Топ-100
Indietro

ⓘ Società Sportiva Dilettantistica Ischia Calcio. La Società Sportiva Dilettantistica Ischia Calcio, comunemente conosciuta come Ischia Isolaverde, Ischia Calcio ..




Società Sportiva Dilettantistica Ischia Calcio
                                     

ⓘ Società Sportiva Dilettantistica Ischia Calcio

La Società Sportiva Dilettantistica Ischia Calcio, comunemente conosciuta come Ischia Isolaverde, Ischia Calcio o Ischia, è una società calcistica italiana con sede ad Ischia, sullisola omonima.

Fondata nel 2017, è erede della tradizione sportiva iniziata nel 1922 con la fondazione della polisportiva Robur e poi transitata attraverso diversi soggetti societari, ultimo dei quali la Società Sportiva Ischia Isolaverde, estromessa nel 2016 dal campionato di Serie D e attiva esclusivamente in campionati giovanili nelle stagioni 2016-17 e 2017-18.

Nel corso della sua storia, a livello nazionale, ha ottenuto una promozione in Serie C1 nel 1986-87 ed una in Lega Pro nel 2013-14, ha vinto un campionato di Serie C2 nel 1990-91, un Campionato Interregionale nel 1982-83 e un campionato di Serie D nel 2012-13. Inoltre nella stagione 2012-13 si è laureata Campione dItalia Serie D vincendo lo Scudetto di categoria. È lunica squadra di calcio basata su unisola minore italiana che ha preso parte a campionati nazionali professionistici.

Nella stagione 2019-2020 milita nel girone B di Promozione Campania, sesto livello del campionato italiano di calcio.

                                     

1.1. Storia Le origini

Le antenate dellIschia possono essere considerate le antiche squadre delle società sportive Robur, e Pro Ischia. La prima formazione di calcio ufficiale che si ricordi è quella della società sportiva Robur, fondata da Biagio Buonocore nel 1922, subito dopo la prima guerra mondiale, quando il gioco del calcio fu importato sullisola dai reduci della grande guerra, anche se la prima partita ufficiale della Robur fu disputata fra il 1918 e il 1920 contro la rappresentativa dell Istituto Nautico di Procida.

In seguito a dissapori allinterno della Robur, un gruppo di soci si stacca dalla società madre e fonda la Pro Ischia. Questultima diede vita, nei primi anni venti, a derby con i rivali della Robur caratterizzate da un acceso agonismo.

Un grande passo in avanti per la diffusione del calcio ad Ischia e su tutta lisola avviene quando il notaio Bonaventura Mazzella mette a disposizione del Pro Ischia una vasta radura situata in una pineta di cui egli è comproprietario, affinché possa essere trasformata in campo di calcio. Nasce così il primo campo di calcio ufficiale dellIsola dIschia: esso sarà conosciuto da tutti come" Riserva Mazzella”.

Prima del 1928, data in cui furono soppresse le formazioni ischitane e inglobate nel Dopolavoro Littorio, si svolse un torneo voluto dal colonnello Masturzi tra la Pro Ischia e la Robur. In palio cera una coppa che portava il nome del notabile isolano. La Robur ha la meglio sui cugini per 2 reti a 0. Con lassegnazione di questo trofeo ci si avvia alla fine dellepoca caratterizzata dai duelli tra i due club cittadini ischitani.

                                     

1.2. Storia I dopolavoro sportivi

Listituzione dei dopolavoro sportivi imprime una svolta al calcio isolano. La Robur et Energea e la Pro Ischia vengono fuse in ununica società sportiva, il Dopolavoro Littorio Ischia.

Con il dopolavoro terminano anche i derby tra Pro Ischia e Robur. Dora in poi il campanilismo stracittadino verrà sostituito da quello intercomunale. Le squadre rappresentanti dei vari comuni daranno vita a incontri non meno vibranti ed accesi di quelli dei derby stracittadini. In questo periodo, infatti, si disputeranno le prime partite amichevoli e quelle della fase isolana dei Tornei ULIC, fra i Dopolavoro di Ischia, Forio, Casamicciola e contro il Dopolavoro Lacco.

Dal 1929-1930 al 1932/33 il Dopolavoro Ischia partecipa ai Tornei ULIC, che si dividevano in tre gironi: isolano, flegreo e campano.

Nel campionato ULIC 1930-1931, dopo aver vinto il girone isolano e quello flegreo, si piazza per la finalissima in quello campano, dove viene sconfitto per 2-1 dalla compagine della Zona Franca sul campo neutro di Bacoli.

Un altro avvenimento di rilievo per il calcio isolano è la partecipazione della squadra ischitana diventata nel maggio 1933 Fascio giovanile di combattimento ad un torneo di carattere provinciale in memoria di Giorgio Ascarelli, ex presidente del Napoli. Non esistono documentazioni certe sullo svolgimento del torneo che, sembra, vide il FGC Ischia uscirne vittorioso.

                                     

1.3. Storia GIL Ischia

In questi anni sorge la G.I.L. Ischia Gioventù italiana del littorio, nata in seguito alla fusione dellOpera nazionale balilla e dei Fasci giovanili di combattimento che, fra il 1936 e il 1939 disputa i primi campionati nella categoria Sezione Propaganda venendo ammessa, nellautunno del 1939 al campionato di II Divisione 1939-1940. I primi riferimenti scritti che attestano la partecipazione della GIL Ischia ad un campionato federale ufficiale risalgono allautunno del 1939 quando partecipa alla fase eliminatoria della Coppa Campana, venendo eliminata dal Dopolavoro Padovani.

Nel mese di gennaio del 1940 ha inizio il campionato di II Divisione al quale viene ammessa la GIL Ischia. Il campionato si conclude con lIschia in testa alla classifica a pari merito con il Dopolavoro Padovani. Essa dovrebbe prendere parte alle finali valide per lammissione in I Divisione ma lentrata in guerra dellItalia e la partenza di numerosi calciatori costringe al ritiro lIschia così come molte altre società.

Lentrata in guerra dellItalia frena, ma non arresta del tutto, lo svolgimento delle attività sportive sul territorio nazionale. In piena estate del 1942 la GIL Ischia prende parte al Torneo della XIII Zona, comprendente Napoli e provincia. Vincerà la doppia finale contro il Campania aggiudicandosi il torneo.

Nel 1942/43 partecipa al campionato di I Divisione, nel quale ottiene il quarto posto, valido per lammissioni alle finali regionali. Lesito delle finali resta tuttavia incerto a causa della mancanza di riferimenti scritti, dovuta al conflitto in pieno svolgimento.

Durante il conflitto una guarnigione di soldati tedeschi staziona permanentemente sullisola, dando vita a due sfide con lIschia. Nella prima gara gli ischitani prevalgono per 2-1 contro una rappresentativa di soldati in servizio sullisola. Nella rivincita, invece, i gialloblu si trovarono come avversario la rappresentativa militare dellesercito tedesco, la cosiddetta viaggiante che annoverava tra le sue file anche il nazionale austriaco Franz Binder. I gialloblu vennero così sconfitti con numerosi gol dalla rappresentativa tedesca.

Successivamente giunge il momento in cui le truppe tedesche lasciano il posto agli alleati anglo-americani. Giungono così ad Ischia gli inglesi che mettono subito gli occhi sullarido rettangolo di gioco dellArso. In questo periodo, tra lottobre del 1944 e il febbraio del 1945, lIschia affrontò varie rappresentative dellesercito inglese dando vita a sfide agonisticamente accese ed in totale furono giocate una trentina di partite che videro gli isolani quasi sempre vittoriosi.



