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ⓘ Giorgio Pasquali. Figlio di un avvocato, studiò presso lUniversità di Roma, dove ebbe fra i suoi professori anche Girolamo Vitelli e dove si laureò in Lettere n ..




Giorgio Pasquali
                                     

ⓘ Giorgio Pasquali

Figlio di un avvocato, studiò presso lUniversità di Roma, dove ebbe fra i suoi professori anche Girolamo Vitelli e dove si laureò in Lettere nel 1907 con una tesi su La commedia mitologica e i suoi precedenti nella letteratura greca. Proseguì gli studi a Basilea e a Gottinga tra il 1908 e il 1909.

Diventò poi libero docente a Roma nel 1910, incaricato di Grammatica greca e latina a Messina tra il 1911 e il 1912, poi a Gottinga dal 1912 al 1915, quindi incaricato di Letteratura greca a Firenze dal 1915 al 1920. Nel 1924 fu promosso professore ordinario di Letteratura greca sempre a Firenze, assumendo in seguito la cattedra di Letteratura greca e latina. Nel 1925 fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce. Nel suo epistolario si definì un gentiliano non fascista, ma anche non fascista e antifascista. Lavversione verso il regime si attenuò nel corso degli anni trenta e sembrò ridursi del tutto negli anni quaranta quando fu eletto alla Reale Accademia dItalia; per questo motivo nel gennaio 1946 fu radiato dallAccademia dei Lincei, dove fu riammesso solo negli ultimi anni di vita. Non vi fu mai una piena adesione al fascismo da parte sua, ma allo stesso tempo non parve consapevole della gravità dei fenomeni fascista e nazista.

Negli anni trenta divenne incaricato di Filologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Il 3 aprile 1936 fu eletto accademico della Crusca.

Morì nel 1952 in un incidente stradale, avvenuto a Belluno.

Il Dipartimento di Scienze dellAntichità dellUniversità di Firenze è intitolato al suo nome.

                                     

1. Il contributo di Pasquali alla filologia del Novecento

Nella sua vastissima produzione lultimo elenco bibliografico è del 1973, ma incompleto si segnalano le edizioni critiche del Commentario al Cratilo di Platone di Proclo Lipsia, 1908, dei Caratteri di Teofrasto Firenze, 1919 e delle Epistole di Gregorio Nisseno, le Questiones Callimacheae Gottingen, 1920 e soprattutto i saggi raccolti nelle celebri Pagine stravaganti, che spaziano su tutti i campi dellantichità e toccano anche argomenti di attualità, come linsegnamento liceale e universitario delle Lettere.

Ma la sua opera più celebre e importante ai fini della ridefinizione degli ambiti e degli strumenti della filologia è la fondamentale Storia della tradizione e critica del testo 1934, nata dalla sua recensione alla Textkritik di Paul Maas 1927, in cui egli, in reazione alle critiche di Joseph Bédier al metodo di Lachmann, teorizzò una nuova forma di filologia, che accoglieva i criteri meccanici propri del metodo lachmanniano, salvando tuttavia parte delle osservazioni dello studioso francese che miravano a dare maggiore peso alla storia della trasmissione manoscritta e alle fonti come oggetti individuali e storicamente definiti.

Spettano a lui alcune formulazioni famose in ambito filologico:

  • Recensione aperta: la ricostruzione dello stemma codicum permette, secondo il metodo meccanico lachmanniano, una adeguata selezione delle lezioni, soltanto se la recensione è chiusa o verticale ; se invece ci si trova di fronte a una recensione aperta o orizzontale come la chiama Pasquali, e cioè se lintera tradizione non deriva da un unico archetipo, lo stemma codicum risulta inefficace. Allora, afferma sempre Pasquali, è necessario ricorrere a "criteri interni", valutando quale tra le diverse lezioni aderisca maggiormente all usus scribendi dellautore o ancora quale sia la lectio difficilior.
  • Codices recentiores: Pasquali sostiene che non bisogna mai scartare i codici più recenti, perché accade che alcuni codici di opere rare, o non considerate importanti dai copisti medievali ad esempio il Satyricon di Petronio, siano assai preziosi e conservino un testo molto vicino allarchetipo, di cui non sono state redatte copie intermedie.
                                     

2. Opere

  • Pagine stravaganti di un filologo, Lanciano, Carabba, 1933.
  • Vecchie e nuove pagine stravaganti di un filologo, Firenze, F. De Silva, 1952.
  • Pagine meno stravaganti, Firenze, G.C. Sansoni, 1935.
  • Scritti filologici, a cura di Fritz Bornmann, Giovanni Pascucci, Sebastiano Timpanaro, Firenze, Olschki, 1986.
  • Stravaganze quarte e supreme, Venezia, Neri Pozza, 1951.
  • Le lettere di Platone, Firenze, Le Monnier, 1938
  • Terze pagine stravaganti, Firenze, G.C. Sansoni, 1942.
  • Orazio lirico, Firenze, Le Monnier, 1920.
  • Storia della tradizione e critica del testo, Firenze, Le Monnier, 1934.
  • Lingua nuova e antica. Saggi e note, a cura di Gianfranco Folena, Firenze, Le Monnier, 1964.
  • Filologia e storia, Firenze, Le Monnier, 1920.