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ⓘ Mario Gariboldi è stato un generale italiano, che con il grado di sottotenente del Corpo degli alpini combatté durante la Seconda battaglia difensiva del Don ve ..




Mario Gariboldi
                                     

ⓘ Mario Gariboldi

Mario Gariboldi è stato un generale italiano, che con il grado di sottotenente del Corpo degli alpini combatté durante la Seconda battaglia difensiva del Don venendo insignito della Medaglia dargento al valor militare. Catturato dai tedeschi dopo la firma dellarmistizio dell8 settembre 1943 fu deportato in un campo di prigionia, dapprima in Polonia e poi in Germania. Liberato dopo la fine della guerra rientrò in servizio attivo nellEsercito Italiano ricoprendo numerosi incarichi di rilievo tra i quali quelli di Addetto Militare presso l’Ambasciata italiana a Bonn, in Germania Occidentale, di comandante del 5º Reggimento alpini e poi della Brigata alpina "Julia", di vicecomandante del 4º Corpo darmata alpino e di Sottocapo di Stato maggiore presso il Comando europeo della NATO. Una volta congedatosi ricoprì l’incarico di Vice Presidente Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro.

                                     

1. Biografia

Nacque a Bologna il 28 gennaio 1920, figlio del colonnello Italo e della signora Maria Fagnocchi. Nel 1939 si arruolò nel Regio Esercito entrando alla Regia Accademia Militare di Modena, da cui uscì nel maggio 1941 con la nomina a sottotenente in servizio permanente effettivo s.p.e. ed entrando in servizio presso il battaglione "Edolo", 5º Reggimento alpini, della 2ª Divisione alpina "Tridentina".

Al comando di un plotone addetto ai collegamenti con il comando di reggimento, il 20 luglio partì dalla stazione ferroviaria di Rivoli per il fronte russo, arrivando a Gorlowka, nel bacino del Donec, il 31 luglio successivo. Il suo reparto entrò in zona doperazione a Iagodny, sul basso Don, passando nel mese di novembre tra Berogoy e Bassonka, nel settore del medio Don. Dopo il successo dell’operazione Piccolo Saturno che, il 17 dicembre 1942, portò allo sfondamento del fronte e all’inizio della ritirata delle truppe dell’Asse, il suo reparto marciò per dieci giorni affrontando duri combattimenti con le truppe sovietiche a Opyt, a Postojali, e poi in quello finale di Nikolaevka il 26 gennaio 1943.

Promosso tenente per merito di guerra e insignito della Medaglia dargento al valor militare. Rientrato in Italia, riprende servizio a Fortezza dove si trovava allatto della firma dellarmistizio dell’8 settembre 1943. Catturato dai tedeschi viene internato in vari campi di prigionia in Polonia e Germania per poi essere liberato dopo la fine della guerra. Riprende servizio attivo nel novembre 1945 in forza al Reggimento Speciale del Gruppo di Combattimento "Legnano".

Promosso capitano, dal 1946 al 1950 comandò la 6ª compagnia mortai del 6º Reggimento alpini e poi fu inviato a frequentare i corsi presso la Scuola di guerra dellesercito. Promosso maggiore, dal 1952 al 1957 presta servizio nello Stato maggiore dell’esercito, settore addestramento, e dopo la promozione a tenente colonnello, tra il 1957 e il 1958 comandò il battaglione alpini" Gemona”. Nominato Capo di stato maggiore della Brigata alpina "Orobica", dopo la promozione a colonnello diviene Addetto Militare presso l’Ambasciata italiana a Bonn, in Germania Occidentale. Nel 1969 rientrò in Patria per assumere il comando del 5º Reggimento alpini, e una volta promosso generale di brigata, tra il 1972 e il 1973 fu comandante della Brigata alpina "Julia".

Chiamato a ricoprire delicati incarichi nello Stato maggiore dell’esercito, con il grado di generale di divisione, dal 1976 al 1978 ricoprì l’incarico di vice comandante del 4º Corpo darmata alpino. Promosso al rango di generale di corpo darmata, nel periodo 1978-1980 ricoprì l’incarico di comandante della Regione Militare Nord-Est e dal 1980 al 1983 quello di Sottocapo di Stato maggiore presso il Comando europeo della NATO. Congedatosi definitivamente il 1 marzo 1983, si stabilì a Modena dove si spense il 16 novembre 2004. Sposato con la signora Marisa, la coppia ebbe due figli, Vittorio e Marco. La salma venne successivamente tumulata nella tomba di famiglia presso il cimitero di Lodi.