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ⓘ Romano Boico si diploma al Regio istituto industriale di Trieste nel 1930, la scuola che formava i Baumeister, e svolge il suo primo apprendistato come tecnico ..




                                     

ⓘ Romano Boico

Romano Boico si diploma al Regio istituto industriale di Trieste nel 1930, la scuola che formava i Baumeister, e svolge il suo primo apprendistato come tecnico in Liguria, successivamente nel Comune di Zara, infine ad Arsia, durante la realizzazione della città mineraria progettata da Gustavo Pulitzer Finali.

Prosegue gli studi negli anni della guerra allUniversità di architettura di Venezia, dove si laurea nel 1944, e dopo alcuni trasferimenti a Gorizia e Milano si ristabilisce a Trieste, per ricominciare una nuova carriera professionale di architetto.

I suoi primi lavori sono ancora ricchi delle suggestioni ricevute dal classicismo mediterraneo, visto e studiato negli anni Trenta e Quaranta, come nel villaggio-giardino di case popolari a Cologna in Monte 1946 e nel progetto per la sopraelevazione con giardino pensile dellIstituto nautico a Trieste 1946, ma si orienta rapidamente verso altre tendenze.

Boico è interessato alla ricerca di unarchitettura dal linguaggio moderno più internazionale, senza rinunciare a riferimenti mediterranei, come nella casa dappartamenti in via Murat 1948 e nel progetto per una casa a torre in via Giulia 1947 e 1953, o nella successiva casa della Cooperativa Edificatrice Dipendenti INAIL 1950.

Per questo motivo è fondamentale nella sua professione la collaborazione con Aldo Cervi, ancora più incline al rigore razionalista, in diverse opere quali il progetto per un Istituto di rieducazione minorile 1948, il progetto di concorso per la sede e i servizi generali dellEnte Porto Industriale 1952, infine, con laggiunta nel gruppo di Vittorio Frandoli, il concorso per il mercato ortofrutticolo 1951 e 1954 e il Poliambulatorio e sanatorio chirurgico dellINAM 1950-1956.

Contemporaneamente Boico coltiva linteresse, già avviato durante gli studi universitari, per larchitettura dinterni e larredamento, che lo porta a progettare inizialmente il negozio Grandi Marche 1948 e successivamente interni di appartamenti.

Anche in questo campo è decisiva lesperienza maturata nel gruppo capeggiato da Umberto Nordio, con Cervi, Vittorio Frandoli e spesso lo scultore Marcello Mascherini, per la progettazione di importanti interni di motonavi, a partire dal Conte Biancamano 1949 per poi proseguire con le Australia 1951, Augustus 1951, Asia 1952-1953, Africa 1951-1952 e Homeric 1954.

Il legame tra larchitettura le opere darte negli interni e la ricerca di forme sempre più dinamiche saranno filoni di ricerca costantemente presenti nelle successive opere di Boico.

Negli anni Cinquanta mette in pratica le sue prime esperienze con la realizzazione a Trieste della sede INAIL 1952-1957 in via del Teatro Romano, importante intervento a torre del cuore del centro cittadino, e la costruzione delle tribune dellippodromo di Montebello 1951-1958, sperimentando un liberatorio espressionismo strutturale che gli procura lattenzione di importanti riviste di settore.

La sintesi di queste diverse esperienze progettuali avviene attraverso la lettura degli scritti di Bruno Zevi, quindi al suo interessamento per larchitettura organica e alla conoscenza dei principi progettuali di Ernesto Nathan Rogers, presente spesso a Trieste per tenere delle conferenze.

Saranno infatti le opere della seconda metà degli anni Cinquanta, a partire dalla casa Alberi a Duino 1957-1961, a caratterizzare una progettazione più coerente verso forme organiche e nel rispetto delle preesistenze ambientali, come si ritrova anche nella fabbrica Sadoch 1956 e nelle successive casa Bacchelli a Duino 1961-1964, casa Sadoch 1963-1964 e la casa del custode 1963-1964 nel quartiere residenziale "I tigli".

Su questa linea si collocano anche gli interventi residenziali come capogruppo nel quartiere Borgo San Sergio dal 1957, coordinato da Rogers, e nel quartiere INA - Casa di Chiadino in Monte 1957-1965, e tra le applicazioni più coerenti della poetica delle preesistenze ambientali ritroviamo la casa canonica della chiesa di San Francesco a Muggia 1963-1967.

Dal 1963 fino al 1980 Boico insegna Architettura dallestimento presso listituto di architettura navale dellUniversità di Trieste, ed è loccasione per riflettere nuovamente sullidea di una spazialità dinamica degli interni insieme ad un linguaggio sempre più astratto.

È degli anni Sessanta infatti lultima svolta stilistica in tal senso di Boico, che si manifesta inizialmente in particolare negli interni delle motonavi Guglielmo Marconi 1961-1963, Oceanic 1962-1965 e Italia 1964-1967, per poi esprimersi con vigore nella casa per il critico darte Garibaldo Marussi 1964-1967 e nella casa dello scultore Marcello Mascherini 1966-1967.

A questo filone appartengono anche le numerose realizzazioni di questi anni, frutto dellintensificarsi dellattività professionale, tra cui si ricordano la villa Perizi a Duino 1962-1971, la casa dello studente dellUniversità di Trieste 1972-1979, la casa Bergamini a Basovizza 1971-1975, la casa Isoardi 1972-1976, la ristrutturazione dellappartamento Malabotta 1974, infine la casa per sé a Grignano 1976-1979.

In questi anni, infine, Boico affronta il progetto più rappresentativo della sua ultima ricerca di unarchitettura essenziale ed antiretorica, con la realizzazione del monumento della Risiera di San Sabba a Trieste 1966-1975.

Muore a Trieste nel 1985.