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Governo Cioloș
                                     

ⓘ Governo Cioloș

Il governo Cioloș è stato il diciannovesimo esecutivo della Repubblica di Romania dopo la rivoluzione romena del 1989, il quarto della VII legislatura. Successe al governo Ponta IV e fu il primo governo tecnico nella storia della Romania post-comunista.

                                     

1.1. Cronologia del mandato Incarico

Dopo il grave incendio alla discoteca Colectiv di Bucarest del 30 ottobre 2015, che costò la vita di 64 persone, avvenne una serie di manifestazioni di piazza spontanee, che culminarono nella richiesta delle dimissioni del sindaco del settore 4 di Bucarest Cristian Popescu Piedone eletto nelle liste dellUNPR e del primo ministro Victor Ponta, nonché del Partito Social Democratico PSD che, pur coinvolto in una serie di scandali di corruzione, guidava la maggioranza di governo. Il 4 novembre 2015 il premier presentò le dimissioni che misero fine al governo Ponta IV. Il presidente della repubblica Klaus Iohannis nominò come nuovo primo ministro ad interim Sorin Cîmpeanu in attesa della formazione di un nuovo esecutivo.

Intenzionato ad indirizzare il paese verso un governo tecnico vista la crisi di fiducia percepita dallelettorato nei confronti dei partiti politici rumeni, il 10 novembre 2015 Iohannis incaricò lex Commissario europeo per lagricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Cioloș di formare il governo. Il 15 novembre Cioloș presentò una lista di 21 ministri, che non includeva nessun elemento legato direttamente ad un partito nonostante la funzione di vice ministro attribuita a Vasile Dîncu, già ministro sotto il governo di Adrian Năstase ed elemento gradito al PSD.

                                     

1.2. Cronologia del mandato Nomina dei ministri ed investitura

Due delle nomine proposte dal premier designato, Andrei Baciu alla salute e Cristina Guseth alla giustizia, furono ritirate prima dellinvestitura, visto anche il parere espresso dalle commissioni parlamentari, nonché dellopinione pubblica. Dopo la nomina di Baciu circolarono sui social network delle foto riferite alla sua passata carriera da modello che lo ritraevano in biancheria intima e che non piacquero allopinione pubblica. Sebbene la commissione parlamentare incaricata di giudicarne lidoneità avesse espresso parere positivo su Gureth, nonostante unudienza reputata poco soddisfacente visto il ruolo cui era candidata, fu lo stesso Dacian Cioloș a preferire il ritiro della nomina.

Nella giornata del 17 novembre Cioloș aggiornò la lista con i nomi di Patriciu Achimaș-Cadariu già direttore dellistituto di oncologia di Cluj-Napoca per la salute e di Raluca Prună per la giustizia preferita allex direttore dellIstituto nazionale di magistratura Mihai Selegean.

Il governo fu sottoposto al voto di investitura da parte del parlamento il 17 novembre 2015, ricevendo 389 voti favorevoli e 115 voti contrari più 2 voti nulli e prestò giuramento nella sera della stessa giornata.

                                     

1.3. Cronologia del mandato Critiche alle nomine della squadra di governo

Lex primo ministro Călin Popescu Tăriceanu, segretario del partito dellAlleanza dei Liberali e dei Democratici ALDE, tra i pochi a non appoggiare linvestitura di Cioloș, criticò la scelta di Iohannis di favorire la formazione di un governo tecnico, affermando che "La tecnocrazia uccide la democrazia. Linstaurazione di un governo presidenziale segna il passaggio a un regime politico che svuota di contenuto la democrazia rappresentativa, a un regime politico che oltrepassa i principi costituzionali, che mette in pericolo i diritti le libertà dei cittadini, i valori democratici e lo stato di diritto e che, soprattutto, trasformerà il parlamento in una forma indefinita".

                                     

1.4. Cronologia del mandato Prime modifiche al consiglio dei ministri

A cinque mesi dal voto di investitura vi furono le prime dimissioni di un componente del governo. Il 14 aprile 2016 il ministro del lavoro Claudia Ana Costea prese la decisione di abbandonare lesecutivo a causa di problemi legati allelaborazione di unordinanza sulla salarizzazione dei dipendenti pubblici proposta dal governo e in quel momento in discussione in parlamento. Il 18 aprile 2016 fu nominato nuovo ministro del lavoro Dragoș Pâslaru, già consigliere politico-economico del primo ministro.

