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ⓘ Guido Dorso. La sua famiglia apparteneva a quella piccola borghesia legata al mondo impiegatizio che, ormai, non credeva più nellunificazione nazionale e nei be ..




Guido Dorso
                                     

ⓘ Guido Dorso

La sua famiglia apparteneva a quella piccola borghesia legata al mondo impiegatizio che, ormai, non credeva più nellunificazione nazionale e nei benefici che avrebbe potuto ricavarvi. I suoi primi interventi culturali ebbero come oggetto la filosofia e la storia moderna, calata "nei fondamentali avvenimenti del Risorgimento italiano e nella costruzione dellunità della nazione. Il giovanissimo Guido Dorso dedicò appunto la sua tesi di laurea a questi temi ed in particolare alla personalità che più delle altre seppe interpretarli da un punto di vista raffinatamente giuridico oltre che, naturalmente, etico-politico: Pasquale Stanislao Mancini".

Nel 1914 uno dei suoi primi interventi aventi un tema politico. Sul primo numero de La Fiaccola ", giornale ad indirizzo democratico-repubblicano, pubblicò un articolo il cui tema era il recente Patto Gentiloni.

Si laureò in giurisprudenza nel maggio del 1915 con una tesi di laurea dal titolo La politica ecclesiastica di Pasquale Stanislao Mancini ".

                                     

1. Lesordio nella vita politica

Il vero e proprio esordio di Dorso si deve però far risalire alla collaborazione col foglio interventista Il Popolo dItalia ", il quotidiano fondato da Benito Mussolini. Una collaborazione breve, fatta in tutto da soli otto articoli, scritti tutti tra il 1º gennaio e il 26 maggio 1915:

  • "La stampa neutralista del Mezzogiorno dItalia alla gogna", "Il Popolo dItalia", Milano, Anno II, nº 130 del 12 maggio 1915, Pag. 2
  • "Il Mezzogiorno in armi", "Il Popolo dItalia", Milano, Anno II, nº 144 del 26 maggio 1915, Pag. 2
  • "Lintervento è necessario anche e soprattutto per il Mezzogiorno", in "Cronache politiche italiane", "Il Popolo dItalia", Milano, Anno II, nº 97 del 8 aprile 1915, Pag. 2
  • "La neutralità del Mezzogiorno", in "Cronache politiche italiane", "Il Popolo dItalia", Milano, Anno II, nº 1 del 1 gennaio 1915, Pag. 3
  • "La sconfitta di Giolitti le sue conseguenze nel Mezzogiorno", in "Cronache politiche italiane", "Il Popolo dItalia", Milano, Anno II, nº 141 del 23 maggio 1915, Pag. 3
  • "Meridional-Sozial-Democratie", in "Cronache politiche italiane", "Il Popolo dItalia", Milano, Anno II, nº 18 del 18 gennaio 1915, Pag. 3
  • "I paladini della neutralità nel Mezzogiorno dItalia. Scarfoglio fa il "tedesco"!", "Il Popolo dItalia", Milano, Anno II, nº 5 del 5 gennaio 1915, Pag. 3
  • "LAustria-Ungheria e lintervento italiano", "Il Popolo dItalia", Milano, Anno II, nº 36 del 5 febbraio 1915, Pag. 3

Nel settembre dello stesso anno, fu chiamato alle armi per prendere parte alla prima guerra mondiale, interrompendo, in questo periodo, la sua collaborazione ai giornali. Questultima riprende solo nel 1919, quando Dorso comincia la pubblicazione del settimanale Irpinia Democratica ", di cui vedono la luce però solo i primi quattro numeri, finché nel 1923, Dorso non diventa direttore del settimanale Corriere dellIrpinia ".

Dalle pagine di questultimo, Dorso contesta duramente il Fascismo, ed i suoi articoli suscitano linteresse di Piero Gobetti, che nel giugno del 1923 lo invita a collaborare alla sua rivista" La Rivoluzione Liberale ”. Delle riflessioni partorite durante questa fase, è frutto il suo più celebre saggio La rivoluzione meridionale nel quale Dorso auspicava per il meridione, la nascita di una nuova classe dirigente di severo rigore morale. Per la nascita dei cosiddetti "Gruppi Liberali", che dovevano rappresentare un momento di aggregazione politica del giornale torinese, Dorso ebbe lincarico di scriverne larticolo programmatico curando una nuova rubrica dal titolo "Vita meridionale" e da cui nacque un breve saggio, l" Appello ai meridionali ".

                                     

2. Il ritiro

A partire dal 1925, in seguito alla promulgazione delle leggi eccezionali ", Dorso si ritira dalla vita pubblica, cercando il più possibile di non essere coinvolto in problemi a carattere politico, così come era avvenuto ad altri noti intellettuali dellepoca avversi al regime. Si dedica quindi alla professione di avvocato civilista, senza mai tralasciare però gli studi politici. Nel 1938 si impegna per una ricerca sistematica per unampia biografia di Mussolini, di cui vedono la luce però solo i primi capitoli. Con la caduta del regime fascista nel 1943, Dorso torna allattivismo politico intervenendo con una quindicina di articoli su diversi giornali.

