkin. Lo stesso Slate è stato definito giornalismo middlebrow.

In una articolo apparso sul Jewish Ideas Daily nel marzo 2012, Peodair Leihy ha descritto lopera del cantautore e poeta Leonard Cohen come "una sorta di pop - upper-middle-brow, o lower-high-brow, come minimo, ma pur sempre pop". Questa categorizzazione estetica è stata teorizzata anche in un saggio scritto da William Deresiewicz nel novembre dello stesso anno per The American Scholar, in cui Deresiewicz propone laggiunta del segmento "upper middle brow", per indicare una collocazione culturale in posizione intermedia tra masscult e midcult, definito come "assai di gran lunga più sottile del Midcult. È post- piuttosto che pre-ironico, con il suo sentimentalismo celato sotto un velo di fresco. È tagliente, abile, informata, alla moda, e inventiva almeno nella forma".

Su The New Yorker, la giornalista Macy Halford caratterizza Harpers Magazine, e lo stesso New Yorker, come dei media "percepiti spesso quali esempi tipici del middlebrow: entrambe le riviste sono dedicate al segmento alto ma anche al renderlo accessibile a molti; al prendere idee che potrebbero rimanere confinate in torri davorio e testi accademici, o in scene high-art o film, o teatro, e portarle sulle pagine di un periodico relativamente poco costoso che può essere acquistato nelle librerie e nelle edicole sparse ovunque in tutto il paese e ora anche su Internet". Fa notare, inoltre, leffetto di Internet sul dibattito intorno al middlebrow: "Internet ci sta costringendo a ripensare ancora una volta quale sia il significato di" middlebrow” in unera in cui ciò che è più elevato è accessibile allo stesso modo del più infimo - accessibile nel senso che entrambi sono a portata di un click paesaggio culturale" italiano, come "la Bibbia tradotta dalloperaio-scrittore misticheggiante" Erri De Luca, "il giovane cannibale che scrive a quattro mani con papà un manualetto sui rapporti tra "adulti e piccini" Niccolò Ammaniti, "il raffinato massmediologo che tesse lelogio degli "analfabeti di tutto il mondo" Alberto Abruzzese.