A causa delle perlessità espresse dal presidente della repubblica Iohannis riguardanti la gestione del ministero dei fondi europei, in data 27 aprile 2016 Cioloș chiese ed ottenne le dimissioni del titolare di tale ministero, Aura Răducu. Nella stessa giornata fu nominato suo successore Cristian Ghinea.

Sempre nella stessa primavera, il 3 maggio 2016, il primo ministro accettò le dimissioni del ministro della cultura Vlad Alexandrescu, come risultato delle incomprensioni tra il ministero e gli artisti dellOpera Nazionale Romena, che contestavano le nomine alla direzione del teatro. Il 4 maggio prese il suo posto Corina Șuteu.

Il 9 maggio 2016, in seguito allo scoppio di uno scandalo riguardante la presunta inefficacia dei prodotti disinfettanti utilizzati negli ospedali pubblici del paese, il ministro della salute Patriciu Achimaș-Cadariu presentò le proprie dimissioni, accettate dal capo del governo. Il 20 maggio 2016 la conduzione del ministero fu affidata al consulente finanziario Vlad Voiculescu, già direttore del gabinetto del ministro delle finanze Anca Paliu.



                                     

1.5. Cronologia del mandato Rimpasto del luglio 2016

In una conferenza stampa indetta per il 5 luglio 2016, il premier Dacian Cioloș comunicò che per sua decisione, poiché desideroso di accelerare il percorso le riforme, si sarebbe proceduti ad un rimpasto, con il ritiro di quattro ministri: Adrian Curaj istruzione, Marius Bostan comunicazioni, Dan Costescu trasporti e Dan Stoenescu romeni nel mondo. Al loro posto furono nominati rispettivamente Mircea Dumitru istruzione, Sorin Bușe trasporti, Maria Ligor romeni nel mondo e Dragoș Tudorache come ministro delle comunicazioni ad interim il 10 agosto 2016 fu ufficializzata la nomina di Delia Popescu. Il primo ministro precisò che:

                                     

1.6. Cronologia del mandato Modifiche al consiglio dei ministri nella parte finale di mandato

Il 1º settembre 2016 il ministro degli interni Petre Tobă fu coinvolto in uninchiesta penale che lo costrinse a dare le dimissioni. La Direzione nazionale anticorruzione DNA aprì un fascicolo nei suoi confronti, accusandolo di aver nascosto agli inquirenti prove che testimoniavano lutilizzo improprio di fondi gestiti dai servizi segreti del ministero degli interni, il DIPI. I procuratori sottolineavano che Tobă avesse ostacolato le indagini volte a chiarire come erano state utilizzate delle sovvenzioni che sarebbero dovute servire a finanziare delle azioni operative ma che, probabilmente, erano state destinate ad altri scopi tra i quali regali e spese personali dellex ministro Gabriel Oprea e per cui 18 ufficiali del DIPI erano già stati posti sotto accusa. Il 6 settembre 2016 lincarico di ministro degli interni fu assunto da Dragoș Tudorache, già ministro delle comunicazioni ad interim e capo della cancelleria del primo ministro, nonché uomo di fiducia del premier Dacian Cioloș.

Il 26 ottobre 2016 il ministro dei fondi europei Cristian Ghinea, a capo del dicastero dal mese di aprile, decise di lasciare il governo per motivazioni politiche. Ghinea espresse il desiderio di candidarsi alle imminenti elezioni legislative del dicembre 2016 nelle liste della nuova formazione politica Unione Salva Romania USR fondata da Nicușor Dan, partito che rivendicava un rinnovamento della classe politica rumena a cui si era già unito anche lex ministro della cultura del governo Cioloș Vlad Alexandrescu. Con la defezione di Ghinea, il 27 ottobre 2016 Dragoș-Cristian Dinu fu nominato nuovo ministro al suo posto, divenendo il terzo titolare del ministero dei fondi europei nel giro di 11 mesi.



                                     

1.7. Cronologia del mandato Fine mandato

Nellottobre 2016 Cioloș pubblicò la Piattaforma Romania 100, petizione di adesione ad un documento programmatico basato sui valori di onestà, correttezza ed integrità, riguardante lagenda politica del futuro governo che sarebbe uscito vincitore alle elezioni di dicembre. Contestualmente Cioloș confermò che non avrebbe partecipato alla corsa elettorale, ma si augurava che il suo programma fosse accolto da altri partiti politici. Tra i firmatari della petizione vi furono i partiti di centro e centro-destra Unione Salva Romania USR e Partito Nazionale Liberale PNL che, in dicembre, ricevettero lappoggio dichiarato da parte del premier uscente, che invitò lelettorato a votare per luno o per laltro.

