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ⓘ Entrata reale. Un Entrata Reale consisteva in cerimonie e festività che accompagnavano lentrata trionfale di un regnante o di un suo rappresentante in una speci ..




Entrata reale
                                     

ⓘ Entrata reale

Un Entrata Reale consisteva in cerimonie e festività che accompagnavano lentrata trionfale di un regnante o di un suo rappresentante in una specifica città durante il Medioevo o la prima età moderna in Europa. Lentrata era incentrata su una processione che conduce il principe entrante nella città coi dovuti ed appropriati omaggi da parte delle autorità. Solitamente fa seguito una festa o altre celebrazioni solenni.

LEntrata è un gesto di lealtà e di fedeltà di una città ad un regnante, con origine antica rintracciabile giù nell adventus celebrato per gli imperatori romani, entrate formali più frequenti dei trionfi. La prima visita di un monarca era unoccasione importante, ancor di più se era accompagnato dalla novella sposa. Le capitali spesso ospitavano i monarchi in occasione della loro incoronazione, ma queste potevano svolgersi anche in altre città importanti.

Dal tardo Medioevo le entrate divennero occasione di propaganda. Liconografia sempre più stereotipata accanto a formule convenzionali, venivano gestite con scrupolosa cura da parte della città ospitante e dai rappresentanti del municipio in collaborazione col capitolo della cattedrale, delluniversità o di specialisti appositamente convocati in loco. Spesso grandi artisti, scrittori e compositori del periodo venivano chiamati a creare decorazioni temporanee.

                                     

1. Origini e sviluppo

Il racconto contemporaneo di Galbert di Bruges di un disadorno "Gioioso Avvento" del nuovo conte delle Fiandre nella "sua" città di Bruges, nellaprile del 1127, mostra che nello stadio iniziale di questa tradizione, più che di unentrata trionfale, si trattava piuttosto di una tregua formale tra potenze rivali di un medesimo territorio o di una città, dove il rientrare in città dei "diritti e doveri" di legge erano sanciti dalla presenza di sante reliquie:

"Il 5 aprile. al far del giorno, il re col suo nuovo conte Guglielmo, marchese delle Fiandre, si portò nella nostra città di Bruges. I cannoni di San Donaziano spararono per accoglierli, mentre le reliquie dei santi e vennero portate ad accogliere il re ed il nuovo conte con una processione solenne. Il 6 aprile. il re ed il conte raccolsero i loro ed i nostri cavalieri coi cittadini e molti fiamminghi nel luogo ove di solito le reliquie sono conservate. Dopo aver chiesto il silenzio, vennero letti i privilegi di San Donato davanti a tutti. Venne anche letta una carta di accordo tra il conte ed i nostri cittadini. Obbligandosi vicendevolmente ad accettare quelle condizioni, il re ed il conte giurarono sulle reliquie dei santi di ascoltare il clero ed il popolo".

La processione di un nuovo papa a Roma era nota col nome di possesso. Un governante con la sua nuova sposa compiva anchegli una Entrata. Lentrata della regina Isabella di Baviera a Parigi nel 1389 venne descritta dal cronista Froissart. Le entrate di Carlo IX di Francia e della sua regina della casata degli Asburgo, Elisabetta dAustria a Parigi nel marzo del 1571, divennero memorabili, ma le Guerre di religione in Francia decretarono come inappropriate queste festività sino alla pace che seguì quella di Saint-Germain-en-Laye siglato nellagosto del 1570.

Sino alla metà del XIV secolo, loccasione di un ingresso reale venne concepita come "relativamente semplice". Le autorità attendevano il principe ed il suo seguito presso le mura della città e dopo la consegna cerimoniale delle chiavi della città con un breve giuramento o discorso, fermandosi poi ad ammirare dei tableaux vivants come quelli realizzati per lentrata a Parigi della regina Isabella di Baviera, descritti nel dettaglio dal cronista Froissart, che conducevano per le strade della città, trasformate da colori con drappi e bandiere riccamente decorate o tappeti. A Valladolid nel 1509

il villaggio era così in festa da mostrare tutto il suo splendore con vasi e tappeti lussuosi, al punto che nemmeno Firenze né Venezia avrebbero potuto competere. Tutte le donne più belle erano in mostra tutto era così brillantemente organizzato che io, che sono del posto e non lho mai lasciato, quasi non riuscivo a riconoscerlo.