                                     

1.4. Storia Nasce lAS Ischia

Nel mese di gennaio del 1945 nasce ufficialmente l A.S. Ischia che prese parte al campionato di I Divisione del 1945, vincendo la finale contro la Cotoniere per entrare in Serie C. Tuttavia, la mancanza cronica di un campo regolamentare e lindifferenza delle autorità locali fecero sì che lIschia rinunciasse alla terza serie nazionale. Nel 1945-1946 riparte dal campionato di I Divisione, piazzandosi nelle finali dove venne battuta sonoramente prima dalla Turris 7-1 e poi dal Nola 6-1.

Dopo la conclusione del campionato 1945-1946, il calcio ischitano si ferma sia a causa della partenza di Filippo Ferrandino per anni allenatore, giocatore e deus ex machina dellIschia e dei migliori giocatori, che alle dimensioni non regolamentari del campo le sue strutture inadeguate, che sono le cause che conducono alla mancata partecipazione dellIschia al campionato 1946-1947.

Intanto, nellestate del 1947, Biagio Di Meglio per oltre trenta anni segretario della società, Aniello Sogliuzzo e Antonio Borgogna furono i promotori della reiscrizione dellIschia al campionato di I Divisione per lanno 1947-1948. Il campionato, fu il più fallimentare della storia dellIschia Calcio. Infatti la squadra concluderà il torneo allultimo posto e, nonostante gli sforzi della dirigenza, la squadra non riuscirà a partecipare al torneo successivo per i soliti motivi: ristrette dimensioni del campo e mancanza di fondi. Dopo un anno di inattività dovuto al fatto che non si disponeva di un campo regolamentare e ben cintato ritorna ad Ischia Filippo Ferrandino che, affiancato dal fedele collaboratore Biagio Di Meglio, assume di nuovo il ruolo di allenatore.

La squadra prende parte al Campionato di II Divisione 1949-1950, conquistando il primo posto nel girone di qualificazione e venendo ammessa in I Divisione. Essa accede alla finale valida per lassegnazione del platonico titolo di Campione Regionale di II Divisione, dove viene battuta dalla Cristallerie Nazionali per 3-0.

                                     

1.5. Storia Gli anni cinquanta

Nel biennio 1950-1952 prende parte al Campionato di I Divisione e, nel campionato 1951-1952 viene ammessa allo spareggio per laccesso alle semifinali. In realtà queste semifinali sono del tutto platoniche, perché a causa della composizione del girone di Promozione, tutte le squadre semifinaliste vengono ammesse al nuovo torneo. Nello spareggio lIschia batte il Dopolavoro Ferroviario 2-1 dts e viene ammessa al campionato di Promozione. Nel frattempo, a dimostrazione della crescita del calcio isolano, iniziano ad imporsi in terraferma dei giocatori nati sullisola campana e cresciuti nellIschia: tra questi spicca lala sinistra Ciro Barile

Il campionato 1952-1953 vede lIschia in piena lotta per non retrocedere.

Nel mese di febbraio fa una breve sosta ad Ischia il forte Bologna di Gipo Viani. La sua squadra sostiene una partita di allenamento al Rispoli. Il risultato finale è 7-0 per i rossoblu che danno spettacolo al numeroso pubblico accorso ad assistere allevento. Partecipa con alterne fortune al campionato di Promozione fino al 1959-1960, anno in cui riesce a piazzarsi al primo posto acquisendo il diritto di partecipare alle finali regionali per lammissione in serie D. In semifinale supera la Palmese 2-1 ma in finale nulla può contro la Scafatese 2-1 che si aggiudica la gara e il campionato.

                                     

1.6. Storia Gli anni sessanta

Subito dopo il termine del campionato che ha sancito la mancata ammissione in quarta serie, la società si fonde con lo storico club dell Ilva Bagnolese acquisendone il titolo sportivo valido per la partecipazione alla Serie D 1960-1961 come Ischia-Bagnolese. Fu un campionato che vide lIschia navigare quasi sempre nelle zone basse della classifica, chiudendo il campionato allultimo posto e venendo retrocessa nuovamente in Promozione. In questo campionato un giovane Bruno Pizzul collezionerà 5 presenze con la maglia dellIschia.

Nel marzo del 1963 lallenatore Filippo Ferrandino riesce a far venire ad Ischia un grande club. È la Juventus di Boniperti ad aderire al suo invito, inviando sullisola alcuni giocatori bianconeri che danno vita ad una partita di allenamento a ranghi misti con i calciatori dellIschia.

Il campionato di Promozione del 1963-1964 rappresenta per lIschia il punto di passaggio da un breve periodo di ricostruzione al torneo decisivo, quello dellanno successivo, che decreterà la promozione in serie superiore. Il complesso dellArso si va trasformando gradualmente in un insieme omogeneo che comprende alcuni dei protagonisti dellIschia del periodo della seconda metà degli anni 50 e i giovani provenienti dal vivaio ischitano, messi assieme a giocatori del continente di grande esperienza e valore, come Di Marzio, Pozzati, Paudice, Illiano, che svolgono il ruolo di chioccia delle nuove leve isolane.

Nel 1964-1965 lIschia del presidente Di Manso e dellallenatore Ferrandino parte con lobiettivo dichiarato di vincere il campionato e di approdare, finalmente, in serie D. Alla fine del torneo regolare si piazza in testa alla classifica con 47 punti, guadagnandosi laccesso alle partite di finale per laccesso in serie D con lAcerrana e lAngri. Nella prima gara lIschia batte lAcerrana 1-0 con una rete di Salvatore Di Meglio. Poiché anche lAngri vince il confronto diretto con lAcerrana, si ha un vero e proprio scontro finale tra Ischia e Angri nella partita decisiva. Sono necessari tre incontri per designare la squadra vincente. Nella terza e ultima sfida al Collana di Napoli, Gennaro Illiano all11º del secondo tempo supplementare, con un colpo di testa, regala allIschia la serie ed evita che la promozione venisse assegnata tramite sorteggio con la famosa monetina.

Lavventura in serie D comincia sotto la guida tecnica di Mario Rosi e Filippo Ferrandino. Dalla campagna acquisti arrivarono ad Ischia Pittaro Ilvio terzino dal Melfi, Grosso Antonio terzino dalla SPAL, Perezzani Cesarino mediano dal Verona, Sonati Giovanni attaccante dal Verona, Giuseppe Commitante dallIsolaverde e Gualtieri Salvatore attaccante dal Brindisi. Partita per salvarsi, la squadra riesce a centrare lobiettivo solo nelle ultime giornate, dopo aver cambiato ben quattro allenatori ed effettuato una consistenze campagna di rinforzamento della rosa tra cui Abramo De Siano dallInternapoli, dato che peccava di inesperienza per la serie.

Nel 1967-1968 avviene la fusione con la Unione Sportiva Isolaverde, compagine isolana di Promozione, che darà alla squadra la più celebre denominazione A.S. Ischia Isolaverde. In campionato ancora una volta la squadra lotterà fino alle ultime giornate per conquistare la salvezza.

Nel 1969-1970 il portiere Antonio De Angelis, stabilisce il record di imbattibilità in campionato per 713 minuti.



                                     

1.7. Storia Gli anni settanta

Nel 1970-1971 la squadra guidata da Rosario Rivellino, dopo aver guidato la classifica fino alla prima giornata di ritorno, comincia un declino che la porterà, allultima giornata, a dover battere la Turris per vincere il torneo. Tuttavia, i gialloblu vengono sconfitti in casa 0-1 dalla compagine di Torre del Greco, perdendo il campionato allultima partita. La compagine corallina chiuderà il campionato prima in classifica, con alle spalle lIschia.

Dal 1971 al 1975 lIschia lotta di solito per la salvezza e valorizzando i giovani del vivaio.

Nel campionato 1975-1976, nonostante un cammino non proprio felice ed una salvezza conquistata nelle ultime giornate, in Coppa Italia lIschia riuscì ad arrivare in semifinale, dove venne eliminata dal Lecce, che si aggiudicherà anche la Coppa. In questo campionato, fa il suo debutto Franco Impagliazzo.

