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Gabi (città antica)
                                     

ⓘ Gabi (città antica)

Gabi fu una città del Latium vetus, posta al XII miglio della via Prenestina, che collegava Roma a Præneste, e che secondo Dionigi di Alicarnasso faceva parte della Lega Latina. Oggi è un sito archeologico nella città metropolitana di Roma Capitale. Le sue cave fornivano uneccellente pietra da costruzione, il lapis gabinus per la vicina Roma.

                                     

1. Localizzazione

La città di Gabi si trovava nei pressi di un lago vulcanico, ora prosciugato, chiamato lago di Castiglione, e in precedenza noto come lacus Buranus o lacus Sanctae Praxedis, a circa 20 chilometri di distanza da Roma, lungo il percorso della via Prenestina antica, che in precedenza si chiamava via Gabina, a metà strada tra Roma e Preneste.

                                     

2.1. Storia Origini

Secondo la tradizione romana fu fondata dai Latini di Alba Longa Per una tradizione minore, Gabii come per altre antiche città laziali sarebbe stata fondata dai Siculi, e per la precisione da due fratelli, Galatus e Bins, da cui il nome della città.

Sempre secondo la tradizione fu il luogo dove Romolo e Remo sarebbero stati educati e sarebbe stata loro insegnata la scrittura.

                                     

2.2. Storia Guerra contro Roma

Lo scontro con Roma nacque quando questa, sconfitta Alba Longa, pretese di assumerne la funzione allinterno della Lega Latina, ma Gabii si rifiutò di ricoscere tale pretesa.

La guerra andava avanti tra alterne vicende senza che nessuno dei due contendenti avesse il sopravvento sullaltro. Così Tarquinio il Superbo e il figlio Sesto Tarquinio architettarono un piano per prendere il nemico con linganno: Sesto si sarebbe finto un ribelle di Roma, e avrebbe chiesto asilo ed aiuto a Gabii. Fu cos che la città venne conquistata con linganno.

Il trattato di pace fra Roma e Gabi, il Foedus Gabinum che conceva uguali diritti agli abitanti delle due città, per la tradizione romana fu scritto da Tarquinio il Superbo in latino con caratteri greci su una pelle di bue, sacrificato per loccasione, quindi appesa nel tempio di Sanco sul Quirinale distesa su uno scudo di legno

Quando Tarquinio il Superbo fu cacciato da Roma, Sesto invece di seguire il padre, si rifugiò a Gabi, dove fu ucciso dagli abitanti, memori dellinganno da lui ordito.



                                     

2.3. Storia Età repubblicana

Nel 221 a.C. la città vide le truppe di Annibale in marcia verso Roma, nel tentativo, fallito, di prendere per sorpresa la città.

A Gabi, nel 54 a.C., nacque da una famiglia equestre molto ricca Albio Tibullo, poeta del I secolo a.C., tra i maggiori esponenti dellelegia erotica. Comunque la città doveva vivere un periodo di decadenza, tantè che Silla ne colonizzò il territoritorio, che fu assegnato ai veterani, e Cicerone la descrive come semplice municipio.

Lo storico Dionigi dAlicarnasso, vissuto tra il 60 a.C. circa e il 7 a.C., descrivendo la guerra tra Roma sotto Tarquinio il Superbo e Gabii, la descrive come una città abitata solo in prossimità della via Prenestina, dove si vedono numerose rovine e con ampie zone ormai disabitate.

Nel 41 a.C. avrebbe dovuto ospitare un incontro tra Ottaviano e Lucio Antonioper appianare i contrasti sorti per la distribuzione delle terre ai soldati del fratello di Marco Antonio. Lincontro però non ebbe luogo, per il timore di Lucio, che lincontro fosse stato architettato per tendergli una trappola.

                                     

2.4. Storia Età imperiale

Il poeta Marco Anneo Lucano nei suoi Pharsalia, ambientati allepoca della guerra civile tra Cesare e Pompeo, ricorda le rovine polverose di Gabii, Veio, Cora e Laurentum.

Nel II secolo Gabi diede i natali a Getulio, martirizzato per la sua fede Cristiana, e per questo fatto poi Santo.

Lesistenza di una diocesi di Gabi, attestata ancora nel tardo IX secolo, che presupponeva un nucleo abitato necessariamente di una certa entità, è indice della prosecuzione della vita nellantico centro.

                                     

2.5. Storia Critica storica

Gabi rappresenta il vertice antico di un triangolo con ai lati le cittadine di Tibur Tivoli, Præneste Palestrina e Collatia, che nel periodo antico ebbero notevole sviluppo e grande importanza nelle vicende storiche e politiche del Lazio in forza della posizione strategica sulle arterie di collegamento dei percorsi commerciali tra lEtruria e la Campania. Le comunità erano legate tra loro da parentele, guidate da capi guerrieri e sacerdoti, vivevano in capanne ed in alcuni periodi dellanno lavoravano la ceramica. Tra il IX secolo a.C. e VIII secolo a.C. in queste comunità egualitarie ebbero luogo delle trasformazioni sociali, che portarono alla costituzione di un sistema sociale di tipo gentilizio-clientelare con la formazione di centri protourbani, anticipatori di quelli urbani propri del territorio laziale latino. Gabi potrebbe essere la città natale del poeta Tibullo.

                                     

3. Sito

Il sito si trova al km 2 della via Prenestina Nuova. e la visita deve essere concordata con la Soprintendenza.

