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ⓘ Gaetano Marino. Nel 1927 mentre fa di nuovo propaganda contro il regime, è arrestato e condannato a cinque anni di confino a Favignana e a Lipari fu compagno de ..




Gaetano Marino
                                     

ⓘ Gaetano Marino

Nel 1927 mentre fa di nuovo propaganda contro il regime, è arrestato e condannato a cinque anni di confino a Favignana e a Lipari fu compagno del futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il 26 luglio 1931 è condannato dal Tribunale di Messina all’internamento nell’ospedale psichiatrico è il metodo cui il fascismo sottopone alcuni tra i più irriducibili avversari del regime prima a Messina, poi a Palermo 1931 e Trapani 1934 e quindi di nuovo a Palermo 1940 ove muore. È sepolto nel cimitero di Santa Maria dei Rotoli. In manicomio vi rimase tredici anni tiene un comportamento corretto, lavora e aiuta gli altri, ma nel 1935 è dichiarato interdetto.

                                     

1. Il suo pensiero

Per la sua umanità e per i suoi ideali in cui ha creduto egli ha saputo rappresentare, con convinzione, un tipo di società, ideale o reale, ma sempre per lui vera. "Il suo obiettivo fisso, lo ripeteva più volte mentre era internato in manicomio, era di attuare riforme politico-sociali che arrecassero pace e felicità all’umanità. La politica, quindi, diventa per" Tano” il mezzo attraverso il quale realizzare quel benessere desiderato dagli uomini".

"Quando questo momento sarà raggiunto, quando sulla terra largamente innaffiata di sangue potranno fiorire, accanto alla pace, la dignità, la giustizia e l’eguaglianza sociale, sarà debito di quelli che allora vivranno far sì che il primo onore venga dato al culto del dovere e al sentimento della solidarietà umana".

Anche il soffrire e il rimpiangere con gli altri diventa per lui solidarietà. Ha saputo incarnare quel contesto storico, politico, culturale, sociale ed economico in cui visse, anche se conflittuale, lasciando un esempio di coerenza consapevole e di difesa per i quali si sacrificò con convinzione. "Morrò, - lasciò scritto - ma i miei figli non sono quelli carnali perché rimase celibe n.d.r., i miei congiunti saranno onorati della mia morte; essi, ispirandosi a questa, saranno più fermi e sicuri nell’adempimento dei loro doveri".

Marino fu un eroe salemitano perché ebbe il coraggio di combattere apertamente il fascismo; nonostante ne potesse ricavare da esso benefici personali rifiutò il Governatorato dell’Abissinia pur di non piegarsi alle idee fasciste, preferì sottomettersi alle condanne inflittegli piuttosto che piegarsi ai voleri del regime.

                                     

2. Opere

  • Il Pensiero e l’Arte, Stab. Tipografico G. Luminara, Palermo 1919;
  • Inno delle fiamme nere: Marcia per pianoforte con parole di Gaetano Marino, Milano 1918;
  • Leone Tolstoi Dramma Religioso, I Cori, Ausonia, Roma 1919.
  • Frammenti lirici 1910-14, Officina Arti Graf. A. e Dolce, Palermo 1914;
  • Commemorazione dei cittadini salemitani caduti nella guerra delle nazioni, letta a Salemi il 14-11-918, Stab. Tipografico G. Luminara, Palermo 1919;