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ⓘ Rivolta dei sacerdoti. La rivolta dei sacerdoti, nota anche come rivolta dei preti, ribellione maltese del 1775 e ribellione del settembre del 1775, fu una rivo ..




Rivolta dei sacerdoti
                                     

ⓘ Rivolta dei sacerdoti

La rivolta dei sacerdoti, nota anche come rivolta dei preti, ribellione maltese del 1775 e ribellione del settembre del 1775, fu una rivolta guidata dal clero maltese contro i Cavalieri Ospitalieri che detenevano la sovranità su Malta. La rivolta ebbe luogo l8 settembre 1775, ma venne soppressa dai cavalieri dellOrdine nel giro di poche ore. I ribelli vennero catturati ed alcuni di loro giustiziati, esiliati o imprigionati.

                                     

1. Antefatto

Le cause della rivolta risalirebbero al 1773 quando Francisco Ximenes de Texada venne eletto gran maestro dellOrdine di Malta alla morte di Manuel Pinto de Fonseca. Alla sua elezione, Ximenes trovò i fondi del tesoro dellOrdine completamente dilapidati e pertanto introdusse delle misure di riduzione delle spese e un aumento della tassa sul grano, cosa che lo rese estremamente impopolare sia al clero che alla gente comune.

Successivamente Ximenes emise un editto che bandiva la caccia alla lepre e si oppose al vescovo Giovanni Carmine Pellerano ed al clero. Altri eventi crearono tensioni tra il clero e lOrdine.

                                     

2. La rivolta

Per le tensioni createsi tra lOrdine ed il clero maltese, nonché la negativa opinione che la popolazione aveva di Ximenes, alcuni sacerdoti guidati da don Gaetano Mannarino iniziarono a complottare contro lOrdine. Questi scelsero la data dell8 settembre come giorno per linizio della rivolta, quando le navi della Marina nazionale si trovavano in mare assieme a quelle della Marina spagnola e La Valletta non era ben difesa. Un totale di 28 sacerdoti ed un gran numero di laici vennero coinvolti nella rivolta.

L8 settembre 1775, giorno della rivolta, solo 18 dei 28 sacerdoti che avevano promesso di partecipare agli scontri si presentarono al quartier generale dei rivoltosi. Malgrado ciò, Mannarino decise comunque di procedere coi piani come stabilito. Un gruppo di 13 si sarebbe diretto su Forte SantElmo a nord de La Valletta, mentre il resto dei ribelli avrebbe catturato il muraglione di San Giacomo sul lato opposto della città. In entrambi i casi lordine era quello di abbassare le insegne del Sovrano Militare Ordine di Malta e di sostituirle con quello di San Paolo.

Quando la rivolta esplose, Ximenes convocò il Consiglio di Stato per capire come meglio reprimere la rivolta. Il Consiglio inviò il Vicario Generale a sentire le richieste dei ribelli, che si accordarono per negoziare. Ad ogni modo, ad un certo punto, un gruppo di rivoltosi si mise a minacciare di far esplodere il magazzino della polvere da sparo di forte SantElmo, fatto che avrebbe certamente causato danni enormi al forte ed alle fortificazioni della città. Per questo motivo, lOrdine decise di riprendere le fortificazioni catturate con la forza. SantElmo venne preso dopo un breve scontro armato, mentre quello di San Giacomo si arrese poco dopo. Dei 18 sacerdoti coinvolti nello scontro, solo 12 rimasero ai loro incarichi dopo la fine della rivolta.

                                     

3. Conseguenze

Dopo la resa, i ribelli vennero imprigionati al Forte di SantElmo. I primi processi ebbero inizio nellottobre del 1775 e 3 persone vennero giustiziate mediante strangolamento. I processi continuarono sino alla morte dello stesso Ximenes avvenuta il 4 novembre. I ribelli rimasti vennero imprigionati, esiliati oppure sollevati dalle accuse.

Il leader della rivolta, don Mannarino, venne condannato al carcere a vita. Venne rilasciato nel 1798 assieme ad altri prigionieri politici durante loccupazione francese delisola e morì nel 1814, alletà di 81 anni.