Nel campionato 1976-1977 pur arrivando ottavo in classifica a pari merito con LAquila e la Puteolana, segna il maggior numero di reti nel suo girone, 40. In questa stagione avviene inoltre la fusione con la Virtus Colonna, compagine ischitana militante lanno prima in Promozione.

Nel 1978-1979 lIschia si piazza al quindicesimo posto e, pur concludendo il campionato a pari punti 33 con Puteolana, Trebisacce e Mazara, in virtù della peggior differenza reti, viene retrocesso in Promozione. Ha pesato, nel computo delle reti subite e quindi sul piazzamento finale, la sconfitta 9-0 ad Acireale con la squadra locale, alla prima giornata del girone di andata. In questo campionato, esordisce Giuseppe Monti, che, insieme ad Impagliazzo, sarà licona dellIschia dellera moderna.

Nel 1979/80, fallisce il ritorno immediato in quarta serie piazzandosi al secondo posto. Lanno successivo sarà quello della svolta. LIschia allenata da Spignese, pur facendo peggio della stagione precedente 4º posto venne ripescato in Interregionale, a completamento organici, per meriti sportivi.

                                     

1.8. Storia Gli anni ottanta e la conquista della Serie C

Nel 1981-1982 la squadra guidata da Benito Montalto fu protagonista di un duello in vetta con la Gioiese di Franco Scoglio, che vinse il torneo con due punti di vantaggio solo allultima giornata, mentre lIschia non andò oltre un pareggio a Corigliano. Un finale beffardo, tenuto conto che in base al vantaggio maturato in classifica in virtù degli scontri diretti 0-0 a Gioia Tauro e 2-0 ad Ischia, se i gialloblu fossero arrivati a pari punti, avrebbero vinto il torneo.

Nel 1982-1983 la guida tecnica della squadra fu affidata a Michele Abbandonato che grazie ai gol di Francesco Impagliazzo e di Ciro Ippolito riuscì nellimpresa di vincere il torneo e approdare in C2, classificandosi al primo posto con sette punti di vantaggio sul Rifo Sud.

Nel 1983-1984 lIschia allesordio in Serie C2 si piazza al sesto posto. Limpianto della squadra che aveva vinto il campionato precedente viene rinforzato con larrivo di Renato Lo Masto, attaccante proveniente dal Brindisi. Dal vivaio passano in prima squadra Giuseppe Di Meglio, Leonardo Aloi e Massimo Patalano.

Nel 1986-1987 la società viene rilevata dallambizioso e facoltoso Roberto Fiore, già presidente del Napoli negli anni sessanta. Il presidente non bada a spese. Dalla Sambenedettese arriva Salvatore Buoncammino, dalla primavera del Napoli Gennaro Monaco, poi Grillo, Papa e Pepe. La squadra viene affidata a Rosario Rivellino e si piazza seconda alle spalle del Frosinone conquistando per la prima volta nella sua storia la serie C1.

Dopo due modesti campionati di Serie C1 13º e 12º posto, nel 1989-1990 lIschia viene rilevata da Bruno Basentini scendendo in Serie C2 già diverse giornate prima della fine del campionato.

                                     

1.9. Storia Gli anni novanta

Nel 1990-1991 vince nuovamente il campionato di serie C2, grazie ad una campagna acquisti nella quale furono acquistati De Carolis, Tommasino, Luca Gonano dalla Salernitana a fare coppia in attacco con Fabrizio Fabris, DUrso e il portiere Guido Nanni. Questo sarà anche lanno della ribalta per Giovanni Martusciello, che chiude il campionato con 32 presenze e tre reti. Sotto la guida tecnica di Pierino Cucchi, lIschia riesce a spuntarla sullAcireale, dopo un testa a testa concluso solo alla penultima giornata dopo aver battuto in casa il Kroton 4-0, condannandolo alla retrocessione.

Nel 1991-1992 la guida tecnica della squadra viene affidata ancora a Cucchi. Molti protagonisti del vittorioso campionato precedente vanno via. LIschia di questo campionato riuscì a piazzarsi al 5º posto, stabilendo il miglior piazzamento in serie C1 mai raggiunto nella sua storia ed arrivò fino ai quarti di finale di Coppa Italia, dove fu eliminato dalla Massese.

Nel 1992-1993 lIschia di Pasquale Casale non riesce a battere il Messina nellultima gara di campionato al Mazzella e retrocede nuovamente, venendo poi ripescato al posto dello stesso Messina, escluso per problemi finanziari. Nello stesso anno, lIschia e lAcireale sono deferiti alla Commissione disciplinare in seguito ad una denuncia del presidente dellIschia Bruno Basentini. Nella denuncia si fa riferimento ad un tentativo di corruzione della squadra siciliana, in persona dellallenatore Giuseppe Papadopulo, che avrebbe avuto interesse affinché la partita del 6 dicembre 1992 tra Acireale ed Ischia terminasse in parità, come in effetti avvenne. Entrambe le società vennero poi assolte con formula piena.

Al termine del campionato Franco Impagliazzo, dopo venti anni di carriera legati al sodalizio gialloblu, 500 presenze e 133 reti con la maglia dellIschia fra Coppa e campionato, conclude la carriera.

Nel 1994-1995 dopo un campionato costellato dal raggiungimento di parecchi record negativi peggior quoziente reti, peggior attacco e minimo di vittorie in casa e dallavvicendarsi di ben 3 direzioni tecniche, lIschia riesce a garantirsi lultimo posto utile per disputare i playout. Lavversario è il Chieti allenato da Gianni Balugani. La squadra guidata dal duo Impagliazzo – Rispoli, vinse la gara dandata per tre reti ad uno e pareggiò verso lo scadere la gara di ritorno, il 18 giugno 1995, garantendosi il diritto di rimanere in C1. A fine stagione Giovanni Martusciello, dopo 7 campionati in maglia gialloblu, passa allEmpoli.

Il campionato 1996-1997 comincia con Tommaso Angrisani in panchina, subito esonerato dopo la prima giornata, ed un Ischia che è protagonista di un avvio molto stentato che la porterà, alla fine del girone di andata, allultimo posto in classifica. Le cose miglioreranno con il ritorno in panchina di Piero Cucchi, la squadra inanellerà 5 vittorie di fila maggior numero di vittorie consecutive del girone che la porteranno a lottare per laccesso agli spareggi promozione, prima di frenare la propria corsa e di chiudere il campionato in nona posizione, a pari punti con Casarano ed Ascoli.

                                     

1.10. Storia Il fallimento

Il 1997-1998 è lanno più nero della storia dellIschia Calcio. Nellestate del 1997 la società viene rilevata da Lucio Varriale, autore di una campagna acquisti di un certo spessore. A Ischia arrivano Davide Ricci, Antonio Barbera, Luca Evangelisti, Gianluca De Angelis, Donato Terrevoli e gli olandesi Etienne Verveer e Stefan Jansen. La guida tecnica viene affidata nuovamente a Pierino Cucchi ma la squadra, dopo un buon inizio, non riuscì ad andare oltre il dodicesimo posto.

Intanto, già nella primavera del 1997, preoccupanti segnali sulla situazione debitoria della società erano venuti dalla Covisoc. Il massimo organo di vigilanza sui bilanci delle società calcistiche, aveva scoperto una massa debitoria che ammontava a svariati miliardi.