Anche le indicazioni araldiche risultavano fondamentali: a Valladolid nel 1509 tutti i tori presenti nei campi fuori dalla città vennero ricoperti da stoffe con dipinto lo stemma reale e vennero loro attaccate delle campane. Lungo le strade la processione si fermava ripetutamente ad ammirare allegorie viventi accompagnate da declamazioni e da squilli di tromba e colpi di artiglieria a salve. La processione includeva i membri dei tre stati, con la nobiltà ed il patriziato in testa dietro il principe, seguiti dal clero e dai membri delle gilde cittadine. Dalla metà del XIV secolo i membri della gilda iniziarono ad indossare uniformi specifiche ciascuna contraddistinta da un proprio colore e da proprie insegne; a Tournai nel 1464 trecento uomini indossavano abiti di seta ricamati col giglio il simbolo reale sul fronte e sul retro, pagati a loro spese. Il principe era solito ripagare gli sforzi di questi preparativi con conferme, concessioni od estensioni di privilegi dati alla città o allarea. Il principe era solito inoltre compiere una visita alla cattedrale o alla chiesa principale e ad incontrarsi con la più alta autorità locale del clero solitamente un vescovo e confermare i privilegi del capitolo locale. Qui solitamente si teneva un Te Deum, con musica scritta appositamente per loccasione.

                                     

1.1. Origini e sviluppo La crescita delle elaborazioni

Durante il XIV secolo, con la crescita della cultura di corte e con la presenza della corte di Borgogna in testa a tutte, iniziarono a produrre una serie di momenti elaborati come ad esempio rappresentazioni di battaglie storiche o leggende come veri e propri intrattenimenti durante i festeggiamenti, come pure si iniziarono ad includere dei "tableaux" spesso organizzati dalle gilde o da comunità di mercanti residenti stabilmente in città. Inizialmente questi erano a tema religioso, ma "gradualmente questi tableaux si svilupparono, tra XV e XVI secolo, in un repertorio di teatri di strada che presentavano varianti di rimarchevole consistenza con un vocabolario iconografico ampio." La Fortuna con la sua ruota, la Fama e il Tempo, le sette Virtù, i Nove Prodi oltre ad altri eroi ed episodi biblici, classici e locali. Con lo svilupparsi della tradizione, questi divennero ancora più soecifici, dapprima evidenziando la legittimazione del principe e dei suoi discendenti, e poi esponendo le sue virtù le ricompense che queste danno alluomo giusto e retto, inclusi quelli che egli concede per incoraggiare le città le province prospere.

La processione poteva fermarsi ad ammirare figure allegoriche, passare a fianco di un albero genealogico o sotto un arco di trionfo temporaneo di stile classico. I festeggiamenti divennero particolarmente spettacolari a partire dalla seconda metà del XVII secolo quando si arricchirono di battaglie navali, balli in maschera, rappresentazioni dopera e balletti di corte creati appositamente. La corte aveva quindi un ruolo sempre più attivo nelle celebrazioni, sempre con lintento di ingraziarsi il monarca tramite la sua glorificazione come eroe, lasciandosi alle spalle quasi del tutto la sacralità medievale ed il legame con la religione.

Durante il XVI secolo, a seconda delle differenti aree, il tableau vivant venne rimpiazzato da immagini dipinte o scolpite, anche se continuarono a persistere elementi del teatro di strada. Lentrata nel 1514 di Maria Tudor a Parigi, come nuova sposa di Luigi XII, fu la prima entrata francese ad avere un singolo organizzatore; dieci anni prima, lentrata di Anna di Bretagna era stata "largamente medievale nello stile", con cinque rappresentazioni dei misteri del Rosario nelle strade del percorso.

Durante la Guerra dei Cento anni, lentrata di Enrico VI dInghilterra di appena dieci anni, incoronato re di Francia a Parigi il 2 dicembre 1431, venne rimarcata in pompa magna e con propaganda araldica. Fuori dalla città venne accolto dal sindaco vestito di un houppelande di velluto blu, mentre il suo seguito lo indossava di color viola con berretti rossi, mentre ancora i rappresentanti del Parlamento di Parigi indossavano abiti rossi bordati di pelliccia. Alla Porta di Saint-Denis i membri del seguito del re lo accolsero con i paramenti araldici del sovrano, ovvero con abiti seminati di gigli doro su sfondo blu. La processione proseguì su petali di fiori. Alla porta dingresso della città, il sovrano venne accolto sotto un baldacchino ricamato con gigli doro, mentre egli venne portato su una lettiga supportata da sei addetti vestiti in blu. Lungo le vie della città vi furono diverse rappresentazioni allegoriche: prima la Chiesa degli Innocenti, poi una foresta ricreata dove un cervo veniva rilasciato e poi "cacciato".

                                     

1.2. Origini e sviluppo Influenze classiche

Il popolo istruito del medioevo aveva a disposizione una serie di entrate allegoriche ai matrimoni come ad esempio nellintroduzione allopera di Martianus Capella, Sul matrimonio tra Filologia e Mercurio le Sette Arti Liberali. Con la ripresa delle conoscenze dei classici, le entrate italiane vennero influenzate dalla descrizione letteraria dei trionfi romani. Oltre al resoconto di Livio, abbiamo altre descrizioni nelle opere di Svetonio e Cassio Dione circa il trionfo greco di Nerone, e Giuseppe Flavio del trionfo di Tito.

