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ⓘ Alessandretta. Il clima in città è strettamente mediterraneo, con estati calde e umide ed inverni miti e piovosi. Durante determinati periodi dellanno, la città ..




Alessandretta
                                     

ⓘ Alessandretta

Il clima in città è strettamente mediterraneo, con estati calde e umide ed inverni miti e piovosi. Durante determinati periodi dellanno, la città è spazzata da un vento piuttosto forte chiamato Yarıkkaya.

Il clima è eccezionale per la crescita di diversi arbusti ed alberi da frutto in una zona a clima prevalentemente arido.

                                     

1.1. Storia Le origini

La città venne fondata da Alessandro Magno dopo la vittoria sui Persiani nella battaglia di Isso del 333 a.C., che si svolse ad appena 37 chilometri dal sito attuale dove sorge la città, tanto da consegnarle il nome di Alessandria di Isso per distinguerla dalla più nota Alessandria dEgitto, in Egitto appunto.

                                     

1.2. Storia La storia ecclesiastica in epoca romana

Governata dai Persiani e dai Macedoni, successivamente appartenne ai Romani che la denominarono Alexandria Scabiosa, e che, dopo la proclamazione della libertà di culto con leditto di Milano nel 313, ottennero di fondare qui il vescovato dAlessandria Minore, suffraganeo di quello di Anazarbo, la capitale e pertanto la sede metropolitana della provincia romana della Cilicia Secunda. Secondo antiche testimonianze, tra i primi vescovi di questarea si contano SantEleno, ed i santi martiri Aristio e Teodoro. Il primo vescovo di cui però si abbia una traccia documentale è Esico, il quale prese parte al Primo Concilio di Nicea nel 325 ed al sinodo di Antiochia nel 341. Filomoso prese parte al Primo Concilio di Costantinopoli del 381. Barane è menzionato in connessione al sinodo di Antiochia del 445. Al Concilio di Calcedonia del 451, il vescovo Giuliano venne rappresentato dal suo metropolita, Ciro di Anazarbo. Basilio presenziò al sinodo di Costantinopoli del 459 che condannò i simoniaci.

Dopo il crollo dellImpero Romano, la città passò sotto il dominio dei Bizantini e nel 518 il vescovo Paolo venne deposto dallimperatore Giustiniano per aver supportato Severo di Antiochia, convertitosi alla Chiesa giacobita.

                                     

1.3. Storia Il periodo arabo e ottomano

La città passò quindi sotto il dominio degli Arabi che ne fecero una loro fortezza nel IX secolo, e infine agli Ottomani nel XVI secolo. Larea fu di nuovo teatro di scontri nel 1606, quando larmata del generale Kuyucu Murat Pasha soppresse qui le rivolte dei Jelali. Gli ottomani proseguirono le opere di fortificazione della città sino a metà del XVII secolo costruendovi un castello sul crocevia verso Veryant. La città venne ben descritta nel 1675 dal cappellano navale inglese Henry Teonge nel suo diario di viaggio in queste terre.

Durante lultima parte del dominio ottomano, la città crebbe moltissimo ponendosi sulla via che dallEuropa e dallAsia Minore conduceva verso Baghdad e verso lIndia, divenendo in breve tempo una delle basi di primaria importanza per il commercio di mercanti genovesi e veneziani con lOriente. La Levant Company inglese mantenne qui unagenzia per 200 anni, sino al 1825, malgrado lalto tasso di mortalità tra i suoi impiegati nella zona. Nel 1832 la città venne attraversata dagli egiziani di Mehmet Ali che si mossero in attacco allAnatolia.

Sul finire del XIX secolo, anche il porto della città crebbe notevolmente grazie anche alla costruzione della locale ferrovia nel 1912 che pose il centro in comunicazione con Aleppo.

Allo scoppio della Prima Guerra mondiale, quando gli inglesi stavano considerando la possibilità di smembrare lImpero Ottomano, Lord Kitchener considerò la conquista di Alessandretta come essenziale per provvedere agli inglesi un porto e una stazione ferroviaria per accedere allIraq. Egli propose per questo scopo la costruzione di una nuova strada ferrata da Alessandretta per ridurre ulteriormente i tempi di rifornimento per le merci le truppe inglesi ed i lavori si protrassero per qualche mese sino ad approdare allidea che Haifa sarebbe stata più funzionale a tale scopo.



                                     

1.4. Storia Dalla Repubblica di Hatay ai giorni nostri

Con il crollo dellImpero ottomano e la fine della Grande Guerra, gran parte di quello che era stato il Sangiaccato di Hatay, tra cui Alessandretta, si trovò occupato da truppe francesi. Tra il 1921 ed il 1937 la città fu parte del Sangiaccato di Alessandretta sotto il controllo della Siria francese. Questo portò in breve tempo alla fondazione della Repubblica di Hatay che dal 1939 si unì con un referendum forzoso alla Turchia, dopo che lanno precedente era stata militarmente occupata dalle forze turche. Il risultato del referendum venne rigettato come illegittimo dalla Siria.

                                     

2. Economia

Alessandretta è un centro commerciale molto trafficato e una delle più grandi città della provincia di Hatay, simile per grandezza al capoluogo Antakya. La città è uno dei più grandi porti della Turchia sul Mediterraneo ed è un importante centro industriale, sede delle acciaierie Isdemir, le più grandi della Turchia. Alessandretta ha una vita sociale attiva e moderna con ottimi hotel per i turisti, ristoranti e caffè gittanti sul lungomare. Alessandretta è inoltre un importante porto commerciale.

La campagna circostante la città, beneficiando del clima locale, accoglie vaste coltivazioni di piante da frutta tra cui aranci, mandarini e limoni oltre ad alcuni frutti tropicali come il mango.

                                     

3. Alessandretta nel cinema

  • La città di Alessandretta è citata nel film Indiana Jones e lultima crociata del 1989 diretto da Steven Spielberg, terzo episodio cinematografico della tetralogia di Indiana Jones, come la città da cui parte il percorso per giungere alla "gola della luna crescente", luogo in cui è custodito il mitico Santo Graal, il calice usato da Gesù Cristo nellUltima Cena e nel quale fu raccolto il sangue del Redentore. La scena dellarrivo alla gola, però, è stata girata a El Khasneh di Petra, in Giordania.