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ⓘ Storia di Alatri. Secondo la mitologia romana il dio Saturno, una volta spodestato da Giove e cacciato dallOlimpo, sarebbe venuto nelle terre del Lazio e qui av ..




                                     

ⓘ Storia di Alatri

Secondo la mitologia romana il dio Saturno, una volta spodestato da Giove e cacciato dallOlimpo, sarebbe venuto nelle terre del Lazio e qui avrebbe fondato Alatri ed altre città, dando origine alletà delloro. Secondo unaltra leggenda i fondatori di Alatri sarebbero gli antichi ciclopi, ritenuti gli unici in grado di costruirne le possenti mura.

                                     

1. Preistoria e protostoria

Le prime testimonianze della presenza umana nel territorio di Alatri risalgono al periodo calcolitico: una tomba a fossa con il relativo corredo funerario, rinvenuta nel 1878 e riferibile probabilmente a popolazioni seminomadi, che praticavano il rito dellinumazione.

Ceramiche appartenenti alla cultura proto-villanoviana età del bronzo finale e teste di animali scolpite nella roccia lavica, scoperte nel 1959 in località Piedimonte di Canale, testimoniano un successivo stanziamento.

                                     

2. La città ernica e romana

Alatri è stato uno dei centri della popolazione italica degli Ernici. Larcheologo francese Louis Charles François Petit-Radel 1756-1836 pose la datazione della fondazione di Alatri al XVI secolo A.C. prima della Seconda Colonia Pelasgica, risalente al 1539 a.C. Intorno alla metà del VI secolo a.C., le quattro città più importanti degli Ernici si riuniscono in una confederazione la Lega Ernica, allo scopo di fronteggiare la pressione dei Volsci e dei Sanniti. Secondo alcune fonti la Lega si sarebbe alleata con la Roma di Tarquinio il Superbo già nel 530 a.C.; gli Ernici entrano comunque a far parte del Foedus Cassianum nel 484 a.C., 8 anni dopo che questo viene promulgato.

I successivi tentativi di espansione di Roma provocano conflitti con la Lega Ernica nel 380 a.C. e nel 362 a.C. Nella successiva rivolta del 306 a.C. Alatri rimane fedele allalleanza con Roma e ottiene di restare indipendente.

Da questo momento la pace tra Roma e Alatri dura ininterrotta, favorendo un benefico sviluppo culturale ed economico. Alla fedeltà sempre dimostrata fa riferimento il motto che è tuttora nello stemma: Vetustissima et Fidelissima Civitas Alatrensis.

Tra il III e il II secolo a.C. si data un piccolo tempio extraurbano di tipo etrusco-italico, i cui resti terrecotte architettoniche ed ex voto fittili, che furono rinvenuti nel 1882 a circa un chilometro dallabitato, sono conservati nel Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma, dove si trova anche una nota ricostruzione a grandezza naturale del tempio, mentre un modellino in scala 1:10 è stato ricostruito presso il Museo civico di Alatri.

Il lungo periodo aureo vissuto dalla città – per nulla turbata dal minaccioso avvicinarsi dellesercito di Annibale – ha un culmine nel primo quarantennio del II secolo a.C., in coincidenza con il doppio mandato di censore conferito a Lucio Betilieno Varo viene nominato in uniscrizione databile intorno al 90 a.C., al quale si deve lefficace riorganizzazione urbanistica e amministrativa della città.

Con la Lex Iulia de civitate, nel 90 a.C. la città riceve un ordinamento pubblico ispirato alle istituzioni romane, ottenendo la piena cittadinanza romana e grandi benefici. Lamministrazione viene affidata a un quadrunvirato eletto tra i membri del Senato cittadino.

La presenza di cristiani ad Alatri non è documentata prima del 380, ma si può supporre che il Cristianesimo sia arrivato già nelletà apostolica, per la conversione dei membri di un insediamento giudaico che risaliva al 63 a.C. e che fu ripopolato nel 49 dopo la cacciata degli Ebrei da Roma, per ordine di Claudio. La tomba del martire Quinziano nella zona di Chiappitto potrebbe provare la presenza cristiana in città prima del periodo delle persecuzioni, se venisse accertato che quel martire era un fedele del luogo.

Alatri può ritenersi una della più antiche diocesi del periodo subapostolico, creata assieme alle altre 48 del Latium adjectum in età costantiniana, anche se la prima notizia di un suo vescovo, Pascasio, si avrà solo più tardi.