Opere più ricercate conducevano alle Notti Attiche di Aulo Gellio che fornivano dettagli su parte del simbolismo convenzionale come ad esempio lincoronazione con le sette corone. L Amorosa visione di Boccaccio 1342–43, fornisce lo schema di un trionfo, offrendo una parata di personaggi famosi, sia storici che leggendari, fornendo nel contempo anche un modello per Petrarca, il quale partendo da Livio elaborò un resoconto del trionfo di Scipione lAfricano nel suo poema I Trionfi. Castruccio Castracani entrò a Lucca nel 1326 a bordo di un carro coi prigionieri. Alfonso V dAragona entrò a Napoli nel 1443 seduto su un carro trionfale sotto un baldacchino, come mostrato in un bassorilievo giunto sino ai nostri giorni o nellarco trionfale che fece realizzare in quello stesso anno. Nella cultura italiana, nello specifico, il significato di trionfo descriveva chiaramente non solo lintera processione, ma anche le decorazioni del carro o la disposizione delle rappresentazioni lungo il percorso ancor più che la vera e propria entrata o processione trionfale.

Il tema dei trionfi passò a momenti molto meno solenni entrando poi nella concezione comune del carro di Carnevale che nel caso ad esempio della città di Firenze per lanno 1513, coincise con un chiaro intento propagandistico per il non universalmente osannato ritorno dei Medici in città lanno precedente; per questo motivo il tema fu: Il ritorno alletà delloro. Con le invasioni francesi in Italia nel 1494, questa forma si portò anche nellItalia settentrionale. Il cardinale Bibbiena riportò in una lettera del 1520 che il duca di Suffolk aveva inviato degli emissari in Italia per comprare dei cavalli e riportarli a Enrico VIII dInghilterra assieme a degli uomini che fossero in grado di realizzare delle decorazioni festive alla maniera italiana.

Carlo V fu favorevole ad una serie di entrate imperiali in città italiane durante il consolidamento del ruolo degli Asburgo seguito al Sacco di Roma, in particolare a Genova, dove Carlo e suo figlio Filippo tennero in tutto cinque entrate trionfali. Occasioni speciali come lentrata di Carlo V a Messina nel 1535 hanno lasciato testimonianze tangibili, ma ancora queste rappresentazioni si tenevano nel XIX in Sicilia nel corso dei matrimoni.

Dopo che il grande dipinto murario di Mantegna raffigurante i Trionfi di Cesare divenne noto in Europa attraverso numerose versioni in stampa, esso divenne la principale fonte dispirazione e di dettagli, in particolare per gli imperatori del Sacro Romano Impero la cui tradizione era saldamente legata allultimo retaggio dellImpero Romano antico. Anche se gli elefanti di Mantegna risultarono difficili da portare in loco, talvolta per stupire gli spettatori dei cavalli venivano truccati da unicorni. Le incisioni ed il testo della Hypnerotomachia Poliphili del 1499 divennero unaltra facile fonte così come le illustrazioni che andarono ad accompagnare le edizioni dellepoca de I Trionfi del Petrarca; entrambi i lavori presentavano allegorie mitologiche con un contenuto politico non sempre scontato, con uno spirito astruso ed ermetico tipico del neoplatonismo rinascimentale.

Uno dei primi esempi di entrata con un consistente unico tema allegorico fu quella di papa Leone X a Firenze nel novembre del 1515. Tutte le risorse artistiche della città vennero impegnate per creare unentrata esemplare, programmata dallo storico fiorentino Jacopo Nardi, con parere del Vasari; le Sette Virtù rappresentate da sette archi trionfali e stazioni lungo il percorso, di cui lultima consisteva in una facciata temporanea realizzata per il Duomo di Firenze che ancora era in costruzione.



                                     

1.3. Origini e sviluppo Propaganda

Oltre al tema permanente dei reciproci legami tra governante e sudditi, in tempi di tensione politica il messaggio politico delle entrate diveniva ancora più enfatico del normale. Dispute di successione potevano creare problematiche sulla legittimazione di un sovrano. Dopo la Riforma protestante, le tensioni divennero una condizione permanente per i sovrani, e molte entrate servirono ad appianare queste discussioni. Dopo il 1540 c. le entrate francesi ed asburgiche nei Paesi Bassi vennero motivate dai tentativi dei vari sovrani cattolici di reprimere il protestantesimo e spingere la popolazione nuovamente tra le braccia della chiesa cattolica. Questi trionfi ebbero però leffetto contrario in molti casi, esasperando ulteriormente le tensioni già presenti.

