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ⓘ Venere di Sinuessa. La Venere di Sinuessa o Afrodite di Sinuessa è una scultura ellenistica attribuita allo scultore greco Prassitele, databile al IV secolo a.C ..




                                     

ⓘ Venere di Sinuessa

La Venere di Sinuessa o Afrodite di Sinuessa è una scultura ellenistica attribuita allo scultore greco Prassitele, databile al IV secolo a.C. e rinvenuta nel 1911 nella area archeologica dellantica città di Sinuessa nei pressi dellattuale Mondragone.

                                     

1. Storia

Il 25 gennaio 1911 il signor Leopoldo Schiappa faceva eseguire dei lavori di sterro per limpianto di una vigna nella zona dell Incaldana a Mondragone. Durante i lavori, il colono Antonio Guglielmo e il figlio Giovanni, urtarono con un piccone un corpo grosso e duro: stupiti, videro emergere dalla terra due pezzi di una scultura mutila delle braccia e del corpo. La notizia del ritrovamento si diffuse rapidamente nel paese e la scultura fu segnalata al Museo archeologico nazionale di Napoli. La statua fu condotta dallarcheologo Vittorio Spinazzola a Napoli il 10 aprile di quello stesso anno.

Spinazzola ricostruì la statua, facendo ricongiungere i due pezzi marmorei, e la chiamò la" Venere Sinuessana”, datandola al IV secolo a.C. e attribuendola allo scultore greco Prassitele, il quale insieme a Skopas e Lisippo è considerato uno dei grandi maestri dellellenismo. Tuttavia, con molta probabilità, la statua è una copia romana di un originale greco.

La Venere adornava un tempo una delle tante ville romane di Sinuessa. Si suppone che la villa appartenesse al celebre Marco Tullio Cicerone, avvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano che come molti ricchi suoi contemporanei aveva una villa a Sinuessa, città famosa per le sue terme.

                                     

2. Descrizione

La scultura, acefala priva della testa e mutila delle braccia e di una porzione del seno sinistro e del gluteo sinistro, rappresenta una donna semi-nuda che trattiene le vesti sui femori. La particolare rappresentazione e la mancanza delle braccia lasciano supporre, almeno, due ipotesi: la prima è che la figura femminile si stia preparando a fare un bagno, probabilmente nelle acque del mare, e per questo si sta spogliando lasciandosi scivolare la veste lungo il corpo; oppure, al contrario, la seconda ipotesi è che la figura femminile stia tornando dal bagno e si stia asciugando con un telo.

                                     

3.1. La statua nelle mostre A Paestum

Dal 23 marzo al 31 ottobre 2013, la Venere di Sinuessa è stata ambasciatrice in Italia delle "bellezze del Massico" nella mostra temporanea" Rosantico” al Museo Archeologico Nazionale di Paestum, dedicata ai temi della natura e della bellezza.

                                     

3.2. La statua nelle mostre A Vicenza

Dal 15 febbraio 2018 al 13 gennaio 2019, la statua sinuessana è stata prestata dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli per metterla in mostra nellesposizione temporanea organizzata da Intesa Sanpaolo, a cura dell’archeologa Federica Giacobello dell’Università degli Studi di Milano," La seduzione. Mito e arte nell’antica Grecia”. Lesposizione, allestita nelle sale di Palazzo Leoni Montanari, sede di Vicenza delle Gallerie dItalia, ha come tema centrale la figura di Afrodite la romana Venere per i Greci, la dea dellamore e della seduzione, alla quale vengono accostate anche le figure del figlio Eros il romano Cupido per i Greci, di Elena di Troia e di giovani innamorati e belle fanciulle. Tra vasi a figure rosse, specchi, contenitori di ciprie e unguenti, spiccano in particolare nellesposizione, oltre all Afrodite di Sinuessa, altre due statue prestate dal Museo di Napoli, l Afrodite che si slaccia il sandalo e l’ Afrodite Anadyomene. Oltre al Museo partenopeo, altro collaboratore della mostra è il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.



                                     

4. Curiosità

  • Allepoca del ritrovamento, la statua venne acquistata per solo 500 lire, mentre ne valeva almeno 500 000.
  • Nel museo locale di Mondragone, il Museo Civico Archeologico "Biagio Greco", è presente una copia della statua in marmo nero.