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ⓘ Opus sectile. L opus sectile è unantica tecnica artistica che utilizza marmi tagliati per realizzare pavimentazioni e decorazioni murarie a intarsio. ..




Opus sectile
                                     

ⓘ Opus sectile

L opus sectile è unantica tecnica artistica che utilizza marmi tagliati per realizzare pavimentazioni e decorazioni murarie a intarsio.

                                     

1.1. Tecnica Opus sectile in marmo

L opus sectile è considerato una delle tecniche di ornamentazione marmorea più raffinate e prestigiose, sia per i materiali utilizzati marmi tra i più rari e quindi costosi che per la difficoltà di realizzazione, dovendosi sezionare il marmo in fogli assai sottili "crustae", sagomarlo con grande precisione, e utilizzare le più diverse qualità di marmo allo scopo di ottenere gli effetti cromatici desiderati.

Plinio il Vecchio descrive questa tecnica nel libro XXXVI, VI-IX della sua Naturalis historia, indicandone linvenzione in Caria e la prima applicazione nel Mausoleo di Alicarnasso IV secolo a.C. Lintroduzione a Roma della decorazione parietale in opus sectile è assai più tarda e si deve, secondo Plinio, al cavaliere formiano Mamurra, che era stato capo degli ingegneri di Cesare in Gallia - risale dunque al I secolo a.C.

Rapidamente, e nonostante le deplorazioni moralistiche di Plinio e di altri nostalgici dellausterità repubblicana, le decorazioni in opus sectile di pavimenti e pareti dilagarono, oltre che negli edifici pubblici, anche negli ambienti privati più sontuosi, a magnificare la ricchezza e la raffinatezza dei proprietari. Inizialmente le scaglie componevano rivestimenti a motivi geometrici come saranno più tardi le opere dei Cosmati, ma nel tempo si svilupparono moduli iconografici naturalistici sempre più raffinati e variati nelle dimensioni, che andavano dalle grandi scene di caccia ai pannelli ornamentali a motivi floreali, al rivestimento di interi ambienti, sviluppando una vera e propria "pittura in pietra".

Le caratteristiche che misuravano la qualità dellopus sectile erano la continuità del tessuto marmoreo le cui commessure dovevano essere invisibili e la ricchezza dei colori, per variare i quali si utilizzavano marmi diversi, ma anche trattamenti modificatori, come la bruciatura del giallo antico per crearvi sfumature con effetti volumetrici. Infine, tratto molto importante di questa tecnica è la resa bidimensionale delle figure.

La tecnica verrà utilizzata in occidente per tutta la durata dellimpero romano e continuerà a trovare applicazione, in Oriente, nelle basiliche bizantine.

                                     

1.2. Tecnica L opus sectile della domus di Porta Marina a Ostia

Un esempio straordinario di un intero ambiente decorato in opus sectile e ricostruito in esposizione museale è laula della domus di Porta Marina di Ostia, attualmente 2009 esposto presso il Museo dellAlto Medioevo di Roma.

Lambiente, ritrovato nel 1949 e il cui primo restauro fu realizzato fra il 1959 e il 1966, proviene da una domus di Ostia, ed è databile agli ultimi anni del IV secolo. La sua relativa integrità che ne ha consentito leccezionale restauro è dovuta al fatto che le pareti crollarono mentre erano ancora in corso i lavori di costruzione, come dimostra lesistenza di aree non ancora pavimentate ma i cui materiali erano stati già predisposti in loco, e la presenza di due fosse per spegnere la calce nellarea di lavoro.

                                     

1.3. Tecnica Opus sectile in pasta vitrea

Una variante di questa tecnica è lopus sectile in pasta vitrea, comunemente definito come "vetro architettonico".

Il materiale è costituito in questo caso non da sfoglie di marmi, ma da lastre di pasta vitrea, che nel caso delluso da rivestimento venivano colorate ad imitazione dei marmi.

Un esempio rilevante di questi sectilia è rappresentato dalle circa 30.000 lastre provenienti dalla Villa di Lucio Vero allAcqua Traversa sulla via Cassia e appartenenti alla Collezione Gorga.

                                     

2. I Cosmati

Una notevole ripresa della tecnica avverrà per opera dei maestri Cosmati, tra il XII e il XIII secolo, soprattutto nellItalia centrale ed in Sicilia.

                                     

3. Il "commesso" o "mosaico fiorentino"

La tecnica del "commesso in pietre dure", conosciuta anche come "mosaico fiorentino", fu incentivata nel XVI secolo dai Medici e fu perfezionata nel corso dei secoli grazie allistituzione, nel 1588, dellOpificio delle Pietre Dure da parte del granduca Ferdinando I de Medici. I disegni, fiori, paesaggi e figure, possono essere eseguiti con questa tecnica utilizzando parti di pietra colorata, assemblate una vicino allaltra, sino a ottenere cromatismi di particolare effetto, simile a una pittura, come la definì il Vasari nel 1550. Il termine "commesso" deriva dal latino committere congiungere tasselli di pietra tagliati da un filo metallico secondo un disegno iniziale, partendo dal quale veniva realizzato un cartone a sezioni che fungevano da composizione. I vari pezzi venivano fissati con colla su un supporto rigido e quindi lucidati.

Sul modello fiorentino nacquero, in tempi successivi, le più note manifatture di Praga, per volere di Rodolfo II dAsburgo e dei Gobelins da Luigi XIV di Francia, nel 1668.

Alla fine del Seicento i Corbarelli, importante famiglia fiorentina di intarsiatori di pietre dure che operarono a Brescia, Padova, Vicenza, Modena e nel mantovano, introdussero larte del" commesso alla fiorentina” con intarsio a carattere naturalistico nellarchitettura sacra decorazione di altari. Ricevettero la commissione di eseguire le decorazioni dellaltare per la chiesa di San Domenico a Brescia, andato perduto. In questa tecnica furono maestri altri scultori bresciani, in particolare gli appartenenti alla famiglia dei Gamba.