Топ-100
Indietro

ⓘ Val Demone. Il Val Dèmone - talora indicato come Valdemone, Val di Demona o Val Demona - era uno dei valli in cui era suddivisa la Sicilia dalla dominazione mus ..




Val Demone
                                     

ⓘ Val Demone

Il Val Dèmone - talora indicato come Valdemone, Val di Demona o Val Demona - era uno dei valli in cui era suddivisa la Sicilia dalla dominazione musulmana al periodo borbonico.

                                     

1. Etimologia

Riguardo alletimologia del nome del Vallo, Demona, non esiste certezza. La prima apparizione del termine è nella forma Dimnsac risale al 902 in occasione della caduta di un villaggio con tale denominazione, insieme a Taormina ed altre città. Alla fine dellXI secolo invece appare per la prima volta la definizione di valle Deminæ.

Diverse sono state quindi le posizioni in merito allorigine di Dimnsac - Deminæ. Secondo lo studioso e orientalista Michele Amari sarebbero da ricercare nella lingua greca, in particolare egli suppose che potesse derivare dal nome con il quale erano indicati gli abitatori di quel territorio, durante la conquista araba e cioè "perduranti" o "permanenti" forse nella fede o nellImpero, in quanto deriverebbe dal participio presente del verbo διαμένω permanere, perdurare del greco bizantino, ossia tondemenon, termine che diede nome al vallo e al contempo ad un fortilizio divenuto in seguito città in seguito chiamata Demona o Demenna. Significativo il fatto che una gola presso Rometta, capitale del thema di Sikelia non ancora dissolto, viene chiamata in un documento del 963 "Dimnasc" la quale pronuncia sarebbe dimnaʃ.

Altre ipotesi portano letimologia su una leggenda che indicherebbe lEtna come abitato da demoni e vorrebbe il vulcano come un punto daccesso agli inferi, da ciò il territorio sarebbe stato detto Vallis Dæmonorum ; e infine cè stato anche chi ha avanzato una presunta ipotesi – testimoniata da ritrovamenti archeologici – da Lacedemoni, gli abitanti di Sparta.

                                     

2. Storia

Il Val Demone è la prima entità amministrativa riconosciuta come vallo di cui si ha testimonianza in un diploma del Malaterra datato alla fine dellXI secolo. In tale manoscritto si fa riferimento al valle Deminæ quale larea in cui si erano rifugiati i Cristiani durante loccupazione islamica della Sicilia e ivi trovati durante il secondo sbarco di Ruggiero in Sicilia 1060. Tale definizione però probabilmente definiva un territorio circoscritto, non oltre la diakratèsis urbana, sebbene costituiva già una sorta di "embrione" dellamministrazione provinciale che avrebbero caratterizzato piuttosto il secolo successivo. La prima descrizione della estensione di un vallo si ha del Val Demone nel 1154 come iqrim sic!, anziché il corretto iqlīm di Dimasc nel Libro di Ruggero di Idrisi e genericamente si ritiene che tale sia anche la data della sua formalizzazione: in questo periodo esso dovette comprendere inizialmente i territori bizantini della cuspide nord-orientale dellisola, corrispondente allarea montuosa dellattuale Provincia di Messina e ai territori più isolati lungo le fiancate dellEtna le città di Caronia e Catania dovettero costituire i vertici dellimmaginario triangolo costituito dal Vallo. La documentazione del Vallo, successiva al 1130, anno di fondazione del Regno di Sicilia da parte di Ruggiero II, può indurre a credere che listituzione dei valli fosse una precisa volontà per gestire e amministrare meglio il Regno consolidato, accorpando le varie concessioni militari elargite durante il periodo della conquista.

Originariamente il Vallo dovrebbe aver avuto sede nella scomparsa città di Demona o Demenna, la cui esistenza è in realtà solo ipotetica e dovuta allanalisi dei documenti compresi tra il X e il XII secolo, ma nel 1154 la città-fortezza dovette già essere abbandonata o perlomeno rinominata se lIdrisi non ne fa menzione. Sulla localizzazione di Demona sono state addotte diverse teorie, tra cui San Marco dAlunzio o Monforte San Giorgio. Si può ipotizzare che la città preposta ad intendere il Vallo fosse in seguito divenuta Messina per la sua importanza acquisita sin dai privilegi di epoca normanna, tuttavia la presenza di una carica analoga al giustiziere - lo stratigoto - nella città dello Stretto potrebbe indurre a credere che così non fosse. Tuttavia tale figura non necessariamente doveva entrare in conflitto con le funzioni del Vallo.

