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ⓘ Congresso anarchico di Capolago. Il Congresso anarchico che si riunì in Svizzera, a Capolago, attuale quartiere della Città di Mendrisio, dal 4 al 6 gennaio 189 ..




                                     

ⓘ Congresso anarchico di Capolago

Il Congresso anarchico che si riunì in Svizzera, a Capolago, attuale quartiere della Città di Mendrisio, dal 4 al 6 gennaio 1891 costituì un fondamentale momento di riorganizzazione del movimento anarchico italiano, dopo la crisi della Federazione italiana dellAssociazione internazionale dei lavoratori dovuta alla forte repressione statale e allemergere di una corrente socialista riformista. In quella sede venne costituito il Partito socialista anarchico rivoluzionario.

                                     

1. Premesse

Dopo il congresso di Pisa 1878 la Federazione italiana dellAssociazione internazionale dei lavoratori si era andata progressivamente dissolvendo sotto i colpi della repressione statale, ma anche per lemergere ed il rafforzarsi di una corrente gradualista rappresentata in Romagna da Andrea Costa e in Lombardia dal periodico La Plebe di Enrico Bignami. Lo stesso Andrea Costa si era presentato alle elezioni nel 1882 ed era diventato il primo deputato socialista italiano, mentre a Milano andava organizzandosi il Partito Operaio Italiano Il 5 e 6 dicembre 1880 a Chiasso, in Svizzera, un congresso aveva riunito per lultima volta socialisti anarchici e socialisti evoluzionisti, sulla carta i primi avevano prevalso ma non era stato possibile individuare alcun punto di mediazione e quindi le due correnti del socialismo italiano avevano continuato ad operare in piena indipendenza reciproca. Liniziativa di un nuovo congresso nazionale che in teoria avrebbe dovuto riunire anarchici e gradualisti venne dai gruppi anarchici romagnoli e venne formalizzata il 4 novembre 1880 a Ravenna.

                                     

2. Il Congresso

Per sfuggire alla probabile repressione delle autorità italiane e per consentire la partecipazione degli esuli il congresso venne ufficialmente convocato sempre in Svizzera, nella città di Lugano, per la seconda domenica di gennaio 1891. Si trattava tuttavia di una manovra diversiva per depistare la polizia elvetica e la riunione si tenne clandestinamente a Capolago, sulla sponda meridionale del Lago di Lugano, dal 4 al 6 gennaio 1891.

                                     

2.1. Il Congresso Le posizioni presenti

Parteciparono circa 80 delegati provenienti da quasi tutte le regioni italiane e dallemigrazione allestero, tutti anarchici a parte i socialisti Giuseppe Defranceschi e Jacopo Danielli i socialisti evoluzionisti avevano infatti deciso di disertare la riunione. I congressisti potevano essere ricondotti a tre correnti fondamentali, quella più moderata, favorevole a collaborare con i socialisti di Andrea Costa e a partecipare alle elezioni, era rappresentata da Germanico Piselli e dalla rivista La Rivendicazione di Forlì e riassumeva le proprie posizioni nella parola dordine "né irragionevolmente intransigenti, né assolutamente legalitari", la corrente più etremista era composta da individualisti ed antiorganizzatori come Paolo Schicchi fautori della Propaganda del fatto compresa quella violenta degli attentati individuali e dei furti, la corrente prevalente, comunista anarchica, vedeva tra i suoi rappresentanti di spicco Errico Malatesta e Francesco Saverio Merlino, e propugnava il ricorso "ad un lavoro organizzativo, quotidiano e sistematico di propaganda e di agitazione fra il popolo". Erano presenti anche Amilcare Cipriani "il cui nome era un simbolo dunità rivoluzionaria", che cercò di svolgere una funzione di mediazione con i socialisti evoluzionisti e altri militanti di rilevo come Pietro Gori, Cesare Agostinelli, Ettore Molinari e Luigi Galleani.



                                     

2.2. Il Congresso Le decisioni

Secondo Masini il congresso si svolse "in un clima di tolleranza, senza il prevalere di maggioranze su minoranze ma con la registrazione di consensi e dissensi quali venivano dichiarati dai partecipanti. Venne approvata allunanimità ladesione alla giornata internazionale del I Maggio e questo fu lunico punto che accomunò tutto il movimento socialista, intesa però come occasione di mobilitazione rivoluzionaria. La frattura con il socialismo gradualista fu netta: vennero nuovamente condannate la partecipazione alle elezioni le mobilitazioni per ottenere riforme legislative, considerate un mero inganno che distraeva dalla preparazione di una autentica lotta rivoluzionaria. Gli anarchici vennero tuttavia invitati a partecipare al previsto congresso socialista del 1892 per sostenervi la tattica rivoluzionaria. Per quanto riguarda i rapporti con i repubblicani venne condannato lirredentismo, in nome dellinternazionalismo e della fratellanza tra i popoli e venne ribadito il principio che un mero mutamento istituzionale da Monarchia a Repubblica non avrebbe potuto modificare le condizioni delle classi proletarie, venne tuttavia ammessa la possibilità di accordi tattici con i repubblicani nelleventualità di moti insurrezionali. Il congresso approvò la costituzione della Federazione italiana di un Partito socialista anarchico rivoluzionario che, nelle intenzioni dei promotori, avrebbe dovuto estendersi a tutti i paesi raccogliendo il programma dellInternazionale antiautoritaria. Veniva così ribadito il carattere internazionalista del movimento.