Nel luglio del 1998, mentre si stava allestendo la squadra che avrebbe dovuto disputare la stagione seguente, lIschia viene radiata dalla FIGC ed esclusa dal campionato per una fideiussione risultata falsa. Il suo posto venne preso dal Palermo, che sul campo era retrocesso. Per molto tempo sono stati poco chiari i motivi che hanno portato alla scomparsa, dopo 75 anni, dellIschia. In un primo momento la giustizia sportiva usò la mano pesante, inibendo una serie di dirigenti e dichiarando fallita la società, che nel frattempo era ripartita dal Campionato di Seconda Categoria con sette punti di penalizzazione. A gettare forti sospetti sulla regolarità delle valutazioni fatte circa la fidejussione presentata dallIschia nel luglio del 1998, furono le dichiarazioni di Franco Jommi, titolare della Sbc società coinvolta nella Calciopoli del 2003 che, a proposito della Calciopoli del 2006 ed in riferimento allIschia, sostenne che era presente in Lega un "sistema di servizi e reciproci favori" che utilizzava il metodo dellaccettazione delle fidejussioni false come mezzo per poter favorire questa o quella squadra.



                                     

1.11. Storia Dal fallimento al ritorno in Serie D

Una nuova società venne iscritta al campionato di Eccellenza Campana nel 1998-1999, rilevando il titolo sportivo della compagine ischitana Associazione Calcio Forio, e assunse la denominazione di Comprensorio Calcistico Isola dIschia. Viene allestita una squadra con molti elementi locali e viene affidata a Franco Impagliazzo. Nonostante i proclami di un pronto ritorno in serie C, lIschia è protagonista di un campionato mediocre, concluso allundicesimo posto.

Nel campionato 1999-2000 cambia la denominazione in A.C. Ischia.

Nel campionato 2000-2001 lIschia si piazza seconda alle spalle del Gladiator, che stravince il campionato con quattordici punti di vantaggio. Negli spareggi play off tra le due squadre piazzatesi seconde nei rispettivi gironi di Eccellenza campana, lIschia venne eliminata dallEbolitana 2-1 fuori e 1-1 in casa.

I primi segnali di ripresa si avranno quando, nel 2003-2004, la società viene rilevata da Roberto Goveani che, con una serie di investimenti importanti, riuscì a costruire una buona squadra. LIschia si aggiudicò la Coppa Italia Regionale 2-1 d.t.s. nella finale contro il Gragnano a Palma Campania e sfiorò la promozione dopo un duello con lAcerrana che la costrinse ai play-off, dove venne eliminata in finale dal Solofra 0-2 in casa e vittoria per 1-0 in trasferta.

Nellestate 2005 la società fu rilevata nuovamente dallambizioso Bruno Basentini già presidente negli anni 90, che la rifondò con la denominazione "A.S.D. Ischia Benessere & Sport" e costruì una squadra molto competitiva incentrata sul fantasista Enrico Buonocore. Trascinata dal suo numero dieci e guidata dallallenatore Enzo Troiano, lIschia dominò il campionato e riuscì ad ottenere il ritorno in Serie D. A fine stagione la squadra si aggiudicò anche la Coppa Ammaturo, Supercoppa dEccellenza, ai danni del SantAntonio Abate battuto sia in casa per 2-1, che in trasferta per 3-0.

                                     

1.12. Storia La Serie D

Nella stagione 2006-2007 lobiettivo dichiarato è la salvezza, anche a causa dei problemi societari avutisi subito dopo la vittoria del campionato con labbandono del presidente Bruno Basentini. La società viene rilevata da Antonio Barile dopo che il titolo era stato consegnato nelle mani del sindaco pochi giorni prima che scadesse il termine per liscrizione al campionato. Nonostante tutte queste vicissitudini, la società riesce a confermare lossatura della squadra che aveva vinto il campionato, rinforzandola con qualche buon innesto. La squadra è protagonista di un avvio di campionato scintillante, occupando il primo posto in classifica prima di cedere il passo alle corazzate del girone H. Peserà sul cammino della squadra anche laddio, a campionato in corso, di Enrico Buonocore che, in seguito ad un battibecco con i propri sostenitori durante la gara Ischia - Ebolitana 0-1 del 3 dicembre 2006, lascerà i gialloblu per trasferirsi alla Santegidiese. A torneo concluso, la squadra allenata da mister Impagliazzo sarà la vera rivelazione del torneo, finendo al quinto posto in classifica e fuori dai play off per un soffio a causa della classifica avulsa. Infatti, a seguito del reclamo dellAversa Normanna circa la partita contro lIschia del 7 gennaio 2007 finita in parità con le reti di Vincenzo Capuozzo e pareggio di Pasquale Ferraro per lAversa, lIschia si vide comminare la sconfitta a tavolino per 0-3 con la conseguente perdita del punto conseguito nella gara in questione, punto che le è costato il quinto posto utile per accedere ai play off.

Il campionato 2007-2008 si caratterizza per il cambio di denominazione della società. Infatti, la denominazione assunta nel 2005 Associazione Sportiva Ischia Benessere & Sport viene abbandonata in favore della denominazione avuta fino al 1998, anno in cui lIschia fu estromessa dal campionato di C1. In questo campionato Ranieri Pirro stabilirà il record di miglior marcatore stagionale di sempre con la maglia gialloblu 16 reti per lui relativamente al campionato di Quarta Serie.

La stagione 2008-2009 vede lIschia disputare un buon campionato, chiuso in quinta posizione, a pari punti 44 con la Turris. A questo punto si rendeva necessario uno spareggio tra lIschia e la Turris per stabilire chi avrebbe dovuto affrontare, nel primo turno dei play off, la Nocerina. Tuttavia le due formazioni non si affronteranno mai nello spareggio che era in programma sul neutro di Scafati. Infatti, a causa di un ricorso presentato da un ex tesserato circa un pagamento non effettuato dalla società, lIschia durante il campionato fu penalizzata di 1 punto in classifica. Tuttavia la società, per mano dellavv. Edoardo Chiacchio, presentò ricorso alla Corte di giustizia federale, la quale accolse lappello e ridiede allIschia il punto sottrattole, grazie al quale i gialloblu scavalcarono la Turris in classifica garantendosi laccesso diretto ai play off, dove venne eliminata dalla Nocerina con un umiliante 5-0.

Nel 2009-2010 lIschia esordisce in campionato battendo fuori casa la corazzata Pianura 0-2 con reti di Saurino e Onesti. Ma sarà solo un fuoco di paglia. Infatti, in seguito ad una grave crisi societaria, nel mese di dicembre 2009 viene concessa la lista di svincolo ai calciatori tesserati, i quali in maggioranza abbandoneranno la squadra, e verrà nominato presidente un semplice tifoso, Maurizio Marena. La squadra allenata da Giuseppe Monti, dopo aver stazionato in zona retrocessione per quasi tutto il torneo, chiuderà il campionato al 16º posto, guadagnandosi la possibilità di mantenere la categoria confrontandosi agli spareggi play out con il Sibilla Bacoli. La partita di andata, giocata al Mazzella, si conclude con un pareggio a reti bianche che lascia presagire al peggio in vista della gara di ritorno, in quanto il Sibilla è in vantaggio per il miglior piazzamento. Tuttavia, nella gara di ritorno lIschia riesce a battere il Sibilla per due reti a una, riuscendo a conquistare una salvezza insperata.

Dopo il lieto epilogo degli spareggi play out contro il Sibilla Bacoli e la volontà del presidente Marena e del direttore generale Enrico Scotti di lasciare la società, lIschia ha sfiorato un vero e proprio dramma sportivo, rischiando di scomparire a causa della mancanza di possibili acquirenti. Infatti, allindomani della conquista della salvezza fu intavolata una trattativa tra la proprietà e il gruppo finanziario Martos, deciso a rilevare la squadra. Tuttavia, la trattativa si prolungò fino ad agosto inoltrato, provocando uno stallo nelle vicende societarie, con la conseguenza che, una volta saltato il passaggio di proprietà in pieno agosto, lIschia si trovò sia in netto ritardo con lallestimento della formazione, sia priva di una seppur minima struttura dirigenziale. Nel frattempo, la sopravvivenza seppur formale della società, era stata garantita dal Sindaco di Ischia che riuscì a coinvolgere qualche imprenditore, e dai tifosi che, grazie ad una colletta, riuscirono a raggiungere la somma necessaria da versare in Lega, effettuando liscrizione nellultimo giorno utile. Una volta sfumata lacquisizione dellIschia da parte della Martos, il 31 agosto 2010 venne nominato un Commissario Straordinario, nella persona del giornalista Giovanni Sasso, con il compito di coordinare, insieme al tecnico Giuseppe Monti, lallestimento della squadra e il reperimento di risorse economiche per far fronte al campionato.

