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ⓘ Storia dellastronomia moderna, 1779. La Storia dellastronomia moderna è un saggio storico-speculativo e divulgativo scritto dallastronomo e letterato francese J ..




Storia dellastronomia moderna (1779)
                                     

ⓘ Storia dellastronomia moderna (1779)

La Storia dellastronomia moderna è un saggio storico-speculativo e divulgativo scritto dallastronomo e letterato francese Jean Sylvain Bailly. Seconda opera, in due volumi, di unimponente tetralogia di lavori sullintera storia dellastronomia, con questo libro Bailly continuò a delineare la sua concezione della storia, ripercorrendo e commentando le scoperte in campo astronomico dallAntica Grecia fino alletà moderna.

                                     

1.1. Contesto generale La tetralogia sulla storia dellastronomia

Nel 1775 Bailly pubblicò un largo volume in quarto intitolato Histoire de lastronomie ancienne, depuis son origine jusquà létablissement de lécole dAlexandrie. Esso fu seguito nel 1779 dallopera in questione, scritta in due volumi, dello stesso formato del precedente, intitolata Histoire de lastronomie moderne depuis la fondation de lécole dAlexandrie, jusquà lépoque de 1730. Unaltra opera apparve nel 1782, l′ Histoire de lastronomie moderne depuis la fondation de lécole dAlexandrie, jusquà lépoque de 1782 ; essa era costituita da tre volumi: i primi due sono una ripubblicazione dei due volumi dellopera precedente; mentre il terzo, originale, copre il periodo tra il 1730 e il 1782. Queste tre opere, assieme al Traité de lastronornie indienne et orientale, ouvrage qui peut servir de suite à lhistoire de lastronomie ancienne del 1787, costituiscono la tetralogia di Bailly sulla storia dellastronomia. Esse formano insieme un panorama di circa 3000 pagine del lungo e lento sviluppo storico del corpus della conoscenza moderna.

Nonostante le speculazioni immaginative del primo volume e gli errori di fatto dellultimo il lavoro, complessivamente, merita un posto di rilievo nello studio della storia della scienza.

È ragionevole supporre che Bailly per alcuni anni forse già dal suo primo contatto con Lacaille aveva meditato un lavoro su larga scala relativo alla storia dellastronomia e forse iniziò a compilare delle annotazioni con questo progetto in mente, che poi fu completato dopo la sconfitta nella lotta per la segreteria dellAccademia e il successivo ritiro a Chaillot. Inoltre, in definitiva, il ritorno di Le Gentil e la contemporanea comparsa di diversi testi orientali sullantichità diedero a Bailly la determinazione necessaria per iniziare il suo lavoro partendo dai primissimi inizi della storia dellumanità.

La concatenazione delle circostanze porrebbe, secondo lo storico Burrows Smith, il terminus a quo della composizione, ovvero linizio della stesura, dell′ Histoire de lastronomie ancienne intorno al biennio 1770-1771. Invece la prima menzione di uneventuale Histoire apparve in un mémoire di Bailly del 18 agosto 1773.

                                     

2. Contenuto

Sebbene si sia sempre rifiutato di ammetterlo, Bailly sembra voler costantemente dimostrare che il système è lo strumento del progresso. La consapevolezza di questo nuovo sviluppo nel suo pensiero è indicata dalla comparsa di un nuovo e più filosofico Discours préliminaire, rispetto a quello dell′ Histoire de lastronomie ancienne, alla testa del primo volume dell′ Histoire de lastronomie moderne. La ragione apparente di questa prefazione è la difesa che Bailly fa del sistema storico-biografico che egli utilizza. Egli, prefigurando Hegel, riconosce che la nuova storia del XVIII secolo è la storia dello spirito umano, della moltitudine e della massa dellumanità, ma allo stesso tempo dei suoi grandi leader e delle sue principali tappe. Ma la scienza, almeno secondo Bailly, è in qualche modo al di sopra - o almeno oltre - questo "dominio scettrato" della moltitdine: "La scienza, come gli eventi, sono le opere degli uomini, ma la moltitudine non ne ha alcuna parte; la moltitudine li ignora o li guarda con indifferenza: coloro che li coltivano sono una classe isolata".

La sua storia dellastronomia deve, pertanto, necessariamente essere scritta in termini degli autori del progresso: Ipparco, Tolomeo, Copernico, Tycho Brahe e gli altri.

Ma Bailly ha da dire molto più di questo. Il Discours è anche una dichiarazione dellideale, tipico nel XVIII secolo, della perfettibilità attraverso la conoscenza. Lo storico Carl Lotus Becker ha sottolineato che le parole chiave di questo secolo erano "la natura, la legge naturale, la causa prima, la ragione, il sentimento, lumanità, e la perfettibilità". Da Giambattista Vico a Nicolas de Condorcet, gli storici del tempo avevano avuto la visione di unapocalisse gloriosa, della fine dei tempi come di un paradiso terrestre che sarebbe stato raggiunto attraverso la comprensione totale della natura.

