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Battaglia del Little Bighorn
                                     

ⓘ Battaglia del Little Bighorn

La battaglia del Little Bighorn fu uno scontro armato tra una forza combinata di Lakota, Cheyenne e Arapaho e il 7º Cavalleria dellesercito degli Stati Uniti dAmerica che ebbe luogo il 25 giugno 1876 vicino al torrente Little Bighorn, nel territorio orientale del Montana. Si svolse quasi al termine della presidenza di Ulysses S. Grant.

La battaglia fu il più famoso incidente delle guerre indiane e costituì una schiacciante vittoria per i Lakota e i loro alleati. Delle dodici compagnie del 7º Reggimento di cavalleria US, cinque, comandate dal famoso tenente colonnello George Armstrong Custer, furono completamente annientate. Le altre rimasero assediate per quasi due giorni e subirono perdite sostanziose.

                                     

1. Antefatto

La battaglia del Little Bighorn fu parte della Guerra sulle Black Hills Colline Nere, territorio di grande importanza mistica e culturale per i nativi Sioux Lakota, oltre che tradizionale terreno di caccia. A sua volta, questa fu una conseguenza della Guerra di Nuvola Rossa. Il secondo trattato di Forte Laramie 1868, che concluse quella guerra, stabilì i confini della Grande Riserva Sioux, dove gli Indiani erano considerati sotto tutela dello stato, ricevendo razioni, tele per i tepee etc. ma lasciò una vastissima area, comprendente parti del Wyoming, Montana, Dakota del Nord e Nebraska, come terreno "non ceduto", cioè terreno che il governo statunitense non riconosceva come riserva indiana, ma su cui non pretendeva sovranità.

Era una zona in cui i nativi americani avevano diritto di muoversi, accamparsi e cacciare, finche cerano bisonti. In realtà nessuna delle due parti firmatarie dellaccordo controllava completamente i suoi uomini. In particolare, gli statunitensi continuavano a credere erroneamente che i "capi" dei nativi avessero autorità sui membri della tribù. Negli anni seguenti tutte e due le parti violarono i termini del trattato. Bande Sioux che non accettavano laccordo tenevano il piede in due staffe, usando le agenzie della Grande Riserva Sioux come base, e continuando le ostilità nei territori non ceduti. I bianchi, a loro volta, fecero emergere un nuovo motivo di tensione nel 1873 con i lavori per la ferrovia Northern Pacific, il cui percorso attraversava unarea che, secondo i nativi americani, apparteneva ai territori non-ceduti. Questi incidenti fornirono al governo statunitense un pretesto per iniziare la guerra delle Colline Nere.

                                     

2. Guerra delle Colline Nere

Quando, nel 1874, fu scoperto loro nelle Black Hills, numerosi cercatori entrarono illegalmente nellarea, che era chiaramente parte della Grande Riserva Sioux. Lesercito statunitense inizialmente tentò, senza molto successo, di espellere i cercatori; dopo di che, riaprì le trattative con Nuvola Rossa e Coda Chiazzata, cercando di comprare o affittare questarea offrendo sei milioni di dollari circa 121 milioni di dollari attuali o $400.000 lanno. Tuttavia, non si giunse ad un accordo, sia perché per i capi Sioux lofferta sembrava irrisoria, sia - e soprattutto - perché bande di Sioux rifiutavano assolutamente ogni concessione. Toro Seduto era il leader più influente di queste bande.

Alla fine del 1875, circa 15000 cercatori doro si trovavano abusivamente nelle Colline Nere. Il governo, frustrato dallimpossibilità di risolvere la situazione pacificamente, decise di usare la situazione caotica nei territori non-ceduti per ricorrere alla forza. Ordinò che tutti i nativi americani nei territori non ceduti dovessero recarsi nelle agenzie della Grande Riserva Sioux entro la fine di gennaio 1876, altrimenti sarebbero stati considerati ostili.

Questultimatum era chiaramente assurdo, sia per le difficoltà di viaggiare durante linverno per le tribù nomadi, sia perché molti indiani non ricevettero mai materialmente lavvertimento. Dopo una deludente campagna invernale, durante la quale il generale George Crook ebbe una scaramuccia non decisiva con un gruppo di nativi, erroneamente creduti Sioux di Cavallo Pazzo in realtà si trattava probabilmente degli indiani Cheyennes di Vecchio Orso, Sheridan ripiegò su una campagna estiva.

Il 30 marzo 1876, il Colonnello John Gibbon parti da Fort Ellis in Montana. Il 17 maggio il generale di brigata Alfred Terry lasciò Fort Abraham Lincoln in North Dakota e dodici giorni dopo il Generale George Crook si mise in marcia da Fort Fetterman in Wyoming. Tutte e tre le colonne si diressero verso la zona a nord-est delle Bighorn Mountains a sud del fiume Yellowstone. Lesercito credeva che ogni colonna fosse da sola in grado di fronteggiare tutti i nativi americani che si trovavano al di fuori della riserva, stimati tra i 500 e gli 800 guerrieri. Il governo infatti credeva che gli indiani "ostili" fossero solo le cosiddette bande "nomadi invernali", cioè le bande che non accettavano la riserva, come quelle di Toro Seduto e Cavallo Pazzo, e vivevano nomadicamente tutto lanno. Però, quando finalmente lesercito era pronto a scendere in campo si era ormai quasi allestate e molti indiani cosiddetti "nomadi estivi", dopo aver passato linverno nelle agenzie delle riserve, stavano raggiungendo i "nomadi invernali" per cacciare nei territori non-concessi, come credevano fosse loro diritto. Per il governo, dopo lultimatum di gennaio, tutti gli indiani fuori dalla riserva erano da ritenere ostili. Alla fine di giugno, quando le colonne arrivarono nella zona prefissata, il numero dei nativi da considerare ostili era in realtà salito ad alcune migliaia.