In Italia questa tipologia propagandistica dei trionfi si fece sentire particolarmente negli ingressi trionfali di viceré e governatori spagnoli come pure ad Anversa, una delle più ricche città del nord Europa che si trovava in declino allepoca, dove i trionfi vennero utilizzati "dai padri cittadini per combinare celebrazioni elogiatrici dei governanti asburgici con tableaux a ricordare loro la rovina commerciale della città che presiedevano." La Pompa Introitus del cardinale-infante Ferdinando ad Antwerp nel 1635, organizzata da Gaspar Gevartius e portata a compimento sotto la direzione di Rubens, venne creata appositamente ad hoc ed includeva una rappresentazione del dio del commercio, Mercurio, in fuga dalla città a rappresentare Anversa, ma nel contempo esso si rivolgeva al viceré con un marinaio dormiente ed un dio del fiume, a rappresentare il commercio interrotto della città e lo sbarramento del fiume Scheldt. Stimolato da queste rappresentazioni predisposte per la città, il governatore locale riuscì a ottenere la levatura del bando sul commercio con le Indie che rappresentava lunica via di fuga di Anversa da rovina certa; ma gli spagnoli continuarono comunque a permanere sul blocco del fiume.

Nel 1638, loccasione dellentrata trionfale della regina madre francese Maria de Medici ad Amsterdam portò de facto al riconoscimento internazionale della neonata Repubblica Olandese, anche se ella viaggiò nei Paesi Bassi durante lesilio. Spettacoli e rappresentazioni sullacqua si tennero nel porto della città assieme ad una processione di trombettieri a cavallo ed una grande struttura temporanea venne eretta su di unisola artificiale nel fiume Amstel che venne eretta appositamente per la festa. Questa struttura venne disegnata per accogliere una serie di tableaux drammatici in tributo alla regina madre. Il poeta e classicista Caspar Barlaeus scrisse a tal proposito un commento descrittivo, Medicea Hospes, sive descriptio publicae gratulationis, qua. Mariam de Medicis, excepit senatus populusque Amstelodamensis. Pubblicato da Willem Blaeu, esso includeva due grandi stampe con vedute delle cerimonie.

                                     

1.4. Origini e sviluppo Pace e guerra

Lessenza di unentrata doveva essere unoccasione pacifica, festiva e chiaramente molto differente dalle entrate che i vincitori compivano allinterno di una città dopo un assedio. Nel 1507 la popolazione di Genova si rivoltò contro i francese che li avevano conquistati nel 1499, e restaurò la Repubblica di Genova. Luigi XII di Francia sconfisse lesercito genovese appena fuori della città che quindi si accordò per la capitolazione, includendovi unentrata ufficiale che venne seguita dallesecuzione del doge e dagli altri capi della rivolta. Il contesto era chiaramente molto differente da unentrata pacifica; Luigi entrò in piena armatura, tenendo tra le mani una spada snudata che batté sulla porta quando entrò in città dicendo: "Prode Genova! Ti ho vinto con la mia spada in mano!".

Carlo V entrò a Roma con uno splendido corteo tre anni dopo che le sue armate ebbero saccheggiato la città. I cittadini di Gand si rivoltarono contro Filippo il Buono nel 1453 e Carlo V nel 1539, fatto dopo il quale Carlo giiunse con un grande esercito e venne accolto in città. Alcune settimane dopo egli dettò il programma di un umiliante anti-festival che prevedeva che i borghesi della città venissero dinnanzi a lui scalzi con dei cappi attorno ai loro colli implorando perdono a lui il quale, dopo limposizione di una forte multa, acconsentì a perdonarli. Le entrate di Carlo e di suo figlio Filippo nel 1549 vennero seguite lanno successivo da un feroce editto anti-protestante che diede inizio ad una repressione che portò alla rivolta dei Paesi Bassi nel corso della quale Anversa soffrì un terribile saccheggio nel 1576 ed un lungo assedio nel 1584–85, che alla fine pose fine a tutta la prosperità della città.

                                     

1.5. Origini e sviluppo Il declino

Nel corso del XVII secolo la vasta scala di entrate cerimoniali iniziò a declinare. La moda venne dettata dai Medici di Firenze i quali cercarono di trasferire sempre più le festività legate al regnante dalle piazze agli ambienti privati della corte. Gli intermezzi di Firenze, i ballet de cour di Parigi ed i balli in maschera inglesi aumentarono sempre più con lentrata in crisi delle Entrate Reali. Nel 1628, quando Maria de Medici commissionò a Rubens l Entrata Trionfale di Enrico IV a Parigi, fu per decorare il proprio Palazzo del Lussemburgo; Rubens non ricreò i dettagli storici dellEntrata Reale del 1594, ma le trasformò in unallegoria del momento e del monarca.