Dopo lo svolgimento delle elezioni legislative del dicembre 2016 nelle quali il PSD era risultato il primo partito, il governo tecnico presieduto da Cioloș fu sostituito dal governo Grindeanu, sostenuto da una maggioranza di centro-sinistra costituita da PSD e Alleanza dei Liberali e dei Democratici ALDE. Il nuovo esecutivo assunse le funzioni di governo il 4 gennaio 2017.

                                     

2. Appoggio parlamentare e composizione

Il governo Cioloș fu un governo tecnico costituito solamente da ministri indipendenti senza affiliazione politica. Si trattò del primo governo tecnico della Romania dopo la caduta del regime comunista nel 1989. Fu sostenuto, seppur senza partecipazione diretta allesecutivo, dalla maggior parte delle forze politiche: Partito Social Democratico PSD, Partito Nazionale Liberale PNL, Unione Democratica Magiara di Romania UDMR, Unione Nazionale per il Progresso della Romania UNPR e dai partiti rappresentanti le minoranze etniche in seno al parlamento.

                                     

3. Programma di governo

Il 16 novembre 2015 Cioloș diffuse pubblicamente il proprio programma di governo che si poneva tra gli obiettivi:

  • Il consolidamento dei parametri macro-economici
  • Il sostegno allindipendenza della magistratura e la lotta alla corruzione
  • Una particolare attenzione al miglioramento della gestione di fondi concessi dallUnione europea
  • Lorganizzazione delle elezioni parlamentari in Romania del 2016
  • La prioritizzazione degli investimenti infrastrutturali
  • In politica estera, la definizione di una strategia di negoziazione in caso di Brexit che si verificò il 23 giugno 2016 e il rafforzamento del partenariato con gli Stati Uniti dAmerica
  • Una maggiore trasparenza in materia di pubblica amministrazione e del processo legislativo per i cittadini
  • La creazione delle basi per la riforma della pubblica amministrazione
                                     

4. Bilancio del mandato

In 13 mesi di governo lesecutivo conseguì soprattutto lobiettivo di rendere più trasparente la gestione delle amministrazioni pubbliche e a snellire parzialmente la burocrazia eliminando alcuni documenti e incoraggiando lutilizzo di piattaforme online nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione.

Nel campo della riforma della pubblica amministrazione fu elaborato un programma di strategia per la formazione e la valutazione del personale pubblico, ma questo non fu applicato a causa della mancanza di appoggio politico in parlamento. Allo stesso modo non fu possibile approdare alla definizione di una legge armonica sui salari di tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Il governo, comunque, cercò di eliminare le discrepanze fra i salari attraverso altri strumenti gli stipendi dei dipendenti nel settore della sanità crebbero del 15% e nellistruzione del 10%.

In base agli indicatori macroeconomici, nel 2016 la Romania fu la prima economia dellUnione europea per livello di crescita 5.2% sul primo semestre, 4.9% sui primi nove mesi e mantenne il rapporto deficit/PIL sotto i parametri del 2.8% stabiliti dalla Commissione europea.

A fine mandato il tasso di disoccupazione scese al 4.77% il più basso dal 2012, con circa 100.000 disoccupati in meno rispetto a novembre 2015. Il numero degli occupati crebbe del 3.4% pari a 154.000 unità, registrando, altresì, un aumento medio dei redditi lordi del 12.9%.

Il governo ridusse al 9% limposta sul valore aggiunto sulle materie prime necessarie per il lavoro agricolo ed eliminò limposta sui redditi nel settore della ricerca scientifica.

Furono lanciate misure per combattere la povertà e garantire laccesso alistruzione e alla sanità anche a bambini e anziani che vivevano sotto la soglia di povertà.

Dal punto di vista infrastrutturale il paese ottenne un finanziamento europeo di 180 milioni di euro per la realizzazione di 528 km di rete di gasdotto nel quadro della condotta BRUA Bulgaria-Romania-Ungheria-Austria. Nel periodo di riferimento gli investimenti stranieri crebbero dell11.2% con un valore di 3.14 miliardi di euro, specialmente nei settori dellindustria automobilistica e della tecnologia.

Per quanto riguarda i rapporti con le istituzioni europee, nei primi nove mesi del 2016 la Romania ricevette 6.3 miliardi di euro per progetti finanziati dallUnione Europea. Inoltre, il governo avviò i preparativi per la gestione del semestre di presidenza del Consiglio europeo prevista per il primo semestre del 2019 ed intensificò i rapporti con le istituzioni europee in vista di una potenziale adesione allo spazio Schengen.