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ⓘ Carlo Poerio. Fratello di Alessandro Poerio e anchegli esule, col padre Giuseppe, dopo i moti costituzionali del 1820, in Toscana, in Francia, nel Regno Unito. ..




Carlo Poerio
                                     

ⓘ Carlo Poerio

Fratello di Alessandro Poerio e anchegli esule, col padre Giuseppe, dopo i moti costituzionali del 1820, in Toscana, in Francia, nel Regno Unito.

Tornato a Napoli nel 1828, si dedicò allavvocatura, acquistando grande fama.

Liberale moderato e quindi avverso ai moti mazziniani, fu tuttavia arrestato nel 1837, 1844 e 1847, ma sempre per breve tempo. Ai primi del 1848 ebbe parte notevole nelle agitazioni che portarono alla concessione della Costituzione e fu membro del governo costituzionale di Napoli, inizialmente come direttore generale della polizia sostituendo il potente marchese Del Carretto e poi ministro dellistruzione. Si dimise dopo i fatti del 15 maggio, quando le tensioni fra il sovrano e il parlamento diedero origine a una controrivoluzione popolare, che egli deprecò, conservando tuttavia fiducia nella possibilità di un regime liberale con Ferdinando II di Borbone.

Restaurato nel 1849 il governo assoluto, fu condannato a 24 anni di carcere duro, ma ne scontò soltanto 10 presso la torre sita in Montesarchio, perché nel 1859 la pena gli venne commutata nella deportazione.

La nave che lo trasportava in America con altri 67 prigionieri tra cui Luigi Settembrini, Sigismondo Castromediano fu dirottata in Irlanda dal figlio di Settembrini, da dove poi riparò in Piemonte. Qui, circondato da grande autorità morale, prese parte attiva alla vita politica del nascente Regno dItalia, sedendo anche alla Camera dei deputati nelle legislature dalla VII alla X. Re Vittorio Emanuele II lo nominò proprio luogotenente generale dellItalia meridionale. Poerio rifiutò il ministero offertogli da Cavour e si ritirò, deluso dalla scena politica, concludendo la sua vita in povertà.

Morì a Firenze, nellabitazione di Ferdinando Lopez Fonseca, patriota lucano e combattente durante la prima guerra di indipendenza. Poerio è sepolto in una cappella del cimitero di Pomigliano dArco, riconosciuta dal 1930 dal re Vittorio Emanuele III monumento nazionale.