                                     

3.1. Svolgimento della battaglia Piano

Il 17 giugno 1876 una colonna di soldati di fanteria e cavalleria, comandata dal generale Crook, fu attaccata nei pressi del torrente Rosebud da Sioux e Cheyenne settentrionali, guidati da Cavallo Pazzo e, dopo sei ore di violenti scontri, fu costretta a ritirarsi, abbandonando effettivamente la campagna. Il 21 giugno Gibbon e Terry, questultimo accompagnato dal Tenente Colonnello Custer, si incontrarono sul fiume Yellowstone per organizzare le operazioni. George Armstrong Custer era già un personaggio molto discusso, eroe della Guerra Civile, nella quale aveva raggiunto il grado di maggior generale dei volontari, ma noto per essere impetuoso e indisciplinato; era stato sospeso dalla Corte Marziale per un anno dal grado e dallo stipendio per gravi atti di indisciplina. Inoltre si era inimicato il Presidente U.S. Grant, avendo testimoniato contro il fratello di Grant durante uninchiesta sulla corruzione nel War Department.

Custer dovette letteralmente implorare in ginocchio il Generale Terry per avere il permesso di restare al comando del proprio reggimento, il 7º Cavalleria. Avendo appreso che i nativi si stavano radunando nella valle del Little Bighorn, Terry mandò Gibbon alla foce di questo fiume affluente dello Yellowstone con lordine di risalirlo ed ordinò invece a Custer di scendere a sud risalendo il fiume Rosebud. Una volta incrociata la pista degli indiani, gli ordini erano di continuare a Sud, in modo da portarsi bene a sud degli indiani, poi di girare a Ovest fino ad incontrare il Little Bighorn, da lì di seguire il fiume fino ad intercettare i nativi. La cavalleria di Custer avrebbe dovuto attaccare gli indiani solo dopo che la fanteria di Gibbon fosse stata in posizione per bloccare loro la ritirata. Però gli ordini scritti consegnati a Custer erano formulati in modo da consentirgli una certa possibilità di esercitare il proprio giudizio.

Custer partì il 22 giugno con lintesa di arrivare nella valle del Little Bighorn dopo quattro giorni. Invece, ordinando marce forzate, arrivò in vista del villaggio con un giorno danticipo. Quando incontrò la pista indiana, invece di proseguire a sud come ordinato, la seguì immediatamente. Allalba del 25 giugno, gli scouts di Custer, indiani Arikara e Corvi, avvistarono dalla cima del picco Crows Nest un grande accampamento di nativi. Quando Custer salì a sua volta sulla cima, alcune ore dopo, laccampamento non era più visibile, probabilmente a causa della diversa posizione del sole e limpidezza dellatmosfera. Pertanto Custer non aveva una chiara idea né della posizione esatta, né della dimensione del villaggio.

Custer raggiunse il suo bivacco e da qui scese verso valle e divise il reggimento. Per comprendere la mossa di Custer, va rilevato un elemento comune a tutte le guerre indiane fino a quel momento: le tribù nomadi, non avendo città o beni immobili da difendere, preferivano fuggire quando le circostanze non erano in loro favore. Custer di questo aveva diretta esperienza, sia negativa che positiva: nella campagna del 1867, al comando del generale Hancock, aveva inseguito inutilmente per quasi tre mesi i Cheyenne, dopo che questi, sentendosi minacciati, avevano abbandonato il loro villaggio sul fiume Pawnee Fork. Daltra parte, il suo grande e unico successo nelle guerre indiane era stato ottenuto proprio lanno successivo, quando aveva circondato ed attaccato di sorpresa il villaggio Cheyenne di Caldaia Nera nella battaglia del Washita.

La preoccupazione maggiore di Custer, mentre si avvicinava al villaggio sul Little Bighorn, era che i nativi scoprissero la sua presenza e fuggissero. Il suo obiettivo era probabilmente di ripetere la propria tattica della battaglia del Washita, cioè circondare il villaggio e contenere i nativi, ma alcuni ragazzi nativi trovarono una scatola di gallette caduta da uno dei muli che trasportavano le salmerie del reggimento. Uno dei ragazzi fu ucciso dai soldati, ma un altro riuscì a scappare. Temendo che questi desse lallarme al villaggio, Custer accelerò imprudentemente la sua azione per ironia della sorte, il gruppo a cui questo ragazzo apparteneva raggiunse il villaggio quando Custer era già morto.