Latmosfera culturale del protestantesimo era meno favorevole di quella cattolica alle Entrate Reali. Nella nuova Repubblica Olandese esse cessarono del tutto. In Inghilterra, comunque, le festività dellAscensione nel 1588, dopo la sconfitta dellInvincibile Armata, furono particolarmente gioiose, durarono una settimana e la stessa Elisabetta si diede al trionfo "imtando gli antichi romani" al suo Palazzo di Whitehall e nella City of Westminster per poi entrare nella City of London a Temple Bar. Il percorso lo fece a bordo di una carrozza

"realizzata con quattro colonne, e sulla cima si trovava una corona imperiale e due colonne più basse dove vi erano appoggiati un leone e un drago che sostenevano le armi dellInghilterra, il tutto tirato da due cavalli bianchi"

Il conte di Essex seguiva il carro trionfale e poi le dame donore. Le vedove dei soldati che avevano casa lungo il percorso vestirono di scuro. Al Temple Bar, il cancello ufficiale della città, vi fu un momento musicale ed il Lord Mayor ricevette nuovamente la mazza del suo incarico. In un ambiente costruito per loccasione, la regina ascoltò una messa festiva celebrata da cinque sacerdoti della St. Pauls Cathedral e poi si dedicò ad una processione serale con le torce.

Lentrata di Giacomo I a Londra nel 1604 fu lultima sino alla Restaurazione di suo nipote nel 1660, dopo la Guerra civile inglese. La corte di Carlo I intensificò la scala degli eventi privati, mentre nelle città calò il silenzio più totale. Il Ducato di Lorena, grande centro di tutte le celebrazioni, le cancellò con la Guerra dei Trentanni che lasciò gran parte dellEuropa centro-settentrionale in condizioni tali da non poter tenere delle celebrazioni su vasta scala come in passato. In Francia la concentrazione del potere nelle mani del re, iniziata con il cardinale Richelieu, lasciò le élite cittadine completamente nelle mani del monarca, e quando Luigi XIV succedette al trono, gli ingressi reali si fermarono completamente per cinquantanni; al loro posto Luigi portò avanti il proprio personalissimo programma di feste di corte con uno splendore mai visto prima, con grande sforzo propagandistico e culturale presso la Reggia di Versailles.

Il cambio di clima intellettuale fece capire subito che le vecchie allegorie non potevano più essere comprese dal popolo. Gli assassinii di Enrico III ed Enrico IV di Francia, di Guglielmo il Taciturno in Olanda e di altre importanti figure, nonché la diffusione delle armi da fuoco, fecero si che molti monarchi avessero il terrore di apparire in pubblico con processioni particolarmente lente, preferendo apparire occasionalmente da un balcone o da una finestra per salutare il popolo. La visita di Luigi XVI per ispezionare il porto navale di Cherbourg in 1786 fu il primo evento in Francia dove il re scese tra la popolazione sin dai tempi di Luigi XIV e quindi più di un secolo prima. Pur considerata un successo propagandistico senza precedenti, essa poté fare ben poco per evitare la catastrofe che di li a poco avrebbe atteso la monarchia francese.

Gli idealisti della Rivoluzione francese del resto tennero frequenti feste semi-private come nel caso della Fête de la Raison. Sotto Napoleone, il Trattato di Tolentino 1797 requisì al papato molte opere darte, tra cui molte famose sculture della Roma antica dal Vaticano. A Parigi venne quindi organizzata una sorta di Gioiosa Entrata per queste sculture, la Fête de la Liberté del 1798. Col crescente senso di pubblica sicurezza del XIX secolo, le Entrate divennero nuovamente importanti come nel caso della Visita di re Giorgio IV in Scozia, dove il revival medievale fece la propria prima apparizione, accanto al romanticismo delle Highland, come pure la visita della regina Vittoria a Dublino, o i tre Delhi Durbars. In queste occasioni, anche se latto in sé acquisì importanza, le allegorie presenti furono molto poche le decorazioni più contenute e limitate a bandiere, fiori e sandaline, ultimi retaggi della tradizione medievale.

Attualmente, parate e processioni sono due eventi distinti, origini indipendenti e significati diversi. La Victory parade a New York così come il Lord Mayors Show di Londra datato questultimo al 1215 e che ancora oggi viene condotto a bordo di una carrozza riccamente decorata non sono occasioni meramente frivole ma rappresentano momenti culturali della città come nel caso della parata del giorno del Ringraziamento americano o dellentrata trionfale di Santa Claus a bordo della sua slitta.