Nel 1217 viene istituito il giustizierato di Milazzo il quale sottrae la regione settentrionale e probabilmente anche le Isole Eolie allintendenza del Vallo. Sotto la riforma federiciana viene ridimensionata la sua funzione amministrativa, ma mantiene il titolo di Vallo. Dopo il 1282 viene accorpato con i valli di Castrogiovanni e di Milazzo. Questultimo verrà sottratto al sistema dei tre valli nel 1302, quando farà parte del giustizierato di Messina e il Vallo assumerà il titolo di Vallo di Demona e di Castrogiovanni, mantenendolo per circa un secolo.

Nel corso del XIV secolo si dovette estendere a occidente, fino al limite naturale dellImera settentrionale, per comprendere un territorio di circa 5.000 km², includendo ad ovest Cefalù e a sud il territorio di Troina e Nicosia. Sulla posizione di Catania allinterno di detto Vallo molteplici sono le posizioni. Di fatto la città appare nelle planimetrie cinquecentesche della Sicilia pertinente Val Demone e solo di rado - in una edizione del XIX secolo - pertinente Val di Noto. La città sarebbe stata, secondo lAmico, collocata tra gli antichi Val di Noto e Val Demone e attribuita talora al primo vallo e talora al secondo.

Il Vallo riacquisterà la sua singolarità e il titolo originario nel 1403 con la riforma di Martino I che scinderà il Val Demone dal Val di Castrogiovanni questo verrà invece accorpato al Vallo di Girgenti e dalla riforma amministrativa del XVI secolo adottata da Marcantonio Colonna verrà suddiviso in più comarche. La sua forma rimarrà quasi invariata leccezione sarà costituita quasi dalla sola Catania fino alla riforma prevista dalla Costituzione siciliana del 1812. La suddivisione della Sicilia nei tre Valli ebbe infatti termine nel 1812 quando la riforma territoriale del Regno divise lisola in sette valli minori o provincie. A seguito delle riforma il vecchio Val Demone venne quasi a coincidere con lattuale provincia di Messina.

                                     

3. Localizzazione

Esteso a coprire quasi per intero lattuale Provincia di Messina e lareale del Monte Etna, il Vallo era un cuneo proteso sul mare, la cui punta, insinuata tra i mari Tirreno e Ionio, chiude nello Stretto di Messina. Nel corso della prima metà del XIII secolo comprenderà la porzione del Regno

Tale perimetro viene a cambiare nel corso dei secoli: lannessione del Vallo di Castrogiovanni corrispondente circa allattuale Provincia di Enna estese i confini fino ai territori controllati dalla città Piazza; la posizione di Catania invece non fu mai definitiva, essendo detta città a cavallo tra il Val Demone e il Val di Noto. La linea di confine fu talora il fiume Dittaino o il Simeto, talora il fiume Amenano o il Longane. Nellultimo caso Catania, solitamente considerata la punta meridionale del triangolo ipotetico del Vallo, era annessa invece al Vallo di Noto e pertanto capitava che fosse inserita nelluno o laltro vallo a seconda del tracciato amministrativo relativo alla riforma del momento.



                                     

4. Geografia

Il territorio un tempo occupato dal Vallo è caratterizzato da rilievi montuosi, principalmente i Nebrodi, e una ricca presenza di sorgive. La maggiore altura è costituita dallEtna, quasi sempre per intero allinterno del Vallo. Lambiente permette una massiccia presenza boschiva. I principali laghi si trovano nella zona settentrionale. Dal punto di vista geologico questa è la regione più complessa dellIsola, trovandosi a nord la grande massa di conglomerati e strati sedimentari dei Nebrodi, mentre le principali manifestazioni vulcaniche dellIsola sono concentrate quasi esclusivamente nellareale di detto Vallo. Lantropizzazione è diffusa in una miriade di piccoli centri arroccati le principali città risultano essere distribuite esclusivamente lungo i confini del Vallo.