                                     

3.2. Svolgimento della battaglia Attuazione

Quando era ancora a venticinque km dal villaggio non esistevano strade o sentieri e una distanza stimata su una mappa era molto più corta del percorso su e giù o intorno alle colline o seguendo i meandri del fiume Custer divise il reggimento in quattro colonne: lui stesso con cinque squadroni 211 uomini, Benteen e Reno con tre squadroni ciascuno 115 e 141 uomini rispettivamente, e McDougall con 128 uomini per scortare le salmerie. Benteen fu il primo a separarsi. A circa ventuno-ventidue km dal villaggio, Custer gli ordinò di spazzare larea a sud traversando un crinale dopo laltro e attaccare qualsiasi nativo avesse incontrato.

Questi ordini erano estremamente vaghi. In effetti, così facendo, Custer tagliò i contatti con il 20% del suo comando. Quando la pista degli indiani raggiunse un ruscello oggi chiamato Reno Creek affluente del fiume Little Big Horn, Reno e Custer continuarono ad avanzare in parallelo, Reno sulla riva sinistra e Custer sulla destra. Davanti a loro, un gran polverone indicava che gli indiani erano relativamente vicini, ma nessuno aveva unidea chiara della posizione e grandezza del villaggio. Custer ordinò a Reno di guadare il fiume, e attaccare il villaggio, con la promessa che sarebbe stato appoggiato da tutto il comando. Reno avanzò al trotto, convinto che Custer lavrebbe seguito per garantirgli il sostegno promessogli, ma Custer virò sulla destra salendo sulle colline sovrastanti il fiume.

Sia Reno che Benteen testimoniarono che, nella loro opinione, Custer non avesse un piano, ma si può concludere che intendesse aggirare il villaggio ed evitare la temuta fuga dei nativi. Cerano però fondamentali differenze tra il suo comportamento freddo e calcolato al Washita e quello impetuoso ed erratico al Little Big Horn. Al Washita, pianificò con cura laccerchiamento, comunicò il suo piano ai subordinati e soprattutto prese in considerazione il tempo necessario alle truppe per raggiungere i posti a loro assegnati. Al Little Big Horn, ordinò a Reno e Benteen di eseguire immediatamente i loro ordini. Se il suo piano era di accerchiare il villaggio, avrebbe dovuto ordinare a Reno di aspettare almeno unora prima di attaccare, dando il tempo a Custer stesso di percorrere i sette-otto chilometri di terreno accidentato necessari per circondare il villaggio. È molto probabile che Custer non si fosse reso conto delle dimensioni del villaggio. Esaminando la cronologia della battaglia, si nota che le quattro parti del reggimento erano troppo lontane per aiutarsi a vicenda. Bisogna tenere conto che i cavalli erano già stremati dalle lunghe marce forzate e che il terreno era collinoso. Realisticamente, potevano coprire solo 8-10 chilometri lora, al massimo.

Dopo aver avanzato per 4–5 km Reno finalmente avvistò il villaggio e attaccò come ordinato, ma i nativi, invece di fuggire, contrattaccarono in forze. Reno fermò la carica e ordinò ai soldati di scendere da cavallo e formare una linea di difesa. In questa manovra, un quarto della sua forza fu ritirato dallo scontro, perché un soldato su quattro era incaricato di badare ai cavalli. Reno, prudentemente, ancorò il suo fianco destro su un boschetto di pioppi che crescevano sulla riva sinistra del fiume, ma la riga dei soldati era troppo corta per sbarrare la valle in tutta la sua larghezza e gli indiani aggirarono lala sinistra e cominciarono ad attaccare i soldati alle spalle. Reno ordinò una ritirata nel boschetto. Da qui, apparentemente preso dal panico, ordinò una seconda, caotica ritirata attraverso il fiume e su per le scarpate della riva opposta. Arrivò su una altura con metà dei suoi uomini, gli altri furono uccisi, feriti o rimasero nascosti tra gli alberi, incapaci di guadare il fiume. Lì Reno rimase assediato fino al giorno dopo.

Custer, nel frattempo, divise ancora una volta il suo comando in unala sinistra e unala destra, però questa volta continuò a seguire il crinale a nordest del villaggio, cercando un posto per scendere, attraversare il fiume e attaccare il villaggio dal lato Nord. Quando finalmente vide il villaggio da vicino, si rese conto che aveva bisogno sia di più uomini che di più munizioni. Mandò il trombettiere John Martin Giovanni Martini a cercare Benteen e ordinargli di raggiungerlo e portare i muli con le munizioni le provviste. poiché Martin -che era di origini italiane e si trovava in America soltanto da 2 anni- non parlava ancora bene linglese, il tenente Cooke, aiutante di Custer gli diede precisi ordini scritti che furono esibiti nellinchiesta successiva alla battaglia. A questo punto Custer era ancora alloffensiva, non era in contatto con gli Indiani e non si trovava in pericolo.

