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ⓘ Paesaggio in prestito. Il paesaggio in prestito è una tecnica paesaggistica tipica dei giardini orientali cinesi e giapponesi, che consiste nellincorporare elem ..




Paesaggio in prestito
                                     

ⓘ Paesaggio in prestito

Il paesaggio in prestito è una tecnica paesaggistica tipica dei giardini orientali cinesi e giapponesi, che consiste nellincorporare elementi esterni del paesaggio allinterno della composizione di un giardino.

La parola si scrive 借景 e si pronuncia jièjǐng in lingua cinese e shakkei in lingua giapponese, ed è apparsa per la prima volta sullo Yuanye, un trattato di giardinaggio cinese del XVI secolo.

                                     

1. Caratteristiche

Si parla di paesaggio in prestito quando alcuni elementi naturali o artificiali edifici, torri sono posizionati fuori dal giardino, ma sono visibili dal suo interno per via della studiata disposizione degli alberi e degli spazi. Se ad esempio un filare di alberi si interrompe per qualche metro esplicitamente per consentire la vista di una pagoda in lontananza, allora la vista di quella pagoda è un paesaggio in prestito.

Esistono diverse tecniche di distribuzione del verde e modifica del terreno per consentire i paesaggi in prestito, ma tutte sono identificabili da alcune caratteristiche comuni, fra cui:

  • scelte di progettazione altrimenti illogiche, ad esempio improvvise interruzioni nel verde o spazi vuoti fra colline, esplicitamente pensati come "cornici" per inquadrare il paesaggio in prestito
  • trattazione del terreno in relazione al paesaggio in prestito, ad esempio skyline degli alberi parallelo a quello della montagna sullo sfondo o costruzione di edifici in rapporto con un edificio retrostante
  • inglobazione dellelemento in prestito "grezzo", così comè, senza essere modificato per integrarsi meglio nel giardino

In questa maniera lo spazio del giardino si estende apparentemente oltre i suoi confini andando a comprendere anche il paesaggio circostante.

                                     

2.1. Storia Cina

Lespressione "paesaggio in prestito" è comparsa nel trattato di giardini cinese del 1635 Yuanye 園冶, che dedica al tema lultimo capitolo intitolato Jiejing "paesaggio in prestito": la collocazione alla fine del trattato non è casuale, perché si specifica che il paesaggio in prestito non è semplicemente una delle varie tecniche di design, ma lessenza stessa della progettazione di giardini in toto, dato che richiede che tutti gli elementi interni ed esterni si accordino fra di loro. Questi elementi includono non solo gli elementi naturali e artificiali, ma anche il cambio stagionale, che altera la percezione dello spazio. Per realizzare un paesaggio in prestito funzionante, quindi, il progettista di giardini deve "fondersi" con lambiente capendone appieno le possibilità. Questa concezione organicista del paesaggio in prestito ha riacquisito forte importanza anche nel garden design cinese contemporaneo.

Secondo lo Yuanye i paesaggi in prestito si dividono in quattro categorie:

  • linjie 隣借 "prestito vicino", come edifici confinanti
  • yangjie 仰借 "prestito in alto", come nuvole o stelle
  • yuanjie 遠借 "prestito lontano", come montagne o laghi
  • fujie 俯借 "prestito in basso", come rocce o stagni.
                                     

2.2. Storia Giappone

Il più antico trattato di giardinaggio giapponese arrivato ai giorni nostri è il Sakuteiki 作庭記?, che risale allXI secolo ed è stato scritto probabilmente dal nobile Tachibana no Toshitsuna 橘俊綱? 1028-1094, figlio di Fujiwara no Yorimichi 藤原頼通? 990-1074 celebre per aver progettato il tempio Byōdō-in a Uji. Nel Sakuteiki non è presente lespressione "paesaggio in prestito", ma nonostante ciò sono illustrate delle indicazioni progettuali che ne riverberano il concetto.

I tre principi basilari dellorganizzazione dei giardini secondo il Sakuteiki sono:

  • fuzei 風情? "apparenza": paesaggio che vuole ricostruire o enfatizzare una sensazione
  • kohan ni shitagau 湖畔に従う? "obbedire alla costa del lago": paesaggio basato tenendo in considerazione gli elementi preesistenti della topografia
  • shōtoku no sansui 生得の山水? "ruscello montano genuino": paesaggio naturale falso, ma verosimile

Il paesaggio in prestito si basa sullacquisizione di elementi vivi e reali per creare paesaggi stratificati in profondità, quindi risponde principalmente alla prima categoria dato che le altre due tendono a valorizzare gli elementi sul posto per creare scenografie spettacolari non in profondità.

