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ⓘ Paolo Lega, noto anche con lo pseudonimo di Marat, è stato un anarchico italiano. Il 16 giugno 1894 fu autore di un fallito attentato contro il presidente del C ..




Paolo Lega
                                     

ⓘ Paolo Lega

Paolo Lega, noto anche con lo pseudonimo di Marat, è stato un anarchico italiano. Il 16 giugno 1894 fu autore di un fallito attentato contro il presidente del Consiglio italiano Francesco Crispi.

                                     

1.1. Biografia Formazione

Falegname di professione, diventa repubblicano a 15 anni e poco dopo anarchico. A Genova viene descritto dalla polizia come "indefesso agitatore e organizzatore di scioperi e dimostrazioni" e diventa gerente del periodico Primo Maggio. Soggetto a frequenti arresti per la sua attività politica, nel 1894 matura il progetto di uccidere il Presidente del Consiglio Francesco Crispi per vendicare le vittime della repressione contro i Fasci siciliani e gli scioperanti della Lunigiana.

                                     

1.2. Biografia Attentato a Crispi

Armato di due pistole si reca il 16 giugno 1894 in via Gregoriana a Roma ad attendere il passaggio della carrozza del Presidente del Consiglio. La prima pistola si inceppa ma con la seconda riesce a sparare due colpi, mancando il bersaglio. Il pronto intervento del cocchiere, che riesce a disarmarlo con un colpo di frusta, fa fallire lattentato.

                                     

1.3. Biografia Conseguenze politiche

Crispi trarrà vantaggio dallo sgomento suscitato da questo attentato e da quello provocato dalluccisione, da parte di Sante Caserio del Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot 24 giugno 1894 per presentare in Parlamento tre leggi fortemente repressive le cosiddette leggi anti-anarchiche. Con queste norme verranno sciolti tutti i principali organismi anarchici e socialisti, incluso lo stesso Partito Socialista Italiano che pure aveva rappresentanti in Parlamento

                                     

1.4. Biografia Processo e morte

Il 19 luglio Lega compare davanti alla Corte dassise di Roma e, in ununica udienza, viene condannato a 20 anni e 17 giorni di reclusione. Nella sua autodifesa dichiara di aver compiuto lattentato "per protestare contro alcune classi privilegiate e contro gli oppressori. Considerai i fatti successi in Italia, gli eccidi ordinati dal governo e decisi di fare atto di rivendicazione sociale". Il processo contro i presunti complici, a cui lattentatore partecipa come testimone per attribuire esclusivamente a sé ogni responsabilità, si conclude con lassoluzione per insufficienza di prove. Lega muore in carcere il 25 settembre 1896 nella colonia penale di San Bartolomeo a Cagliari.