Martin aveva solo una vaga idea di dove si trovasse Benteen. Anni dopo scrisse:" Io non sapevo né dovera il Colonnello Benteen, né dove cercarlo. guardavo tuttintorno per trovare il Colonnello Benteen". Prudentemente, il tenente Cooke gli ordinò di mantenersi sul sentiero e ripercorrere il percorso del reggimento. Questo significava che Martin avrebbe potuto cavalcare per ore verso il punto dove il reggimento si era diviso e poi seguire le tracce lasciate da Benteen. Benteen si era però stancato presto di andare" a caccia di valli allinfinito" su un terreno che trovava molto difficile per gli uomini e i cavalli. Anni dopo scrisse: "Dire che il terreno era scabroso non è sufficiente; usare qualche parolaccia davanti alla parola scabroso renderebbe meglio lidea" e "che nessun Indiano di buon senso avrebbe scelto un posto per un campo" in quellarea. Queste dichiarazioni non furono smentite dagli altri ufficiali che lo accompagnavano, cioè I tenenti Edgerly e Godfrey e il Capitano Weir, che pure era un amico e sostenitore di Custer. Quando Benteen giudicò che sarebbe stato più utile ricongiursi con il reggimento, virò a destra per ricongiungersi con Custer e Reno e tornò sulla pista che loro avevano seguito. Lì Martin incontrò Benteen circa 25 minuti dopo aver lasciato Custer.

Benteen si avviò verso Custer, come ordinato, accelerando dal passo al trotto. Benteen fu fortemente criticato dai sostenitori di Custer per non essersi affrettato di più, però lui non ritenette che Custer fosse in pericolo. Allinchiesta che segui la battaglia testimoniò: "Le mie impressioni dal Trombettiere Martin erano che gli indiani erano in fuga" "My impressions from Trumpeter Martin were that the Indians were skedaddling". Per di più lordine di Custer era anche di portare le munizioni, cosa problematica perché la carovana di muli che le portava era ancora più indietro e marciava ancora più lentamente. Inoltre i pacchi sui muli cominciavano ad allentarsi e cadere.

Dopo venti minuti Benteen avvistò Reno assediato sulla collina. Allinchiesta testimoniò "La mia prima visione del combattimento ha mostrato che non cera nessuna fuga da parte degli indiani e io naturalmente credetti che quello fosse lintero comando". Pertanto raggiunse larea dove aveva visto il combattimento. Una volta arrivato li Reno gli corse incontro esclamando:"Per lamor di Dio Benteen, Ferma il tuo comando e aiutami. Ho perso la metà dei miei uomini!". Benteen gli chiese se sapeva dove si trovasse Custer e Reno rispose di no, che Custer gli aveva promesso che lavrebbe supportato nella sua carica al villaggio, dopo di che non lo aveva più visto e non sapeva dovera. A questo punto decise fosse più opportuno restare con lui e difendere la posizione sulla collina, anche perché Reno era suo superiore.

Custer intanto aveva finalmente ingaggiato battaglia con i nativi. I suoi movimenti possono essere solo ricostruiti approssimativamente, sulla base delle testimonianze dei guerrieri nativi spesso confuse e dalla posizione dei morti, dei bossoli delle cartucce e dei proiettili trovati durante la ricerca archeologica del campo di battaglia effettuata nel 1984. Si crede che Custer abbia mandato in avanscoperta il Capitano Yates con due squadroni per esplorare Medicine Tail Coulee, un canalone che portava ad un guado del fiume. È possibile che poco dopo Custer stesso lo abbia seguito. In ogni caso, al guado, secondo la testimonianza degli Indiani, cinque guerrieri Cheyenne e cinque Sioux offrirono resistenza sufficiente per ritardare lavanzata e dare tempo ad altri nativi di arrivare in forze. È anche possibile che Custer si sia accorto che stava attaccando il villaggio nel suo mezzo, non allestremità nord, come intendeva. In ogni caso, la carica fallì e il contingente risalì sulle colline, continuando a spostarsi verso il nord, questa volta incalzato da centinaia di indiani guidati da Fiele in inglese "Gall". Il battaglione cominciò a disunirsi, come indicato dai corpi dei caduti che furono trovati lungo il percorso della ritirata. Apparentemente le varie compagnie cercarono individualmente un posto per organizzare una resistenza. Cavallo Pazzo attaccò Custer dal Nord fermandone la ritirata.

Preso tra queste due cariche, Custer si fermò, smontò gli uomini che gli rimanevano, formò un quadrato e cercò di resistere, ma inutilmente. In meno di mezzora tutto il suo comando fu annientato. Non possiamo sapere se Custer sia stato lultimo a morire, come vuole la leggenda, o sia stato tra i primi. Lo scrittore David H. Miller, che visse tra i nativi e intervistò molti partecipanti alla battaglia, suggerisce che Custer sia stato colpito alla base di Medicine Trail Coulee e successivamente portato sul luogo dellultima resistenza morto o morente.

Quando Reno e Benteen, sempre assediati sulla collina, sentirono i colpi di arma da fuoco provenienti da Custer, effettuarono un tentativo di ricongiungersi con lui, soprattutto perché un ufficiale del comando di Reno il capitano Weir prese liniziativa, ma senza successo. In effetti, Reno aveva poca scelta, avendo 53 feriti, niente acqua, munizioni limitate e ancora centinaia di nativi che lo assediavano anche se molti di loro avevano abbandonato lassedio per partecipare alla battaglia contro Custer. Quando la colonna di McDougall finalmente arrivò con i rifornimenti Custer era già morto.