La conseguenza di queste vicende fece sì che, inizialmente, sul piano sportivo lIschia risentisse pesantemente di questi avvenimenti: lesordio in Coppa Italia a Somma Vesuviana contro la Viribus Unitis, vide i gialloblu scendere in campo con la squadra Juniores e perdere la gara per 7-0. In campionato invece, dopo un esordio disastroso a Pisticci - Ischia 4-0, lIschia si rese protagonista di un ottimo girone di andata, probabilmente dovuto anche al nuovo assetto societario, che la portò a chiudere il girone dandata nelle primissime posizioni. Alla ripresa del campionato lIschia accusò un declino che portò allesonero di Giuseppe Monti, sostituito nel mese di febbraio con Ferruccio Mariani, che guidò la squadra verso la salvezza.

                                     

1.13. Storia 2011-2012

Nel giugno 2011 la società, rilevata nel frattempo da un gruppo di aziende napoletane facenti capo a Nicola Crisano, si costituisce come società di capitali a responsabilità limitata, cambiando la ragione sociale da Associazione Sportiva a Società Sportiva Ischia Isolaverde a r.l.

Fautore del nuovo assetto societario è Nicola Crisano che, dapprima ha convogliato risorse economiche sotto forma di grosse sponsorizzazioni e poi, in veste di direttore generale, ha guidato la società.

La carica di presidente venne affidata a Prospero Santo, in seguito alle dimissioni di Gianni De Vivo; mentre quella di presidente onorario fu assegnata a Raffaele Carlino, imprenditore napoletano e patron di Carpisa -Yamamay, il quale diventò anche il principale finanziatore della società, sponsorizzando le casacche col nome della sua azienda. Nel mercato estivo fu costruita una formazione competitiva impreziosita dagli innesti di Gennaro Scarlato e di Cosimo Sarli. Durante il mercato di riparazione di dicembre, inoltre, la squadra venne ulteriormente rinforzata grazie agli innesti di Sergio Ercolano dallAvellino, Tommaso Manzo dal Sibilla Bacoli, Giovanni Giuseppe Di Meglio dal Catanzaro e Emanuele Marzocchi dallAversa.

Dopo uno stentato avvio 0-0 con il Martina Franca in casa e sconfitta con il CLT Campania, la squadra si rese protagonista di quattro successi di fila tra i quali spicca la vittoria casalinga sul Francavilla: 6-1 al termine della prima frazione di gioco, portandosi in vetta alla classifica già alla sesta giornata, dopo la vittoria ad Oppido Lucano, contro lAngelo Cristofaro 0-1 rete di Savio; vetta che perderà nella successiva partita, a causa del pareggio nel derby 2-2 con reti di Sarli e Mazzeo e pareggio all 88 di Vacca contro gli eterni rivali della Turris.

In seguito alla sconfitta di Sarno 0-3 mister Citarelli venne esonerato in favore di Bruno Mandragora. Sotto la sua gestione lIschia inanellò sei risultati utili di fila, conquistando la vetta solitaria alla 17 di andata e conquistando il titolo di campione dinverno del girone H che perderà subito alla ripresa del campionato dopo la sconfitta in casa del Martina Franca 4-3. I gialloblu rappresentarono lunica vera contendente del Martina Franca alla vittoria del campionato, tallonando i pugliesi in classifica e conquistando prestigiose vittorie su tutte Turris - Ischia 4-5 e Brindisi - Ischia 1-2, vittorie arrivate rispettivamente dopo 14 e 23 anni dalle precedenti affermazioni prima di cedere il passo alla Sarnese in seguito a tre sconfitte consecutive maturate contro il Casarano 2-4 fuori casa, la Sarnese 0-1 in casa e la Casertana 0-2 fuori casa. In seguito alla sconfitta di Caserta Mandragora fu esonerato in favore di Domenico Citarelli che, a causa del pareggio interno contro lIrsinese 2-2 e di dissapori con la società fu a sua volta allontanato per far posto a Ciro Bilardi. Alla fine della stagione lIschia chiuse al terzo posto in classifica garantendosi un posto nei play off, dove venne eliminata al primo turno dalla Casertana con un rotondo 4-0.

Durante il campionato, il 19 gennaio 2012, i gialloblu hanno preso parte ad una amichevole con lItalia Under 21 guidata da Ciro Ferrara al centro sportivo la Borghesiana, conclusasi 3-0 in favore degli azzurri con le reti di Gabbiadini, Paloschi e Insigne.

                                     

1.14. Storia Il ritorno nei professionisti

La stagione parte con lacquisizione del sodalizio gialloblu da parte della Green Island, società facente capo allimprenditore napoletano Raffaele Carlino, che da main sponsor rileva la maggioranza del pacchetto azionario e viene nominato presidente. Il primo colpo del mercato estivo fu lingaggio di Salvatore Campilongo come allenatore al quale seguì lallestimento di una formazione che annoverava tra le proprie fila quasi tutti giocatori che avevano militato in categorie superiori. Già durante il precampionato, grazie alla campagna acquisti operata e grazie alla fama dellallenatore, lIschia venne accreditata dalla critica come una autentica corazzata.

Lavvio di campionato vide lIschia vincere allesordio contro il SantAntonio Abate e subire una inaspettata sconfitta alla seconda giornata di campionato contro la Battipagliese 3-1, alla quale la squadra fece seguire sei vittorie di fila tra cui lo scontro diretto vinto contro il Matera 0-1 al XXI Settembre-Franco Salerno che regalò la vetta solitaria ai gialloblu per la prima volta nella stagione perdendola alla nona giornata quando fece registrare la seconda sconfitta in campionato, la prima casalinga, contro il Monopoli. Dalla sconfitta contro i biancoverdi pugliesi i gialloblu inanellarono una serie di ventuno risultati utili consecutivi, dalla 9ª alla 30ª giornata, tra i quali vanno annoverate dieci vittorie di fila, dalla 14ª alla 23ª giornata, laureandosi campione dinverno per la seconda stagione consecutiva e aumentando ad ogni turno il distacco dalla inseguitrice Gladiator, per tutta la stagione la principale antagonista dellIschia. I gialloblu vinsero matematicamente il torneo il 28 marzo 2013, nella gara vinta in casa contro il Pomigliano 1-0, con cinque giornate di anticipo sulla fine della stagione e con 17 punti di vantaggio sulla seconda, guadagnandosi il ritorno nei professionisti dopo quindici anni dal fallimento.

In campionato, è degno di nota il 9-1 inflitto al Grottaglie il 14 ottobre, tra le mura amiche del Mazzella; si tratta della partita col maggior numero di reti, e della vittoria col più ampio scarto, nel girone H della Serie D. In questa stagione lIschia trova inoltre la vittoria, per la prima volta nella sua storia, sui campi del Viviani di Potenza e dello Iacovone di Taranto. In trasferta farà registrare una inviolabilità pari a 1150 minuti senza subire reti, equivalenti a tredici gare, dalla 3ª alla 26ª giornata. Il 1 maggio 2013 con la vittoria casalinga ai danni del Taranto, la ventottesima stagionale, conquistò il record di vittorie in una singola stagione nei gironi a 18 squadre di Serie D che apparteneva in precedenza al Sarom Ravenna, al Montichiari e al Savona con 27 vittorie stagionali. Inoltre, alla fine della stagione si piazzò seconda a quota 86 come numero di punti conquistati in una stagione, alle spalle del Montichiari a quota 87.