                                     

3. Il Partito dAzione

Successivamente si iscrive al Partito dAzione, riprendendo con nuovo vigore lidea della necessità della formazione della nuova classe dirigente meridionale, in grado di sostituirsi ad uno Stato burocratico accentratore temporaneamente in crisi. Ladesione al partito fu comunque caratterizzata da alti e bassi. Di questi anni è la memorabile Relazione sulla questione meridionale ", pronunciata a Cosenza il 6 agosto 1944, durante il primo Congresso del Partito dAzione.

                                     

4. Dopo l8 settembre

Nel dicembre dello stesso anno per iniziativa di Dorso e del Partito dAzione, si tiene a Bari il primo Convegno di studi sui problemi del Mezzogiorno ", cui Dorso partecipa con un saggio sulla classe dirigente meridionale. Dal luglio al dicembre 1945 dirige il quotidiano lAzione, pubblicando alcuni importanti articoli che più tardi vengono da lui stesso raccolti col titolo Loccasione storica, e nei quali Dorso afferma la necessità di cogliere al volo lopportunità fornita dalla storia di far nascere la nazione, completando il risorgimento, dopo che la conquista piemontese del Mezzogiorno aveva sciolto diversamente lalternativa tra guerra regia e guerra di popolo.

                                     

5. Il dissenso

Nel dicembre del 1945 si dimette dal Partito dAzione in seguito alla constatazione del venir meno dellimpegno meridionalistico.

Alle prime elezioni della neonata Repubblica Italiana, il 2 giugno 1946, si presenta a capo di una lista di Concentrazione Democratica Repubblicana, la quale include molti dei meridionalisti campani e pugliesi, ma che non ottiene un numero sufficiente di voti per lingresso in parlamento.

                                     

6. Il decesso

Gli viene offerta la direzione de La Nazione di Firenze, ma è costretto a rinunciarvi a causa del peggiorare delle sue condizioni di salute. Muore a causa di uno scompenso cardiaco.

                                     

7. Le opere

  • Responsabilità storica, a cura di Toni Iermano, Avellino, Mephite editore, 2007
  • Dittatura, classe politica e classe dirigente, Torino, Einaudi 1949.
  • Loccasione storica, Torino, Einaudi 1949.
  • Tutti gli scritti dal Corriere dellIrpinia 1923-1925, a cura di Francesco Saverio Festa e Mariagiovanna Silvestri, Avellino, De Angelis editore, 2010.
  • La rivoluzione meridionale. Saggio storico-politico sulla lotta politica in Italia, Torino, Piero Gobetti editore, 1925. Ristampa anastatica con introduzione di Francesco Saverio Festa, Avellino, Mephite editore, 2003.
  • Mussolini alla conquista del potere, Torino, Einaudi 1949.
                                     
  • Buenos Aires 2006: argento nei 200m dorso bronzo nei 100m dorso Medellín 2010: oro nei 50m dorso nei 100m dorso e nella 4x100m misti. Altri progetti
  • letterario e poeta italiano. Nato e cresciuto ad Avellino, dove conosce Guido Dorso Muscetta si laurea nel 1934 a Firenze con una tesi su Francesco De Sanctis
  • Guido De Padt, politico belga Geraardsbergen, n.1954 Guido De Unterrichter, politico italiano Fucine d Ossana, n.1903 - Trento, 1979 Guido Dorso
  • principale: Nuoto ai Campionati mondiali di nuoto 2015. La gara dei 50 metri dorso maschili si è svolta l 8 e il 9 agosto 2015 presso la Kazan Arena e vi hanno
  • sovrintende e organizza il Premio Strega presidente del Centro di Ricerca Guido Dorso presidente dell Associazione CIVITA presidente dell Associazione Italiana
  • Guido Maria Conforti Casalora di Ravadese, 30 marzo 1865 Parma, 5 novembre 1931 è stato un arcivescovo cattolico italiano. Fondò la Pia Società di
  • riconoscimenti attribuiti alla sua attività, va ricordato il Premio Guido Dorso 2005 del Presidente del Senato per meriti culturali e il premio Gens
  • Senato consegnati i premi Guido Dorso 2015 - XXXVI edizione, su Premio Internazionale Guido Dorso Fondazione Guido Dorso 15 ottobre 2015. URL consultato
  • dipartimenti di sociologia negli Stati Uniti. Nel 1992 ricevette il Premio Guido Dorso e nel 2002 fu nominato per il premio scienza della Fondazione Internazionale
  • coronato da significativi successi: nel 1962, Premio Guido Mazzali a Milano nel 2004, Premio Guido Dorso a Roma. Ha dedicato lunghi anni a raccogliere notizie
  • Monsignor Guido Marini Genova, 31 gennaio 1965 è un presbitero italiano, dal 1º ottobre 2007 maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie e dal