Linteresse dellaristocrazia giapponese nei confronti dei giardini si sviluppò a partire dello stile costruttivo detto shindenzukuri del periodo Heian, durante il quale nacque il concetto di identità nazionale giapponese staccata da quella cinese, da cui fino a quel momento aveva assorbito ogni elemento economico, sociale e culturale. I frequenti viaggi dei nobili, insieme con il loro desiderio di mostrare emancipazione dalla Cina e benessere economico, portarono allelaborazione dei giardini giapponesi: spesso erano dei "diari di viaggio" contenendo ricostruzioni di paesaggi celebri visitati dai nobili, le montagne prese in prestito evocavano i viaggi nel selvaggio nord del Giappone anche nei giardini di città del sud come Nara e Kyoto.



                                     

2.3. Storia Movimento Moderno

A partire dal XX secolo il paesaggio in prestito ha subito una profonda revisione critica, soprattutto da parte degli architetti modernisti giapponesi che negli anni 1960 studiarono lo shakkei tradizionale per reinventarlo nelle loro opere, allo scopo di unire larchitettura dinterni con quella desterni. Anche in Occidente il paesaggio in prestito, e in particolare quello giapponese, visse un periodo di forte ammirazione da parte degli architetti statunitensi dellInternational Style, i quali furono preceduti da Frank Lloyd Wright nellammirare lapparente semplicità e la spazialità dellArchitettura giapponese. Al contrario del punto di vista orientale, che tende a intendere limmagine dello shakkei come giustapposizione dinamica di elementi per creare unimmagine bidimensionale, la critica architettonica occidentale lesse il paesaggio in prestito giapponese come composizione architettonica in profondità, nelle tre dimensioni, e quindi una forma architettonica in tutto e per tutto.

                                     

2.4. Storia Sviluppo urbano

A partire dal secondo dopoguerra la crescita urbana che ha interessato il Giappone generò serie questioni circa la possibilità di conservazione dei paesaggi in prestito. La costruzione dei condomini, delle torri di comunicazione e dei grattacieli inficiò la fruizione degli shakkei così come erano stati immaginati dai progettisti di giardini. Le soluzioni messe in pratica dai giapponesi sono state fondamentalmente di tre tipi in base al contesto urbano del giardino:

  • accettazione del nuovo paesaggio esterno: come nei Giardino di Hama rikyū, in cui lo skyline dei nuovi grattacieli di Shiodome è stato accettato come nuovo paesaggio contemporaneo in prestito, in volontario contrasto formale e cromatico con il paesaggio del giardino.
  • rifiuto del nuovo paesaggio esterno: come nellAmbasciata dItalia a Tokyo, costruita sul terreno della storica villa dei daimyō Matsudaira, il cui giardino è stato interamente recintato con una cortina di bambù allo scopo di isolarlo dal paesaggio esterno incongruente.
  • tutela del paesaggio storico: come nel giardino Kōraku-en della città di Okayama, il cui piano regolatore urbano specifica esattamente le altezze massime consentite per gli edifici allinterno di specifici spicchi di terreno, in modo tale che non siano troppo alti andando a inficiare la percezione dello shakkei dallinterno del giardino.
                                     

3. Giardini con paesaggio in prestito

Cinesi

  • Palazzo dEstate, Pechino
  • Giardino dellumile amministratore, Suzhou
  • Giardino del maestro delle reti, Suzhou

Giapponesi

  • Kōraku-en, Okayama; principale elemento integrato: Castello di Okayama
  • Isui-en, Nara
  • Tenryū-ji, Kyoto; principale elemento integrato: Monte Arashi
  • Giardino Ritsurin, Takamatsu; principale elemento integrato: Monte Shiun
  • Villa imperiale di Shugakuin, Kyoto; principale elemento integrato: Monte Hiei
  • Murin-an, Kyoto
  • Sengan-en, Kagoshima; principale elemento integrato: Vulcano Sakurajima
  • Museo darte Adachi, Yasugi
  • Genkyū-en, Hikone; principale elemento integrato: Castello di Hikone