                                     

3. Medioevo

Dopo la caduta di Roma la città di Alatri subisce un lento processo di decadenza, ed il vescovo diviene lunica autorità. La città subisce le invasioni barbariche e la sanguinosa guerra tra Odoacre e Teodorico. Le sorti della città sono momentaneamente sollevate dal prefetto delle Gallie e patrizio romano Liberio che, forte della profonda amicizia prima con Odoacre e poi con Teodorico cerca di tenere estranea la zona alle scorrerie dei barbari. Nel vicino territorio ad oriente di Alatri, Liberio promuove la costituzione, per opera del diacono Servando, del Protocenobio di San Sebastiano, una delle più antiche comunità monastiche dOccidente, che nel 528 ospita san Benedetto da Norcia e i suoi discepoli Placido e Mauro per una breve sosta durante il loro viaggio da Subiaco a Montecassino. Ma nel 543 Alatri deve subire lassedio e il saccheggio da parte di Totila e rimane completamente distrutta. Lanno seguente 544 viene inclusa nel Ducato romano, soggetto formalmente allImpero Bizantino, ma di fatto controllato dal Pontefice.

A questa epoca risalgono i primi segni storici della presenza di un vescovo della città, Pascasio, che accompagna a Costantinopoli il papa Vigilio e con lui sottoscrive nel 551 la condanna di Teodoro, vescovo di Cesarea in Cappadocia.



                                     

3.1. Medioevo Dopo il Mille

La presenza del cardinale Ugone da Alatri dimostra limportanza che assume questo centro intorno allanno 1000. Fin dallXI secolo Alatri diviene infatti un punto di riferimento per i pontefici costretti da varie traversie ad allontanarsi dalla sede apostolica. Sono le conseguenze delle dispute per la conquista del trono di Pietro le prime avvisaglie della lotta tra papi e imperatori per stabilire la supremazia dei rispettivi poteri.

È così che Alatri ospita per due mesi Urbano II, cacciato da Roma dallantipapa Clemente III. Lo stesso Urbano, ricordato per lintervento a sostegno della prima crociata, ritornerà ad Alatri nel novembre 1093.

Nel 1132 si ha uno degli avvenimenti più sentiti della storia religiosa della città: larrivo delle reliquie di papa Sisto I da Roma. Secondo una Narrazione Historica del XIV secolo, le reliquie vengono concesse dal Papa agli abitanti di Alife che sperano così di far cessare la peste che affligge la città ma la mula che porta il carico, giunta presso Alatri, non vuole più ripartire le sacre spoglie, per decisione del Vescovo, sono deposte nella Cattedrale. Di fatto da ciò trae origine la particolare usanza, rispettata ancor oggi, secondo cui il vescovo diocesano neo-eletto faccia il suo ingresso in città a cavallo di una mula.

                                     

3.2. Medioevo Lautonomia comunale e lespansione territoriale

Nel 1173 Alatri conquista lautonomia comunale, in un periodo in cui la nuova forma istituzionale si va diffondendo nel Lazio: la magistratura dei consoli dura fino al 1241, quando viene eletto il primo podestà. I poteri militari e di polizia sono detenuti dai rappresentanti delle carcìe i rioni in cui è suddivisa la città che fungono da riferimento per il popolo; ma i problemi vengono affrontati dal governo locale, con la collaborazione del vescovo e con lappoggio del papa.

Nel 1186 la città, durante le lotte del papato contro limpero, deve subire lassedio dellesercito germanico guidato da Enrico VI inviato dal Barbarossa per sottomettere le terre della Chiesa al quale riesce a resistere. Nei successivi conflitti fra Federico II e il papato, Alatri si mantiene fedele al pontefice stipulando fra laltro un trattato di mutua difesa con Roma.

Nel Duecento il comune alatrino mette in atto una politica di espansione territoriale a danno dei paesi limitrofi: nel 1232 tenta di sottrarre a Collepardo il possesso dei monti attorno a Trisulti; nel 1240, approfittando della politica aggressiva di Federico II, attacca Guarcino. Lanno dopo, Alatri sottomette Collepardo. I collepardesi sono obbligati ad un "ballo sacro" nel giorno della festa del santo patrono alatrino, San Sisto, il mercoledì dopo Pasqua: venticinque abitanti del paese sottomesso sono obbligati a raggiungere Alatri, armati ed accompagnati da un piffero. Dopo aver deposto le armi, ballano in omaggio ai magistrati cittadini e li accompagnano alla cappella del Santo.

Lultimo paese ad essere aggredito è Ferentino, per il Castello di Tecchiena. Il conflitto per questo castello non è certo se dipendente da Alatri o autonomo, risale al 1188, quando i ferentinati lo danno alle fiamme.