                                     

1.6. Origini e sviluppo Artisti

Come è noto agli storici dellarte, molti grandi artisti di un tempo trascorsero del tempo a realizzare decorazioni effimere per entrate solenni o altre festività come ad esempio Jan van Eyck, Leonardo da Vinci, Albrecht Dürer, Holbein, Andrea del Sarto, Perino del Vaga, Polidoro da Caravaggio, Tintoretto, Veronese e Rubens. Per alcuni artisti di corte come Inigo Jones o Jacques Bellange, queste furono le principali occupazioni, e sia Giulio Romano che Giorgio Vasari furono pesantemente ingaggiati in queste opere. I compositori da Orlando di Lasso e Claudio Monteverdi sino a John Dowland, e scrittori come Tasso, Ronsard, Ben Jonson e Dryden contribuirono largamente a questo tipo di festività. Shakespeare pare non abbia scritto nulla per queste occasioni, ma con Jonson fu uno dei gentiluomini che prese parte alla processione del The Magnificent Entertainment, come i resoconti storici chiamarono la prima entrata di Giacomo I dInghilterra a Londra.

Linfluenza dei tableau per queste occasioni si rifletteva ovviamente, in particolare nel tardo medioevo, nella realizzazione di nuove composizioni che venivano poi anche proposte al pubblico. Nel Rinascimento, gli artisti che lavorarono presso più corti contribuirono a diffondere questi stili.

                                     

1.7. Origini e sviluppo Libri delle feste

Un libro delle feste è il resoconto di una festività come ad esempio una Entrata. Originariamente manoscritti, spesso illustrati, compilati per il principe o per la città ospitante lEntrata, con lavvento della stampa essi uscirono perlopiù stampati in varie forme, dal breve pamphlet che scriveva lordine degli eventi, sino ai resoconti dei discorsi tenuti, per poi sbarcare in veri e propri libri illustrati con incisioni, spesso con lintero panorama della processione su due o più pagine. I pamphlet erano effimeri e spesso non superavano i due fogli dove si descriveva lentrata del sovrano.

Questi livrets spesso non devono essere intesi come resoconti letterali; alcuni venivano compilati ancor prima dello svolgimento della cerimonia, altri molto dopo quando quasi levento era ormai lontano dalla memoria delle persone che vi avevano preso parte. Gli autori o gli artisti ingaggiati nella produzione di questi libri spesso non erano stati presenti personalmente allevento. Lo studioso Roy Strong li ha definiti "una idealizzazione di un evento, spesso molto distante dalla realtà desperienza di chi scrive. Uno degli obbiettivi di tali pubblicazioni era sicuramente di rinforzare le parole con le immagini con lidea centrale di sottolineare il programma dellevento." Una delle entrate asburgiche venne rimandata a causa di una pioggia torrenziale, ma il libro realizzato per loccasione era ormai stato stampato e descrisse quindi regolarmente levento.

Limperatore Massimiliano I, si spinse anche oltre, creando un enorme trionfo virtuale che esistette sempre e solamente sulla carta. Il Trionfo di Massimiliano iniziato nel 1512 e lasciato incompiuto alla morte di Massimiliano nel 1519 contiene più di 130 grandi incisioni di Dürer e di altri artisti che mostrano unenorme processione in aperta campagna che culmina con la figura dellimperatore stesso, su una grandiosa carrozza. LArco Trionfale 1515, la più grande stampa mai realizzata 3.57 x 2.95 metri con 192 fogli assemblati tra loro venne prodotta per unedizione di settecento copie da distribuire alle città ed ai principi amici. Essa era stata realizzata originariamente per essere colorata a mano e poi incollata su un muro. I temi dei tableau tradizionali, tra cui una lunga genealogia, molte figure delle Virtù le scene della vita e dei trionfi militari di Massimiliano erano i protagonisti dellopera.

Un primo incontro tra il libro delle festività e la letteratura di viaggio può trovarsi nella visita del 1530 del futuro imperatore Ferdinando I, allora re dUngheria e Boemia a Costantinopoli.

                                     

1.8. Origini e sviluppo Entrate nel Nuovo Mondo

Nei territori asburgici spagnoli del Nuovo Mondo, le entradas dei Viceré del Messico vennero celebrate al suo sbarco a Veracruz ed a Città del Messico; sul percorso, vi era lentrata cerimoniale nella città di Puebla de los Ángeles. Tali momenti servivano per promuovere lélite locale di modo che si identificasse con la Spagna e vi si amalgamasse per fedeltà e tradizioni. Anche in queste occasioni vennero realizzati dei pamphlets commemorativi ed allegorie artificiali elaborate con emblemi dellentrata, talvolta derivati dallastrologia, spesso paragonando il viceré al sole che illumina la città. Nel XVIII secolo, i Borboni trasformarono le entrées in feste semi-private anche nel Messico spagnolo: "Sebbene gli eventi continuarono ad essere stravaganti sotto il dominio dei Borboni, essi iniziarono a divenire sempre più privati ed ebbero luogo al coperto in grandi spazi, perdendo la brillantezza del teatro di strada ed il carattere processionale urbano."

