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ⓘ Augustin Pacha. Il 3 aprile 1927 papa Pio XI lo nominò vescovo titolare di Lebedo. Ricevette lordinazione episcopale nella cattedrale di San Giorgio a Timișoara ..




                                     

ⓘ Augustin Pacha

Il 3 aprile 1927 papa Pio XI lo nominò vescovo titolare di Lebedo. Ricevette lordinazione episcopale nella cattedrale di San Giorgio a Timișoara dallarcivescovo Angelo Maria Dolci, nunzio apostolico in Romania, co-consacranti il vescovo di Transilvania Gusztáv Károly Majláth e leparca di Lugoj Alexandru Nicolescu. Lanno successivo ricevette un dottorato honoris causa dallUniversità di Münster.

Il 5 giugno 1930, poco dopo la firma del concordato tra il Regno di Romania e la Santa Sede avvenuta l11 luglio 1929, esattamente a 900 anni dalla fondazione della diocesi di Csanád, papa Pio XI elevò a diocesi lamministrazione apostolica di Timișoara. Il 16 ottobre dello stesso anno monsignor Augustin Pacha ne divenne vescovo. Il 29 novembre 1930 venne incoronato nella cattedrale di San Giorgio a Timișoara. Nello stesso anno venne decorato con lOrdine della Corona. Dal 1939 al 1944 fu senatore del Regno.

Tra le due guerre mondiali, lattività pastorale visse un periodo di rinascita e monsignor Pacha registrò buoni progressi nella pastorale giovanile, favoriti anche dallarrivo nel 1927 delle Suore Benedettine di Santa Lioba. Nello stesso periodo vennero promossi due pellegrinaggi a santuari mariani diocesani, quello di Maria Radna e quello di Maria Ciclova. Consacrò diverse nuove chiese: nel 1925 quella di Teremia Mare, nel 1928 quella della sua città natale, nel 1930 quelle di Jimbolia e Reșița, nel 1933 quella di Lugoj e la chiesa del monastero di Iosefin, nel 1938 quella di Elisabetin e nel 1939 quella di Orșova.

Nel 1948 la diocesi di Timișoara contava 360 000 fedeli in 164 parrocchie e 236 sacerdoti, di cui 195 diocesani e 43 religiosi. Quellanno, il nuovo regime comunista degradò la diocesi al rango di decanato. Lattività religiosa degli ordini e delle associazioni vennero assolutamente proibiti. Il seminario teologico, così come tutte le scuole confessionali cattoliche, venne confiscato.

Pur particolarmente proficuo, loperato di monsignor Pacha era ombreggiato solo dai suoi rapporti con i nazionalsocialisti. Sebbene non fosse ufficialmente un simpatizzante di questo movimento, dopo lagosto del 1944 sarebbe stato spesso accusato di aver lavorato con i nazisti. Sia durante linchiesta, che nel successivo processo, monsignor Pacha spiegò chiaramente che lo scopo dei suoi incontri con Adolf Hitler era di intervenire contro lagitazione anti-cattolica nazista nel Banato: "Io, nella mia qualità di vescovo dei credenti cattolici nel Banato, la maggioranza dei quali sono di origine tedesca e di cui una gran parte erano allinterno dellorganizzazione fascista Grupul Etnic German din România, non ho potuto rimanere passivo e non ho partecipato alle loro dimostrazioni, perché allora i credenti mi avrebbero disatteso. Così, ho partecipato a diverse manifestazioni organizzate dal gruppo etnico tedesco fascista". Dimostrando una certa ambivalenza pastorale, monsignor Pacha sperò infatti di aver trovato un modus vivendi con i gruppi nazisti e di essere dunque in grado di salvare almeno leducazione religiosa confessionale nelle scuole tedesche. Nel 1942 dovette lasciare queste scuole alla gestione del gruppo etnico tedesco della Romania.

Nel 1948 il governo comunista lo rimosse dallincarico con una dichiarazione rilasciata dal Presidium della Grande Assemblea Nazionale. Il 4 giugno 1950 monsignor Pacha emanò una circolare in lingua ungherese per i preti cattolici. In essa invitava i sacerdoti a non partecipare alla riunione di Târgu Mureș, dove diversi preti favorevoli al regime avrebbero sostenuto listituzione di una chiesa cattolica separata da Roma.