Al termine della stagione regolare, si classificò prima nel girone di qualificazione con Messina e Torres per laccesso in semifinale della Poule Scudetto, dove batté il Bra per 4-1. In finale i gialloblù ebbero ragione dei veneti del Delta Porto Tolle per 2-1, laureandosi campioni dItalia dilettanti per la prima volta nella loro storia.

Nel corso della stagione, il 16 gennaio 2013, i gialloblu hanno affrontato in una amichevole ufficiale il Modena al Mazzella, venendo sconfitti per 3-1 dopo essersi portati momentaneamente in vantaggio.

Alla fine della stagione, su 40 match ufficiali disputati lIschia farà registrare 31 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte, con 86 reti messe a segno e appena 26 subite.

                                     

1.15. Storia 2013-2014: Lega Pro Seconda Divisione

In continuità con la precedente annata, la stagione inizia con un mercato estivo scoppiettante. Tra gli acquisti spiccano lattaccante Antonio Di Nardo, il centrocampista Edoardo Catinali e Antonio Schetter, calciatori con grande esperienza in Serie B e Lega Pro. Il ruolo di segretario generale della società viene affidato a Giuseppe Iodice, ex dirigente della S.S.C. Napoli.

La squadra, dopo un buon inizio in Coppa Italia, non riesce ad ingranare: la prima vittoria arriva solo alla quinta giornata, al cospetto della Casertana. Pochi giorni dopo, il 3 ottobre, arrivano le dimissioni del Presidente Raffaele Carlino, conseguenza di uno sciopero indetto dalla squadra. Nel frattempo, mentre in Coppa Italia il cammino termina solo al terzo turno preludio alle semifinali per mano della Salernitana, in campionato si stenta: nelle successive quattordici giornate la squadra di Campilongo ottiene quattro vittorie e otto pareggi, un bottino magro per una squadra che puntava a vincere il girone.

Alla crisi tecnica si aggiunge quella societaria, acuita nei primi giorni del 2014: arenata la trattativa con un gruppo di imprenditori settentrionali di origini campane, per questioni di budget si inizia a parlare di cessioni importanti. L8 gennaio arrivano le dimissioni del direttore sportivo Nicolino Crisano. Due settimane dopo, a seguito della sconfitta interna al cospetto del Chieti, lallenatore Campilongo viene esonerato e al suo posto ingaggiato lex Giugliano Antonio Porta. Il progetto tecnico gialloblu conosce un vero e proprio ridimensionamento che si spiega con 10 cessioni eccellenti e lacquisto di giocatori a basso costo in cerca di rivalsa dopo un inizio stagione negativo.

Il nuovo allenatore, seguendo un diktat societario, mette in campo una formazione giovane, così da godere dei contributi della Legge Melandri età media. Gli addetti ai lavori parlano di retrocessione sicura, ma la squadra sembra rigenerata: vittoria allesordio con lAversa Normanna, sconfitta dignitosa con la Casertana, poi una serie di sette risultati utili consecutivi, in cui spiccano i successi su Teramo e Foggia. LIschia è la vera sorpresa del girone di ritorno: dopo la sconfitta con il Tuttocuoio, i gialloblu battono il Cosenza e - a tre giornate dal termine - si ritrovano con otto punti di vantaggio sulla nona in classifica le prime otto accedono direttamente in Lega Pro unica. Nel turno successivo, nonostante la sconfitta a Melfi, gli isolani conquistano la promozione e tornano in terza serie dopo sedici anni. I campani termineranno il campionato al settimo posto.

                                     

1.16. Storia 2014-2016: Dal ritorno in terza serie allesclusione dalla Serie D

A distanza di 17 anni dallultima partecipazione nellannata 1997-98, lIschia si presenta pertanto al via del campionato terza serie: la squadra viene assemblata con vari giocatori giovani prelevati dalle selezioni giovanili di altri club, anche prestigiosi tra cui Empereur dalla Fiorentina e Bulevardi dal Pescara, coadiuvati da qualche elemento di maggiore esperienza quali il difensore Sirignano e lattaccante Ciotola. Lasciano invece lIsolaverde vari elementi determinanti della rosa che nella stagione precedente aveva centrato lammissione alla Lega Pro unica: vengono tuttavia confermate le "bandiere" Mennella, Finizio e Armeno. In panchina viene confermato il tecnico Antonio Porta, mentre nei quadri societari lex calciatore del Napoli Giuseppe Taglialatela viene nominato presidente del comitato tecnico, con Vittorio Di Bello garante della fideiussione depositata al fine di poter disputare il torneo delegato al ruolo di amministratore unico.

La stagione si rivela difficoltosa: la squadra gravita costantemente nella parte bassa della classifica: nelle prime sette giornate di campionato lIschia viene sconfitta pur disputando buone partite da squadre meglio attrezzate come Benevento e Salernitana, pareggia contro Melfi, Vigor Lamezia, Martina Franca e Savoia e vince unicamente sul campo dellAversa Normanna. Segue poi una serie di sette sconfitte consecutive sei in campionato e una in Coppa Italia, che conduce allesonero del tecnico Antonio Porta peraltro pesantemente contestato dalla tifoseria: in dissenso con tale decisione, il presidente del comitato tecnico Taglialatela e alcuni membri dello staff rassegnano le dimissioni dalle proprie cariche.

In questo frangente il controllo societario viene accentrato nelle mani di Vittorio Di Bello, mentre la panchina viene affidata al tecnico romano ed ex giocatore di futsal Agenore Maurizi. La nuova gestione viene inaugurata da otto punti racimolati in cinque partite consecutive, includenti una vittoria interna in rimonta contro il Lecce di Fabrizio Miccoli.

Il calciomercato invernale comporta una netta rifondazione della squadra: il nuovo organico tuttavia incappa in una fase di scarso rendimento, culminato nelle due sconfitte esterne per 6-0 contro il Foggia e per 4-0 contro la Paganese. LIschia riesce tuttavia a recuperare qualche posizione in classifica complici le vittorie contro dirette concorrenti come Martina Franca, Aversa Normanna e Reggina e si garantisce un posto nei play-out. Decisive sono anche le 11 reti segnate dalla punta centrale Saveriano Infantino, giunto in prestito allIsolaverde durante il mercato invernale.

Negli spareggi-retrocessione i gialloblu incrociano lAversa Normanna, che viene sconfitta allandata al Mazzella per 4-1 doppietta di Sirignano. Nella gara di ritorno lIschia viene tuttavia sconfitta per 3-1, riuscendo tuttavia a garantirsi la permanenza in terza serie grazie alla miglior differenza reti tra andata e ritorno.

La stagione 2015/16 si apre con il rientro nei quadri societari del presidente onorario Luigi Rapullino; in panchina viene chiamato il tecnico Leonardo Bitetto, a capo di una rosa con elementi di qualità quali Nicola Mancino, Ameth Fall e Liberato Filosa. In campionato, al buon rendimento iniziale succede a partire da dicembre uninvoluzione che conduce i gialloblù nella parte bassa della classifica. Il calciomercato invernale indebolisce ulteriormente la rosa, inducendo un costante peggioramento del rendimento che neanche i cambi di panchina riescono ad arrestare. LIschia termina pertanto al diciassettesimo posto la stagione regolare, dovendo nuovamente giocarsi la salvezza ai playout contro il Monopoli. Il doppio confronto si risolve in una sconfitta per 0-3 in casa e una vittoria per 1-2 in trasferta, che sanciscono la retrocessione dellIschia dalla Lega Pro alla Serie D, cui tuttavia il sodalizio isolano non riesce ad iscriversi, venendo pertanto radiata dai campionati nazionali.