                                     

4. Cronologia della battaglia

  • 15:32: Reno si ritira tra gli alberi, McDougall raggiunge la pista, 15 minuti dietro Benteen
  • 17:05: Il Capitano Weir, di sua iniziativa lascia Reno e Benteen e con la sua compagnia, si avvia verso il rumore della fucileria.
  • 15:03: Custer sale sul crinale a nord del villaggio. Reno comincia la carica, Benteen abbandona lesplorazione e decide di riunirsi al reggimento.
  • 16:46: Custer si ricongiunge con Yates evento controverso, basato su ipotesi
  • 15:34: Custer ordina a John Martin di raggiungere Benteen
  • 15:15: Benteen raggiunge il sentiero percorso dal reggimento. Custer e Reno sono passati per questo punto circa unora prima.
  • 16:27: Custer scende dalle colline per raggiungere Yates evento controverso, basato su ipotesi
  • 16:16: Custer manda il Cap. Yates con due compagnie verso il villaggio e aspetta sulle colline
  • 16:06: Benteen vede Reno assediato sullaltura
  • 17:10: Ultimi colpi sparati dal comando di Custer.
  • 12:00: Custer divide il reggimento
  • 15:53: Reno lascia il riparo degli alberi dirigendosi verso unaltura
  • 16:20: Benteen si ricongiunge con Reno
  • 14:15: Custer ordina a Reno di trottare verso il villaggio, che è ancora a circa 4.5 km di distanza, e attaccare
  • 16:55: Custer scambia intensa fucileria con i nativi probabilmente è un segnale per Reno e Benteen
  • 15:28: Custer, dalle colline, osserva Reno impegnato dagli indiani
  • 17:22; Reno e Benteen si mettono in marcia per ricongiursi con Weir, ma, attaccati dagli Indiani sono costretti a tornare indietro.
  • 15:18: Reno, preoccupato dal numero degli indiani davanti a lui arresta la carica e ordina alle truppe di combattere a piedi.
  • 16:00: Benteen incontra John Martin con gli ordini di Custer
  • 17:25: McDougall raggiunge Reno e Benteen. Custer e il suo comando sono già morti da alcuni minuti.
  • 13:20: Custer e Reno continuano verso il villaggio. Benteen lascia la pista e comincia a esplorare larea a sud.
  • 14:53: Reno attraversa il fiume e dispone le truppe per lattacco
                                     

5. La battaglia secondo gli indiani: il racconto di Gambe di Legno

Il medico Thomas B. Marquis raccolse varie testimonianze dai Cheyenne che parteciparono alla battaglia di Little Bighorn, imparandone la lingua dei segni. In particolare pubblicò un libro che riportava la vita le esperienze di Gambe di Legno Kum-moq-quiv-vi-ok-ta, un nativo americano appartenente alla Tribù dei Cheyenne settentrionali, guerriero del gruppo dellAlce. Egli aveva 18 anni quando prese parte alla battaglia e partecipò alla cerimonia commemorativa a 30 anni di distanza dalla battaglia. La sua testimonianza è riportata nella pagina Gamba di Legno

                                     

6. Conseguenze

In tutto i caduti della battaglia furono 268 per il 7º Cavalleria, mentre le perdite dei nativi americani furono stimate approssimativamente da 30 a 300 guerrieri i nativi portarono via la maggior parte dei loro morti; il combattimento vero e proprio non era durato più di 25 minuti. La mattina del 27 giugno le truppe di Terry e Gibbon si riunirono con ciò che restava delle forze di Reno e Benteen e si recarono quindi sul luogo della battaglia per procedere alla difficile opera di ricerca, riconoscimento e sepoltura dei corpi dei caduti, opera che si concluse solo tre giorni dopo.

La sconfitta motivò lesercito a intensificare la campagna contro i Lakota. La riserva fu posta praticamente sotto legge marziale. I nativi furono costretti a consegnare armi e cavalli e interdetti dal cacciare nei territori non-ceduti. Le bande di nativi americani al di fuori della riserva furono inseguite implacabilmente e una ad una si arresero, più che altro perché private dei mezzi di sussistenza non ci furono grandi battaglie, ma villaggi e provviste furono distrutti. I territori non-ceduti, le Colline Nere e una striscia al margine occidentale della Grande Riserva Sioux passarono sotto la sovranità degli Stati Uniti. Entro ottobre tutti i Lakota, a eccezione delle bande di Bile e Toro Seduto, avevano accettato di "sotterrare lascia di guerra" e rientrare nelle riserve.