                                     

2. Esempi di entrate

  • 1494: Per lentrata di Carlo VIII a Firenze, che portò ad una temporanea eclissi di Piero de Medici, Filippino Lippi collaborò col Perugino per i decori.
  • 1356: la Gioiosa Entrata a Bruxelles, di Giovanna e di suo marito Venceslao di Lussemburgo dopo la loro ascesa come duchessa e duca di Brabante. "Gioiosa Entrata" è il termine comune delle entrate compiute in terra francese o olandese. Questa è particolarmente famosa perché precedette lemanazione di una Carta che garantì un vero e proprio contratto tra regnanti e sudditi in loco, al pari della Magna Carta in Inghilterra.
  • 1431: Enrico VI dInghilterra ritorna a Londra dopo essere stato incoronato re di Francia a Parigi, allora occupata dagli inglesi. Enrico, allepoca quindicenne, incontrò le imprese della "Natura, Grazia e Fortuna" che portavano con loro varie virtù e talenti, poi quattordici ancelle a rappresentare i Sette doni dello Spirito Santo. A Cheapside da una fontana sgorgava vino rosso specialità tipica delle feste londinesi mentre un altro grande tableau rappresentava la genealogia del re ed una complementare lAlbero di Jesse con quella di Cristo. Il finale era composto da un grande tableau nel quale era illustrato il Paradiso, Dio Padre circondato da santi ed angeli.
  • 1443: Alfonso V dAragona compì unentrata trionfale a Napoli che fu "la prima di una serie di trionfi allantica in Europa" A differenza di altri trionfi dove gli archi erano temporanei, qui venne realizzato un arco stabile ancora oggi presente a Castel Nuovo. Levento mostrava Alfonso come un eroe classico dellantichità. Il resoconto, pubblicato e realizzato da Antonio Beccadelli, "Il Panormita", si diffuse poco dopo.
  • 1457: LEntrata di Filippo il Buono, duca di Borgogna, a Gand
  • 1515: Lentrata trionfale di papa Leone X a Firenze è una delle entrate maggiormente documentate della storia. Essa venne prodotta in scala principesca cogliendo Leone al picco della sua reputazione, lungo la strada del suo incontro a Bologna con Francesco di Francia, a capo di forze temporaneamente vittoriose. La studiosa Ilaria Ciseri ha identificato due possibili organizzatori del programma delle celebrazioni, Jacopo Nardi e Marcello Virgilio Adriani, con evocazioni parallele della Roma Imperiale e della Gerusalemme celeste. La facciata del duomo di Firenze non ancora terminata venne "completata" temporaneamente in "chiaroscuro" grisaille dipinto su tela a fingere architetture e sculture progettate da Andrea del Sarto su disegni di Jacopo Sansovino.
  • 1513: Ferdinando dAragona entrò trionfalmente a Valladolid, dopo aver conquistato la Navarra e per loccasione si tenne una rappresentazione "esplicitamente propagandistica".
  • 1548–49: Filippo II iniziò il proprio tour ancora come principe ereditario assieme al padre Carlo in Italia, poi in Germania ed infine nei Paesi Bassi, compiendo ingressi in molte città, spesso con Carlo, come nel caso del trionfo celebrato ad Anversa, ben illustrato in un Liro delle Feste che mostra le decorazioni temporanee realizzate. A parte la pesante pioggia caduta, lentrata era stata designata per celebrare la successione di Filippo allImpero che gli elettori si rifiutarono di riconoscere. Gli Stati Generali delle Fiandre si erano anchessi opposti, ed anche se quella fu "la più famosa entrata del secolo", fu in gran parte dovuto anche alla diffusione che ne ebbe il suo libro, che venne pubblicato in tre lingue. Incaricato delle decorazioni di Anversa fu Pieter Coecke van Aelst, il cui pupillo e futuro genero fu Pieter Bruegel il Vecchio che probabilmente collaborò con lui.
  • 1515 e 1535–36: Carlo V era il più potente ma anche il più mobile tra i monarchi del Rinascimento e fece una serie di entrate senza precedenti. Durante la giovinezza la prima che compì fu a Bruges nel 1515 dove ancora la celebrazione risentiva di un gusto medievale, accompagnata da un Libro della Festa realizzato per loccasione. Nel 1533 entrò a Genova raggiungendo Andrea Doria che organizzò per lui una finta battaglia navale nel porto. Nel 1535–36, al picco massimo del proprio successo, venne incoronato imperatore dal papa a Bologna e visitò quindi la capitale del suo nuovo Regno di Napoli. Book La sua entrata imperiale a Roma, il 5 aprile 1536, è stata documentata con particolare dovizia dal contemporaneo Giorgio Vasari nelle sue Vite ed in molti disegni giunti sino a noi; esso riportava alla memoria gli antichi trionfi romani. Durante il tour, egli venne presentato come erede e nel contempo successore degli imperatori romani, con archi trionfali appositamente creati che si univano a quelli di retaggio antico.