                                     

1.17. Storia Dal 2017: Rinascita nei dilettanti

Dopo lesclusione dalla quarta serie, nella stagione 2016-2017 e 2017-2018 il sodalizio prosegue la sua attività esclusivamente a livello giovanile.

Nel frattempo la società ischitana A.S.D. Florigium, militante nel girone B di Promozione Campania, assume la denominazione A.S.D. Nuova Ischia senza tuttavia alcuna correlazione con la vecchia Isolaverde, adotta i colori sociali giallo e blu ed elegge a campo casalingo lo stadio Enzo Mazzella, contrattualizzando alcuni ex giocatori dellIschia Isolaverde, quali Luigi Mennella e Gianluca Saurino. Detto club, dopo aver finanche condotto il proprio girone laureandosi campione dinverno, chiude la stagione regolare al terzo posto, per poi essere eliminato in finale play-off dal Mons Prochyta. Poche settimane dopo detta società rileva il titolo sportivo dell A.S.D. Isola di Procida assumendo la nuova denominazione A.S.D. Sporting Ischia, acquisendo quindi il diritto a partecipare al campionato di Eccellenza; appena un mese dopo, a causa di dissidi, il titolo viene però ceduto alla Puteolana e la Nuova Ischia cessa di esistere.

Dopo questo ulteriore rovescio la società viene effettivamente rifondata per iniziativa di un gruppo di tifosi, rilevando il titolo sportivo e amministrativo della A.C. Sangennarese di San Gennaro Vesuviano e assumendo il nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Rinascita Ischia Isolaverde, con in dotazione lo storico marchio sociale dalla "vecchia" Isolaverde, definitivamente scioltasi nello stesso anno.

Dopo aver vanamente tentato di iscriversi in Promozione, la Rinascita Ischia riparte dalla Prima Categoria, chiudendo infine quarta nel girone A e venendo eliminata nel primo turno dei play-off dal Plajanum Chiaiano; la presidenza, inizialmente affidata ancora una volta a Giuseppe Taglialatela, viene successivamente rilevata direttamente da alcuni rappresentanti della tifoseria e infine, nellestate del 2018, dallarmatore ischitano Emanuele DAbundo.

Contestualmente la squadra viene ripescata in Promozione campana e cambia denominazione in Società Sportiva Dilettantistica Ischia Calcio. La squadra sarà la rivelazione del girone di andata del campionato riuscendo a navigare costantemente nelle posizioni di vertice, nonostante un organico tutto locale, giovane e soprattutto composto in ritardo a causa del ripescaggio inaspettato. Lottima posizione di classifica stimola quindi la società a rinforzare la squadra durante la sessione invernale di mercato, innestando praticamente in ogni reparto un giocatore di categoria superiore. Il risultato finale però non sarà quello atteso a causa di risultati fin troppo altalenanti: lIschia chiude quinta rimanendo addirittura esclusa dai play-off. A campionato ancora in corso viene ufficializzato Giuseppe Monti come nuovo allenatore per la stagione sportiva 2019-2020.

                                     

2.1. Colori e simboli Colori

I colori della squadra sono il giallo ed il blu che furono adottati verso il finire degli anni Cinquanta. Infatti nei primissimi anni di vita, in special modo durante la disputa dei tornei Ulic negli anni Trenta, i calciatori indossavano generalmente una maglia a strisce bianconere con pantaloncini e calzettoni bianchi. Negli anni Cinquanta, a causa delle ristrettezze economiche in cui versava il club, furono utilizzate maglie a strisce verticali neroazzurre donate alla società da Aldo Campatelli, allepoca giocatore dellInter e frequentatore dellisola. Sul finire degli anni Cinquanta, quindi, furono adottati gli attuali colori sociali e la divisa richiamava nello stile quella del Boca Juniors. Negli anni Ottanta e Novanta furono utilizzate delle casacche con una banda blu che copriva le spalle le braccia e maglia gialla. Questa divisa fu resa celebre per la promozione in serie C1 del 1986-1987. Più in generale, nel corso degli anni la società non si è mai data uno stile unico per le divise da gioco le quali, pur non discostandosi mai dai colori societari, di volta in volta hanno assunto fantasie diverse.

Per quanto riguarda le divise da trasferta il colore principale è generalmente il bianco. Questa casacca compare per la prima volta negli anni Sessanta e fu resa celebre perché fu indossata dagli atleti che conquistarono la promozione in Serie D nel 1963-1964, nella finale con lAngri e da quelli che vinsero il campionato di Serie C2 del 1990-1991. Nel corso degli anni Settanta per un certo periodo furono utilizzate anche delle divise completamente rosse, così come negli anni Novanta furono il verde ed il bianco a costituire i colori della seconda maglia. In genere viene anche utilizzato un completo blu con qualche inserto di colore giallo.

                                     

2.2. Colori e simboli Stemma

Lo stemma storico dellIschia riprende parzialmente le forme dellemblema araldico del maggior comune isolano: esso raffigura in forma stilizzata lisola sotto forma di tre cuspidi emergente dai flutti del mare. Fermo restando il contenitore uno scudetto giallo, a decorrere dal 1998 lo stemma è stato ristilizzato e arricchito: la figura dellisola è stata ricolorata in verde, in posizione centrale è stato aggiunto un pallone da calcio di tipo moderno a pentagoni ed esagoni e in capo il motto comunale Ischia Fidelitatis Aeternae è stato soppiantato dalle varie denominazioni societarie.

                                     

2.3. Colori e simboli Inno

Linno dellIschia Calcio è la canzone "Ischia faje Sunnà" composta dal cantautore napoletano Ciro Sebastianelli nel 1987, per celebrare la prima vittoria della squadra isolana nel campionato di serie C2.

                                     

3.1. Strutture Stadio

Il primo campo dellIschia è stato il cosiddetto "Riserva Mazzella", dal nome del notaio Bonaventura Mazzella, che nei primi anni 20 mise a disposizione una radura situata nella pineta di Ischia, affinché potesse essere trasformata in un campo di calcio. In questo campo, privo peraltro di tribune, lIschia disputò i Tornei Uliciani finché il legittimo proprietario, nel 1937, revocò la concessione agli atleti per lutilizzo della radura.

Dopo labbandono del "Riserva Mazzella" lallora allenatore dellIschia, Filippo Ferrandino, ebbe in concessione nel 1938 una radura affinché potesse essere trasformata in campo sportivo. Tale radura si trovava nella zona ricoperta di lava dalleruzione del 1301, il cosiddetto "Arso" da cui derivò il primo nome ufficiale dellimpianto, lo Stadio dellArso. Nella sua prima conformazione limpianto era costituito dal solo rettangolo di gioco, che fu ricavato dagli stessi atleti dellIschia, che si adoperarono per far brillare con delle mine gli enormi massi lavici presenti e per spianare il terreno. Nel 1948 fu intitolato alla memoria di Vincenzo Rispoli, giovane calciatore ischitano, talentuosa mezzala, che giocò nei gialloblu dal 1935 fino alla sua morte, avvenuta l8 settembre 1943 a Vietri sul Mare. La partita di inaugurazione fu giocata contro la Puteolana, mentre lultima gara al Rispoli fu contro il Frosinone, il 17 aprile del 1988.

LIschia gioca le partite casalinghe nello stadio comunale di Ischia "Enzo Mazzella", il principale e più grande stadio di calcio di Ischia. Limpianto fu progettato nel 1986 ed entrò in funzione il 24 aprile del 1988 con la partita di campionato Ischia - Puteolana 1-0 rete di Salvatore Buoncammino. Prende il nome dal defunto Vincenzo Mazzella, ex sindaco di Ischia e artefice principale della costruzione del nuovo stadio. Nellospitare le partite dellIschia sostituì lo stadio "Vincenzo Rispoli".