Cavallo Pazzo rimase alla macchia sulle montagne del Bighorn fino a quando suo zio Coda Maculata lo convinse ad arrendersi: il 5 settembre 1877, attirato con un tranello a Fort Robinson, venne ucciso da una sentinella con un colpo di baionetta, dopo che, resosi conto della situazione, aveva tentato di fuggire. Toro Seduto e Bile si rifugiarono in Canada. Da qui continuarono a cacciare i bisonti tendevano a vagare a sud del confine canadese e a condurre razzie in Montana e North Dakota, creando difficoltà diplomatiche tra i governi canadese e statunitense e causando un continuo stato di ostilità. Infine Bile e Toro Seduto si rassegnarono a rientrare negli Stati Uniti e accettarono di vivere nella riserva. Bile visse pacificamente nella riserva di Standing Rock, dove morì il 5 dicembre 1894. Toro Seduto trascorse due anni come prigioniero di guerra, quindi fu assegnato alla stessa riserva. Nel 1890 le autorità temettero che volesse organizzare una ribellione e il 15 dicembre lo arrestarono. Ne nacque uno scontro durante il quale venne ucciso da un poliziotto Lakota.



                                     

7. Il dibattito e leredità storica

Il sensazionalismo dei giornali dellepoca, i numerosi ammiratori di Custer a partire dalla moglie Libby, la tendenza dellesercito a serrare i ranghi e il nazionalismo esagerato in tempo di guerra crearono una polemica che continua anche oggi.

                                     

7.1. Il dibattito e leredità storica Custer

Dal momento in cui decise di deviare dal piano di Terry, indubbiamente, Custer deve assumersi la responsabilità per lesito della battaglia. Nessuna delle sue supposizioni era fondata: gli abitanti del villaggio dei nativi americani non avevano nessuna intenzione di fuggire, i nativi che Custer avvistò durante la sua marcia non diedero lallarme perlopiù si trattava di gruppi in viaggio per unirsi al villaggio, ed alcuni di essi arrivarono dopo che la battaglia era già cominciata. Custer agì sulla base del suo istinto, non sulla base di informazioni concrete i suoi scout nativi lo avvertirono ripetutamente del numero eccezionale dei nemici. Stancò inutilmente uomini e cavalli ordinando marce forzate, divise il reggimento senza fare piani precisi e senza neppure sapere dove esattamente si trovasse il villaggio, promise a Reno di sostenerlo nellattacco ma iniziò una manovra differente e diede ai subordinati ordini poco chiari.

Chi disobbedì agli ordini? Custer chiaramente non seguì le istruzioni di Terry, però non si può dire che disobbedì. È vero che al momento della partenza Terry gli disse:" Non essere ingordo, aspettaci”. Però gli ordini scritti esprimevano le istruzioni come" desideri”, usando spesso il modo condizionale" dovrebbe”, invece di" deve” enfatizzando il rispetto per lo" zelo, energia e abilità” di Custer.

                                     

7.2. Il dibattito e leredità storica Reno

Benteen e Reno furono accusati di non aver fatto il loro dovere. Reno, accusato di codardia, chiese uninchiesta per riabilitare il proprio nome. In effetti, si può speculare sul fatto che se Reno avesse continuato la carica, portando la battaglia nel villaggio, se avesse resistito unaltra mezzora, Custer avrebbe potuto sorreggerlo attaccando il villaggio sul fianco destro. A posteriori, però, considerando il numero degli indiani che né Reno né Custer conoscevano non è realistico pensare che Reno avrebbe potuto resistere tanto a lungo, considerando che Custer, con il doppio di uomini, fu annientato in mezzora.

Altri mettono in questione la decisione di Reno di abbandonare il boschetto, dove avrebbe potuto resistere meglio, forse di nuovo dando a Custer il tempo di attaccare il villaggio. In realtà, Reno perse la testa nel boschetto dove ordinò agli uomini di" montare, smontare, rimontare” e ordinò una ritirata caotica, in un punto dove il fiume non era guadabile, perdendo diversi uomini nel trasferimento. La corte dinchiesta, anche se esonerò Reno, indicò che gli ufficiali subalterni si erano comportati meglio di lui. Una volta arrivato in una posizione difendibile, Reno si rifiutò di muoversi fino a che Terry arrivò due giorni dopo. Però era Custer che avrebbe dovuto sorreggere Reno e non viceversa.



                                     

7.3. Il dibattito e leredità storica Benteen

Benteen disobbedì allordine portatogli da Giovanni Martini" Vieni presto e porta i rifornimenti”, ma questordine era contraddittorio: come avrebbe potuto affrettarsi e portare i rifornimenti senza adeguarsi al loro lento passo? E quando decise di restare con Reno, invece di raggiungere Custer, non sapeva dove Custer si trovasse Custer si era spostato ancora verso il Nord da quando Martin laveva lasciato 45 minuti prima, era nascosto dalle colline e non aveva ancora attaccato i nativi.

Lunica sparatoria in corso era intorno alla posizione di Reno. Se ad un ufficiale si vuole dare un minimo di iniziativa e leadership, bisogna concludere che la condotta di Benteen fu ineccepibile. Se avesse eseguito lordine ciecamente, sarebbe stato probabilmente attaccato e annientato dai nativi mentre cercava le tracce di Custer che si trovava ad unora di distanza. Daltra parte, la sua decisione di restare nella posizione di Reno probabilmente prevenne un ulteriore disastro.