Cera poi la tesi corollaria di Antoine Court de Gébelin secondo cui lenigma della natura poteva essere risolto con lo studio del passato. La filosofia di Bailly combinava questi elementi; la sua Histoire, in parte destinata per gli astronomi, è: "tuttavia destinata ai giovani ai quali dobbiamo accendere lamore per la scienza. Quando vedono la natura, la ammirano; lei ha dei segreti che sono riservati a loro".

Sarebbe però sbagliato dipingere Bailly come un fanatico del progresso. Nell′ Histoire de lastronomie ancienne aveva infatti già scritto su questo tema:

Nel campo, relativamente ristretto, dellastronomia, poco era stato scritto sul senso della storia come Bailly prevedeva. Giovanni Riccioli, Gerhard Johannes Voss, Pierre Gassendi e Cassini avevano pubblicato la vita di vari astronomi, dei cataloghi di scoperte o di scritti, ma solo tre grandi opere potevano essere davvero considerate come vere e proprie storie dellastronomia. La prima era l′ Historia Astronomiae sive de Ortu et Progressu Astronomiae di Johann Friedrich Weidler, pubblicata a Wittenberg nel 1741; l′ Histoire des mathématiques di Jean-Étienne Montucla, pubblicato a Parigi nel 1758 ; e infine History of Astronomy di George Costard, pubblicato a Londra nel 1767. Ma queste opere erano state progettate per gli scienziati e non per un vasto pubblico. Era ambizione di Bailly quella di scrivere opere che fossero sia divulgative che trattatistiche, in modo tale da essere adatte sia per il "profano intelligente" così come per lastronomo. Voltaire aveva indicato la strada nel suo Eléments de la philosophie de Newton e Bailly ne aveva raccolto leredità. Bailly infatti, come Cartesio, era infatti convinto della vasta diffusione del "bon sens", e credeva che la conoscenza fosse accessibile a tutti.

Lopera, in due volumi, che apparve nel 1779, l′ Histoire de lastronomie moderne, depuis la fondation de lécole dAlexandrie jusqua lépoque de 1730, è il racconto istruttivo e ben scritto della lenta ma costante conquista della conoscenza da parte delluomo. In questo lavoro, con anche maggiore successo rispetto ai suoi lavori precedenti o successivi, Bailly gestisce il difficile compito di far sembrare semplici concetti in realtà complessi, senza togliere loro alcun dettaglo o alcun significato. È un lavoro, secondo uno dei successori di Bailly, "dove il filosofo può trovare una piacevole lettura, mentre luomo di mondo, distruggere la saggezza e la provvidenza di Dio". Tycho vide nei cieli, e in particolare nel suo sistema dei cieli, una conferma delle sacre scritture o, secondo Bailly, di vari passaggi "dove la scrittura parla la lingua volgare".

Era stato per ragioni di fede che Tycho respinse infatti il sistema copernicano. È importante notare che quando Bailly scrisse la sua Histoire de lastronomie moderne, le opere di Galileo erano ancora sullIndice dei libri proibiti, e uno scienziato credente o, almeno, prudente come Bailly dovette comunque pensarci due volte prima di intervenire, con i propri commenti, sul delicato equilibrio tra la parola divina e lesperienza umana. Bailly non era un uomo molto coraggioso, perciò nascose le sue considerazioni scomode relative a Tycho, sulla questione religiosa, sotto forma di un attacco contro lastrologia:

Ma anche queste parole prudenti non avrebbero comunque risparmiato Bailly dagli attacchi dei critici più bigotti, come ad esempio quelle dellintransigente abate Thomas-Marie Royou.

                                     

2.1. Contenuto Relazione con il pensiero di Bailly

L′ Histoire de lastronomie moderne conferma le due tendenze fondamentali nel pensiero di Bailly, presenti nelle altre opere: la devozione allidea di progresso e la sua preoccupazione verso i sistemi, e soprattutto verso uno speculativo esprit de système. Questi due aspetti non si escludono a vicenda. In effetti continuano ad andare di pari passo in tutto il discorso di Bailly. Eppure il suo desiderio di applicare il rasoio di Occam ovunque, ovvero il suo desiderio di semplificare, conciliare e generalizzare fu la principale debolezza del suo lavoro, e applicando costantemente questo metodo in categorie di conoscenza dove esso era inapplicabile lo portò a fare delle conclusioni quantomai azzardate. Applicandolo infatti alla storia antica, ad esempio, Bailly dedusse lesistenza di unatavica filosofia "saggia e sublime" e di un elevato stato di civiltà proprio allinizio della storia, lesistenza di un antichissimo popolo civilizzato e scientificamente progredito. Questa nozione, in definitiva, era in contrasto con lidea stessa di progresso che lo stesso Bailly vagheggiava. Lidea di progresso di Bailly allora si sublimava nella possibilità di un ritorno alletà delloro, che lui vide arrivare attraverso la Rivoluzione francese, anche se in seguito capì, sulla sua stessa pelle, di essere in torto.