È uno stadio polivalente, dotato di pista datletica a sei corsie e di impianto di illuminazione artificiale. Il rettangolo di gioco è in erba e misura 110 m in lunghezza e 65 m in larghezza. Limpianto, in cemento armato, è composto da una tribuna principale dotata di due livelli e posta a sud-ovest. Il primo livello è scoperto ed è composto da gradinate, mentre il secondo è totalmente coperto con tutti i posti a sedere. Di fronte alla tribuna principale è situato il settore distinti, posto a nord-est, dotato di gradinate e privo di copertura. Questultimo viene usato per sistemare le tifoserie ospiti.

                                     

3.2. Strutture Centro di allenamento

LIschia Isolaverde svolge tradizionalmente le sue sedute di allenamento principalmente allo Stadio Vincenzo Rispoli, secondo impianto per grandezza del Comune di Ischia, dotato di un terreno erboso sintetico di terza generazione. Inoltre, in caso di pioggia, è solita utilizzare per gli allenamenti il Palazzetto dello Sport Federica Taglialatela, tendostruttura situata nei pressi dello Stadio Mazzella.

                                     

4. Palmarès

Competizioni interregionali

  • Serie C2: 1
1990-1991 girone D
  • Campionato Interregionale: 1
1982-1983 girone H
  • Serie D: 1
2012-2013 girone H

Competizioni regionali

  • Prima Categoria: 1
1964-1965 girone B
  • Eccellenza: 1
2005-2006 girone A
  • Coppa Italia Dilettanti Campania: 1
2003-2004
  • Supercoppa Campania: 1
2005-2006
  • Prima Categoria: 1
1964-1965

Altri piazzamenti

  • Serie D
Secondo posto: 1970-1971 girone G Terzo posto: 1974-1975 girone G, 2011-2012 girone H
  • Eccellenza
Secondo posto: 2000-2001 girone A, 2003-2004 girone A
  • Coppa Italia Semiprofessionisti
Semifinalista: 1975-1976
  • Coppa Italia Dilettanti Campania
Semifinalista: 2000-2001
                                     

5.1. Statistiche e record Partecipazione ai campionati

Campionati nazionali

LIschia Isolaverde ha partecipato in totale a 42 campionati di livello nazionale: in chiaro sono evidenziate le annate professionistiche ai sensi delle NOIF della FIGC in materia di tradizione sportiva cittadina.

Campionati regionali
  • Campionato Campano di Seconda Divisione: 2
dal 1939-1940 al 1949-1950
  • Campionato Campano di Prima Divisione: 5
dal 1942-1943 al 1951-1952
  • Campionato Campano di Promozione: 7
dal 1952-1953 al 1980-1981
  • Campionato Campano Dilettanti: 2
dal 1957-1958 al 1958-1959
  • Campionato Campano di Prima Categoria: 5
dal 1959-1960 al 1964-1965
  • Campionato Campano di Eccellenza: 8
dal 1998-1999 al 2005-2006
                                     

5.2. Statistiche e record Statistiche di squadra

Di seguito lelenco dei migliori piazzamenti ottenuti dalla squadra nei campionati nazionali.

Serie C1

LIschia ha partecipato a 12 campionati di Serie C1/Lega Pro, ottenendo il seguente miglior piazzamento:

  • 1 quinto posto 1991-1992
Serie C2

LIschia ha partecipato a 6 campionati di Serie C2/Lega Pro Seconda Divisione ottenendo i seguenti migliori piazzamenti:

  • 1 secondo posto 1986-1987
  • 1 primo posto 1990-1991
Serie D

LIschia ha partecipato a 22 campionati di Serie D ottenendo i seguenti migliori piazzamenti:

  • 1 secondo posto 1970-1971
  • 1 primo posto 2012-2013
  • 2 terzo posto 1974-1975, 2011-2012
Campionato Interregionale

LIschia ha partecipato a 2 Campionati Interregionali ottenendo i seguenti migliori piazzamenti:

  • 1 primo posto 1982-1983
  • 1 secondo posto 1981-1982
Coppa Italia Serie C

LIschia ha partecipato a 19 edizioni della Coppa Italia Serie C/Coppa Italia Lega Pro/Coppa Italia Semiprofessionisti ottenendo il seguente miglior piazzamento:

  • 1 semifinale 1975-76
Coppa Italia Serie D

LIschia ha partecipato a 7 edizioni della Coppa Italia Serie D ottenendo il seguente miglior piazzamento:

  • 1 sedicesimo di finale 2008-2009
Coppa Italia Dilettanti

LIschia ha partecipato a 5 edizioni della Coppa Italia Dilettanti ottenendo il seguente miglior piazzamento:

  • 1 ottavi di finale 1979-80
                                     

5.3. Statistiche e record Statistiche individuali

Il giocatore che detiene il record di presenze in campionato è Franco Impagliazzo, con 431 presenze. Questultimo detiene anche il record assoluto di presenze 500 tra Campionato e Coppa Italia. Il primato per quanto concerne la sola Serie C va invece a Giuseppe Monti, con 311 presenze.

Il giocatore che ha segnato più gol in assoluto in maglia gialloblu è Salvatore Di Meglio, con 148 reti in totale. Il record di gol in un singolo campionato di Serie C1 appartiene a Luigi Di Baia e Saveriano Infantino, con 11 reti rispettivamente nei campionati 1993-1994 e 2014-15, mentre il giocatore con più reti in Serie C2 è Vincenzo Onorato, con 19 reti nella stagione 1986-1987. In Serie D il miglior marcatore stagionale è Ranieri Pirro, con 16 reti nella stagione 2007-2008. Il primato di reti in Eccellenza appartiene a Luigi Caliano, autore di 22 reti nella stagione 2003-2004.

                                     

6.1. Tifoseria Storia

La nascita del tifo organizzato ad Ischia risale ai primi anni 80 con la comparsa del Commando Ultrà e della Vecchia Guardia che confluirono, nel 1983, nel gruppo più longevo del panorama ultras ischitano: gli Yellow Blue Lions, tuttora in vita.

Nel corso degli anni molti sono stati i gruppi che hanno seguito le sorti della squadra ischitana, degni di menzione i Warriors, gli Irriducibili, Teste Matte e più recentemente Guardians e Viking, tutti disciolti. Attualmente sono presenti tre gruppi ad Ischia: i già citati Yellow Blue Lions, gli Ultras Liberi fondati nel 2006 e il gruppo Ischitani, fondato nel 2011.

Nel 2012 è stato fondato il primo club di tifosi dellIschia con sede a Shanghai denominato Fans Club Ischia Football Club. Fondato sotto impulso del Presidente Raffaele Carlino, il club è presieduto da Massimiliano De Giovanni e consta di 44 membri.

                                     

6.2. Tifoseria Gemellaggi e rivalità

La tifoseria dellIschia vantava due soli gemellaggi con Perugia e Acerrana il quale è stato sciolto in seguito alla scomparsa del tifo organizzato ad Acerra. Il primo nacque negli anni 90 allorquando le due formazioni si affrontavano in Serie C1, mentre il gemellaggio con i ragazzi di Acerra risaliva ai primi anni 2000. Entrambi i gemellaggi sono stati sciolti. Attualmente la tifoseria Ischitana vanta soltanto due solidi rapporti di amicizia con le curve di Juve Stabia e Forio.

Per quanto riguarda le rivalità spicca su tutte quella con la Turris, risalente agli anni 80 e negli ultimi anni salita alla ribalta a causa degli scontri del novembre 2008 che fecero sì che da allora le partite tra le due squadre si giocassero senza tifoserie ospiti.

Rivalità minori quelle con Casertana, Savoia, Gladiator, Aversa Normanna e Portici, mentre alcune sono del tutto sopite a causa del fatto che le tifoserie non si incontrano da anni, come quelle con Siena, Chieti, Ternana e Salernitana.