                                     

7.4. Il dibattito e leredità storica Diatriba sulle armi

Il fatto che gli indiani avessero alcuni fucili a ripetizione Henry e Winchester produsse il mito che i nativi fossero armati meglio della cavalleria. In realtà solo circa metà degli Indiani aveva armi da fuoco: soprattutto vecchi moschetti ad avancarica, fucili da caccia, pistole molte ad avancarica, Springfields catturati dai soldati e qualche Winchester ed Henry. Ma qual è la definizione di "migliore"? Anche dopo la battaglia del Little Bighorn, lesercito continuò ad affermare la superiorità della carabina Springfield Modello 1873 Trapdoor a colpo singolo contro la carabina Winchester che sparava a ripetizione ma era meno potente e precisa a lunga distanza e più soggetta ad inceppamento. Inoltre, anche gli indiani che possedevano armi da fuoco avevano difficoltà a ottenere munizioni. Non era insolito per i nativi usare munizioni del calibro sbagliato perché non avevano di meglio.

È vero, però, che data la loro grande superiorità numerica, la piccola percentuale di indiani armati di fucili a ripetizione superava numericamente il numero di soldati. Gli indiani armati di archi e frecce, però, non erano necessariamente in svantaggio: infatti quando lesercito passò dalloffesa alla difesa, le frecce furono più efficaci delle armi da fuoco. Nascosti tra rocce e anfratti, gli indiani le lanciarono in una traiettoria arcuata per ricadere dallalto sulle posizioni difensive di Custer e Reno, senza esporsi al fuoco dei soldati. Solo in questo senso si può dire che gli indiani avevano le armi migliori.

                                     

8. Gli italiani della battaglia

Le fonti più recenti indicano i nomi di quattro italiani che parteciparono alla battaglia del Little Bighorn. Tra le truppe di Custer vi erano il tenente conte Carlo Di Rudio da Belluno, il soldato Agostino Luigi Devoto da Genova, il soldato Giovanni Casella da Roma ed il soldato Giovanni Martini da Sala Consilina, tutti sopravvissuti alla battaglia.

Il trombettiere campano Giovanni Martini John Martin; 1853-1922 fu lunico soldato scampato della colonna di Custer. Il giovane emigrato, ex tamburino garibaldino nella campagna in Trentino del 1866 e a Mentana nel 1867, deve la vita allo stesso Tenente Colonnello che gli ordinò di correre a chiedere aiuto al capitano Benteen, prima che lintera colonna venisse circondata ed annientata.

Tra gli ufficiali della colonna di Reno vi fu il conte Carlo Di Rudio 1832 - 1910, che Reno chiamava con disprezzo "il conte che non conta", un mazziniano bellunese costretto allesilio per la sua partecipazione al fallito attentato contro Napoleone III di Francia. Durante la ritirata di Reno, rimase intrappolato nel boschetto dove restò per 36 ore, ricongiungendosi con Reno solo quando la battaglia era praticamente finita. Anche Giovanni Casella e Agostino Luigi Devoto sopravvissero alla battaglia, essendosi la loro unità di salmerie aggregata alla colonna di Reno.

Felice Vinatieri 1834-1891, musicista e compositore di origine torinese, era il direttore della banda musicale del reggimento, ma la banda non partecipò direttamente agli scontri essendo stata assegnata al reparto dappoggio dislocato sul battello Far West, ormeggiato sulle sponde del fiume Powder. Anche Francesco Lombardi e Francesco Lambertini non presero parte alla battaglia perché confinati in infermeria, probabilmente a bordo della stessa nave.

                                     

9. Influenza culturale e reinterpretazioni

Videogiochi

  • In Age of Empires III: The WarChiefs, nello scenario finale della campagna, il protagonista si trova a combattere dalla parte dei Sioux nella battaglia del Little Bighorn.
                                     

9.1. Influenza culturale e reinterpretazioni Letteratura

  • Nel racconto di Frederick Forsyth Vento che sussurra viene integralmente rappresentata la battaglia di Little Bighorn, allinterno del quale lunico sopravvissuto degli squadroni di Custer sarebbe uno scout di frontiera, poi risparmiato da Toro Seduto per aver precedentemente aiutato una squaw a sottrarsi alle violenze dei soldati del settimo cavalleggeri.
                                     