Sono visibili lantica via Prenestina, nel tratto che attraversava la città, formando lasse viario principale e parte dellabitato. A ovest dellinsediamento, si trova il santuario di Giunone Gabina, mentre a est, entro larea muraria, è stato individuato il cosiddetto Santuario orientale, attivo tra il VII e II secolo a.C. e probabilmente dedicato au una divinità femminile protettrice delle nascite, e subito fuori labitato, ci sono i resti di una chiesa medievale. Nei pressi del Santuario di Giunone, è stato poi trovato un edificio, identificato grazie alla dedica dei due finanziatori, come un sacello dedicato a Domizia Longina, moglie dellimperatore Domiziano.

Del foro, oggi interrato, restano le poche descrizioni fatte da Gavin Hamilton, quando riporto alla luce Gabi nel 1791. Una piazza rettangolare, dove per te lati correva un porticato, mentre laltro lato corto si apriva direttamente sulla via Prenestina.

Sono noti anche il sito dellacropoli antica e di lunghi tratti delle mura, in opera quadrata di tufo dellAniene. Recentemente è stato riportato alla luce un edificio, di età arcaica, che si crede possa essere stato abitato dai re della città Latina.

Nel XVIII secolo Pierluigi Galletti credette erroneamente di individuare la città, citata nelle fonti, tra i terrazzi fluviali del Tevere e del Farfa, "ove è ora Torri ovvero le Grotte di Torri".



                                     

3.1. Sito Età preistorica

Nellarea archeologica di Gabi sono stati ritrovati reperti, tutti concentrati in ununica zona tra il lago scomparso e il ciglio del cratere, che testimoniano la presenza di un insediamento preistorico riferibile alletà del Bronzo. Si ipotizza che fosse legato alla pratica della transumanza, lungo un percorso che da appenini, arriva alle coste laziali, nei pressi di Lavinium ed Ardea.

Più numerosi i ritrovamenti che attestano la presenza di insediamenti durante letà del ferro, di cui se ne hanno tracce anche nella futura acropoli, anche se di qualità e numerosità inferiore alle altre. In generale, gli insediamenti riferibili a questo periodo, si concentrano sulle rive del lago, sul ciglio de cratere, e a fondovalle, in prossimità del fosso di San Giuliano, dove si trovava una fonte minerale dacqua fredda, e da dove si dipartiva la strada daccesso al colle.

I reperti di questo periodo trovati lungo il lago e a fondovalle, tutti riferibili alla prima età del ferro, hanno portato allipotesi che già in epoca preistorica si sia sviluppato un fenomeno di agglomerazione degli abitanti, in favore delle parte più elevata della zona, probabilmente per ragioni difensive.

                                     

3.2. Sito Età storica

Della prima età storica arcaica, i ritrovamenti delle diverse campagne di scavo, hanno reso possibile individuare e delimitare con certezza lestensione notevole per lepoca a conferma dellimportanza della città per i Latini della parte principale dellinsedimento, che copre larea compresa tra i resti della cinta muraria a est e sud, il fossato a ovest, e il ciglio del cratere a nord. Il notevole sfruttamento del sito, non ha però permesso determinare, se la città arcaica si sviluppasse anche nella zona delle cave, come pure ipotizzato da alcuni studiosi. A questo periodo è stato attribuito il Santuario orientale cui sono associati diversi bronzetti votivi.

La posizione e la quantità di reperti riferibili alletà repubblicana, oltre a confermare lestensione della città, suggeriscono che in età repubblicana avanzata si sia verificata una concentrazione dellabitato nella zona più vicina alla via Prenestina, con rarefazione dellabitato in prossimità delle mura orientali, attestato anche dallabbandono del Santuario orientale a partire dal II secolo a.C. A questo risale il Santuario di Giunone Gabina.

In etò imperiale si assistette ad un ulteriore concentrazione dellabitato intorno alla via Prenestina e al Santuario di Giunone, che fanno pensare che la città si fosse ridotta ad sorta di Statio, per il controllo della viabilità. Alcuni reperti, marmi e tessere di mosaico, attestano comunque la notevole qualità di alcuni edifici, che probabilmente avevano funzione pubblica.

                                     

3.3. Sito Gli scavi

I primi scavi a Gabi si devono a Gavin Hamilton, uno scultore ed archeologo dilettante, che li iniziò nel 1791 dopo aver ottenuto dal proprietario, il principe Marcantonio Borghese, il permesso a condurre lesplorazione archeologica.

Gli scavi ebbero un insperato successo dato che, oltre alle tracce del foro cittadino e degli edifici contigui, furono ritrovate numerose statue, molte delle quali però in pessimo stato di conservazione, tanto che se ne poterono restaurare solo 49 delle oltre 200 scavate. Tutte queste furono poi esposte dal principe Borghese, che riacquistò anche quelle dovute allHalminton, allinterno della Casina dellOrologio, che divenne un museo allinterno di Villa Borghese a Roma, con il nome di Casino di Gabi. Il museo fu smantellato nel 1807 e il materiale che vi era esposto, fu venduto a Napoleone, ed ora è esposto al Museo del Louvre di Parigi.

                                     

4. La necropoli di Osteria dellOsa

La necropoli delletà del ferro di Osteria dellOsa è legata con la fiorente Gabi, antica città colonia di Alba Longa; essa è posta al 17º chilometro della via Prenestina, sul lato nord di via Polense 41.894226°N 12.700334°E 41.894226; 12.700334. Le datazioni dei ritrovamenti si situano nel periodo compreso tra il IX e il VI secolo a.C.; la necropoli è composta da circa 800 tombe e sepolture.

Nei ritrovamenti vi sono iscrizioni in lingua greca del 650 a.C., le più antiche in Italia in questa lingua dopo la coppa di Nestore, ed iscrizioni in lingua latina del 750 a.C., che sono le più antiche del mondo in questa lingua. Presso la sezione della protostoria dei popoli latini del Museo nazionale romano sono raccolti i materiali scavati negli ultimi decenni.