Il culmine della persecuzione scatenata contro il vescovo e la Chiesa cattolica nel Banato fu larresto di monsignor Pacha, avvenuto il 18 luglio 1950. Tra il 9 e il 10 marzo dellanno successivo vennero arrestati i canonici, gli arcidiaconi e i decani.

Durante le dure indagini e il processo, monsignor Pacha riconobbe parte delle assurde accuse portate contro di lui: "Ammetto, come indicato nelle dichiarazioni a verbale, la mia attività di Intelligence contro lo Stato rumeno e per il Vaticano. La mia attività di spionaggio iniziò nel 1923, quando il Vaticano mi nominò vescovo cattolico di Timișoara. La mia attività di spionaggio era basata sulla legge canonica. Nella mia veste di vescovo cattolico ha dovuto dare rapporti occasionali al Vaticano su ciò che stava succedendo nella mia diocesi".

Tra il 10 e il 17 settembre 1951, ebbe luogo a Bucarest uno dei più sinistri processi politici stalinisti nella storia della Romania. I dieci imputati - il vescovo di Timișoara Augustin Pacha arrestato il 18 luglio 1950, il vescovo clandestino Joseph Schubert arrestato il 17 febbraio 1951, il sacerdote italiano Pietro Ernesto Clemente Gatti arrestato l8 marzo 1951, il rettore del seminario teologico di Timișoara e vescovo clandestino Adalbert Boroș arrestato il 10 marzo 1951, il segretario della diocesi di Timișoara Ioan Heber arrestato il 10 marzo 1951, il capo della cancelleria del vescovo di Timișoara Iosif Waltner arrestato il 13 marzo 1951, il funzionario interprete della Legazione dItalia a Bucarest Eraldo Pintos arrestato il 27 aprile 1951, lex ispettore ed ex deputato dellAssemblea nazionale e vice presidente di unorganizzazione illegale, il Partito cristiano-socialista, Christian Lazăr Ștefănescu arrestato il 4 maggio 1951, il presidente dello stesso partito ed ex ispettore Gheorghe Sandulescu arrestato il 13 maggio 1951 e il medico di Bucarest Petre Topa arrestato il 14 maggio 1951) - furono coinvolti nel cosiddetto processo delle "spie del Vaticano". Essi vennero condannati da un tribunale militare a sanzioni particolarmente pesanti. Monsignor Pacha, già ottantenne, venne condannato a diciotto anni di carcere in isolamento, alla perdita dei diritti civili per dieci anni e a una pesante multa. Stando alla sentenza sarebbe stato liberato alletà di cento anni.

Venne incarcerato nella prigione di Sighetu Marmației, con altri vescovi martiri della Chiesa cattolica in Romania. Il 1º giugno 1954, gravemente malato di cancro e quasi cieco, venne graziato. Tornò a Timișoara il 12 luglio dello stesso anno sapendo che gli rimaneva poco da vivere. Egli non volle morire in prigione. Tornato in città, visitò più volte la parrocchia della cattedrale con i sacerdoti del luogo e sua sorella Ana.

Il suo stato di salute peggiorò prima della festività di Tutti i Santi e così dovette essere portato in ospedale. Il 3 novembre alle ore 11 subì un intervento chirurgico. Non superò nel migliore dei modi lanestesia e venne quindi portato nella canonica del quartiere Iozefin, dove morì alle 18:30 del 4 novembre. Le esequie si tennero l8 novembre e videro una grande partecipazione di fedeli.

La Chiesa cattolica include il vescovo Augustin Pacha nei testimoni di fede nel martirologio tedesco del XX secolo.

                                     

1. Genealogia episcopale

  • Cardinale Angelo Maria Dolci
  • Cardinale Enrico Enriquez
  • Cardinale Scipione Rebiba
  • Cardinale Raffaele Monaco La Valletta
  • Papa Benedetto XIII
  • Cardinale Giuseppe Maria Doria Pamphilj
  • Cardinale Ulderico Carpegna
  • Vescovo Augustin Pacha
  • Arcivescovo Manuel Quintano Bonifaz
  • Cardinale Luigi Caetani
  • Cardinale Giulio Antonio Santori
  • Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
  • Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri Degli Albertoni
  • Papa Benedetto XIV
  • Papa Pio IX
  • Cardinale Ludovico Ludovisi
  • Cardinale Buenaventura Córdoba Espinosa de la Cerda
  • Papa Pio VIII
  • Cardinale Francesco Satolli
  • Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.