  • 1583: La Furia francese fu un disastroso tentativo attuato da Francesco, duca dAngiò di utilizzare la scusa di una entrata per prendere la città di Anversa - i cittadini vennero improvvisamente attaccati dallesercito nelle strade. La città era già stata saccheggiata dalla Furia spagnola nel 1576.
  • 1598: Per lentrata trionfale di papa Clemente VIII a Ferrara, dove la linea principale degli Este si era estinta ed il papa aveva dichiarato la città proprio feudo in quanto da regolamento sarebbe dovuta tornare allo Stato Pontificio e come tale questa entrata fu di chiara propaganda per consolidare la nuova situazione nel ferrarese, consentendo a principi e signori locali di realizzare loro piccole entrate nel corteo.
  • 1549–50. Enrico II di Francia e la sua famiglia compirono un tour di entrate per propaganda a favore dei Valois. Per lEntrata a Parigi del 16 giugno 1549, a seguito dellincoronazione di Caterina de Medici a Saint-Denis, Pierre Lescot disegnò una loggia con sculture di Jean Goujon che impiegarono due anni ad essere realizzate; sulla Senna venne messa in atto una battaglia navale, si tenne un torneo e vennero bruciati degli eretici. Lentrata a Rouen fu lintroduzione in Francia delle entrate allantica come ben illustrato nel relativo Libro della Festa, con incisioni derivate dal Mantegna.
  • 1558: La nuova regina Elisabetta I passò attraverso la City of London sulla via per lincoronazione a Westminster. Celebrazione molto meno elaborate delle analoghe asburgiche, era adeguata per lo spirito protestante dellepoca. Lenfasi maggiore, in perfetto stile inglese, venne posta nelle poesie e nelle orazioni, perlopiù recitate da ragazzini. Elisabetta procedeva su una carrozza trionfale e si presentò con una Bibbia in mano alla città, passando enormi figure allegoriche riciclate dal matrimonio di sua sorella Maria. I discorsi ed i tableaus la rappresentavano come salvatrice della fede protestante, una nuova Deborah. Nel 1578 entrò a Norwich con una simile cerimonia; il maestro della scuola locale, unico uomo del villaggio a conoscere il latino, venne chiamato a declamare presso la regina.
  • 1571: Le entrate separate di Carlo IX di Francia e della sua nuova regina asburgica, Elisabetta dAustria a Parigi il 6 e 29 marzo rispettivamente, vennero registrate con incisioni con testo da Simon Bouquet nel suo Bref et sommaire receuil., pubblicato nel luglio di quellanno. Bouquet fu il responsabile delle celebrazioni. I poeti Antoine Dorat e Pierre Ronsard prepararono il programma iconografico e Germain Pilon realizzò delle sculture temporanee, mentre Niccolo dellAbate realizzò i dipinti. Il tema di questingresso fu linaugurazione di una nuova era di pace: il motto personale di Carlo, Pietà e Giustizia fornì lo spunto per le allegorie presentate durante le tappe del corteo. Quasi un anno dopo la Notte di San Bartolomeo inaugurò una nuova fase di guerre.
  • 1648: La "Gioiosa Entrata" dellarciduca Leopoldo dAustria ad Anversa venne coordinata da Gevartius, il quale curò liconografia dellevento e poi la pubblicò. Piuttosto che archi tridimensionali e tableaux, le allegorie vennero solo disegnate su schermi strategicamente piazzati.
  • 1589: Lentrata trionfale di Cristina di Lorena a Firenze e la sua processione di matrimonio con Ferdinando I de Medici, completata da effimeri archi di trionfo e da una partita di calcio, combattimenti tra animali, una giostra in Piazza Santa Croce ed una serie di eventi privati che vennero tenuti nel teatro presso gli Uffizi lungo il percorso vi furono diversi ed elaborati tableaux con complesse allegorie a rimarcare lo sviluppo della corte ed un ballo in maschera, seguito da un saggio opera che si situa tra i primi della storia operistica.
  • 1574: Lingresso del nuovo sovrano Enrico III di Francia sulla via del ritorno da Re di Polonia venne eccezionalmente tenuta o a Venezia, che raramente aveva lopportunità di accogliere un monarca amico, con un apparato straordinario di festeggiamenti. Questa era più che altro una "visita di stato" con nessun giuramento di fedeltà. Tintoretto e Veronese collaborarono ai dipinti su di un arco di trionfo disegnato da Palladio, ed al banchetto per 3000 invitati che si tenne al Palazzo del Doge con statuette di zucchero realizzate su disegno di Jacopo Sansovino. Book