In questo periodo sarebbe avvenuto quello che è a tuttoggi ricordato come il miracolo dellOstia incarnata: unostia trasformatasi in carne, evento attestato da una bolla di papa Gregorio IX nel 1228.

Il contrasto tra il papato e gli ultimi imperatori svevi provoca divisioni fra le famiglie nobiliari locali, che si schierano parte con gli svevi, parte con gli angioini. In tali divisioni emerge la figura del cardinale Gottifredo di Raynaldo, podestà dal 1286, che aiuta la città ad attuare un forte periodo di sviluppo economico, monumentale ed edilizio, di cui ci restano importanti testimonianze.

In seguito Alatri sottomette Trivigliano e durante la guerra dei Vespri aggredisce Vico nel Lazio. Ma violente discordie scoppiano tra le fazioni nobiliari della città. Nonostante lintervento papale, le lotte civili durano fino al 1296, quando la situazione si risolve con unazione giudiziaria.

Allinizio del XIV secolo, a seguito della cattura di papa Bonifacio VIII, Alatri, assieme a Ferentino e diversi baroni dei luoghi, si schiera contro la famiglia dei Caetani; ma nel corso del 1305 il partito nobiliare viene spodestato dagli artigiani e dai mercanti, che passano con i Caetani. Riesce il tentativo di assoggettare Vico, ed anche Frosinone è costretta ad un patto in forza del quale deve partecipare al Parlamento di Alatri e fornire truppe al comune ernico, pur con le proprie insegne.

                                     

3.3. Medioevo Le dominazioni le Costituzioni Egidiane: perdita dellautonomia

La cattività avignonese del papato coincide con linizio di una fase discendente. Alatri nel 1334 subisce la baronia di Francesco De Ceccano, che occupa lacropoli, venendo però cacciato due anni dopo: da questo momento sulla città alta, distrutte le fortificazioni le abitazioni civili, resta la sola Cattedrale e la popolazione si concentra nella parte bassa.

Le successive Constitutiones Aegidianae promulgate da Egidio Albornoz nel 1357 obbligano la città a restituire la signoria su Trivigliano al papato, e quella su Torre ai Caetani. Durante la podestà del cardinale Albornoz lautonomia comunale va incontro ad una notevole riduzione.

Durante lo scisma doccidente la città, occupata dalle milizie papali, rimane forzatamente fedele a Urbano VI. La presenza delle milizie non impedisce però a Onorato Caetani di entrare in città e catturare quaranta nobili. Gli abitanti, per timore di altre scorrerie, nominano loro signori Adenolfo e Ildebrandino Conti, sottraendo per qualche tempo il potere allautorità centrale.

Nel Quattrocento la cittadina si trova a dover sciogliere una serie di controversie territoriali con Veroli e Frosinone e a sedare il tentativo di Collepardo di tornare allautonomia: a ciò si aggiunge il dominio durazzesco sulla città da parte di re Ladislao di Napoli 1408-1414, che divide nuovamente la città in fazioni. Il nuovo papa, Martino V Colonna, approfitta della situazione di sottomissione per infeudare ai suoi familiari i castelli sottoposti ad Alatri.

In seguito, salvo la breve signoria di Filippo Maria Visconti nel 1434, la città deve ormai sottostare al diretto potere pontificio, che si fa più soffocante e contribuisce allinizio di un nuovo periodo di decadenza.



                                     

4. Età moderna

Alatri condivide i difficili eventi dello Stato della Chiesa nel XVI secolo, in particolare il Sacco di Roma del 1527 e la successiva occupazione spagnola la lasciano impoverita e a dover fronteggiare la peste. La situazione economica si aggrava anche a causa di lunghe lotte con i comuni vicini, non sempre favorevoli: si vede infatti occupata da Cesare di Caietani di Filettino e costretta a pagare tremila scudi per riottenere la libertà. Durante la guerra scoppiata tra papa Paolo IV e Filippo II re di Napoli, nel 1556, è addirittura occupata militarmente dal duca dAlba Fernando Álvarez de Toledo.

Per sopperire ai bisogni della comunità, interviene il vescovo Egnazio Danti con un riuscito programma di riorganizzazione sociale e religiosa secondo le disposizioni del Concilio di Trento, che culminerà nellistituzione del Seminario Diocesano. Tuttavia levento di maggior rilievo che caratterizza il breve episcopato dellillustre vescovo scienziato è il ritrovamento nel 1584 dellurna contenente le reliquie del corpo di San Sisto, nascosta dagli alatrini molti anni prima per paura del saccheggio e della profanazione.

Il XVII secolo per Alatri è segnato da due terremoti, nel 1617 e nel 1654, e nuovamente dalla peste, che colpisce la città nel 1656.