9.2. Influenza culturale e reinterpretazioni Cinema

  • On the Little Big Horn or Custers Last Stand, regia di Francis Boggs 1909.
  • The Massacre, cortometraggio del 1912 diretto da David Wark Griffith, incentrato sulla battaglia del Little Bighorn.
  • Nel film Soldato blu del 1970 diretto da Ralph Nelson, che narra il massacro di Sand Creek 1864, si parla della battaglia del Little Bighorn come già avvenuta, mentre questa prenderà atto ben 12 anni dopo gli eventi narrati.
  • Nel film Il piccolo grande uomo 1970 di Arthur Penn, tratto dallomonimo romanzo di Thomas Berger, il protagonista Jack Crabb racconta la sua vita e, tra le vicende narrate, cè anche la battaglia di Little Big Horn.
  • Nel film Non toccare la donna bianca 1975 il regista italiano Marco Ferreri traspone la battaglia del Little Bighorn e della sconfitta di Custer riambientandola nella Parigi moderna.
  • Nel film Lultimo samurai 2003 di Edward Zwick, Tom Cruise interpreta il Capitano Nathan Algren, ex-membro del settimo cavalleggeri, lacerato dai rimorsi per avere sterminato donne e bambini. Allinizio del film, Algreen evoca per sbaglio le atrocità di Little Big Horn mentre pronuncia, ubriaco, un comizio; nella sequenza successiva, non nasconde il suo stupore quando incontra lex commilitone Seb, che gli confida di essere scampato alla battaglia.
  • Custers Last Fight, regia di Francis Ford 1912, fu uno dei primissimi film dedicati alla figura del generale Custer.
  • Il film Il massacro di Fort Apache 1948 di John Ford è una palese allusione alla battaglia del Little Bighorn.
  • Il film muto General Custer at Little Big Horn del 1926 diretto da Harry L. Fraser, narra in maniera romanzata gli eventi della battaglia di Little Bighorn.
                                     

9.3. Influenza culturale e reinterpretazioni Fumetto

  • Nel numero 60 della serie a fumetti Storia del West il desiderio di rivincita del guerriero Cheyenne Wapai - scampato al massacro sul fiume Washita, ad opera proprio di Custer - si incrocia con la sete di gloria del generale dai lunghi capelli biondi. Sulle rive del Little Big Horn entrambi avranno il loro "Giorno di gloria".
  • Nel numero 99 della serie a fumetti Magico Vento è presente una ricostruzione degli eventi di Little Bighorn.
  • Nel quinto capitolo del volume 3 del manga fantastico Devilman dal titolo Il diavolo di Little Bighorn si specula il fatto che il Generale Custer possa in realtà essere un demone: esso verrà sconfitto proprio da Devilman non prima di aver però commesso un massacro nei confronti dei Cheyenne arrivato li grazie a un "time slip", un viaggio nel tempo.
  • Nel numero 32 La Leggenda del Generale della serie a fumetti Ken Parker, il protagonista, avendo ricevuto degli ordini in ritardo, cerca di raggiungere il tenente colonnello Custer fino ad arrivare a Little Bighorn quando ormai la battaglia è finita. Lungo il racconto, il protagonista Ken ha loccasione di incontrare varie persone che gli racconteranno la loro opinione del militare, varie versioni, spesso diametralmente opposte, della personalità di Custer, persona mitizzata o disprezzata già a quei tempi.
  • Nel numero 492 del fumetto Tex dal titolo Little Big Horn pagina 76, in cui si ricostruiscono gli eventi che portarono alla battaglia, si rievoca lepisodio dellordine di Custer al soldato John Martini di correre a chiedere aiuto al capitano Benteen, ordine che gli salvò la vita.
                                     

9.4. Influenza culturale e reinterpretazioni Musica

  • Nella canzone Coda di lupo di Fabrizio De André, nellalbum Rimini 1978 viene citata la battaglia di Little Big Horn come metafora della "cacciata di Lama" avvenuta il 17 febbraio 1977 allUniversità La Sapienza
  • Il gruppo metal Running Wild ha composto una canzone dal titolo Little Big Horn 1992 pubblicata come EP.
                                     

9.5. Influenza culturale e reinterpretazioni Videogiochi

  • In Age of Empires III: The WarChiefs, nello scenario finale della campagna, il protagonista si trova a combattere dalla parte dei Sioux nella battaglia del Little Bighorn.
                                     
  • Little Big Horn rimanda qui. Se stai cercando il film del 1951, vedi La trappola degli indiani. Il Little Bighorn River letteralmente fiume del Piccolo
  • nell esercito statunitense nordista, è noto per aver partecipato alla battaglia del Little Bighorn Figlio di Giuseppe e Angela Cassinelli, nel 1857 emigrò negli
  • partecipato alla battaglia del Little Bighorn Secondo alcuni ricercatori Giovanni Casella, romano di nascita, militò in Italia nelle ultime fasi del Risorgimento
  • Institute Battaglia del Little Bighorn EN General Custer at the Little Big Horn, su Internet Movie Database, IMDb.com. EN General Custer at the Little Big
  • per essere l unico sopravvissuto della colonna di Custer alla battaglia del Little Bighorn Le scarse notizie biografiche sui primi anni di vita di Giovanni
  • grande guerra Cheyenne Tra le molte battaglie e schermaglie della guerra ci fu la battaglia del Little Bighorn famosa per essere stata l ultima difesa
  • Randall Parrish pubblicato a Chicago nel 1910 che ricorda la battaglia del Little Bighorn Prodotto dallo stesso regista per la sua casa di produzione
  • guerre risorgimentali, fu uno dei pochi sopravvissuti di Little Bighorn Battaglia del Little Bighorn George Armstrong Custer Guerre indiane Ku Klux Klan Altri
  • interprete per il 7th Cavalry Regiment del tenente colonnello George Armstrong Custer durante la battaglia del Little Bighorn Visse oltre 31 anni tra i nativi
  • Regiment del tenente colonnello George Armstrong Custer durante la battaglia del Little Bighorn Nato nel 1837 con il nome di Michel, era figlio di una nativa