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ⓘ Villa Stein è unabitazione progettata nel 1927-1928 da Le Corbusier e ubicata a Garches, nel dipartimento Hauts-de-Seine, in Francia. ..




                                     

ⓘ Villa Stein

Villa Stein è unabitazione progettata nel 1927-1928 da Le Corbusier e ubicata a Garches, nel dipartimento Hauts-de-Seine, in Francia.

                                     

1. Storia

La villa Stein, importantissimo capitolo non solo della riflessione architettonica lecorbusierana ma dellintero movimento moderno, fu realizzata a Garches, comune francese nella regione dellÎle-de-France, alla periferia di Parigi, su commissione di Madame Gabrielle de Monzie e del marito Michael Stein.

Fu un incarico assolutamente prestigioso per Le Corbusier, che poté così contare su committenti dal grande spessore culturale, vicini alle sue idee e benestanti abbastanza per poterle effettivamente concretare. La progettazione della dimora, iniziata nella primavera del 1926, si arrestò nellestate dellanno successivo, quando prese effettivamente avvio il cantiere; la costruzione dellintero complesso si concluse nel 1928, anno in cui gli Stein poterono effettivamente insediarvisi e arredarla con i loro arredi rinascimentali le loro preziose stoffe orientali. Nel 1935 la casa fu quindi venduta a un banchiere norvegese, mr. Steen, il quale a sua volta la cedette al genero: da questultimo, infine, la villa Stein passò al presente proprietario, che suddivise gli interni in maniera radicale, ottenendone quattro appartamenti. Della villa Stein, dunque, non rimane oggi che linvolucro edilizio: ciò malgrado continua a essere una tappa importante nellopera di Le Corbusier e, per questo motivo, degna di essere protetta in quanto monument historique.

Vale infine la pena osservare che la villa Stein è conosciuta con numerosi nomi. "Garches" deve le proprie origini alla sua ubicazione geografica; "Les Terrasses", invece, fu lelegante nome attribuitogli da Le Corbusier, il quale tuttavia nella propria oeuvre complète la riportò come villa de Monzie, o addirittura nei propri schizzi progettuali come villa Stein-de Monzie.

                                     

2. Descrizione

La villa Stein costituisce una delle traduzioni più sistematiche dei cinque punti di una nuova architettura enunciati da Le Corbusier nel suo capolavoro teorico Vers une architecture. Labitazione, infatti, si costituisce come un aggregato di tre solai in cemento armato sorretti da un sistema di esili pilotis, posti a intervalli di 3.50 metri da un lato e a distanze alternate di 5.00 e 2.50 metri dallaltro: con ladozione di questi attacchi a terra puntiformi Le Corbusier rende il suolo completamente permeabile a qualsiasi tipo di percorso e, sopraelevandola dal terreno, conferisce autonomia alla struttura.

La copertura di villa Stein, in accordo con i cinque punti summenzionati, non è inoltre trattata come un mero aggregato di tegole, bensì viene resa lussureggiante e vivibile con linsediamento di una terrazza inerbita protetta da setti murari e impreziosita da una torre ellittica dalle preziose qualità scultoree, intesa in origine per occultare un serbatoio dacqua. Con questescogitazione - il toit-terrasse, appunto - Le Corbusier restituisce la copertura alla fruizione degli Stein, che se ne possono così servire per effettuare piacevoli passeggiate panoramiche in quota, con vista su Parigi. La scala di metallo che conduce al tetto-giardino, inoltre, presenta chiari rimandi allarchitettura navale, particolarmente amata da Le Corbusier in quanto paradigmatica della modernità.

Sempre in ottemperanza dei cinque punti, inoltre, Le Corbusier libera la villa Stein dalla schiavitù planimetrica dei setti portanti. Luso dei pilastri nella progettazione, infatti, ha consentito allarchitetto di poter distribuire le pareti interne ed esterne secondo le proprie preferenze progettuali e, per questo motivo, di emancipare le piante e i prospetti dalla struttura, articolandoli a proprio piacimento. La sedimentazione dei vari ambienti si sviluppa in verticale: al piano terra vi è lingresso principale sovrastato da una tettoia a sbalzo, lentrata di servizio coperta da un balcone, il garage e gli ambienti destinati alla servitù. Due scale connettono il piano terra con il primo piano, che accoglie il salotto e la cucina; questi due ambienti sono separati da un tramezzo curvilineo e, inoltre, il salotto è sopraelevato rispetto allingresso e comunicante con la terrazza. Il secondo piano è destinato alla zona notte, con le varie camere da letto che si snodano creando una successione spaziale morbida, sinuosa, ma che con unaccorta differenziazione garantisce la privacy ai vari nuclei famigliari ivi insediati.

Di grande interesse anche i prospetti della villa, tagliati in tutta la loro lunghezza da finestrature che svuotano langolo della sua valenza strutturale e consentono uninterazione più diretta tra esterno e interno. Sempre i prospetti, inoltre, sono animati da un gioco nascosto ma rigoroso di proporzioni che razionalizzano linsieme: questa intelaiatura armonica ha spinto molti critici ad avvicinare la villa Stein alle architetture palladiane, con particolare riferimento alla villa Foscari di Mira. Malgrado questo pregnante riferimento alla classicità, tuttavia, villa Stein è unopera innegabilmente moderna, moderna a tal punto che Le Corbusier decise di associarla allautomobile machine à habiter impersonando sé stesso nel film Larchitettura oggi e percorrendone il viale sterrato a bordo della propria autovettura Voisin.