Nel Settecento viene attuata una riforma delle istituzioni locali, sostituendo i parlamenti con organismi più snelli, sempre formati su base sociale. La città raggiunge nel frattempo gli ottomila abitanti, e nel 1729 viene istituito il Collegio delle Scuole Pie ad opera dei Padri Scolopi.

In questo periodo inizia ad affermarsi il concetto di Ciociaria, inteso come area rurale al sud di Roma dai confini non ben definiti. Tale nome inizierà a diventare per la popolazione alatrense un elemento fondamentale della propria identità culturale.

                                     

5.1. Età contemporanea Conseguenze della Rivoluzione Francese

La proclamazione della Repubblica Romana nel 1798 suscita un grande fermento in città ed un discreto seguito per le idee giacobine francesi, ed emerge un ceto dirigente filofrancese, abbattuto però, nel luglio 1798, da una ribellione che sfocia in un massacro. Tuttavia, nel riordino politico-amministrativo della provincia pontificia di Campagna e Marittima che cambia nome in Dipartimento del Circeo, Alatri è elevata a capo cantone di un vasto territorio comprendente Collepardo, Vico nel Lazio, Trivigliano e Fumone.

Dal 1809 al 1814 la città subisce il dominio accentratore e anticlericale dellimpero napoleonico, che porterà alla deportazione in Francia di molti dissidenti e del vescovo Giuseppe Della Casa.

Alatri, nonostante le lotte interne e contro i francesi, riesce a ripristinare lautorità papale prima degli altri comuni pontifici, e viene inclusa nella Delegazione di Frosinone.

                                     

5.2. Età contemporanea La Restaurazione e il Risorgimento

La Restaurazione produce un periodo di incertezza politica con lotte per il potere; a ciò si aggiunge il fenomeno del brigantaggio, nel quadro dellarretratezza generale dello Stato pontificio. Vari i tentativi di migliorare la situazione, anche sotto il profilo culturale, quali listituzione di una cattedra di Diritto presso il collegio degli Scolopi e la fondazione di un Accademia ernica ; Gregorio XVI la cui visita in città nel 1843 è loccasione per lavori di recupero e valorizzazione dellAcropoli promuove riforme nellistruzione ed opere pubbliche, Pio IX nel 1863 provvederà alla costruzione dellacquedotto di Trovalle ancora funzionante. Ma non vengono avviati i provvedimenti più urgenti, di natura economica e sociale. Nel 1830 un tentativo di sommossa popolare finisce con larresto dei due popolani promotori.

A seguito dellinstaurazione della Seconda Repubblica romana da Alatri partono una decina di volontari, che si uniscono al battaglione Durando per la difesa della Repubblica: seguendo Garibaldi nel tentativo di raggiungere Venezia alcuni cadranno in combattimento, altri resisteranno fino alla fine.

Il patriota alatrense Sisto Vinciguerra, avvocato, viene eletto deputato alla Costituente romana. Con il ritorno dellautorità pontificia deve recarsi in esilio a Genova dove rimane fino al 1871.

In seguito allunificazione della penisola, la popolazione raggiunge i tredicimila abitanti e si attua un potenziamento dei servizi di assistenza.

                                     

5.3. Età contemporanea Il primo Novecento

Con linizio del XX secolo vi è un certo incremento dellattività artigiana da cui ha inizio un vivace progresso che con poche interruzioni dura ancora ai nostri giorni. Nello stesso tempo aumenta con rapidità la popolazione e naturalmente si accresce larea del centro abitato che supera assai presto lantica cerchia muraria.

Fiorisce anche la vita letteraria e politica: si segnalano le figure di Luigi Ceci, socio della Regia Accademia dei Lincei e professore ordinario di storia comparata delle lingue classiche alluniversità di Roma, di padre Luigi Pietrobono, celebre dantista ed intimo amico di Giovanni Pascoli, nonché quello del canonico Luigi De Persiis, profondo e autorevole storico della città.

In questo periodo si assiste a profonde modificazioni socio-culturali che permettono il passaggio da una società pseudo-medioevale ad una moderna. Nel 1917 linaugurazione di una rete ferroviaria vicinale, che collega Alatri con Roma, fa cadere lisolamento in cui si trova la città, fino ad allora lontana dalle principali vie di comunicazione. La stazione di Alatri rimarrà in funzione fino al 1978.

Le lotte politiche del primo dopoguerra vengono segnate anche da scontri fra il forte partito cattolico e lemergente fascismo.



                                     

5.4. Età contemporanea La seconda guerra mondiale e il campo delle Fraschette

Seguendo le sorti della monarchia italiana, ormai tragicamente vincolata al regime fascista, la città subirà pesanti perdite umane durante la seconda guerra mondiale: un pesante numero di vittime, con la rovina di molti monumenti e abitazioni, si ha durante loccupazione tedesca del 1944. Notevole è il movimento di resistenza.

Nel 1941 le autorità militari istituiscono nel territorio di Alatri il campo di concentramento delle Fraschette, dove vengono internati civili italiani e stranieri e prigionieri di guerra, in particolare jugoslavi e greci. Rimane in funzione fino al 19 aprile 1944.

                                     

5.5. Età contemporanea Lo sviluppo nel dopoguerra

Dopo la guerra, anche se lindustrializzazione non prende piede nel territorio, Alatri diviene una città florida economicamente. Spariscono il latifondo e anche il tradizionale artigianato, ormai poco produttivo, ma in compenso si potenziano le attività commerciali. La rapida estensione della città fa sì che vaste aree al di fuori del centro storico vengano urbanizzate: in particolare Civette, che diventa una delle zone più popolose della città e il suo decimo rione, e Colleprata, dove sorgono soprattutto ville e case a schiera.

Nel 1984 Alatri riceve la visita di papa Giovanni Paolo II, invitato in occasione del 400º anniversario del ritrovamento delle reliquie del patrono San Sisto. È presente lallora ministro degli Esteri, Giulio Andreotti. Le autorità cittadine conferiscono al Pontefice la cittadinanza onoraria.

Una notevole crisi delle istituzioni comunali, iniziata alla fine degli anni 80 e contraddistinta da dispute interne allallora partito di maggioranza, la Democrazia Cristiana, porta ad un grave dissesto finanziario sancito con un atto ufficiale da parte del consiglio comunale il 5 gennaio 1991 con sindaco Silvio Tagliaferri. Dopo la gestione commissariale del 1992, il rinnovato consiglio comunale non riesce ad esprimere coalizioni unite e nel 1993 vengono eletti ben due sindaci, Lucia Padovani e Gianni Astrei, le cui brevi esperienze alla guida della città rispettivamente 120 e 78 giorni testimoniano il perdurare delle gravi difficoltà politico-amministrative. Nel 1994 si ha per la prima volta lelezione diretta del primo cittadino, che conferisce la necessaria stabilità alla vita amministrativa della città consentendo così un nuovo sviluppo. Sindaco viene eletto lavvocato Patrizio Cittadini, leader della lista civica "Programma Alatri", che batte al secondo turno, con soli 46 voti di scarto, Antonello Iannarilli, presentatosi con Forza Italia. Nei quattro anni di amministrazione Cittadini, vengono potenziati i servizi primari, specialmente lilluminazione pubblica, la rete fognaria, la rete idrica e la viabilità; viene dato impulso ai servizi sociali, con una maggiore attenzione prestata alle fasce più deboli, e alla cultura, con la riapertura del museo civico e del Chiostro di San Francesco nonché con lorganizzazione della Biennale darte contemporanea. Nel 1998, Patrizio Cittadini si presenta di nuovo allelettorato, sostenuto oltre che da "Programma Alatri", dal Partito Popolare Italiano e dai Democratici di Sinistra: vince al primo turno, con oltre il 60% dei consensi, battendo Pierino Malandrucco, candidato da una coalizione eterogenea composta da Forza Italia, Alleanza Nazionale e fuoriusciti dai Ds e dal Ppi. Pochi voti ottengono gli altri candidati Gianfranco De Santis Ccd e Silvio Tagliaferri lista civica "La Meridiana". Durante il secondo mandato di Cittadini, vengono avviati importanti lavori pubblici per lampliamento del cimitero civico e per la costruzione della rete per il gas metano. Nel 2002, la coalizione di centro-sinistra, guidata sempre dalla lista civica "Programma Alatri", candida lingegner Giuseppe Morini, vicesindaco nel secondo mandato di Cittadini, che vince le elezioni al secondo turno, superando il candidato del centro-destra il dottor Costantino Magliocca. Lesperienza di Morini si chiude però anticipatamente nel 2005 per contrasti interni alla sua coalizione. Alle elezioni comunali del 2006, il centro-destra candida nuovamente il dottor Costantino Magliocca che, al primo turno, batte con oltre il 50% delle preferenze, lavvocato Patrizio Cittadini, che si ripresenta ancora una volta alla testa di una coalizione di centro-sinistra. Nel frattempo si presenta il fenomeno dellimmigrazione, che pone la necessità dellintegrazione dei nuovi arrivati.